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Baroni Lab dalla Cina con Music Gallery
Baroni Lab dalla Cina con Music Gallery
di [user #116] - pubblicato il

Il made in Italy si industrializza e viaggia in Cina. A riportarlo nei negozi nostrani è Music Gallery: la linea di pedali Baroni Lab vanta caratteristiche uniche e una progettazione tutta italiana, ma con una realizzazione orientale per un costo contenuto presso una fabbrica di proprietà esclusiva.
Ideatore e fondatore del marchio, Ugo Baroni ha spostato già da qualche tempo la sua attività di produzione nella città di Guangzhou, in Cina. Lì la fabbrica, di sua proprietà e controllata da lui personalmente, produce tutta la linea di effetti Baroni Lab, una collezione di stompbox caratterizzati dalla scelta di componentistica di qualità, switch true bypass con relè Panasonic e chassis realizzati in una lega speciale che blocca le interferenze esterne. La fine progettazione italiana sposa il lavoro orientale per immettere sul mercato pedali di valore a prezzi altamente concorrenziali.

Baroni Lab dalla Cina con Music Gallery

La linea di prodotti si compone di vari distorsori, alcuni valvolari, alcuni al germanio, alcuni di chiara ispirazione Muff, un compressore ottico particolarmente indicato per i bassisti e compressore molto trasparente per chitarra.
Oltre a questi è stata studiata e sviluppata un’apposita serie di pedali preamplificatori, ispirati a celebri amplificatori dei quali riprendono il circuito del primo stadio di pre, valvole incluse.
Per completare la gamma, non potevano mancare gli effetti di modulazione: The Chorus, Miss Flanger e The Time.
Certamente degni di nota sono i due pedali Mini Amp, veri e propri amplificatori con due canali ed EQ a tre bande condivise.
Per il momento è possibile scegliere tra due wattaggi 30 o 50, inoltre grazie alla simulazione di cassa, attivabile tramite switch, sarà possibile entrare direttamente nel PA o in una cassa amplificata.

Baroni Lab dalla Cina con Music Gallery

In Italia, i pedali Baroni Lab sono ora disponibili con la distribuzione esclusiva a cura di Music Gallery.
baroni lab effetti e processori music gallery
Link utili
Sito Baroni Lab
Sito del distributore Music Gallery
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Commenti
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 05/04/2017 ore 15:16:41
Si è rovesciato il mondo... O____o
Rispondi
di coldshot [user #15902] - commento del 05/04/2017 ore 15:32:37
L'estetica è molto bella
Rispondi
di lomba [user #3864] - commento del 05/04/2017 ore 15:40:18
Ora spiegatemi che significa "chassis realizzati in una lega speciale che blocca le interferenze esterne"
Rispondi
di Guido Michetti [user #8] - commento del 05/04/2017 ore 18:04:39
invece del classico alluminio sono realizzati in una lega con proprietà di isolamento magnetico. Quindi isola la circuiteria da campi magnetici esterni.
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 06/04/2017 ore 08:15:19
e che materiale sarebbe? Sono curioso....
Rispondi
di Guido Michetti [user #8] - commento del 06/04/2017 ore 09:21:00
Chiedi direttamente ad Ugo Baroni, ti darà senza dubbio delucidazioni precise.
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 05/04/2017 ore 15:45:41
Sono fatti e cotti in Cina ma il prezzo è "Europeo".
Rispondi
di aleck [user #22654] - commento del 05/04/2017 ore 15:51:11
Stessa cosa che notavo io... Qualcuno si ritrova con le tasche piene, evidentemente :-)
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 05/04/2017 ore 15:56:25
Questo è sicuro,te li spacciano per "boutique" ormai c'è l'inflazione,e poi escono i loro cloni (fatti nello stesso posto o li accanto) e costano 70€,con lo stesso circuito e la stessa roba dentro,come sempre accade.
Rispondi
di rockit [user #11557] - commento del 05/04/2017 ore 16:00:1
Già, infatti magari il prodotto è interessante e pure ben fatto, ma il "costo contenuto" citato nell'articolo mi pare decisamente un'invenzione di fantasia.
Con 150 euro per i distorsori, 250 per i preamp e fino a 3000 euro per le testate valvolari direi che siamo in linea col prezzo di produzioni italiane e continentali, e a volte pure oltre.
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 05/04/2017 ore 16:06:13
Appunto.
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 05/04/2017 ore 16:42:40
alla faccia del contenuto !!!!
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 05/04/2017 ore 16:14:56
I prodotti non li posso giudicare perchè non li ho mai provati, ma finalmente un sito web fatto bene, con immagini, prezzi, descrizione prodotti etc..manca solo qualche video o qualche sample audio.
Si è vero, i prezzi non sono contenuti, ma non conoscendo personalmente ne la qualità del prodotto ne come suona, mi è difficile giudicare.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736] - commento del 05/04/2017 ore 18:17:41
ma non so come si faccia a dire che il sito è fatto bene. Le descrizioni dei prodotti sono ridicole non dicono nemmeno se sono analogici o digitali e basati su quali componenti (dato i prezzi assurdi!).
le "recensioni" per me sono farlo che e anche abbastanza divertenti tipo la ragazza che ha comprato per sbaglio un pedale da 200 e rotti euro da regalare al fidanzato e non si aspettava funzionasse così bene per quel prezzo. Hahaha.
No dico e il fatto che funzionino a 12V ? Ma chi l'ha mai visto un chorus a 12V?
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 05/04/2017 ore 23:03:38
Secondo me il sito e' fatto bene perche' in confronto a moltissimi altri produttori, ci sono i prezzi e le descrizioni. Ci sono alcuni (pochi) video, c'e' un blog e ci sono due lingue.
Sul fatto che i prodotti non siano tecnicamente descritti bene sono d'accordo con te.
Per quanto riguarda chorus a 12V....
A partire dal vecchio Boss CE-2 fino all'Analog Man Chorus....ce ne sono, non tanti ma ce ne sono.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736] - commento del 06/04/2017 ore 03:46:52
non sono assolutamente d'accordo! non ci sono due lingue: il sito inglese è praticamente vuoto e la dice lunga sul posizionamento internazionale. le descrizioni sono quanto di più fumoso e inutile. i prezzi sono esposti onore al merito. ora io non so veramente cosa pensare. ho guardato i video e uno dei recensori è anche un mio favorito e parla molto bene del compressore Dave. ci sono emulazione di amp valvolari interessanti. magari i pedali sono formidabili ma onestamente proposti in modo così scarno mi lasciano perplesso. e solo in italiano. bo.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 05/04/2017 ore 20:15:33
Leggendo quello che c'è sulla versione HP standard (inglese) è chiaro che hanno ambizioni e prezzi internazionali. Già questo garantisce attenzione sul vasto mercato cinese. 12V: perlomeno scrivono che si può usare altri alimentatori che il loro!
Rispondi
di giambibolla [user #5757] - commento del 05/04/2017 ore 23:26:32
in realtà la pubblicitá parla di "costo contenuto" (e ci credo , fatti in cina cosa vuoi che gli costino).
bye bye baroni
Rispondi
di Logan72 [user #20857] - commento del 06/04/2017 ore 08:33:21
Mi aggiungo agli altri haters :-) .... Che senso ha proporre dei cloni di RAT, TS9 e Muff che costano più degli originali? Ora fabbrica "di proprietà" in cina vuol dire boutique??? BARONIIIIIII NON AVRAI I MIEI (pochi) SOLDI :-) :-) :-) :-)
Rispondi
di tormaks [user #26740] - commento del 06/04/2017 ore 09:58:47
sto baroni chi crede di prendere in giro e anche internazionalmente....

poteva fare pedali a 50 euro?
ma no....la ferrari poi chi la paga? basta sfruttare adolescentti cinesi ed il gioco e' fatto!
Bisogna cominciare a boicottare sta gente. poi dicono che ci piace il made in usa!!!
se li puo dare in faccia e con tutto l'alluminio isolante? altra presa in giro:
poteva usare la plastica....sola e' e sola rimane.
Sentivamo la mancanza di cloni ed amp simulati......
e soprattutto nn sapevo come buttare 200 euro.....




Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 06/04/2017 ore 10:53:07
Ammazza l'avete crocifisso! xD
Non avevo visto i prezzi, pensavo infatti al mondo rovesciato dove un italiano va a produrre in Cina per poter abbassare i costi e quindi i prezzi finali al cliente. Invece sembra che voglia spendere meno per guadagnare di più, chiamalo scemo... Invece apprezzo che fugga dalle tasse italiane che opprimono noi popolo sfruttato e dilaniato da uno stato tiranno. I pedali non so come suonino, sembrano cloni la maggior parte, quindi se ne possono trovare tanti e a prezzi minori.
Le grafiche non le adoro, e la storia della scatola fa ridere. Intanto se il circuito soffre di interferenze lo sistemi con componenti seri che non hanno certi difetti, o se proprio vuoi lo copri con resina epossidica e isoli il tutto e tanti saluti. Non sanno che scrivere per vendere... I 12V come i 15V li odio. Se parliamo unicamente di analogico, secondo me 9V è lo standard, e al massimo approvo i 18V per saturazioni.
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 06/04/2017 ore 13:27:52
Se una circuitazione soffre delle interferenze in una comune(ottima) scatola in alluminio tipo Hammond per cui il produttore deve usare una fantomatica lega...... allora, IMHO, è la circuitazione che ha qualche problema, non l'alluminio delle Hammond...... anche perchè quelle in alluminio bastano e avanzano....
Per le tensioni penso che sia questione di gusti, a te i 12 e i 15 non piacciono, mia curiosità, perchè?
Di sicuro si è sempre usato il 9V perchè ai tempi (e si parla di almeno 40 anni fa) era l'unica tensione fornita da una batteria che univa caratteristiche di spazio e durabilità adatte ad un pedalino.
Mi trovi invece parzialmente d'accordo sul discorso tasse. Vero che la tassazione in Italia è da ladri (ieri leggevo che per il lavoro dipendente ormai è al 49%, non parliamo poi per l'autonomo) in rapporto ai servizi offerti. Ma andare da un'altra parte per pagare meno tasse e poi starsene qui a usare i (pochi) servizi pagati con le tasse degli altri a me non va bene.
Che poi il problema è un altro, ovvero come usano i ns soldi delle tasse, ma questo è un altro capitolo e IMHO a volte ci vorrebbe il garand.....
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 06/04/2017 ore 16:28:
Infatti la pensiamo uguale. Se un circuito ha difetti va sistemato questo non la scatola. Le hammond bastano e avanzano. Il consiglio sulla resina era nel caso di particolari componenti molto sensibili, ma ne avrò trovati in vita mia una decina, roba NOS che non utilizzo mai nei miei progetti. Almeno nel mio caso tutti i componenti che utilizzo sono scelti con cura andando non a risparmio ma scegliendo marchi di prima classe proprio per avere meno rumori, durabilità nel tempo e qualità audio. Se poi loro usano componenti cinesi e hanno interferenze (davvero ridicolo a sentirsi), affari loro :D
Per le tasse non mi dilungo. Trovi "paradisi" anche in Europa, ma il mio era più che altro uno sfogo :'(
Penso che siano in Cina più che altro per manodopera e componenti, poi chi lo sa.
Per le tensioni oltre alla compatibilità con le pile (che comunque uso di rado), preferisco i 9V perché appunto sono uno standard, e quindi posso alimentare diversi pedali con un unico alimentatore, uno spot in daisy chain per poca roba, meglio (e straconsigliato) un power supply a canali isolati (Masotti su tutti).
Avere diverse tensioni costringe ad acquistare power supply dedicati, a cambiarli nel caso non si abbia quella particolare tensione, a non poter condividere canali e rotture varie insomma. I canali 9V DC isolati posso unirli per avere 18V, utili per gli OD, mentre sommando 12V o 15V (24 e 30V) ci faccio poco. Di soluzioni per dare all'utilizzatore finale lo standard 9V ne esistono tante, e per me il musicista va sempre considerato per primo, poi sono io produttore ad adeguarmi, e non propinare tante tensioni diverse per mia comodità. Se oltre ai 9V considero anche i 18V come standard copro tutto, basta ridurre a 15V o a 12V la mia 18V con regolatori di tensione qualora necessiti di questi valori. Penso anche ai 9V DC con tip positive (Fuzz al germanio). Basta rovesciare la maggior parte dei poli e dei componenti e ho lo standard 9V DC con tip negative. Perché non lo fanno? Per romperci i così detti. Io nel mio Fuzz al germanio l'ho fatto, mica sono scemo xD
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 06/04/2017 ore 22:35:25
ho riletto frettolosamente poco dopo che hai postato, ora ho riletto con calma e devo dire che il tuo ragionamento non fa una grinza.
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 07/04/2017 ore 09:11:14
Certo parlo di pedalini semplici, non roba con processori e altro, ma avendo lavorato (ora non più) su alimentatori custom, ogni volta mi venivano i capelli dritti! Pedali 9V, 12V, 15V, 18V, 24V, alcuni DC, altri AC. Insomma un bordello!
Se vai a vedere la Electro Harmonix ha uniformato a 9V DC anche pedali che prima chiedevano altro. Oppure prendiamo i Stompbox Line6. Con una semplice modifica anche questi possono essere trasformati 9V DC, almeno si uniforma, ma col cavolo che lo fanno loro di produzione...
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 06/04/2017 ore 10:54:21
Non avendo modo di provarli, non escludo che questi pedali possano suonare benissimo, talmente bene da magari farmi esclamare a fine test: "potrebbero tranquillamente costare quasi il doppio".
Il ragionamento che, invece, mi sento di fare in maniera più circostanziata è che questi stomp, tanto i pre quanto gli altri, vanno a collocarsi in quelle fasce di prezzo in cui il mercato è già occupato da nomi e modelli 'storici' di grande qualità e affidabilità. Dovranno sgomitare non poco per conquistarsi uno spazio importante.
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249] - commento del 06/04/2017 ore 11:10:39
Niente male.. spuntare fuori su un mercato che ti mangia vivo, con strumenti "boutique" ma costruiti in Cina per "abbattere i costi": io vedo cose folli, a parte l'arroganza di una presentazione che in prima pagina a tutto schermo riporta la frase "a new era of vintage valve amplification".
Come direbbe Carlo Verdone " 'nche senso..?"
Testate da 3000 euro (cioè quanto costa una Two Rock o una Mesa o una Suhr, tanto per dare un termine di paragone), di un marchio che io prima di leggere questo articolo non avevo mai sentito nominare. Vado poi a cercare qualcosa da ascoltare e trovo solo una demo della versione signature 50 (circa 2900 euro) che suona terribilmente male in relazione alla cifra chiesta, e che anche solo dall'aspetto dà di cinesata lontano un miglio..
Non voglio essere cattivo con questo commento, anche perchè magari c'è qalcuno che in questa azienda ci crede e ci ha messo sacrificio... ma noi saremmo tutti potenziali clienti, e credo sia utile anche per il produttore ascoltare i pareri di una comunità difficile ed esigente come quella dei chitarristi. La concorrenza come detto è estrema, e per emergere in questo mondo bisogna veramente inventarsi qualcosa di convincente, non basta scopiazzare, tantomeno vendendo a prezzi fuori mercato.
Dubito che questo marchio diventerà presenza fissa nelle nostre pedaliere e nei nostri gear ;)
Buona fortuna.
Rispondi
di magheggio [user #10968] - commento del 06/04/2017 ore 16:16:00
Non posso metterci la mano sul fuoco ma ricordo che una gabbia di Faraday elimina ogni interferenza esterna sia elettrica che magnetica.... ed una gabbia di Faraday è costruita con un materiale conduttore elettrico... cioè un qualsiasi metallo... per cui quella frase "...chassis realizzati in una lega speciale che blocca le interferenze esterne." mi puzza di presa per i fondelli...

Comunque io quei prezzi non li trovo molto cinesi... e non ho nessuna intenzione di favorire lo sfruttamento di mano d'opera a basso costo.
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 06/04/2017 ore 17:06:49
quello che hai scritto è assolutamente corretto (e l’ho anche scritto più sopra). I problemi di schermatura, anche con i contenitori tutti in metallo, inizi ad averli alle alte frequenze, e per alte intendo centinaia di MHz e i Ghz.
E lì i problemi non sono dovuti tanto al metallo quanto a cose tipo gli “spifferi” tra coperchio e contenitore, interstizi tra contenitore e connettori ecc. ecc.
Qui si che la gabbia di Farady inizia a vacillare.
Ma per applicazioni tipo i pedalini, dove ciò che rompe sono i campi a bassa frequenza, un bel contenitore in alluminio basta e avanza, anche se è pieno di spifferi.
E se ci facciamo ste fisime per degli stompbox, per gli chassis degli amplificatori cosa dovremmo fare? Li solitamente sono lamiere piegate a U e senza coperchio.....

Rispondi
di magheggio [user #10968] - commento del 06/04/2017 ore 17:16:42
Volevo dire.... dico sì che l'università italiana insegna troppo poco... ma un esame di Fisica 2, un esame di Elettrotecnica e due esami di Elettronica devono pur servire a qualcosa...
Rispondi
di Michele Goodfriend Buonamico [user #46689] - commento del 06/04/2017 ore 21:40:31
L'idea delle testate a pedale è sempre molto figa. Io ho avuto una taurus stomp head white CL 2. Era molto molto comoda l'idea di averla per terra, ma ingombrava quasi quanto una nova system, e non avendo un fodero specifico è stato necessario sostituirla. A livello di ampli a pedale, ho avuto un clone del tech 21 british della harley benton e mi ci sono sempre trovato benissimo, ma ovviamente non aveva la possibilità di entrare in un cabinet. Questa feature del pedale la trovo grandiosa, considerato lo spazio che occupa. Purtroppo online non c'è molto materiale per valutarne l'acquisto. Il clean che ne ha tirato Gussoni da un video è molto convincente, non altrettanto il canale crunch, benchè comunque rispettabile. Mi piacerebbe provarne uno!
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 07/04/2017 ore 09:18:42
Se cerchi dimensioni contenute trovo davvero ben fatti i pedali valvolari di kingsley amplifiers. Prova a dargli un'occhiata ;)
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 07/04/2017 ore 09:34:55
Come molti altri sopra, anch'io sono rimasto deluso nel passaggio dal'articolo al sito. In primo luogo deluso perchè, portafogli permettendo, sono un sostenitore del made in Italy che qui è solo al 50%. Ma la cosa si aggrava se penso al rapporto con i vari produttori italiani ed ai loro prodotti: possiedo un fattoria mendoza boogia, un kor trilogy, un David della dolphins sound ed un lead channell di jad & freer, tutti ottimi pedali e mi sono costati meno di quanto costano i Baroni, tranne il trilogy che però è tre effetti in uno chassis; inoltre quelli che ho citato sono fatti in Italia, quindi il delta tra costi e ricavi è sicuramente più sottile che non quello che può spuntare l'azienda qui presentata. Infine vedo che molti stomp si rifanno a modelli già in produzione, invece i miei distorsori hanno una propria impronta o almeno i produttori si sono sforzati di cercare di fare qualcosa di originale. Consiglierei un ripensamento della politica comemrciale di Baroni, quantomeno cercando di allinearsi agli ottimi prodotti italiani.
Ciao
Rispondi
di Faus74 [user #41023] - commento del 08/04/2017 ore 08:52:52
Costi contenuti, poi vai sul sito e non li trovi...
Rispondi
di lomba [user #3864] - commento del 10/04/2017 ore 17:57:18
i prezzi ci sono vai al link
Rispondi
di Faus74 [user #41023] - commento del 10/04/2017 ore 23:26:29
Sì, intendevo che non sono affatto contenuti.
Rispondi
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