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Hybla, più che una offset
Hybla, più che una offset
di [user #116] - pubblicato il

Ci occupiamo oggi di una chitarra davvero particolare. Realizzata dalla Carpinteri Guitars, la Hybla è un vero concentrato di stili diversi. Due P90 fanno il paio con un ponte a tre sellette, un manico avvitato su un tacco dalle forme ergonomiche. L’abbiamo provata con un vecchio Vox e il nostro Michele Quaini.
La Hybla basta guardarla per capire che ha qualcosa di speciale, di diverso, ma allo stesso tempo tradizionale e familiare. La scheda tecnica è quella di un ottimo strumento artigianale. Il body e il manico sono realizzati in Korina. Nonostante il double cut ricordi alla lontana una LP Junior girando lo strumento notiamo le quattro viti del bolt-on. Le quattro viti non sono però avvitate semplicemente nel legno, bensì in boccole in acciaio, come la piastra che riporta il logo del laboratorio siciliano. 

Sulla tastiera in palissandro trovano posto i 22 tasti su una scala da 25,5 pollici con radius da 12’’, abbastanza piatto ma senza risultare eccessivamente moderno. Dalla parte opposta al capotasto in osso troviamo un ponte a tre sellette T-style della Wilkinson, il WTBS per la precisione, famoso tanto per il look quanto per la solidità. La tenuta di accordatura è infine mantenuta solidamente da un set di meccaniche Gotoh SG381, una garanzia. 

L’elettronica è molto semplice. I magneti sono affidati a Bare Knuckle. Abbiamo a che fare con una coppia di Nantucket, due P90 con cover bianca, in perfetta sintonia con la colorazione dello strumento e del battipenna. Questi sono controllabili tramite un classico switch a tre vie, un tono e un volume. 

Hybla, più che una offset

La Hybla è molto piccola e leggera. È uno strumento ben bilanciato che si fa apprezzare da subito tanto per le forme stravaganti ma aggraziate, tanto per la comodità. Il manico è sottile e molto arrotondato. Non affatica e permette di avere sempre sotto controllo la situazione. Arrivare fino in fondo alla tastiera poi non è certo un problema anche grazie al tacco smussato e arrotondato che non infastidisce nemmeno nelle ultime posizioni. 

La coppia di P90 ruggisce fin da subito. Anche quando il gain non è arrivato nemmeno a un quarto della sua corsa un crunchettino lieve ma percepibile si fa già strada tra i coni. È una goduria da sentire, soprattutto con il PU al manico, più ciccione e carico sulle basse. Quando passiamo al ponte la situazione diventa più graffiante, ma l’aggressività viene sempre stemperata da una dose sempre abbastanza presente di basse. 

L’aspetto non deve trarre in inganno, ha dei richiami vintage, è vero, ma il sound sa essere moderno soprattutto quando si spinge sull’acceleratore e si alza il gain. La comodità e il buon setup fanno il resto. 



La Hybla è uno strumento artigianale prodotto dalla Carpinteri Guiars con materiali di qualità. Lo si percepisce tanto sotto le dita quanto con le orecchie ascoltando il sound che esce dall’amplificatore. Siamo sicuri che potrà fare la felicità di chi vuole una chitarra fuori dagli schemi, ma allo stesso tempo non estremamente stravagante, ma con un suono al top.
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Commenti
di phunkabbestia [user #42918] - commento del 21/04/2017 ore 21:02:13
il sito del produttore è "rotto"... quanto costa?
Rispondi
di cquadro_guitar_works [user #25919] - commento del 21/04/2017 ore 21:46:1
Ciao, la Hybla parte da €1890 IVA inclusa.
Il sito è attualmente in lavorazione, sarà on-line a breve con la scheda tecnica della nuova Hybla e pian piano verranno aggiunti anche gli altri modelli.
Corrado Carpinteri
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 22/04/2017 ore 11:50:45
La chitarra mi piace molto, e che suono! Va bè che i P90 mi piacciono in tutte le salse...
Ma per quanto io capisca perfettamente che un prodotto artigianale non può scendere sotto un certo prezzo, non ce la posso fare a spendere quella cifra per uno strumento.
Rispondi
di leopardave [user #24680] - commento del 22/04/2017 ore 12:13:38
sottoscrivo tutto
Rispondi
di nicolaw1 [user #5799] - commento del 22/04/2017 ore 17:28:55
Se penso che a gennaio, in un solo mese, la mia quota pro capite di debito pubblico è salita di 500 euro circa e che tra qualche mese avrò un ulteriore debito di 2000 euro, quasi quasi invece di contribuire a ripianare il debito mi compro la Dybala.....
Rispondi
di Tubes [user #15838] - commento del 22/04/2017 ore 17:57:41
La Dybala ? Qua juventino ci cova ....
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 23/04/2017 ore 09:23:45
2mila euro per un prodotto "base"...e quanto costano quelle di fascia più alta?
sono cifre difficilmente giustificabili, a mio modestissimo parere, per uno strumento elettrico: il ponte non costa più 70/80 euro, i pickup, volendo esagerare, ne possono costare 200, le meccaniche 60/70. i legni...direi poco, considerando i quantitativi che vengono acquistati di solito da un laboratorio. onestamente troppo: sono cifre da liuteria acustica, dove il lavoro "umano" è ancora tanto. a prescindere da questo mio commento, è sempre un bene che qualcuno provi a emergere e creare qualcosa, ma credo ci voglia un pizzico di "self-control" quando si propongono poi i prezzi di vendita.
Rispondi
di cquadro_guitar_works [user #25919] - commento del 24/04/2017 ore 00:35:28
Ovviamente non voglio fare nessuna polemica, ne passare per quello che si giustifica a priori, perché ogni produttore è libero di fare i prezzi che vuole e ogni cliente è libero di spendere i propri soldi dove vuole, però posso assicurarti che una chitarra non è fatta solo di legni, meccaniche, ponte e pickups, ma anche di elettronica, vernici, tasti, truss rod, capotasto, intarsi, ganci tracolla, viti, piastre, plastiche, custodia rigida, accessori, spedizioni ecc.
E non sto ad elencare l'energia elettrica, e tutto ciò che serve per costruire una chitarra, perché non voglio passare per il pignolo di turno, ma un produttore deve, per forza di cose, considerare tutto questo, che sia un piccolo, un medio o un grande imprenditore.
Inoltre nei 1890€ (non 2000€), come ho specificato, è inclusa anche l'IVA che è al 22%, quindi si arriverebbe a 1474€, ai quali bisogna ulteriormente togliere tutti i costi di ciò che serve per costruire una chitarra che ho elencato prima.
Ti ringrazio comunque per avermi detto che manco di "self control", di solito mi incolpano di averne troppo :)
Detto questo, siamo persone libere, soprattutto di spendere i nostri soldi come meglio ci pare.
Rispondi
di sepp [user #10489] - commento del 24/04/2017 ore 18:24:23
Credo sia vero...ne hai troppo di self control, si capisce dalla risposta! : )
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617] - commento del 24/04/2017 ore 12:40:15
Prova a costruire tu e vedi quante ore ci metti, prova anche a considerare i costi delle attrezzature, la manutenzione delle stesse, i costi dei consumabili nonche' del laboratorio e di quello che ci vuole per metterlo a norma di Legge, prova anche a pensare che devi pagare le tasse....secondo me stare su queste cifre per un prodotto artigianale e ben curato e' degno di nota.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 01/05/2017 ore 14:39:57
Non so se si tratti di vera ignoranza, o trolling, francamente. Questa chitarra è assimilabile ad una telecaster per costruzione. Fender vende Tele fatte sostanzialmente in serie, in USA, dai mille e qualcosa ai 1800 per le "vintage reissue". Una CS che dovrebbe essere più curata (spoiler: lo è) passa allegramente i 2500.
Questa è di costruzione assimilabile alle CS da quel che leggo. Quindi non viene poi tanto. Quindi l'inferenza successiva è che anche Fender è ladra? Immagino di si. Se la guardiamo dal lato opposto, ora che sommi materiali, lavoro, tasse, componentistica.. io sto semplicemente rilavorando pesantemente una chitarra che gia ho, per risagomare il body e metterci un top fiammato ci ho messo una valanga di ore.. e sai, anche la carta vetrata costa.. morale: per le cifre che citi ti prendi appunto legno, pezzi smontati. Ho provato, ma non suonano da soli.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 24/04/2017 ore 16:16:57
1890€ per una chitarra così, se si chiamasse Suhr, sarebbe un miracolo e sono sicuro che tutti loderebbero il lavoro di riduzione del prezzo di Suhr (uno a caso, potevo dire Anderson, Pensa, Collings, Fano etc..).
Il prezzo è corretto, e racchiude rutti gli sforzi (costi) di produrre oggi in Italia. Quello che io penso è che questo prezzo è "pericoloso", ovvero ti costringe a confrontarti con chitarre più blasonate, sapendo di avere poche chance di uscirne vincitore.
Lo so che è sfidante, ma riuscire a produrre in Italia a livello artigianale una chitarra sotto i 1000 euro (tipo Sciàtt, ma anche più sotto), probabilmente aumenterebbe di non poco le possibilità di affermarsi sul mercato.
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 24/04/2017 ore 17:25:06
Non sono d'accordo con Nevio. Il prezzo di ogni strumento è composto da innumerevole variabili, che devono essere tutte messe nel conto. Oltre alle tasse (che influiscono pesantemente) e all'hardware c'è il costo importante per i materiali di qualità, l'attrezzatura, le ore di lavoro e la competenza (e farsela costa tanto).
In più c'è il fatto che chi lavora lo fa per guadagnarsi da vivere, quindi non si può ridurre il suo lavoro alla somma delle parti al prezzo di costo, bisogna aggiungere un giusto margine di guadagno, perché al supermarket di sconti non ne fanno.
In questo senso 1800 euro per una chitarra artigianale fatta a mano da un liutaio di provata esperienza come CQ mi sembrano una cifra fin troppo ragionevole.
Aggiungo che concentrarsi solo sul prezzo mi sembra riduttivo, soprattutto in un caso come questo in cui la qualità fornita è evidente a tutti.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 25/04/2017 ore 09:15:17
caro alberto, conoscendomi (conoscendoci) non c'è bisogno di troppe spiegazioni. conosco il mondo e questo mondo in particolare: ho diversi amici liutai, ho spesso assistito alla creazione e alla nascita di strumenti acustici o elettrici. il mio mestiere è questo. il punto qui non è probabilmente solo il prezzo: volevo lasciar trasparire qualcosina in più che forse non sono stato bravo a spiegare. il prezzo è argomento valido di discussione se il prodotto non presenta specificità tali da farlo passare in secondo piano. in un recente articolo in cui si parlava di un altro strumento "artigianale" ho lodato a più riprese il costruttore per un paio di interessantissime intuizioni tecniche (la tastiera incassata nel manico, ad esempio). in questo caso, in sintesi, lo strumento proposto dal bravo carpenteri è certamente un buon prodotto...ma non ha elementi di spicco tali da giustificare un prezzo vicino ai 2mila euro nella sua versione base. a me pare un ottimo, ottimissimo assemblato. assemblato con cura mancale, certo..ma pur sempre un assemblato. ho un fraterno amico che fa tutto, dalla A alla Z, eppure pratica prezzi decisamente più contenuti. se poi il prezzo bisogna giustificarlo parlando di tasse o altro...allora è altro discorso.

tutto questo papiello naturalmente presuppone il massimo rispetto per chi si mette in gioco (come dicevo già nel precedente commento).
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 25/04/2017 ore 09:45:21
Premetto che non credo si possa definire "assemblato" uno strumento artigianale solo perché ha il manico avvitato, questa è una scelta costruttiva, sicuramente non meno nobile rispetto al manico incollato. Qui s'è fatto tutto a mano, "assemblata" è la Telecaster-clone fatta da me con parti Warmoth.
Sul prezzo: facendo i conti in tasca al costruttore salta fuori che ci rimette. Ore di lavoro (tante, anche a pagarle a prezzo di operaio incidono moltissimo), ammortamento e usura materiali, materie prime, progettazione, eccetera. Ci sta, ci starebbe anche il doppio, che ovviamente però non sarebbe realistico visto il mercato.
A € 1.800 siamo in linea con - che so - una Gibson LP Special customshop usata. Al consumatore la libertà di scegliere tra le due, facendo le sue considerazioni sui pro e contro. Ma - insisto - il prezzo di questa chitarra IMHO è ampiamente giustificato.
Rispondi
di cquadro_guitar_works [user #25919] - commento del 25/04/2017 ore 09:54:41
Assemblato?
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 25/04/2017 ore 09:57:17
ragazzi calma, il mio era solo un parere. se mi sono spiegato male faccio mea culpa.
Rispondi
di cquadro_guitar_works [user #25919] - commento del 25/04/2017 ore 10:09:24
Beh, sentirsi dire che fai degli "assemblati" sapendo quanta fatica c'è dietro ogni chitarra, e non parlo solo della fase di costruzione, non è proprio la miglior gratificazione che si possa ricevere.
Ma è comunque la tua opinione e la rispetto, spero solo che dietro al tuo commento il rispetto sia lo stesso :)
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 25/04/2017 ore 15:08:28
ma ci mancherebbe altro...non scherziamo, oltretutto fra persone del sud :D
io non sono mai stato "facile", spero sempre che le critiche servano a migliorare e migliorarsi.
Rispondi
di cquadro_guitar_works [user #25919] - commento del 26/04/2017 ore 15:59:46
Assolutamente, ho sempre accettato le critiche costruttive e ne ho fatto sempre tesoro per poter migliorare.
A questo proposito però spero che tu mi chiarisca le idee riguardo al concetto di "assemblato" proprio per poter migliorare il mio prodotto, perchè per me un assemblato è Warmoth, tanto per fare un esempio, quindi chitarre prodotte da altre aziende e montate da me.
Cosa ti da l'idea che le mie chitarre, o questa in particolare, siano degli assemblati?
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 26/04/2017 ore 17:01:23
Io per "assemblato" ho inteso che ponte, meccaniche, pickups ed elettronica sono di terze parti.
Prendiamo ad esempio Prs, è un'azienda che si costruisce tutto (o perlomeno tutto è marchiato Prs)...
Questo è quello che ho inteso io.
Rispondi
di cquadro_guitar_works [user #25919] - commento del 26/04/2017 ore 22:53:31
Il 99,9% dei liutai fa così, tutti assemblatori?
Sulla Hybla il passacorde sul retro del corpo, la piastra per le viti e le boccole per fissare il manico sono parti progettate da me e prodotte da aziende specializzate nella lavorazione dell'acciaio.
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 25/04/2017 ore 10:13:31
Siamo calmissimi vè :-)
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 25/04/2017 ore 15:08:55
ma tu sei LA calma, bira'.... :D
Rispondi
di bluesfever [user #461] - commento del 26/04/2017 ore 09:15:4
Tarallucci, vino e grandi pacche sulle spalle.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 25/04/2017 ore 14:47:36
Prezzo, lungo dibattito: non sono chitarre da catena di montaggio. Qual'è la tipica fascia di prezzo per una handmade artigianale da un liutaio? Un design originale non è necessariamente elegante - questa mi pare di sì.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 25/04/2017 ore 15:17:41
dipende.
se ci si fornisce di decine di elementi (ponti, meccaniche, manici ecc), con un notevole risparmio in fase di acquisto dei materiali, SECONDO ME il costo dovrebbe/potrebbe aggirarsi intorno ai 1300 euro...nel caso di uno strumento in colorazione coprente non c'è neanche bisogno di un top particolarmente bello esteticamente...quindi costi ulteriormente abbassati. un ponte fisso non costa tanto, non prevede scassi ulteriori sul body, così come una coppia di P90. la verniciatura è la cosa più difficile, se la sbagli devi rifare tutto da capo e probabilmente è la cosa più costosa...circa 250 euro. se invece si parla di pezzi unici il discorso cambia. soprattutto perché cambiano i prezzi in fase di ordino dei materiali. ma, ripeto ancora, questo non va a ledere (giammai) il rispetto per l'artigiano.
Rispondi
di mehari [user #25169] - commento del 25/04/2017 ore 16:53:1
Decine di elementi.... mi sa che non ci siamo.
Se dici di conoscere parecchi liutai avrai di certo un'idea di QUANTE chitarre produce una piccola liuteria (composta generalmente da un one-man-standalone-fasotuttomì) ... generalmente questo numero non permette quasi alcun risparmio sull'acquisto dei materiali, al di la del mero sconto che un fornitore può fare a un possessore di P.Iva operante nel settore. Credo che si tratti a occhio di uno sconto del 20-30% sul prezzo operato al pubblico.
Siamo sempre nel solito tormentone del confronto tra quanto costerebbe a un chicchessia farsi una chitarra uguale... e va bene.. fatela, ma dotandovi prima di un laboratorio, un regime fiscale, un'assicurazione etc etc etc, senza contare l'esperienza e le capacità che possono comunque essere in mano anche al semplice hobbista ma che invece DEVONO essere in mano al professionista.
A me sinceramente pare più esagerato un costo di 1400 euro per una chitarra di produzione industriale di fascia media (migliaia di pezzi uguali prodotti) piuttosto che questo.
Resto dell'idea che anche io metto le mani nella mia vecchia citroen mehari... ma se lo faccio fare a un meccanico lo pago.... e generalmente il prezzo che mi impone lo trovo sensato visto che le mani in quella macchina ce le ho messe non poco e so di che si tratta, io lo faccio nel garage di casa mia, lui nel suo (sudato) posto di lavoro. Se a me il lavoro viene poco bene mi adatto.. se viene male a lui me lo deve rifare.
lo stesso si dovrebbe fare nel caso delle chitarre.... chi si lamenta del costo di una ritastatura dovrebbe provare a farne una una volta e magari poi si preoccuperebbe di cambiare più spesso le corde e non farle arrugginire ...
Rispondi
di E! [user #6395] - commento del 25/04/2017 ore 22:00:31
Anch'io conosco qualche liutaio, tra le altre ho avuto anche 4 chitarre (più un manico) fatte da un liutaio (tra l'altro un "vicino" geograficamente parlando di Corrado), in circa 9 anni.
L'ultima che mi son fatto fare è una stratocaster: tra materiali, hardware, legni etc. ho speso almeno 700 euro (ho cercato di comprare il meglio che offre il mercato).

Al di là di quanto ho speso per la chitarra finita, se a questa cifra si aggiungono il compenso per il liutaio e le tasse... Il costo sale.
Però paghi anche un lavoro artistico, che è difficilmente valutabile. Non conosco Corrado di persona, ma ho visto che fa chitarre splendide (e disegna pure benissimo).

Possiamo solo augurargli di fare breccia, grazie alla cura dei suoi strumenti, in una fascia in cui la competizione è molto agguerrita.

Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 25/04/2017 ore 22:21:09
Ben detto!
Rispondi
di Inglese [user #31999] - commento del 26/04/2017 ore 07:30:00
Ovviamente tutto giusto.
Il fatto è che tutti conoscono tutti gli "ingredienti" del problema ma si pone l'accento di volta in volta su uno diverso e come sappiamo le stesse notte, suonare con accenti diversi, fanno musiche diverse.
Il prezzo in​ fase di presentazione è rappresentativo della grande qualità artigianale ma alle prime contestazioni diventa la conseguenza delle tasse.
Un po' tutto, di sicuro le spese sono alte e non paragonabili con i costi dei grandi produttori.
D'altro canto è anche corretto che il prezzo di un oggetto sia in linea col mercato e se Fender o Gibson hanno creato un mercato in cui una buona chitarra costa 1000 o 1500 o 2000 è giusto che il piccolo artigiano di metta in linea oppure che spari alto, se riesce a vendere.
Quindi secondo me il prezzo trova giustificazione nel mercato e i costi sono i panni sporchi che chi produce si deve lavare in casa per generare il proprio profitto che al cliente non deve interessare.
Rispondi
di mehari [user #25169] - commento del 26/04/2017 ore 09:06:32
Giusto... ma su una cosa non sono d'accordo...
Lo "sparare alto" (chiaramente nei limiti del sensato) non è una politica che secondo me paga.
Ci ho messo diversi anni per capire qual'è il prezzo corretto per gli strumenti che vendo. Considerando sia la qualità, i materiali e i costi che sostengo e che non sono visibili a tutti a prima vista.
La cosa divertente è che spesso trovo persone che mi dicono che i miei prezzi sono o troppo alti, o troppo bassi ......
Beh... io credo che ogni oggetto (a prescindere dalle chitarre) debba essere venduto per quelo che vale. Se è vero che il PREZZO lo fa il mercato,il VALORE lo decide chi lo produce. Se io vndo una cosa per quello che vale non sbaglio. E mi tornerà indietro solo del buono.
Rispondi
di Robyz [user #66] - commento del 26/04/2017 ore 10:53:0
Io invece concordo proprio su tutto con Inglese, sono anni che si dibatte sulla questione valore del prodotto ma c'è sempre uno zoccolo duro (e molto sognatore, aggiungerei) che cerca di convincersi e convincere che il valore lo stabilisca una qualche proporzione fra i costi di produzione e il "giusto guadagno". Il problema è che se poi si esce di casa e si va a guardare cosa succede nella vita reale questa teoria cade quasi sempre (e anche quando sembra non cadere è una coincidenza).
Non entro nel merito di questo strumento in particolare, non conosco Carpineri se non per il like sulla sua pagina e le foto di strumenti che sembrano molto belli, ma in generale le polemiche sul prezzo che leggo ormai da anni continuano ad essere sempre le stesse: prodotto artigianale di liutaio con nome= più costa meglio è, prodotto industriale personalizzato/reliccato/fatto da master liuther di marchio famoso = più costa meglio è, prodotto artigianale italiano con nome appena conosciuto proposto a metà prezzo rispetto ai precedenti = si ma che prezzi!

e prurtroppo non c'è un torto o una ragione, è solo questione di appetibilità, una Suhr mi fa sentire più figo di una CQ perché ci sono millemila persone in più che considerano Suhr (che, imprenditore a parte, non è esattamente il primo idiota qualsiasi ma ha un curriculum che ben pochi possono vantare!) rispetto al pur bravo Carpineri, e lo considerano talmente di più da essere disposti a spendere 2 o tre volte i soldi, valutando anche altri parametri come la rivendibilità, la perdita/guadagno di valore nel tempo, il "feel" e l'user experience, oltre al suono che in fin dei conti è soggettivo.
Rispondi
di Inglese [user #31999] - commento del 26/04/2017 ore 12:33:43
La tua visione è deontologicamente corretta ma tutti sappiamo che non è sempre così.
Fatto il prodotto, fatti i costi, fatti i conti ci si trova davanti a il "a quanto lo posso mettere perché lo comprino" e "a quanto lo devo mettere per non perderci".
C'è chi ragiona per il prezzo onesto e chi per poter sfruttare il più possibile il mercato.
I primi, secondo me, sono saggi perché costruiscono un mercato, una "cultura di cliente" mentre i secondi cavalcano un'onda col rischio di far danni a tutti.
E da fuori, e io sono fuori dal mondo liuteria, non si può giudicare né fare i conti in tasca a nessuno.
Rispondi
di mehari [user #25169] - commento del 26/04/2017 ore 12:40:05
dal mio punto di vista io ragiono così :

Mi piace questo lavoro
Devo vivere
Lo devo fare per un tempo il più lungo possibile.
Non diventerò mai ricco

da qui tutto il resto... :D

Rispondi
di Inglese [user #31999] - commento del 26/04/2017 ore 12:45:25
Ti credo e apprezzo questa filosofia, anche perché credo sia l'unica che può portare al punto 3 del tuo elenco senza farti perdere il punto 1.
Rispondi
di mehari [user #25169] - commento del 26/04/2017 ore 12:49:39
LoSoCheLoSai
Rispondi
di Robyz [user #66] - commento del 26/04/2017 ore 15:37:13
E ma se io sono appassionato di mazze da baseball e mi piace l'idea di produrre mazze artigianalmente partendo da un unico tronco d'albero e senza utensili meccanici non è che poi mi posso lamentare se nessuno vorrà comprare una mazza a 5000$ solo perché a me costa 4500$ farla...
Purtroppo è tutto vincolato al fatto che costi di produzione e margine sufficiente per viverci in qualche modo sia inferiore al prezzo finale che ti permette di vendere, altrimenti sei fuori mercato e finisce lì (o meglio, inizia un percorso lungo e tortuoso che dovrebbe portarti a trovare il giusto mix di ingredienti per produrre a un costo inferiore al prezzo finale), concetto semplicissimo ma che nella pratica vedo smentito in continuazione.
Rispondi
di mehari [user #25169] - commento del 26/04/2017 ore 20:51:15
Il punto è che un artigiano vende qualcosa che è di più della nuda somma dei materiali, del lavoro e dei costi.
Il tutto sta a trovare chi è ben disposto ad accettare questo fatto... spesso lo si incontra e sovente valuta questo "di più" molto più di quanto lo valuto io stesso :)
Rispondi
di Robyz [user #66] - commento del 27/04/2017 ore 13:49:12
Qualsiasi prodotto, e tanto per estendere e generalizzare la definizione, qualsiasi sistema è più della somma delle singole parti, non c'è bisogno di scomodare la liuteria artigiana, anche la volgare e triste fabbrica può. Il punto è esattamente questo, quel plus è un valore che va saputo costruire e che prescinde dai costi di produzione, e lo fa talmente tanto che oggi, non sempre ma sempre più spesso, il valore del prodotto è legato proprio a questo plus indipendentemente dal suo valore intrinseco dato dai costi.
Rispondi
di mehari [user #25169] - commento del 27/04/2017 ore 14:02:48
non ho parlato di liutera infatti... parlavo di artigianato.
e non sono d'accordo con te sul fatto che qualsiasi triste fabbrica possa.
o meglio.. il plus che offre è di tutt'altra natura, ha il suo valore e va rispettato ma non è quello di cui stiamo parlando qui.
ad ogni modo è un terreno di opinione estremamante personale... smettiamo di ammorbare il post di Carpinteri và

:) :) :)
Rispondi
di Robyz [user #66] - commento del 26/04/2017 ore 10:54:48
"Il fatto è che tutti conoscono tutti gli "ingredienti" del problema ma si pone l'accento di volta in volta su uno diverso e come sappiamo le stesse notte, suonare con accenti diversi, fanno musiche diverse."

Oltre a straquotarti ti faccio i complimenti per la metafora veramente bellissima, me la rivenderò sicuramente in altre occasioni :D :D
Rispondi
di TB [user #1658] - commento del 27/04/2017 ore 12:18:4
*** il prezzo trova giustificazione nel mercato e i costi sono i panni sporchi che chi produce si deve lavare in casa per generare il proprio profitto che al cliente non deve interessare ***

BRAVO!!!

Questo è il commento DEFINITIVO sul tema, la risposta da dare a tutti i qualunquisti della contabilità industriale che ogni tanto, anzi sempre, ricicciano e pontificano a vanvera.
Andrebbe messo nelle FAQ di Accordo, se ci fossero... :-)
Rispondi
di Inglese [user #31999] - commento del 26/04/2017 ore 12:53:51
Tornando sull'articolo, sennò mi sento il colpa ad aver un po' divagato, mi permetto di dire che i commenti sul prezzo sono soggettivi quanto quelli sull'estetica.
Un prezzo può essere in linea o no col mercato ma non ha senso parlare di "giusto prezzo", è un parametro che per mille ragioni il produttore decide e non deve, a mio avviso, nemmeno giustificare.
Poi se il VALORE attribuito dal cliente trova riscontro nel VALORE proposto e nel PREZZO richiesto l'affare si fa.
Il prezzo è chiaro, è la cosa più facile da comunicare mentre io ritengo indispensabile che il valore sia proposto e presentato in maniera onesta ed in questo caso mi sembra sia così (ad esempio i post su facebook mi sembra siano soprattutto elenchi di caratteristiche senza slogan altisonanti o continue referenze di artisti più o meno famosi).
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 26/04/2017 ore 20:36:57
Fine anni '70 conoscevo un liutaio italiano qui a Copenaghen - Cesare Camiolo. Gli ho comprato una chitarra. Il suo lavoro era difficile - costi e tasse sempre in aumento, e pochissime vendite all'anno. È dovuto partire... Leggendo i vostri commenti aggiungo del mio:
Una chitarra extra-custom-shop artigianale dovrebbe costare di più che una da catena di montaggio denominata CS. C'è poi la possibilità di farsi montare i pickup di preferenza e modificare qualche altro dettaglio.
Rispondi
di solid24 [user #34144] - commento del 27/04/2017 ore 11:48:0
Ciao a tutti. la butto sul semplice...ero alla ricerca di una Telecaster vintage 52 hot rod, per intenderci quella col mini humbucker al manico. Quasi introvabile...prezzi alti anche sull'usato...mi son fatto "costruire" (non assemblare!) una "Shelter" dal buon Corrado su mie specifiche (vai al link)...manico in acero birdseye con profilo soft v variabile (tendente al D verso il dodicesimo e seguenti)...corpo in swamp ash con un bellissimo sunburst...humbucker al manico...insomma tutto cio che desideravo. Ho speso molto meno di una Custom Shop e ho la chitarra dei miei sogni. Non la rivenderò di sicuro quindi non mi interessa confrontare commercialmente il suo valore nel tempo rispetto ad un prodotto di marca blasonata. Fine della storia.
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di esseneto [user #12492] - commento del 27/04/2017 ore 17:24:53
Considero Corrado Carpinteri un grandissimo liutaio ho avuto modo di provare le sue chitarre in varie occasioni e posso affermare che i suoi prodotti sono di una qualità molto alta nettamente superiori a marchi ben più blasonati e costosi dove spesso si paga più la pubblicità che l'effettiva qualità.
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di alberto [user #3] - commento del 27/04/2017 ore 18:03:0
Questo thread è bellissimo e per me anche un po' di più, perché da alcuni anni ho messo in piedi un passatempo per la vecchiaia, la produzione di biciclette artigianali, vivendo le stesse frustrazioni-contraddizioni che vivono i liutai.
Quando ho fatto il business plan, uno dei cardini era "non un centesimo di nero, contratti di lavoro a tempo indeterminato, rispetto di tutte le regole senza eccezioni", insomma un suicidio quasi.
Mi sono quindi confrontato con la dura realtà del rapporto tra costo di produzione e prezzo di mercato realistico del prodotto finito. Ho scelto di studiare economie di scala e tagli di costi su tutto il superfluo che consentissero di avere gli utili minimi sufficienti per sostenere i costi vendendo a prezzi competitivi con la produzione industriale. A fine 2017 dirò se ce l'ho fatta, ovvero se potremo chiudere in pareggio il terzo anno, dopo due di perdita (prevista). Questa è stata la mia scelta, ma altri colleghi hanno fatto scelte diverse, per esempio Dario Pegoretti, che dopo decenni facendosi culo pazzesco oggi vende a 5000 euro un telaio analogo a quello che altri vendono a 2000, ma firmato Pegoretti.
Possiamo criticare Dario, chi compra il suo telaio, chi lo vende a 2000, chi compra la bici di Decathlon che fa oggettivamente schifo, chi compra un telaio cinese su eBay a 150 euro e se lo assembla?
E ancora: possiamo criticare chi (come faccio io da mezzo secolo) compra la maglietta Fred Perry a 89 euro invece della nobrand a 30? No. E' il bello del superfluo (nulla è più superfluo di una chitarra bella) e del libero mercato.
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di eugenio01 [user #39191] - commento del 27/04/2017 ore 21:07:28
Spero tu abbia il fisico ed il portamento adatto per una Fred Perry, e se non proprio la tartaruga almeno un pochetto di addominali e non le tettine ma un paio di pettorali.
In caso contrario secondo una linea di pensiero non certo minoritaria dovresti indossare quelle tue magliette nella tua stanzetta..davanti allo specchio..fingendo di essere un pallanuotista.
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di Mr. Fabio [user #4224] - commento del 28/04/2017 ore 00:33:20
Lo schema costruttivo, pick ups, manico avvitato, forma del body, controlli, mi ricorda molto una G.& L. SC 2 con ponte Tele vintage. Anche i legni ed il tacco smussato sono diversi dalla SC 2, e le danno, insieme al ponte Tele Style, una sua connotazione.
Buono il suono ma personalmente trovo scomode da morire le palette " Reverse ".
Sicuramente, a parte i gusti personali, trovo interessante il modello.
Quanto al prezzo mi pare giusto che un artigiano si faccia pagare per la qualità, l'esperienza e la cura che mette nella realizzazione di uno strumento.
Per quel prezzo si comprano chitarre di grande marca che spesso lasciano a desiderare,
Andrebbe provata a fondo per capirne le potenzialità: io, purtroppo, ci metto mesi per concludere se uno strumento fa al caso mio o no.
Se la comprassi e dopo qualche mese capissi che non fa al caso mio, come tutti gli strumenti artigianali, avrei naturalmente problemi a rivenderla bene: ma questo fa parte delle regole del gioco.
Mi associo ai complimenti per chi prova a realizzare qualcosa di originale in un mercato saturo di proposte con l'aggravante di non essere " Made in USA ".
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di jdessi [user #27382] - commento del 28/04/2017 ore 10:19:22
E' un prezzo giusto per una chitarra artigianale. E questa è anche particolarmente bella. Detto questo, io non me la posso permettere, ma, oggettivamente, il prezzo è giusto.
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di psykoguitar [user #31934] - commento del 28/04/2017 ore 11:37:46
La mia ultra-modesta opinione è che il prezzo sia giusto, sensato. Non è un prodotto "cinese" nè fatto in serie, e questo fa sì che tutta una logica di tassazioni perverse dirette o indirette alza i prezzi. Pensiamo alla benzina in Italia, che di suo costa un quarto di quello che la paghiamo, la logica è la stessa. Credo che se Corrado avesse usato materiali di qualità inferiore (pick up, meccaniche e ponte cinesi, legni da pallet, capotasto in plastica,ecc..) paradossalmente doveva comunque proporre un prezzo non inferiore ai 1300-1400 euro, per ammortare comunque il tempo di lavorazione e l'usura degli utensili, le tasse e i margini per sopravvivere come azienda.
Però avrebbe prodotto una schifezza ad un prezzo palesemente fuori mercato.
Invece, con pochi soldi in più di prezzo, propone uno strumento artigianale di liuteria, con un valore qualitativo molto diverso.
Questo per dire che il prezzo non è basso, nè alto, è... ONESTO, parola che in Italia ormai non si usa più, purtroppo....
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di psykoguitar [user #31934] - commento del 28/04/2017 ore 11:49:13
Complimenti a Corrado per lo strumento, bello.
Vorrei chiederti qualche dato in più per curiosità liuteristica; quanto pesa la creaturina?
Pensi che farai una versione con P90 noiseless?
Un upgrade futuro potrebbe essere il ponte a sellette singole per ogni corda?
Il vano dei controlli è schermato? Se sì, hai usato metallo oppure vernice alla grafite ?

Molto bella l'idea delle boccole avvitate nel legno per l'accoppiamonto manico corpo, così come quella di usare legni omogenei.
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di cquadro_guitar_works [user #25919] - commento del 28/04/2017 ore 16:23:04
Grazie per i complimenti!
Non ho pesato la chitarra, ma ti assicuro che è molto leggera, come confermato anche nell'articolo. Lo farò appena sarà rientrata in laboratorio.
Una versione con P90 noiseless non è prevista, ma la Hybla si presta benissimo alle customizzazioni, quindi se il cliente mi richiede dei pickup noiseless sarà sicuramente accontentato.
Al momento è in cantiere anche una versione più moderna della Hybla che avrà humbucker e ponte Hipshot a sei sellette singole.
Tutti i vani controlli delle chitarre della nuova produzione, compresa la Hybla dell'articolo, sono schermati con rame adesivo, indifferentemente che sia una versione base o una custom.

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di viabcroce [user #13757] - commento del 29/04/2017 ore 01:32:14
In un altro thread ho postato un po' di conti della serva quando a fare le cose è un'azienda, magari con dipendenti o collaboratori, e non un individuo in un garage. Forse è pertinente anche qui.
Io incollo... ;)

Sempre difficile fare i conti in tasca ad un'azienda. Molti non hanno idea di un bilancio reale.
Rispetto a un prezzo al dettaglio di 100, spesso il produttore mette in tasca (nel senso che lo porta a casa) il 5-15%.
Se poi sta in certi Paesi (come l'Italia)...
Togliamo il 20% circa di IVA (restano 80)
Togliamo attorno al 50% (e mi sto moderando) di tasse, imposte, contributi, addizionali (restano 40)
Togliamo gli affitti dei locali, l'ammortamento delle macchine, le utenze, gli stipendi, l'assicurazione (difficile stimare una percentuale, dipende da un mucchio di cose. Vogliamo fare 10%? È poco, molto poco. Ma vabbe'.) (Restano 32)
Togliamo gli stipendi (15%? Vedi sopra) (Restano 20)
Togliamo la componentistica (5%? È forse poco...) (Restano 16)
Grafica, decalcomanie, prototipizzazione, verniciatura, finitura... (2%?) (Restano 14)
Togliamo gli investimenti in ricerca e sviluppo, nuovi prototipi, tempo e risorse spese in cose che forse non vedranno mai la luce... (5%?) (Restano 10)
Packaging? Pubblicità? Spedizioni? Telefoni\auto\furgoni\tablet aziendali? Computer? Intranet? Ah, le spese di magazzino e gli anticipi relativi.

... E non abbiamo incluso ancora le spese di assistenza clienti, garanzia, unità e componenti da scartare...

Ah, e pagare chi pulisce i locali, la sicurezza, e ogni tanto una riverniciata, riparazioni elettriche, idrauliche... e ogni tanto qualche macchina si rompe... e ogni tanto si devono rinnovare sedie e scrivanie...

... Ah, e il commercialista, e gli interessi su eventuali prestiti...

... sono sicuro di star dimenticando qualcosa... materiali di consumo, toner, carta, leasing macchine caffè e acqua?
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