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Arrogantia: quando il peccato diventa virtù
Arrogantia: quando il peccato diventa virtù
advertorial | di [user #3672] - pubblicato il

È un difetto nelle persone, ma l'arroganza è la spinta di un progetto di liuteria elettrica unico nel suo genere. La chitarra Arrogantia sceglie materiali classici ma costruzioni singolari per fondere i punti di forza degli strumenti più amati insieme a qualcosa di mai visto prima. La scopriamo col suo creatore.
Creare la chitarra perfetta è un'impresa ardua. Se si pretende di reinterpretare o addirittura migliorare i grandi classici in un progetto unico e completo, si può dire che richiede anche una certa dose di arroganza. Così nasce, con un'accezione del tutto positiva, la chitarra Arrogantia, che proprio nella sfida al mondo della liuteria elettrica tradizionale trova la sua ragione d'essere.
Lavori di fino possibili solo con macchine CNC, disegni inediti e soluzioni costruttive singolari creano un pezzo di made in Italy con un'anima tutta sua. Ne abbiamo approfondito la conoscenza proprio insieme a chi l'ha pensata, ingegnerizzata e realizzata, e vi raccontiamo insieme la Arrogantia.

Parli di un'esigenza particolare che ti ha spinto a lanciarti in questa avventura, quella di creare la chitarra migliore possibile. Da quali basi sei partito per avviare il progetto?
Le esigenze che mi hanno spinto a trovare una possibile interpretazione di "perfezione" (anche se questo è un concetto che rientra nella sfera della soggettività) e quindi inevitabilmente nel volermi costruire personalmente gli strumenti dei miei sogni sono scaturite dallo scontento nel possedere chitarre ultra blasonate, oltre che molto costose, che in realtà mi hanno sempre deluso in alcuni loro aspetti.
Da certi modelli non mi sarei mai aspettato difetti di costruzione così evidenti, vuoi per il prezzo pagato nell’acquistarli, vuoi perché credevo che una certa qualità fosse indiscriminatamente presente in quegli strumenti e che non fosse quindi necessario doverli “toccare con mano” per avere un certo prodotto, ma bastasse il nome per garantirmi un certo livello qualitativo, ahimè disatteso...
Così sono partito dalle mie esperienze (e immagino anche da quelle di molti altri), dai modelli più iconici Fender e Gibson, nonché da altri marchi rinomati quali Music Man, Ibanez e naturalmente dalla Red Special di Brian May, che considero "maestro spirituale”, pioniere, sperimentatore e indiscutibile genio.

Arrogantia: quando il peccato diventa virtù

Arrogantia è un nome che già dice molto. In effetti a vedere i tuoi strumenti hai davvero cercato di allontanarti il più possibile da tutto quello che c'era in commercio. C'è qualcosa che hai tenuto di qualche strumento che hai analizzato?
Col termine Arrogantia non ho voluto indicare un peccato nella sua accezione negativa, ma esprimere provocatoriamente la sua irriverenza nei confronti di chi già ce l’ha fatta, degli stessi strumenti che tanto mi hanno fatto dannare, ma preservandone (almeno l’intento è stato questo) i loro concetti fondamentali.
Dopotutto oggi, se si vuole provare a competere con strumenti di una certa caratura, un po' di "sana arroganza" è necessaria visto che per molte persone ormai tutto è già stato scritto, tutto è già stato fatto e nessun contributo è possibile apportare.
L’arroganza è un atteggiamento che per tutta la vita ho combattuto e che, non possedendola (almeno spero), mi ha fatto perdere alcune partite importanti, così ho voluto che lo strumento (impropriamente) ne fosse padrone. Credo che l’unico luogo dove dovrebbe esistere un po' di questa caratteristica sia appunto negli oggetti e non nelle persone e sono convinto che nell’ambito artistico si possa prescindere dai luoghi comuni e apprezzare l’idea di fondo. Anche i colori scelti del logo sono frutto di uno studio attento sulla loro psicologia, perché nulla, neppure questo, nel progetto Arrogantia è dato per scontato.
Comunque sì, ho voluto tenere molto stretto alcuni principi cardine degli stessi strumenti che ho nominato. Loro sono i veri eroi che, insieme agli artisti che li hanno suonati, hanno generato in noi, amanti di chitarre elettriche, le passioni che ci animano fortemente.
Delle Gibson ho voluto tenere la scala, per me la migliore, così come la tipologia dei legni usati per il body. Delle Fender ho voluto mantenere il legno del manico e fondamentalmente l’ingegnerizzazione della paletta (anche se con alcune personali rivisitazioni resesi necessarie per evitare i tanto, per me, odiati abbassa corde sui cantini). Delle Music Man l’importante scasso per l’avambraccio nonché la tipologia di legno della tastiera. Delle Ibanez la velocità del manico. Della Red Special la filosofia costruttiva generale, e così via.

Lavorazione a macchina o a mano, sul sito dedichi molto spazio a questo aspetto. Non credi che il lavoro a macchina snaturi l'artigianalità di uno strumento?
No, tutt’altro. Penso che l’ipocrisia non debba essere di casa qui nel mio progetto, per cui ho ritenuto doveroso dedicare molto spazio all’argomento senza cercare di nasconderlo.
La lavorazione a macchina mi permette di contenere nell’ordine del decimo di millimetro tutte le tolleranze delle lavorazioni necessarie al raggiungimento degli ambiziosi obbiettivi prefissati e soprattutto a garantirmi la loro ripetibilità nel tempo. Non dubito che ci siano liutai in grado di eseguire lavorazioni complesse e con la massima precisione, ma mettendomi nei panni di un cliente, vorrei che lo stesso risultato degno di nota ottenuto con l’ultimo degli strumenti realizzati fosse garantito anche col successivo senza sperare nella fortuna.
Dopotutto anche la lavorazione che impropriamente viene chiamata "manuale" vede l’utilizzo sostanzialmente delle stesse attrezzature che uso io, ma mosse dall’uomo e non dal computer. Qui bisogna che onestamente ognuno di noi si faccia un esame di coscienza e si chieda se la precisione di un controllo numerico (con tolleranze infinitesimali) possa essere paragonato a quella di un artigiano che, sebbene possa vantare magari esperienze decennali, la capacità di poter scegliere i legni più giusti o prendere decisioni più corrette, con estrema difficoltà potrà mai eguagliare la precisione di un pantografo CNC durante gli scassi di uno zoccolo assicurando un accoppiamento perfetto col suo manico, o il posizionamento al centesimo di millimetro dei pivot di un ponte così da garantire perfettamente l’allineamento del manico col suo body e così via.
Poi, se vogliamo disquisire se queste tolleranze possono o no essere determinanti in termini acustici o di suonabilità generale mi rendo disponibile al dibattito, però non credo si possa contestare che certe precisioni nelle lavorazioni siano proprietarie di questa tecnologia e che la credibilità di una lavorazione a controllo numerico possa essere sufficiente a trasmettere una percezione di altissima qualità. Basti pensare che conosco liutai che con mole rotative riescono a raggiare un manico in una ventina di minuti (con risultati che non sempre fanno gridare al miracolo) mentre il mio ciclo di lavorazione per la sola raggiatura del manico prevede circa cinque ore, con risultati sempre perfetti e costanti.

Arrogantia: quando il peccato diventa virtù

Tra tutti gli aspetti tecnici della Arrogantia, qual è quello che ti ha messo più in difficoltà in fase di progettazione?
Direi, in generale, quello del manico. Un particolare che lo rende un po' diverso dal tradizionale (oltre all’uso del carbonio di rinforzo e a un suo tacco molto più pronunciato rispetto a uno standard) sta nel fatto che la tastiera venga incastonata all’interno della tavola di acero marezzato del manico in modo che si crei un "binding naturale", senza che questo venga incollato in un secondo momento. Per realizzarlo è necessario che, durante la lavorazione della sede che accetterà la tastiera, la tolleranza di lavorazione sia inferiore al decimo di millimetro in modo che l’accoppiamento tra l’ebano della tastiera e l’acero del manico sia pressoché perfetto senza lasciare spazi vuoti (ottenibile appunto con l’uso di tecnologie CNC).
Questo dettaglio consente che non si percepiscano, come capita spesso nelle costruzioni tradizionali, i tagli lasciati dalle sedi dei tasti (a volte capita che col tempo, o le variazioni di umidità,  la vernice all’interno delle stesse salti via lasciano un piccolo vuoto fastidioso al passaggio delle dita), ma nello stesso tempo non si deve ricorrere a un binding incollato per ottenere questo risultato. Diciamo che, oltre alla funzionalità, secondo me anche esteticamente ha un suo valore.

Hai scelto forme innovative ma materiali classici. Come mai non hai deciso di optare per materiali tipo alluminio, fibra di carbonio e materiali plastici?
In virtù della filosofia generale di progetto che prevedeva ambiziose iniziative ma rispetto della tradizione. Inutile perdere troppo tempo con l'uso di materiali alternativi (che a dire la verità non mi entusiasmavano affatto), che avrebbero reso forse ancora più estremo lo strumento ma probabilmente privato di una sua anima.
Da amante del legno e delle sue innumerevoli qualità non ho trovato risposte soddisfacenti in altri materiali. Con il legno si può ottenere una infinita varietà di sfumature acustiche ed estetiche, si possono accoppiare legni con caratteristiche o tagli differenti per raggiungere i propri obbiettivi senza scendere ad alcun compromesso. La natura è stata generosissima con noi, basta scegliere bene.

Arrogantia: quando il peccato diventa virtù

Immagino che il progetto sia in continua evoluzione. Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?
Sì, naturalmente. Anche se il mio strumento lo considero una sintesi di tutto ciò che deve essere, non esito a realizzare varianti (mantenendo però fede ai principi costruttivi di fondo).
Recentemente ho realizzato una Arrogantia con ponte fisso e pickup attivi (un modello “entry level” se così lo vogliamo chiamare) e sto realizzando, in onore alla Red Special di Brian May che tanto mi ha condizionato nel corso degli anni, una sua rivisitazione in chiave Arrogantia, vintage ma non troppo, moderna ma non troppo: una... rossa speciale!
arrogantia chitarre elettriche interviste
Link utili
Sito ufficiale Arrogantia
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Commenti
di fender66 [user #1640] - commento del 12/04/2017 ore 14:11:11
Bellissimo progetto! Complimenti...
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 12/04/2017 ore 18:02:00
Ti ringrazio
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 12/04/2017 ore 17:35:34
Un progetto indubbiamente audace.
Presenta scelte estetiche e tecniche che non condivido, ma ti faccio i complimenti perché metterci del proprio oggi non è semplice.
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 12/04/2017 ore 18:05:58
Grazie mille. Il desiderio più grande sarebbe quello di farla provare a tutti quelli che la vedono come te, con la speranza che quelle scelte tecniche ed estetiche di cui parli potessero scoprirsi come punti di forza e non il contrario ;-)
Rispondi
di aleck [user #22654] - commento del 12/04/2017 ore 18:12:03
Io la penso come MM e posso dire che sono abbastanza sicuro che, alla prova con mano, le scelte tecniche inusuali saprebbero rivelarsi punti di forza. Per quanto riguarda l'estetica, invece, c'è poco da fare :-) Ma non riguarda solo i tuoi strumenti, riguarda ogni oggetto. Il bello e il brutto son concetti tanto soggettivi da essere insindacabili e difficilmente compensabili "razionalmente".
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 12/04/2017 ore 18:23:15
Assolutamente legittimo ragazzi, ci mancherebbe altro! Dopotutto c'è chi adora la Fender e chi non può vedere una Gibson e viceversa, figuriamoci se io posso considerarmi esente da certi giudizi...
De gustibus non disputandum est 😉
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 13/04/2017 ore 09:17:27
Attenzione... :-)
Il Bello (volutamente con lettera maiuscola) non è soggettivo. Posso fare molti esempi.
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 12/04/2017 ore 19:37:49
mi piace un sacco
non amo molto i dot sulle tastiere scure, meglio sulle tastiere in acero, ma così non ci sarebbe quel bellissimo effetto binding
anche una bella paletta matched ci starebbe proprio bene
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 12/04/2017 ore 20:30:04
Grazie infinite. Terrò presente il tuo consiglio.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 12/04/2017 ore 20:00:03
esteticamente non mi fanno impazzire, ma è un parere naturalmente soggettivo.
per me è invece notevole la scelta della tastiera incassata, che credo sia in realtà l'unica novità davvero considerevole considerando che si tratta di uno strumento che, per ammissione del suo creatore, prende spunto un po' qui e un po' là. penso che in qualche modo dia anche maggiore stabilità a tutto il manico, oltre a trasferire maggiormente le vibrazioni. invece da un punto di vista tecnico...come viene eseguito l'incollaggio? ps: a prescindere, complimenti
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 12/04/2017 ore 20:31:26
Con estrema attenzione e massima precisione...😉
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 12/04/2017 ore 20:38:39
e questo era scontato :D
più che altro pensavo al fatto di dover stendere la colla su una superficie concava...se ne metti un goccio in più si fa un pasticcio
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 12/04/2017 ore 20:56:09
Naturalmente facevo ironia inglese..😬
Prima creo nella tavola di Acero marezzato la sede trapezioidale che conterrà la tastiera , sotto la quale incollo con epossidica le due barre in fibra di carbonio e fisso il truss rod a doppia azione, poi profilo la tastiera( con tolleranze inferiori al decimo di millimetro) a cui ho realizzato in precedenza gli intagli dei tasti e la incollo all'interno dello scasso nell'acero che deve avere un accoppiamento pressoché perfetto. Il tutto viene pressato per 24 ore e dopo 48 ore inizio le successive lavorazioni
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 12/04/2017 ore 21:12:51
un lavoraccio. credi che possa essere ragionevole pensare che si trasmettano le vibrazioni in maniera diversa e forse più....ricca? a quest'ora non so esprimermi più chiaramente :D
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 12/04/2017 ore 21:30:48
Secondo test che ho condotto personalmente posso dire di sì.
La propagazione delle vibrazioni, rispetto a manici di egual spessore, è sicuramente maggiore ( ma è il progetto integrale del manico che prevede, a tal proposito, alcune scelte progettuali finalizzate ad aumentare le vibrazioni:
Maggiore pressione delle corde per via della particolare paletta, zero fret, tastiera in ebano molto rigido, rinforzi in fibra di carbonio, binding naturale non incollato, tacco del manico molto pronunciato rispetto ad uno standard, 6 viti di fissaggio e tensionatore delle molle del tremolo avvitato direttamente nel manico e non nel body come normalmente viene fatto).
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 12/04/2017 ore 21:40:18
davvero notevole intuizione, complimenti.
non credo acquisterei uno strumento perché sono più legato a forme "classiche", ma il concetto del manico è davvero un bel passo avanti nella storia della chitarra elettrica. mi chiedo come potrebbe funzionare su un'acustica..
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 12/04/2017 ore 21:49:58
Non saprei ma sarebbe interessante provare. Forse un giorno.
Mi permetto, col massimo rispetto di cui sono capace, di suggerire a te come ad altri che la vedono come te, di provare ad uscire dalla "trappola" del classicismo per lasciare aperte le porte anche alle nuove idee, alla sperimentazione se vuoi, senza rinnegare il passato ma neanche evitare, a prescindere, il presente o perché no il futuro...
Voglio dire che se piace un'idea secondo me è giusto incoraggiarla! Ciao e grazie per le belle parole.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 12/04/2017 ore 22:04:55
le chitarre, e gli strumenti in generale, fanno parte del mio quotidiano....ne ho viste abbastanza, ma che vuoi da me....quando vedo una les paul mi sciolgo :)
Rispondi
di LuckyPierluigi [user #40183] - commento del 12/04/2017 ore 22:16:42
Oddio, novità proprio non è, questo tipo di lavorazione dei manici si era già vista sulla serie Fender "Select":

vai al link
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 13/04/2017 ore 13:33:24
si Pierluigi, nel mio progetto ho voluto utilizzare quelle che ho ritenuto fossero le migliori scelte tecniche adottate tra le chitarre che più mi hanno condizionato e tra queste appunto la Select per quanto riguarda l'aspetto del binding, così come altre chitarre per tutti gli altri aspetti. In mezzo a tutto questo naturalmente ci sono anche le mie idee e il modo in cui le ho concretizzate si riassumono nell'Arrogantia. Non ho mai nascosto da dove nasce il mio progetto, cercando di rendere onore ai modelli storici e provando a dare un contributo personale a questo meraviglioso strumento che è la chitarra elettrica.
Rispondi
di Mariano C [user #45976] - commento del 12/04/2017 ore 20:03:50
Indubbiamente gran cura nella scelta dei materiali e e nella costruzione degli strumenti, che dalle prove video che ho visto riescono a essere convincenti e anche con un carattere proprio. sono per caso previste prima o poi elettriche diverse dalle soldi body? come delle semiacustiche o delle archtop?
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 12/04/2017 ore 20:36:16
Sto realizzando una semiacustica, ma sarà più che altro un modello espositivo, che esula un po' dalle scelte progettuali a cui ho affidato il futuro del progetto e in cui credo fortemente.
Sarà cmq un esperimento curioso😊
Rispondi
di tres_hombres [user #37968] - commento del 12/04/2017 ore 23:40:39
Complimenti, davvero un bel progetto. Sinceramente mi piace molto, sia per l'estetica che considero molto azzeccata (è bene provare ad uscire dalle forme classiche, se fatto con intelligenza a maggior ragione), sia per gli aspetti tecnici, davvero complimenti. Ho qualche domanda: dalle foto che vedo, la chitarra sembra avere uno "spessore" generoso, a occhio (magari sbaglio) sembra più spesso di una Les Paul. Se ho visto bene, come mai questa scelta? Altra domanda, hai considerato l'opzione di creare un modello con manico incollato anzichè avvitato? Infine, Hai considerato la possibilità di utilizzare al posto del massello tavole composte da più strati di legni diversi?
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 13/04/2017 ore 07:32:32
Grazie molto per i complimenti! Cibo per l'anima.
Sì, hai ragione, lo spessore è generoso, grosso modo come una Les Paul.
Il motivo è principalmente dettato dalla scelta progettuale del tacco del manico e dalla volontà di non voler scendere al di sotto di una certa massa pur contenendo le dimensioni del body. Volevo che lo strumento si assestasse sui 3,5 kg e non meno per garantire, in accoppiata con tutte le scelte adottate per il manico (vedi commenti sopra), un contributo alla trasmissione delle vibrazioni necessarie a farla suonare "come volevo io".
Per quanto riguarda la scelta della tipologia di manico posso dirti che il "progetto Arrogantia" è così fatto e che non trovo ragioni utili per modificare così radicalmente la sua costruzione perché l'accoppiamento, molto preciso tra la giunzione manico/corpo e la superficie di contatto piuttosto pronunciata, gli permettono di avere notevole sustain senza ricorrere all'incollaggio. Così come per la scelta del manico, anche quella della scelta dei legni per il body la considero una scelta corretta. Il contributo del corpo in un pezzo unico (mogano) e le due tavole di acero per il top, unendosi alle scelte progettuali elencate in precedenza, rafforzano la trasmissione delle vibrazioni generali.
(il prototipo nero in foto è stato fatto con tavole di mogano incollate per recuperare del legname in avanzo, nell'ottica di una sperimentazione nel realizzare una Arrogantia a ponte fisso e più economica. Qua è stato potuto (voluto) fare per via del maggiore sustain che questa tipologia di ponte garantisce a prescindere dai pezzi di cui è composto il body. Naturalmente in questa occasione si è vista obbligata una verniciatura a tinta unita)
Rispondi
di geronimetto [user #37297] - commento del 13/04/2017 ore 01:51:30
Tutta la mia ammirazione! Ce ne fossero tante persone capaci, coraggiose e dotate di fantasia! Sicuramente è una chitarra da vedere di persona e da provare.

In effetti la forma spigolosa e poco simmetrica (per quanto originale) fatica ad inserirsi nell'immaginario chitarresco in cui tutti siamo immersi. Ha un'aria un po' "severa". A mio giudizio, s'intende.

Le soluzioni tecniche invece sono interessanti, soprattutto per quel che riguarda la loro replicabilità (nell'intervista ho avuto la sensazione di una boccata di aria fresca!).

Complimenti e un grande in bocca al lupo!
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 13/04/2017 ore 07:43:49
Un sincero immenso grazie.
Rinnovo l'invito a tutti i chitarristi che ci leggono di provare ad uscire da quell'immaginario di cui parli e che ci ha imprigionato per decenni, lasciando spazio anche al "diverso".
L'unicità di ognuno di noi è patrimonio di questa terra, allora lo siano anche i nuovi strumenti nati dalle idee di quelle stesse persone che vogliono uscire dal coro ;-)
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 14/04/2017 ore 11:57:21
Mi accodo alal schiera dei complimenti per quanto realizzato: mi piacciono molto sia le soluzioni tecniche che la scelta di uno shape nuovo ed originale. Infine non posso che condividere quello che sostengo da anni: le lavorazioni a mano non possono avere la precisione di quelle a cnc le quali (per inciso) sono decisamente più rapide. Chiudo sottolineando che, se non ho visto male, i prezzi sono decisamente onesti considerando che si tratta di un prodotto artigianale e, soprattutto, innovativo. Finalmente un lavoro ben fatto, non di massa e che si pone alla portata economica di molti.
Ciao
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 14/04/2017 ore 13:09:54
Francesco, grazie infinite per i complimenti, sempre molto ben accetti.
Hai perfettamente fatto centro su tutto tranne , scusa se mi permetto l'osservazione, sulla rapidità...I miei cicli di lavorazioni a controllo numerico sono estremamente lunghi per via della quantità minima di materiale che viene lavorato ad ogni passata. Questo a garanzia di una ricerca di massima precisione e la volontà di non "stressare" troppo il legno durante la fresatura.
Ti ringrazio davvero molto anche per l'osservazione sul prezzo che FINALMENTE qualcuno ha puntualizzato. Si vede che hai dimestichezza con certi prodotti e che riesci a valutare correttamente ciò che vedi. Qualcuno in passato ha disquisito su questo aspetto, paragonando il mio strumento probabilmente a certi prodotti di serie (anche se fintamente definiti Custom). Se si sapessero i costi delle materie prime, dell'attrezzatura a CNC e delle ore necessarie per portare a termine uno dei miei prodotti si rivaluterebbe completamente la percezione del prezzo finale, considerandolo come l'hai considerato tu.
Un caro saluto.
Rispondi
di phunkabbestia [user #42918] - commento del 16/04/2017 ore 06:06:14
Complimenti per il lavoro, davvero ammirevole. A quel che vedo, non è una chitarra adatta a me, quello scasso sul body sembra far mancare il supporto per il braccio destro e la scala lunga con 25 tasti non mi attira mai tanto, però la proverei volentieri, anche il prezzo è ottimo, forse troppo basso. Quanti anni di invecchiamento hanno i legni del manico? Farai dei pickup tuoi?
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 16/04/2017 ore 10:31:36
Grazie mille.
Guarda... in realtà quello scasso sul body serve proprio a dare il GIUSTO supporto all'avambraccio per suonare un tempo infinito senza sentire affaticamenti. E' stato disegnato inoltre per facilitare i palm muting perché la mano "cade" esattamente sul ponte con massima naturalezza, senza imporre torsioni al polso quando la si suona da seduti.
La scala in realtà è "corta" e non lunga, perché è da 24,75" contrariamente alla maggior parte delle chitarre elettriche che usano quasi sempre quella da 25,5", se non addirittura quelle baritone che superano i 27 pollici ( e che ovviamente non sposano la mia filosofia). i tasti aggiuntivi coprono semplicemente uno spazio che diversamente sarebbe stato inutilizzato...
Tutti i legni che utilizzo hanno un invecchiamento naturale MINIMO di 5 anni e sono acquistati da fornitori specializzati per liuteria.
Per quanto riguarda i pick-up, no. Sono assolutamente convinto che esistano già sul mercato marchi talmente strepitosi, con referenze tali da scoraggiare qualche mia iniziativa a tal proposito... Per ora sono STRACONVINTO che quelli da me utilizzati per i due allestimenti siano meravigliosi e i più adatti a ricoprire quel posto. Non escludo in un prossimo futuro nuovi accostamenti, ma per ora, con loro ho raggiunto a pieno il mio obbiettivo.
Grazie ancora per i complimenti!
Rispondi
di phunkabbestia [user #42918] - commento del 20/04/2017 ore 06:34:17
Probabilmente sullo scasso hai ragione, ho faticato ad abituarmi quando sono passato dalla strato alla les paul (la trovavo impossibile) e adesso che suono prevalentemente wide body e les paul, quando prendo una strato mi sento stranissimo, soprattutto da seduto...
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 16/04/2017 ore 10:37:34

RICKY PORTERA PROVA ARROGANTIA VIRTUS


vai al link
Rispondi
di kawaninja [user #46308] - commento del 16/04/2017 ore 11:45:07
grande Ricky,grande Arrogantia!!!
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 21/04/2017 ore 01:21:57
Non mi convince la posizione del selettore, soprattutto con l'uso della leva. L'estetica è soggettiva, a me non piace.
Bellissimo invece l'attacco corpo-manico. Non ho mai capito perché tutti si concentrano sull'assottigliamento del tacco e lasciano il manico non ben raccordato con il tacco stesso. Secondo me la cosa più importante nell'attacco non è tanto lo spessore del tacco ma il fatto che sia ben arrotondato e non squadrato soprattutto verso i cantini e ben raccordato. Chi mai mette il pollice sul retro del tacco???
Rispondi
di Arrogantia [user #40490] - commento del 21/04/2017 ore 17:49:15
Ciao,
Lo switch per la selezione dei pick-up è stato studiato con molta attenzione, doveva essere "a portata di mano" , raggiungibile velocemente con il mignolo ma nello stesso tempo fuori dall'area destinata alle plettrate più vigorose... mentre il selettore per lo splittaggio delle bobine dell 'humbucker è stato inserito tra i due potenziometri perché la sua selezione di norma avviene all'inizio dell'esecuzione ( è più raro utilizzare questo tipo di selettore rispetto allo switch tradizionale mentre di suona), pertanto ho pensato non fosse così determinante un suo diverso posizionamento.
Per quanto riguarda l'estetica sono assolutamente convinto nel sostenere la soggettività di questo aspetto, anche se mi auguro (sulla base delle esperienze maturate in cui molte persone, toccando lo strumento con mano e osservandolo con più attenzione) che le opinioni possano cambiare col tempo..😉
Per il tuo giudizio sul tacco, beh, ti ringrazio davvero molto perché è stato forse l'aspetto a cui ho tenuto di più durante lo sviluppo progettuale ed il fatto che qualcuno me ne renda merito è motivo di grande soddisfazione.
Termino col suggerire a tutti di provare il mio strumento ( ovviamente se la distanza ve lo permette) prima di giudicarlo troppo severamente. Una volta toccato, imbracciato e strapazzato .... potreste portarvene uno a casa!😊
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