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1997-2017: 20 anni di John Suhr
1997-2017: 20 anni di John Suhr
di [user #17844] - pubblicato il

Liutaio e tecnico stimato dalle star, Master Builder in casa Fender e infine titolare di una delle firme più desiderate dai fan della scuola californiana di taglio moderno, John Suhr avviava la sua linea di produzione esattamente vent'anni fa. Lo festeggiamo mettendo sotto torchio la celebre Classic Pro.
Reinventare un mito non è cosa da tutti, ma John Suhr ha sempre avuto le idee molto chiare in merito. Fin da quando si esibiva nei piccoli club, alternando l'hobby della liuteria ai lavori nelle cucine newyorchesi, i classici della scuola elettrica californiana hanno sempre esercitato un ascendente particolare sul giovane John. Questo amore però si è scontrato da subito con l'insofferenza verso alcune precise caratteristiche costruttive, dei limiti se vogliamo, che al ragazzo proprio non andavano giù.
Ad accendere in lui la scintilla della liuteria era stato Bob Benedetto, un'istituzione nel campo delle chitarre archtop che, il caso vuole, avesse il laboratorio proprio nei pressi di casa sua. A lui John si affidò per personalizzare le sue prime chitarre, e frequentando la bottega cominciò a sviluppare una visione del tutto singolare della liuteria elettrica.

1997-2017: 20 anni di John Suhr

Alla fine degli anni '70, John Suhr aveva già accumulato una certa esperienza lavorando su innumerevoli chitarre, tra le quali una discreta quantità di quello che oggi chiameremmo "vintage". La svolta, però, arriva nei primi anni '80, quando comincia a lavorare nel laboratorio di Rudy Pensa a New York. Tra i suoi clienti ci sono nomi grossi, ed è allora che prendono forma le ricercate Pensa-Suhr, note per essere state preferite, tra gli altri, da Peter Frampton, Eric Clapton e da un Mark Knopfler pronto a segnare in maniera indelebile il panorama chitarristico proprio in quegli anni. È senza dubbio suo il merito della consacrazione delle chitarre Pensa-Suhr.
Contemporaneamente, il liutaio si specializza nella personalizzazione e costruzione di amplificatori valvolari, e sui palchi dei grandi cominciano a comparire testate e rack marchiati Custom Audio Amplifiers.

1997-2017: 20 anni di John Suhr

Con la fine degli anni '80, l'attenzione verso i rack va lentamente scemando, e John torna a concentrarsi su quei piccoli difetti della liuteria che proprio non volevano lasciarlo in pace.
Il 1995 segna l'ingresso nelle forze di Fender, dove John Suhr si diverte a rivoluzionare letteralmente i modelli classici con un'ottica che punta a miscelare sonorità puramente vintage con suonabilità tutta moderna, tra tastiere con raggi più piatti, nuovi pickup e un'attenzione particolare alla tenuta d'accordatura e alla stabilità dell'insieme.
Del lavoro di John, Scott Henderson ha raccontato: "Suhr ha sistemato tutti gli sbagli di Fender, e credetemi, ce n'erano un sacco!".

Arriva intanto il 1997 e i tempi sono maturi per la svolta decisiva e definitiva: John Suhr entra in società con Steve Smith, programmatore specializzato in macchine a controllo numerico (CNC). Nasce ufficialmente Suhr Guitars/JS Technologies, l'attuale Suhr.

1997-2017: 20 anni di John Suhr

Sono passati esattamente vent'anni da allora, e il catalogo Suhr - attualmente distribuito in Italia da Backline - sfoggia oggi una tavolozza variegata di chitarre, amplificatori ed effetti di ogni tipo. Dagli humbucker ai ponti in stile Floyd Rose ce n'è per tutti i gusti ma, come quasi un chiodo fisso, la maggior parte degli strumenti vede nella Stratocaster la principale fonte d'ispirazione. È quella la sfida originale: portare il progetto di Leo Fender in una nuova dimensione, che ne rispettasse DNA, vibe e impronta sonora ma offrisse tutti i crismi di una nuova generazione di chitarre elettriche.

Il modello Classic è quella che più da vicino ricalca la storia californiana, e l'edizione Pro in versione HSS rappresenta forse la sintesi più equilibrata tra il progetto originale e la visione rivoluzionaria di John Suhr.
Come la sua illustre antenata, ha un body in ontano avvitato a un manico in acero, con l'opzione di una tastiera in acero o in palissandro. I fret sono 22, amabilmente smussati sui bordi per non rappresentare un impedimento per le dita e sagomati su un raggio di curvatura variabile da 9 a 12 pollici, così da regalare un approccio d'altri tempi sulle prime posizioni ma una propensione ai fraseggi più complessi nei range acuti.
I pickup sono avvolti dallo stesso John: al centro e al manico sono due JST ML, mentre al ponte la scelta è di un JST SSV, un humbucker.
Un manico a C in stile anni '60 riporta a uno stile vintage, ma la modernità è rimarcata dal capotasto in Tusq e dalle meccaniche bloccanti Sperzel. Si tratta di un ibrido tra "vecchio" e "nuovo" (virgolette necessarie) perfettamente riassunto nella scelta del ponte, mobile ovviamente, con sei sellette ricurve in stile vintage ma con due perni capaci di una stabilità eccezionale per la categoria.

Dopo venti proficui anni di attività, la ricerca Suhr non accenna ad arrestarsi. È passata dalle Classic come quella di Scott Henderson alle Modern scelte anche da Guthrie Govan, fino ad arrivare alle recenti JM. Siamo convinti che la strada sia costellata ancora di altri strumenti meravigliosi, ma sempre con un occhio a "quella che le ha iniziate tutte". E noi ve la proponiamo.

chitarre elettriche classic pro series suhr
Link utili
Recensione Pensa-Suhr MK1
Suhr Scott Henderson
Guthrie Govan parla della sua Suhr
Suhr Classic JM
Sito Suhr
Sito del distributore Backline
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Commenti
di telecrok [user #37231] - commento del 13/04/2017 ore 09:59:31
"Big Sur".
parafrasando il mitico avamposto sull'oceano Pacifico, caro a tutti i nostalgici vagabondi del Dharma (e no), è sicuramente un Big assoluto anche lui.
Grande Shur, grandi chitarre, grande prezzo ma non si discute.
ahhh dimenticavo....BRAVO Pietro!!!!
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di MM [user #34535] - commento del 13/04/2017 ore 16:17:18
Chitarre magnifiche, siamo al top.
La MK1 di una bellezza rara, ma anche tutte le altre.
Mi piacerebbe averne una, ma il costo è un bel deterrente.
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di Dinamite bla [user #35249] - commento del 13/04/2017 ore 17:48:40
Ne ho due, una classic pro (diversa però da quella presentata nel video.. la mia è l'ultima versione, con i v70), e una telecaster classic antique.
Sono strumenti magnifici, super precisi, ci si suona qualsiasi cosa.. Certo manca un po' quella vena selvaggia e incontrollata delle migliori Fender. Sembrano dei fucili di precisione, con materiali d'alta classe, e rifiniture al limite della maniacalità..
Strano non si sia fatto accenno (forse non l'ho notato io) ai tasti in acciaio (amati o odiati, senza mezze misure...)
Rispondi
di magheggio [user #10968] - commento del 14/04/2017 ore 10:49:35
Mi piacerebbe anche solo provarla una... ma al momento è molto complicato... non c'è un buon rivenditore in tutto il Piemonte... in questo paese di Merda, se va bene, si trovano sempre e solo Fender, Gibson, Ibanez... ed ultimemente anche PRS... oppure gli scarti scadenti di Jackson, Esp, ecc
Ma poi ho problemi anche a portare la mia strumentazione in certi posti...
per finire a che servirebbe visto che non posso permettermele?
Rispondi
di rickyfigoli [user #36535] - commento del 14/04/2017 ore 18:35:24
Grandissimo John Suhr, ho una modern custom Govan e testa e cassa Cae OD100, una vera bomba!!
Rispondi
di Benedetto [user #41804] - commento del 14/04/2017 ore 20:40:27
Io ne ho provate alcune e devo dire che hanno un bel manico comodo però suonano un po freddine rispetto alla classica Strato di casa Fender, ovviamente il paragone va fatto con una Custom Shop visto che la fascia di prezzo è alta!
Rispondi
di tres_hombres [user #37968] - commento del 15/04/2017 ore 10:02:07
Ho provato una volta una telecaster della Suhr, uno spettacolo, davvero ci si può suonare di tutto.
Rispondi
di alcor72 [user #16133] - commento del 18/04/2017 ore 12:33:29
Chi riesce a ricavarsi un posto di rispetto in un mercato dominato dai due colossi americani e da uno giapponese ha tutto il mio rispetto.
Non ho mai avuto la fortuna di provarne una.
Mi piace poi pensare che ci sia un uomo dietro gli oggetti che si acquistano a caro prezzo e non un consiglio di amministrazione e un management che cambiano in funzione dell'andamento dei mercati finanziari.
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 21/04/2017 ore 01:28:13
Un giorno mi piacerebbe provare una Archtop! Poi la metterei giù e andrei via soddisfatto visto il costo proibitivo!
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