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Dietro le quinte di Sgt. Pepper's: 50 anni dopo
Dietro le quinte di Sgt. Pepper's: 50 anni dopo
di [user #116] - pubblicato il

Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band è secondo molti critici il più importante lavoro dei Beatles, il più emozionante. Costruito su un quattro tracce, è un simbolo degli anni '60. Grazie al magnifico testo "Revolution In The Head" di Ian McDonald scopriamo alcuni retroscena di tutti i brani che lo compongono.
La traccia di "When I'm 64" è stata leggermente accelerata per rendere la voce di Paul McCartney più petulante.

L'accordo finale di "A Day In The Life" è stato suonato separatamente da John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr, Malcom Evans e George Martin su tre pianoforti, registrato su un multitraccia e aggiunto in chiusura del brano quattro giorni dopo la fine delle registrazioni.

La batteria di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, registrata con tecniche innovative di smorzamento e close-miking, è diventata un benchmark per innumerevoli registrazioni americane degli anni a venire.

Dietro le quinte di Sgt. Pepper's: 50 anni dopo

"Good Morning Good Morning" è stata ispirata a John Lennon (che poi la disconobbe come "spazzatura") da uno spot della Kellogg's che gli era particolarmente fastidioso.

"Fixing A Hole" di Paul McCartney è un inno all'eroina ed è l'unica canzone del disco la cui traccia di basso non è overdubbed, ma registrata live.

"Being For The Benefit Of Mr. Kite!" è nata perché Lennon era in ritardo di una canzone per il nuovo album. Ma quel giorno aveva comprato il poster di un circo vittoriano e l'aveva appeso nel suo studio. Cominciò a suonare il piano e cantare le parole scritte sul poster fino a che ne uscì la canzone.

John Lennon odiava "Lovely Rita", perché raccontava "storie di persone noiose che fanno cose noiose". Spinto da Yoko Ono, Lennon era interessato solo a se stesso.

"Lucy In The Sky With Diamonds" è una delle canzoni più oniriche di John Lennon. A differenza di quanto si pensi comunemente, i Beatles hanno sempre affermato che il brano non fa riferimento  all'LSD, nonostante le atmosfere sognanti.

Dietro le quinte di Sgt. Pepper's: 50 anni dopo

"Getting Better" è il pezzo più brillante dell'album, occupando lo stesso ruolo di "Good Day Sunshine" in Revolver. Pare che le doppie voci di Lennon siano state influenzate da un errore nella scelta del suo carico di pillole, che lo portarono a cantare in una condizione di totale confusione e disturbo.

"Within You Without You" è il pezzo più criticato, considerato noioso sia musicalmente, sia per i testi.  È ovviamente ispirato dall'immersione di George Harrison nella filosofia indiana, sua mania in quegli anni. È il sermone conclusivo del disco e anche il brano storicamente più distante dal sound dei Beatles.

"She's Leaving Home" è forse la canzone più commovente nella discografia dei Beatles e con "A Day In The Life" è forse il miglior pezzo del disco.

"With A Little Help From My Friends" in origine doveva intitolarsi "Bad Finger Boogie" ed è stata composta in tutta fretta a casa di Lennon per completare l'album. Il gruppo rimase a perdere tempo a jammare al piano per ore, alternando la musica all'LSD e alla lettura dei giornali, fino a che il pezzo uscì, come per magia.

"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (reprise)" è l'ultima cosa registrata, necessaria a completare il lato 2 dell'LP.

Dietro le quinte di Sgt. Pepper's: 50 anni dopo

Finito il disco, la band se ne uscì alle sei del mattino con una copia dell'acetato, raggiunse casa di Mama Cass in King's Road, mise le casse sul balcone e mandò la musica a tutto volume, per la prima volta, sui tetti di Chelsea. pare che tutte le finestre si aprirono e che nessuno si lamentò. Il mondo ascoltava per la prima volta il capolavoro dei Beatles. Era il 1 giugno 1967, esattamente cinquant'anni fa.
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Commenti
di xstrings [user #23053] - commento del 01/06/2017 ore 09:41:01
Che meraviglia, quando li ascolto ritorno bambino ricordando quando i dischi dei Beatles giravano sul mangianastri dell'auto dei miei genitori.
Li trovo ancora attuali adesso e Sgt. Pepper ne è la prova ;)
Loro, gli Stones, Hendrix, i Led Zeppelin ... tutti tasselli fondamentali della musica che ogni appassionato dovrebbe conoscere a prescindere dall'età!

PS non vorrei dire un'eresia, ma non furono i Beatles a registrare due tracce leggermente sfalsate per ricreare una sorta di effetto Delay che chiaramente allora non esisteva ancora?
Rispondi
di abxx [user #13167] - commento del 01/06/2017 ore 14:48:13
Per rispondere a xstrings, sì, si chiama ADT (automatic double traking): sviluppato nel '66 ad Abbey Road, permetteva di creare un effetto di "double traking", in cui in pratica una canzone la si canta 2 volte per creare una sensazione di maggior pienezza delle voci. L'ADT prendeva una traccia vocale (o di qualsiasi strumento) e la replicava leggerissimamente sfasata rispetto alla prima: in tal modo si ingrandiva la scena acustica.
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 01/06/2017 ore 15:06:0
grazie per la precisazione ;)
Rispondi
di Claudio80 [user #27043] - commento del 01/06/2017 ore 10:24:24
Fantastico!Un must di sempre, da avere assolutamente!
Rispondi
di nicolaw1 [user #5799] - commento del 01/06/2017 ore 12:27:
Questa volta devo dare ragione ai detrattori di questo album che ne salvano solo la copertina.
Anche a me pare un lavoro uscito quando ormai la band aveva espresso ormai tutto il suo potenziale creativo per poi cadere in una sorta di delirio mistico e allucinogeno. Infatti l'anno successivo vi fu il famoso viaggio in India e al ritorno il tentativo di recuperare il sound delle origini, in parte riuscito, prima del definitivo tramonto.
E non diamo tutta la colpa a Yoko Ono perché, anche a causa degli abusi, tutti i componenti della band erano già da tempo sulla strada dell'autodistruzione.
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 01/06/2017 ore 14:13:21
E' difficile oggi mettere in prospettiva corretta questo album. Forse più di quanto accaduto con altri album storici del periodo, credo che tutta una serie di innovazioni introdotte su Sergent Pepper siano state talmente assimiliate dalla musica successiva da non permettere, oggi come oggi, di apprezzarne a pieno la portata. Pero' l'importanza dell'album fu chiaramente riconosciuta agli altri artisti contemporanei ai Beatles.

E' vero dall'altro canto che durante la realizzazione dell'album e' giunta a maturazione la frattura tra i tre membri principali del gruppo, soprattutto la direzione presa dalla band con Sergent Pepper non piaceva per nulla a Harrison, che per altro fu molto poco impegnato nelle sessions dell'album. E' infatti proprio dopo Sergent Pepper che Harrison emergerà sempre più come compositore.
Rispondi
di blues65 [user #25832] - commento del 01/06/2017 ore 14:18:59
Ascoltato più volte non riesco proprio a farmelo piacere... Capisco che i "grandi critici" lo mettano sempre tra gli album fondamentali da ascoltare ma secondo me lo fanno più per tradizione che per altro! Da premettere che un anno prima era uscito quell'altro "capolavoro" dei Beach Boys "Pet Sounds"... anche quello secondo il mio modesto parere disco inutile ma osannato da tutti i "grandi critici"!!! D'altronde la musica è bella perchè varia e soggettiva. :)
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 01/06/2017 ore 15:20:5
*** quell'altro "capolavoro" dei Beach Boys "Pet Sounds"... anche quello secondo il mio modesto parere disco inutile ***

Guarda, al di la dei gusti musicali che rispetto in quanto soggettivi al 100%, direi che il termine "dischi inutili" è un po' fortino.
Poi ti dirò una cosa, io dei critici me ne sono sempre sbattuto alla grandissima, anzi per me non hanno neanche senso di esistere ;P
Rispondi
di blues65 [user #25832] - commento del 01/06/2017 ore 16:19:31
Quindi non è vero che rispetti i gusti musicali al 100%...:)
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 01/06/2017 ore 16:23:38
Il dire " un disco non mi piace" è diverso dal dire " è un disco inutile", almeno per me c'è parecchia differenza, qui non si parla di gusti
Rispondi
di blues65 [user #25832] - commento del 01/06/2017 ore 16:59:3
I gusti sono gusti e se per me un disco è inutile non vedo perchè tu debba contrabbattere o tentare di influenzare minimamente la mia opinione. Tu stesso hai detto che è un disco meraviglioso e io che invece lo trovo un brutto disco (Abbey Road già era molto meglio) non ho battuto ciglio perchè è una tua opinione personale e non va toccata. Facciamo a meno di discussioni sterili che poi non portano da nessuna parte e sentiamoci la musica che ci piace senza per questo intraprendere filippiche Geoviane che non fanno bene a nessuno. Ciao :)
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 01/06/2017 ore 17:05:17
mi sa che non ci siamo capiti ... amen
Pace e bene ;)
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 01/06/2017 ore 21:39:07
La domanda in questi casi sorge spontanea.
Quale sarebbe un disco utile?
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 01/06/2017 ore 22:26:19
Faccio un discorso generale, non per forza su Lennon & co, ma un disco "utile" è un disco da cui puoi imparare, carpire degli spunti per nuove idee o nuovi suoni.
Può anche non piacerti il genere o il pezzo in sè ma potresti comunque trarne ispirazione per fare altro. Ti può arricchire musicalmente insomma.
I dischi dei Beatles sono anche questo e ti garantisco che hanno lasciato una grande impronta per tanti altri venuti dopo di loro.
Per me le parole vanno pesate e ponderate.
Posso capire e rispettare l'opinione di chi dice che un disco non gli piace ma non sono d'accordo quando si asserisce che esso sia inutile.
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 01/06/2017 ore 22:35:39
I Beatles per me sono il primo amore .
Quando andavo alle medie mi piacevano molto.
Poi il passaggio ai Queen è stato naturale.
Quando sento certe affermazioni mi viene la curiosità di sapere quale invece è una pietra miliare.
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 01/06/2017 ore 22:49:38
Anch'io ho iniziato ad ascoltare i Beatles alle medie, a meta' anni '80. Discutere di Sgt. Pepper's mi ha proprio ricordato come fosse diverso all'ora l'ascolto della musica. Senza internet i dischi (ancora era quasi tutto vinile) te li dovevi far prestare e registrare su cassetta o risparmiare le 15000 lire (mi pare) che servivano per prendere un album originale. Io all'epoca che avevo scoperto i Beatles i dischi li dovevo ordinare per posta, visto che nell'unico negozio della mia città avevano poco o nulla. Quando arrivava un album era tutta un sorpresa e il primo ascolto era fatto in assoluto religioso silenzio. Altri tempi...
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 01/06/2017 ore 23:03:43
Anche per me Pearly, i Queen li scoprii quando uscì Innuendo e avevo solo 10 anni .
Mi hanno sconvolto la vita ... in senso buono ovviamente :)
Rispondi
di blues65 [user #25832] - commento del 02/06/2017 ore 06:24:08
Scusami se mi intrometto ma sembra che velatamente il tuo discorso fosse diretto a me. Comunque, secondo il tuo ragionamento allora qualsiasi disco di qualsiasi gruppo è utile per la tua crescita musicale? Anche i Ricchi & Poveri e Albano & Romina? Il tuo limite ( e non è un'offesa) è il non riuscire a comprendere che ogni individuo sulla terra in fatto di musica ha un suo metro di giudizio e una sua opinione specifica. Non me ne frega niente se un album ha venduto milioni di copie, se ha la copertina apribile con le foto, se è stata fatta sperimentazione dei suoni in studio, se quell'album ha lasciato una grande impronta per gli altri gruppi a venire, se WIKIPEDIA ha detto che anche altri artisti hanno considerato quell'album una vera svolta ecc ecc. Io quando ascolto mi baso "assolutamente" su quello che sento e se i brani all'interno non mi piacciono e non mi smuovono niente per me è un disco inutile e basta. Per quanto riguarda le parole che devono essere ponderate e pesate mi pare proprio di non aver offeso nessuno, neanche i Beatles ma penso che ve la state prendendo solo perchè sotto sotto c'è uno che la pensa diversamente dal "branco". Poi per quanto riguarda la contestualizzazione del disco voglio ricordarvi che era già uscito sia "Are you..." di Hendrix e "The Doors" dischi che ancora ascolto con sommo piacere ma il disco dei Beatles non mi piacque all'epoca e non mi piace nemmeno ora punto! Molto meglio "Abbey Road". Per quanto riguarda le pietre miliari e i capolavori della musica sono quelle che ognuno di noi si porterebbe sulla classica isola deserta (mi impiccherei subito ad una palma di datteri su di un'isola deserta con "Sgt. Pepper..."), sono quelle che arrivando a casa dopo una giornata di lavoro stressante ti risollevano miracolosamente il morale, sono quelle che ascoltiamo più volte durante la nostra vita ecc ecc ... Non certo quelle che Wiki ci dice essere fondamentali per la musica e i musicisti in toto. Sembra quasi che la musica l'abbiano inventata i Beatles e gli Zep!!! Aprite le vostre menti e le vostre orecchie e scoprirete mondi fantastici pieni di buona musica che sta li solo ad aspettare voi ma ricordate che siete voi a giudicare la musica e non il contrario. E vi lascio, sperando stavolta di essermi spiegato in maniera defintiva con una frase scritta da un dicono "grande critico musicale" ma leggendolo siamo in disaccordo su quasi tutto che chiosa in questo modo sui Beatles: "Non avevano nulla da dire, e infatti non lo dissero." Se qualcuno volesse approfondire il discorso:
vai al link
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 02/06/2017 ore 08:08:0
Minchia ancora quella cagata di tal Piero Scaruffi.
Per me è e sarà sempre un pirla...sconosciuto.
Rispondi
di Oblio [user #43248] - commento del 02/06/2017 ore 08:39:20
Ha ha ha.......forte !!
Questa e' la pietra miliare ...l'ha scritta Iommy e inconsapevolmente oltre il metal ha inventato anche il RAP
vai al link
Rispondi
di blues65 [user #25832] - commento del 02/06/2017 ore 08:53:59
"Zero The Hero" pe me non sarà una pietra miliare ma è comunque uno dei brani più belli dei Sabbath!!! Grande Oblio :)
Rispondi
di blues65 [user #25832] - commento del 02/06/2017 ore 08:51:37
Non lo conosco di persona quindi non posso pronunciarmi sul suo grado di "pirlitudine" però è inconfutabile che ha ascoltato un bel po' di roba e anche se nelle sue poche letture "a passatempo" ho riscontrato parecchi disaccordi (ma ripeto la musica è soggettiva) sui Beatles e qualche altro gruppo il suo pensiero è quasi conforme al mio.
E' diverso invece se tu lo reputi un pirla solo perchè ha scritto male dei Beatles... Sarei curioso di conoscere la tua posizione sui "critici" che incensano i Beatles. :)
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 02/06/2017 ore 10:55:03
Quella roba torna ciclicamente fuori.
Non è la prima volta.
Per me è un signor nessuno e tanto vale ciò che scrive.
Autorevolezza zero.
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 03/06/2017 ore 08:53:5
noooooo....scaruffi nooooooo!!!!!!!

p.s. è arrivato il momento di sloggiare da questo sito...?
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 02/06/2017 ore 09:00:2
Pearly mi ha fatto una domanda ed io ho risposto secondo la mia opinione, tutto qui.
Nessuna polemica, non obbligo nessuno a pensar nulla.
Ciao e buona giornata
Rispondi
di giambibolla [user #5757] - commento del 03/06/2017 ore 19:00:37
"I Beatles appartengono certamente alla storia del costume degli anni '60, ma i loro meriti musicali sono quantomeno dubbi."

non conoscevo Scaruffi e la sua mitologia: fortunatamente l'incipit del pezzo ti toglie l'imbarazzo di dovere leggere il resto!
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 01/06/2017 ore 16:25:49
Al di la' della critica il fatto e' che questi sono album che hanno chiaramente influenzato la musica dei contemporanei e quella a venire. A proposito di Pet Sounds cito da Wikipedia: "Altri artisti, come Eric Clapton, Bob Dylan ed Elton John sostennero di considerare l'album una enorme svolta nella storia della musica, e di aver cambiato il modo di comporre canzoni o registrare dopo averlo ascoltato." Poi ve ben vengano la sensibilità e il il gusto personali, pero' (come scrivevo prima) bisogna anche mettere le cose in un contesto storico.
Rispondi
di tormaks [user #26740] - commento del 01/06/2017 ore 14:25:39
ho avuto quel disco tra le mani da bambino; i miei fratelli e sorella maggiori mi hanno iniziato al rock.
saltavo dallo zecchino d'oro ai ten years after in un pomeriggio e naturalmente i beatles mettevano tutti d' accordo genitori compresi. erano magici.
Mio fratello maggiore (non è più tra noi) tornava da concerti storici: hendrix al Brancaccio o deep purple al palaeur
grazie a lui suono la chitarra da quando ho 8 anni (sono ancora una schiappa, ma quanto mi diverto!).
Che sia un bell'album o sopravvalutato ,non fa niente, è ciò che rappresenta come periodo artistico e, scusate se esagero, storico.
Poi c'è gustavo roll sulla copertina!!!!
Rispondi
di prada [user #19807] - commento del 01/06/2017 ore 15:03:38
Ritengo che per giudicare la grandezza e l'immortalità, di questo e di altri album, occorra contestualizzarli e valutarne l'influenza che hanno prodotto negli anni (o decadi) successivi.
Se, nonostante ciò, qualcuno non riesce/vuole capirne la grandezza... beh peggio per lui, non sprecherò il mio tempo e torno ad ascoltarmi il Sergente Pepe e la sua banda di cuori solitari.
Peace & Love
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 01/06/2017 ore 16:09:4
Quoto in pieno, la contestualizzazione storica e' imprescindibile. E comunque dopo 50 anni a me sembra per altro un disco ancora attualissimo.
Rispondi
di abxx [user #13167] - commento del 01/06/2017 ore 15:20:20
Sgt Pepper è grande per numerosi aspetti. A livello tecnico per esempio, la batteria venne registrata in close miking e non solo con dei panoramici come si faceva precedentemente. Basta ascoltare per esempio i tom per rendersene conto. Per gli studi di registrazione è stata una rivoluzione: gli studi americani senza limiti di budget fecero sforzi incredibili per raggiungere il prima possibile i risultati che uscivano da Abbey Road, quel primitivo studio inglese dove si facevano da loro l'apparecchiatura per registrare. Oggi magari non si fa troppo caso al sound di una canzone o di un album appena uscito, ma all'epoca ogni suono "strano" era una piccola rivoluzione. Notevoli sono i risultati nell'uso dei loop su "Being for the benefit of mr. kite" e forse ancora più notevole è stata la registrazione dell'orchestra di 45 elementi in "A day in the life": provateci voi con 4 tracce disponibili ad avere una resa simile, c'è una padronanza impressionante delle atrezzature dello studio fino ai massimi limiti tecnici.
Per la prima volta, la copertina si apriva a libro. Per la prima volta, nel retro copertina erano scritti i testi delle canzoni. Per la prima volta, erano presenti dei gadget con il disco (baffi finti, gradi, toppe). Per la prima volta, le tracce erano unite tra loro per cercare di dare continuità all'opera. Ci furono anche idee piuttosto ardite: alla fine di "A day in the life" c'è un fischio ultrasonico in modo che anche i cani potessero godersi l'album. Come ultimo spezzone dell'album, c'è il cosiddetto "Sgt. Pepper's Inner Groove". Da Wikipedia:"Il frammento finale, battezzato Sgt. Pepper Inner Groove, era inciso nel solco di fine facciata che la puntina quindi percorre a ripetizione finché non viene sollevata; ovviamente questo solco è di norma vuoto. L'idea era quella di riempire tutti gli spazi possibili anche con una gamma di suoni diversi dal normale. Fu una cosa fatta per puro divertimento, sullo stile di Pet Sounds dei Beach Boys"
A livello di canzoni possono piacere o non piacere, non si discute. Fatto sta che all'epoca piacquero molto, visto che l'album vendette quasi 50 milioni di copie.
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 01/06/2017 ore 22:43:00
Ottima sintesi. Merita menzione secondo me anche la tecnica bassistica e il sound di MacCartney al basso, per molti versi molto innovativa all'epoca per lo strumento.
Rispondi
di Claudio80 [user #27043] - commento del 02/06/2017 ore 16:46:03
92 minuti d'applausi!!!!
Rispondi
di mdg [user #41663] - commento del 01/06/2017 ore 15:52:12
"Fixing A Hole" di Paul McCartney NON è un inno all'eroina. Semplicemente parladi un buco nel tetto della fattoria scozzese di Paul e del rifiuto di seguire indicazioni altrui su cosa sia meglio fare o non fare.
Rispondi
di mdg [user #41663] - commento del 01/06/2017 ore 15:58:52
"Within You Without You" è... il sermone conclusivo del disco??? Ma se apre la seconda facciata! E poi, dove sarebbero gli altri sermoni del disco?

Basta! Non leggo più! (Mi sembrano le rimasticazioni inaffidabili dei due soloni che pubblicano su La Repubblica...)
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 01/06/2017 ore 16:15:42
Io per altro ho sempre trovato "Within You Without You" per altro un pezzo molto interessante, che ben si inserisce nell'economia del disco.
Rispondi
di mdg [user #41663] - commento del 01/06/2017 ore 16:18:18
Totalmente d'accordo! Anche George Martin ben accolse questo pezzo, dopo aver gentilmente rifiutato la prima proposta di George, ossia "Only A Northern Song".
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 01/06/2017 ore 23:36:4
Ma almeno leggere? C'è all'inizio il riferimento bibliografico che ho usato per scrivere il pezzo, un testo che è quanto di più autorevole esista.
1 - La definizione "sermone" è sua e il pezzo in oggetto è stato l'ultimo scritto. Poi la scaletta è un'altra cosa,
2 - Su "Fixing a hole" le teorie sono discordi, la tesi del buco nel soffitto pare posteriore, quando Sir Paul voleva far dimenticare i trascorsi onirici del gruppo.
Per carità, perfino MacDonald può aver preso un granchio, ma nessuno l'ha mai contraddetto, anzi.
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 02/06/2017 ore 16:38:02
Ciao Alberto, a proposito del libro di MacDonald in realtà mi pare che proprio Paul MacCartney non fosse molto contento dell'accuratezza dell'interpretazione data dal giornalista/critico musicale ai suoi brani: vai al link Comunque altrove MacCartney ha fatto intendere una connessione di "Fixing a hole" con l'uso della mariuana.
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 03/06/2017 ore 17:37:00
Come sempre le star non apprezzano chi le racconta, perché con il passare degli anni cercano sempre di rifarsi una verginità, a maggior ragione se sono diventati baronetti :-)
Io (ahimé) c'ero e rimasi ore in coda davanti a Ricordi di via Montenapoleone a Milano per accaparrarmi una copia della prima edizione. Ricordo bene gli infiniti discorsi sui contenuti e anche l'intervista su una rivista dell'epoca (si chiamavano "Giovani", "Ciao Big" eccetera) in cui Paul faceva esplicito ricevimento all'ago che si usa per un "fix" di eroina. Che negli anni della maturità e della vecchiaia la cosa lo disturbi è comprensibile.
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 04/06/2017 ore 00:01:56
Anche tu hai ragione, a pensarci bene e nel contesto dell'epoca c'è poco spazio per le interpretazioni. Posso solo Immaginare che doveva essere in quegli anni essere testimoni in diretta di tutta quella rivoluzione in campo musicale (e non solo)!
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 04/06/2017 ore 00:05:08
Un buon modo per capirlo è leggere la biografia di Keith Richards, uno che non ha mai avuto bisogno né desiderio di rifarsi una verginità, come anche quella di Clapton. Sono documenti preziosi di un'epoca.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 04/06/2017 ore 11:16:13
Quello non è il vero Paul MacCartney....Paul is dead
Rispondi
di ventum [user #15791] - commento del 01/06/2017 ore 23:51:48
She's leaving home è un dolce pugno al cuore... fantastica. Davvero una se non la migliore 'ballata' dei Beatles... Per quanto riguarda poi la scaletta delle canzoni è utile sapere che diversi album sono usciti tardi negli Stati Uniti con tracce diverse (addirittura mescolate tra album) rispetto alle versioni europee. Sicuramente tra i primi è accaduto... forse per Sgt. Peppers ormai si erano 'allineati' con le uscite europee
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 03/06/2017 ore 18:48:25
Commenti "Fixing A Hole": A quei tempi erano tutti drogati e inni alla droga ce ne sono parecchi - era l'era psichedelica del Flower Power e LSD era di moda!
Altra cosa è quando si creano parole per un pezzo - spesso di deve "impersonare" qualcuno che si conosce. Raccontare una storia che non è la tua o qualcosa di astratto senza apparente significato se non si ha il codice di accesso.
Rispondi
di poseidon [user #30697] - commento del 03/06/2017 ore 20:06:02
bello, anche se ho sempre preferito il White Album e Abbey Road, così come il periodo iniziale, quello dei primi singoli e delle cover. I Beatles psichedelici invece non è che mi abbiano mai convinto molto... secondo me non era esattamente quello il loro vero campo da gioco.

Rispondi
di BBSlow [user #41324] - commento del 05/06/2017 ore 13:17:02
Credo che l'impatto di Sgt. Pepper's sia stato devastante proprio per il fatto che a produrlo siano stati i Beatles. Un gruppo perfettamente assorbito nel mainstream, all'apice del successo, che invece che continuare a far soldi con le canzonette per ragazzine (ok, è anche facile se ne hai fatti così tanti da poterli buttare) decide di mettersi a fare quello che gli passa per la testa, spalleggiato da un manager coraggioso (se penso al piattume degli attuali talent mi viene una tristezza...) e da un produttore capace di dominare praticamente ogni aspetto delle tecniche di registrazione dell'epoca. Non è un caso che in un lasso di tempo tutto sommato brevissimo i FF abbiano mandato in giro quello che è considerato il loro capolavoro (ok, non da tutti, e neanche da me, ma se Hendrix mise da subito in scaletta il brano eponimo un motivo ci sarà) e la loro cosa meno riuscita, il Magical Mystery Tour: che sono due momenti della stessa "evoluzione", solo che uno compendia un po' il meglio (e pensare che nel disco avrebbero dovuto esserci anche Strawberry Fields e Penny Lane...) di quel percorso, l'altro invece risulta un'accozzaglia di idee sviluppate così così. Si muovevano un po' a caso per territori nuovi e inesplorati, confidando solo nell'istinto: ovvio che il risultato fosse sempre in bilico tra la cagata pazzesca e il capolavoro.
Non erano i soli, i Beach Boys erano da tempo su quella strada (e anzi in modo ben più consapevole), e anche altri si stavano facendo avanti proponendo una forma-canzone diversa dagli standard pop finora seguiti (che erano, poi, più o meno gli stessi dai tempi di Gershwin e Tin Pan Alley). Ma loro erano i Beatles, erano quelli che riempivano gli stadi di ragazzi che urlavano, che tramutavano in oro tutto quello che toccavano (gli stessi Beach Boys erano un fenomeno USA, neanche troppo compreso in patria e fuori). Era come se Dante avesse cominciato a scrivere poesie ermetiche, o Raffaello avesse dipinto roba cubista. Al di là del valore musicale dell'opera -che c'è, e anche se forse non è superlativo è comunque altissimo- il significato artistico e sociale di Sgt. Pepper's lo pone di diritto tra i tre album più importanti di sempre (un altro è l'ovvio Dark side of the moon, il terzo lo scoprirete appena me lo pubblicano ;) ).
E anche loro, infatti, dopo tornarono su terreni più solidi, filtrando di quell'esperienza ciò che poteva essere usato "senza esagerare".
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 06/06/2017 ore 08:01:23
Preciso :-)
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 06/06/2017 ore 20:44:33
Sono stati il "big bang" del rock.
Rispondi
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