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Treble Boost Plus, Brian May in a box
Treble Boost Plus, Brian May in a box
di [user #116] - pubblicato il

Quando in studio capita di avere contemporaneamente il Treble Boost Plus, con la doppia firma Fryer Sound e Brian May e un Vox AC30 del ’67 non ci si può lasciare scappare l’occasione di mettere tutto a 10 e vedere l’effetto che fa. Potevamo lasciarvi a bocca asciutta? Certo che no, ed ecco qualche lick suonato dal nostro Michele Quaini nell’O.U.T. Side Studio.
Per gli amanti del suono di May il treble boost è un must. In accoppiata con un Vox AC30 poi è davvero devastante, soprattutto come quando nel nostro caso si ha la possibilità di avere un originale del ’67 e una stanza in grado di ospitare i dB prodotti quando si portano tutti i controlli di equalizzazione al massimo. 

Il Treble Boost che abbiamo avuto a disposizione è la versione Plus, quella azzurra realizzata dalla Fryer Sound. Come gli altri della serie è semplicissimo, due soli jack per il collegamento tra chitarra e amplificatore e il vano batteria, nulla più. 

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Quello che possiamo dire di questa versione è che tra le tre a disposizione è quella con un maggiore boost sulle medie, aggiungendo ben 36dB di gain con un picco sui 2,5KHz. Si rifà ai suoni registrati da May con i Queen negli anni ’70, con gli album "News Of The World" e “Jazz”. 

Resta ben poco da dire se non lasciare la parola a Michele e dare un ascolto a quello che può tirare fuori il Treble Boost da un Vox AC30 portato al limite. 



Il Treble Boost Plus non è facilissimo da trovare, lo si può acquistare a circa 200 euro direttamente online dal sito del produttore o da pochissimi rivenditori al mondo. È un oggetto particolare, ma che può regalare davvero un sound pazzesco, sia con dei single coil che con un bell’humbucker. 
brian may effetti e processori fryer plus treble boost
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Commenti
di Guadalupe [user #43362] - commento del 15/04/2017 ore 08:56:27
See' vabbe' ... 'a Quaini ma chi sei?un mostro !!!!
... grande invidia(sana) e che ampli esagerato
saluti da Genova
Rispondi
di LandolfoRuffy [user #35692] - commento del 15/04/2017 ore 10:35:21
Michele mi pare molto soddisfatto;) Conosco bene quell'espressione di goduria, da felice possessore di un trebble booster super, versione handmade e un po' diversa degli altri tre fratelli:D
Rispondi
di ADayDrive [user #12502] - commento del 15/04/2017 ore 11:25:10
Di solito resisto alla tentazione del fare polemiche, ma stavolta non ce la posso fare: 200 euro per un circuito con un componente attivo (1 transistor 1, cribbio) è un qualcosa al limite del raggiro. E non si parli di esclusività, boutique, componenti esoterici e discorsi collegati: il treble booster è un circuito antico come la chitarra elettrica stessa.
Rispondi
di Piazza [user #31749] - commento del 15/04/2017 ore 20:14:5
Lo stavo per scrivere io ma mi hai preceduto, i booster con un singolo controllo sono in assoluto tra i circuiti più semplici tra gli stompbox. Il treble booster di May in particolare ha 8 resistenze, 6 condensatori e un transistor, quindi 10.-15 euro al massimo di componenti al dettaglio (contando potenziometro, jack in e out e switch).

In rete tra l'altro si trovano numerosi kit per farselo da soli e visto la semplicità del circuito lo può fare davvero chiunque (16 euro su musikding ad esempio, aggiungendoci enclosure preforata e spedizione arriviamo a 30 euro), da accapponare la pelle...
Rispondi
di mamuele [user #4349] - commento del 16/04/2017 ore 10:44:32
Prezzo folle ma non sottovalutare il costo dei componenti in base a qualità/selezione. Il costo di questo booster è altissimo e sicuramente non giustificabile ma in base a quello che si decide di usare, i componenti possono anche costare il triplo. Resistenze e condensatori possono andare da pochi cent a qualche euro, quindi fanno lievitare i costi soprattutto in progetti più complessi di questo. Io ho un clone del Klon fatto dalla Ryra e di componenti c'è un discreto valore nonostante non ci sia niente di irreperibile, NOS o fuori produzione.
Rispondi
di Piazza [user #31749] - commento del 16/04/2017 ore 11:56:32
Per quanto riguarda questo treble booster sono resistenze e condensatori da pochi centesimi quindi il tuo discorso non si applica. Parlando del Klon ci sono i famosi diodi al germanio russi NOS e ok quelli costano, ma si può avere lo stesso circuito fatto con componenti standard senza variazioni significative nel suono (vedi soul food).

Senza andare a prendere roba come i condesatori carta olio e roba simile i componenti costosi sono transistor, trimmer, opamp e poco altro, e in ogni caso stiamo sotto i 5 euro a componente.

IMHO vale la pena di spendere parecchi soldi per pedali digitali che necessitano di tutt'altre competenze per la realizzazione.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 16/04/2017 ore 18:25:25
Mi permetto di dissentire sul "senza variazioni significative...." Parlando di klon e soul food.
Per me le differenze ci sono e sono significative
Rispondi
di Piazza [user #31749] - commento del 16/04/2017 ore 20:59:19
Personalmente ho provato il soul food, il tumnus e un clone fedele del klon, con diodi esoterici e quant'altro e non ho percepito grandi differenze.

Questo ascoltando solo la chitarra, figurarsi in una band dove hai anche voce, basso e batteria, in locali che certo non hanno l'acustica del Teatro alla Scala, sono sfumature impercepibili (almeno per me, eh).

Ad avere i soldi è sempre bello poter comprare l'originale e supportare il progettista, Bill Finnegan ha comunque il merito di aver creato un bell'overdrive e la fortuna che molti chitarristi famosi l'hanno usato nelle loro pedaliere. Personalmente non mi piace neanche il soggetto visto come si è comportato per il KTR, dopo "tre anni di progettazione" ha tirato fuori un pedale che è sostanzialmente il Centaur con il buffer switchabile (mod che esiste da eoni fatta da svariati hobbisti) e poca altra roba, tra l'altro realizzato SMD e quindi perdendo tutto il mojo delle PCB classiche :p

Tirature limitate e discontinue per alimentare hype e isterie di massa collezionistiche.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 16/04/2017 ore 21:09:08
Sai cosa fa Finnegan con le sue tirature limitate? Aiuta personalmente delle persone in difficoltà, non è una cazzata, ma questi sono affari suoi.
Del soul food ne parlo più che bene, la differenza sostanziale con un klon o clone serio (io ho un klone di ARC effects) è proprio quello che succede quando suoni assieme ad altri anche in contesti difficili, il soul food resta un buon boost/od con un klon esci meglio dal mix sempre e sotto le dita è proprio un'altra cosa.
Queste ovviamente le mie sensazioni
Rispondi
di Piazza [user #31749] - commento del 16/04/2017 ore 21:46:21
Purtroppo di provarlo live per vedere differenze nel mix dubito avrò mai la possibilità, quindi mi fido del tuo giudizio e rimango curioso a questo punto.
Per quanto riguarda ciò che fa Finnegan buon per lui se aiuta gente in difficoltà, ma la strategia commerciale che usa la trovo abbastanza ignobile. Poi oh per vedere se sia in buona fede o in cattiva fede bisognerebbe conoscerlo di persona per bene ed è un altra cosa che dubito sarò in grado di fare :D
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 18/04/2017 ore 09:37:
Io ho provato un klon originale "gold" ed un soul food , sono simili ma assolutamente non uguali. Il klon sembra far parte dell'ampli, mentre il soul food da più l'impressione di essere un effetto esterno, si integra meno. Questa capacità di diventare tutt'uno l'ho notata su diversi ampli su cui ho provato il klon. Ciò non toglie che il soul food suoni simile ed abbia un rapporto qualità prezzo ottimo. Il klon originale quando era in produzione era caro ma aveva ancora un senso, ora è finito nel giro dei collezionisti ed io mi martello ancora in stile Tafazi per non averne ordinati due quando ancora si poteva...
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali [user #36241] - commento del 16/04/2017 ore 15:26:28
Eh ma vuoi mettere... è il treble booster di Brian May.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 16/04/2017 ore 16:21:54
No, non è solo questo il discorso. Io ho apprezzatto tutti gli interventi sopra, perchè mi hanno spiegato con precisione cosa costerebbe fare un booster. La fortuna tua e di costruisce pedali peró è che non tutti hanno la capacità, il tempo, la voglia e la passione di costruirseli. Io per primo non ho intenzione di imparare a costruirmene uno. Cosa posso fare?
Ascoltare e provare più treble booster possibili fino a quando trovo quello che fa per me.
A quel punto lo compro, ora con la consapevolezza che sto spendendo molto di più di quello che vale, ma non posso fare altro.
Se mi piace questo e costa 200 euro, lo compro, non vado a prenderne uno che non mi piace da 50 euro solo perchè quello è il suo "giusto" prezzo.
Mi rendo conto che agli occhi di chi si costruisce pedali questo discorso non ha molto senso, ma ci sono moltissimi oggetti di uso quotidiano a cui si potrebbe applicare.
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali [user #36241] - commento del 16/04/2017 ore 16:54:5
Invece sbagli. Il discorso fila perfettamente. Ciò che non fila assolutamente è il discorso che mi fece anni fa quel cliente che cercava proprio questo pedale, io mi offrii di costruirglielo per probabilmente metà o un terzo del prezzo e lui si comprò l'originale perchè c'era la firma di Brian May sopra. Il mio era sarcasmo. Purtroppo chi fa queste cose deve necessariamente fare i conti con quelle cose orribili che sono la globalizzazione, i marchi, la pubblicità e tutte queste cose qua. Non c'è artigiano che non possa costruirti questo pedale con componenti eccelsi probabilmente a metà prezzo dell'originale. Ma sull'originale c'è la firma di Brian May. Anche quella si paga, che credi...
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 17/04/2017 ore 07:04:57
Si certo, se uno mi fa il pedale esattamente come l'originale che mi piace...perchè no?
Il tuo discorso non fa una piega...
Peró si entra nel mondo e nella filosofia del clone...a quel punto le valutazioni sono diverse.
Voglio l'originale o no? Discorso lungo che si applica x tantissimi beni, Rolex, Luis Vuitton, Shelby Cobra etc etc etc
Rispondi
di mamuele [user #4349] - commento del 16/04/2017 ore 12:26:21
Ciao,

Il mio intervento era più per sottolineare che determinate scelte costruttive fanno lievitare i costi e ho anche premesso che magari sull'effetto in questione non si applicano. La differenza a livello di suono nel sovradimensionare o usare componenti con tolleranze e materiali diversi dallo standard possono non essere grandi o inesistenti ma fanno lievitare i costi. Usare un potenziometro Alfa o uno Pec Mil, non fa grande differenza ma il costo è molto diverso

Tutto qui 😀
Rispondi
di Piazza [user #31749] - commento del 16/04/2017 ore 21:34:50
Quello che dici è vero, ma per gli stompbox non servono tolleranze particolari (che sono invece necessarie nella realizzazione di processori o altro), di recente ho realizzato il clone di un Okko Diablo e ho usato senza problemi resistenze con tolleranza del 5% e il pedale suona divinamente.

Ecco parlando dell'Okko (gioco di parole non voluto, pardon :D ) trovo che i suoi 240 euro di costo siano totalmente giustificati, è un circuito originale non banale (con quindi costi di progettazione importanti) e oltre a resistenze e condensatori che sono componenti economici ha 6 op.amp, 5 jfet, 4 trimmer, due diodi, un transistor e 6 potenziometri che sono relativamente costosi. Aggiungendoci l'enclosure sono arrivato a circa 80 euro di materiali se non ricordo male e ancora devo comprare le vernici e le decal e fare una grafica guardabile in modo da renderlo anche guardabile. Contando anche la mattinata piena passata a realizzarlo e testarlo direi che il costo è giustificatissimo.

Discorso diverso per questo booster o il klon centaur citato sopra.
Rispondi
di mamuele [user #4349] - commento del 17/04/2017 ore 11:34:19
Infatti parlavo di scelte costruttive che possono far salire i prezzi. Nel mio Klon ad esempio, il tizio della RYRA, usa resistenze Dale che da sole fanno lievitare i costi di molto nonostante non siano assolutamente necessarie e il pedale suonerebbe bene anche con resistenze che costano meno di 3 euro l'una. Il modo in cui erano cablati gli Hiwatt non è assolutamente determinante dal punto di vista sonoro, è una scelta costruttiva che fa lievitare i costi oltre ad essere di un sexy pazzesco. Concordo comunque sull'effetto in questione o altri tipo il super hard on, che io adoro, ma di componenti davvero ci sono 10 euro compresa la verniciata a mano.
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 18/04/2017 ore 09:32:33
Che un pedale del genere costi poco a livello di materiali non ci piove.
Che non tutti sanno costruirselo o non hanno tempo è anch'esso un dato di fatto. Forse uno dei motivi per iniziare a costruirmi pedali è stato proprio il costo di certi effetti, oltre al voler ottenere il suono che ho in testa e che non ho mai trovato a pieno in tanti pedali comprati nel tempo. So che ci sono anche spese per tasse, pubblicità, grafiche, dipendenti e quello che si vuole. Hai la fortuna di avere un endorser come May sfrutti la cosa, ma fino a "na certa", come diciamo a Roma.
Fatti i dovuti conti su ricavi e spese, con una buona firma (che già ti fa pubblicità a sè) puoi rincarare di un 15% ma per arrivare a 200 euro con un TB, il circuito più scemo della storia dopo il treeble bleed sul pot volume ce ne vuole, e tanto...
Consiglio a chi sia interessato di comprarsi un kit, che con le spiegazioni sono davvero facili, e magari modificarlo piano piano col tempo. Se avere tempo consiglio di provarlo anche al silicio, visto che perde davvero poco in resa sonora ma fa moooolto meno rumore e non cambia con differenti temperature.
Rispondi
di viabcroce [user #13757] - commento del 21/04/2017 ore 05:44:03
Sempre difficile fare i conti in tasca ad un'azienda. Molti non hanno idea di un bilancio reale.
Rispetto a un prezzo al dettaglio di 100, spesso il produttore mette in tasca (nel senso che lo porta a casa) il 5-15%.
Se poi sta in certi Paesi (come l'Italia)...
Togliamo il 20% circa di IVA (restano 80)
Togliamo attorno al 50% (e mi sto moderando) di tasse, imposte, contributi, addizionali (restano 40)
Togliamo gli affitti dei locali, l'ammortamento delle macchine, le utenze, gli stipendi, l'assicurazione (difficile stimare una percentuale, dipende da un mucchio di cose. Vogliamo fare 10%? È poco, molto poco. Ma vabbe'.) (Restano 32)
Togliamo gli stipendi (15%? Vedi sopra) (Restano 20)
Togliamo la componentistica (5%? È forse poco...) (Restano 16)
Grafica, decalcomanie, prototipizzazione, verniciatura, finitura... (2%?) (Restano 14)
Togliamo gli investimenti in ricerca e sviluppo, nuovi prototipi, tempo e risorse spese in cose che forse non vedranno mai la luce... (5%?) (Restano 10)
Packaging? Pubblicità? Spedizioni? Telefoni\auto\furgoni\tablet aziendali? Computer? Intranet? Ah, le spese di magazzino e gli anticipi relativi.

... E non abbiamo incluso ancora le spese di assistenza clienti, garanzia, unità e componenti da scartare...

Ah, e pagare chi pulisce i locali, la sicurezza, e ogni tanto una riverniciata, riparazioni elettriche, idrauliche... e ogni tanto qualche macchina si rompe... e ogni tanto si devono rinnovare sedie e scrivanie...

... Ah, e il commercialista, e gli interessi su eventuali prestiti...

... sono sicuro di star dimenticando qualcosa... materiali di consumo, toner, carta, leasing macchine caffè e acqua?

... e siamo sicuri che May non voglia royalty per il suo nome?

Ora, chiaro che io del Sg. Fryer (e dell'azienda nel suo complesso) non so nulla. Però ho cercato di dare un quadro realistico per qualcuno che, magari, non ha mai operato in una realtà aziendale.
Poi chiaro che se una volta ogni tanto voglio assemblare un pedale singolo per qualcuno posso anche farlo a prezzo di costo (lordo, cioè senza considerare la lista di cui sopra): chiaro che non ci ricarico la segretaria e la bolletta della luce, e non mi importa quanto ci ho guadagnato per ogni ora di lavoro. Ma se il mio mestiere è vendere pedali devo - eccome! - considerare tutte le spese.
Rispondi
di ciofhalen [user #44278] - commento del 21/04/2017 ore 17:49:05
Ciao, perdonami se non leggo tutto il tuo intervento. Mi limito a dire che l'IVA grava come costo puro solo sul consumatore finale. Le aziende lavorano sul dualismo IVA a credito/debito. La tua analisi, pertanto, è sbagliata se consideri l'IVA sul singolo prodotto (dovresti analizzare tutto il processo produttivo dell'azienda, ma non credo ci sia la possibilità).
Rispondi
di viabcroce [user #13757] - commento del 21/04/2017 ore 21:28:4
Ciofhalen, io parlavo appunto di un costo di 100 per il consumatore. Tu comunque paghi 100, il senso del mio post è mostrare che di quei 100 ben pochi vanno in tasca al produttore; e l'IVA certamente contribuisce a questo squilibrio percepito, quindi non capisco il senso del tuo intervento.

Per quanto riguarda tutto il processo produttivo, è esattamente quello che ho cercato di rappresentare: con percentuali ovviamente inventate, ma a mio parere verosimili e che comunque contribuiscono a dare, a chi non ce l'abbia, un'idea almeno un po' realistica di cosa significhi gestire un'azienda.

In generale, comunque, commentare un intervento senza averlo neanche letto non mi sembra una gran cosa, non credi? ;)

PS: bel nick!
Rispondi
di ciofhalen [user #44278] - commento del 26/04/2017 ore 16:24:34
Non l'ho letto tutto proprio perchè il primo punto non è propriamente corretto ;)
Tu hai descritto quanto sulla vendita finale va all'azienda produttrice, capisco che l'IVA l'azienda deve levarla ma sicuramente non pesa in termini di bilancio (sai sicuramente meglio di me che a fine anno si matura un credito o un debito per l'azienda nei confronti dell'Erario in merito all'IVA).

PS. Grazie per l'apprezzamento del nick ;)
Rispondi
di viabcroce [user #13757] - commento del 26/04/2017 ore 18:35:40
Non intendevo riferirmi a quanto pesi l'imposizione sul fatturato di un'azienda, quanto piuttosto al "prezzo percepito" dall'utente finale: leggo troppi post (sia qui che su altri forum di musicisti) su quanto esagerato sia il prezzo di un certo strumento o device. Quando si mostra a queste persone che bisogna togliere il 20% (o più) di IVA, il 40% (o più) di versamenti e contributi, il 20-30% (o più) di spese... e quello che rimane è poi un profitto lordo, su cui vanno pagate le tasse... questo può aiutare chi non ha le idee chiare a farsi un'idea più corretta di cosa voglia dire fare business in Paesi dove il business viene bloccato sul nascere, per precisi fini strategici.

PS: Credo che sappiamo bene entrambi cosa sia l'IVA e come si gestisca ;)
Rispondi
di dk768 [user #31602] - commento del 21/04/2017 ore 10:40:49
Allora abbiamo un Flyer TB + un Vox ac 30 del 67 ed un LP dal prezzo sconosciuto. Per un progetto su May ho usato una Ibanez S320 con DiMarzio Tone zone splittato a single + un laney valvolare 60w con due coni celestion GT12 + un mooer solo (clone del suhr riot). Sulla sonorità di Tie your mother down non ho notato differenze palpabili, in termini di prezzo ci sta un abbisso... Chi deve andare in giro, secondo voi, quale set sceglierà?
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