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Cinque miti sulle Fender vintage sbugiardati
Cinque miti sulle Fender vintage sbugiardati
di [user #36147] - pubblicato il

Ci sono degli assiomi che ogni curioso di chitarre vintage prende per buoni, ma pochi si prendono la briga di verificare. Le Fender anni '70 fanno schifo, i legni stagionano grazie alla vernice nitro e le mani magiche di Tadeo Gomez partorivano i migliori manici: tutto falso.
A tutti noi sarà capitato di imbatterci o partecipare attivamente a discussioni interminabili su "incastro manico/corpo", su "bakelite/bakeliti/plastica", su "che bello il manico fatto da Tadeo Gomez", sulla "vernice nitro che respira", sulle "Stratocaster col tilt anni '70 che schifo". Ma qualcuno ha mai approfondito davvero questi argomenti?

Cinque miti sulle Fender vintage sbugiardati

Partiamo da quello più clamoroso: i manici fatti da Tadeo Gomez, il "Tadeo Taper".
Bene, Tadeo Gomez cominciò a lavorare in Fender nei primi anni '50 e si licenziò a fine 1956 per andare a lavorare all’allora neonato parco divertimenti di Disneyland. Infatti verso la fine del '56 le iniziali che vediamo sui manici Fender sono in genere "XA", che pare fosse tal Xavier Armenta, per poi essere abbandonate e lasciare spazio solo al mese/anno.
Una precisazione fondamentale, ci sono fotografie della fabbrica Fender nelle quali si vede chiaramente che i manici erano timbrati prima della finitura, prima dell’installazione dei tasti e prima di dare al retro manico lo shape finale. Le scritte a tacco manico, in particolare le iniziali, non sono quelle del costruttore del manico, ma semplicemente un quality check che ogni reparto Fender rispettava al termine di determinate lavorazioni. Verosimilmente, Tadeo Gomez era incaricato del check dopo l’installazione del truss rod, che in effetti è il procedimento più delicato della costruzione del manico. L’ok di Tadeo segnalava agli altri operatori che si poteva procedere nella costruzione. Deve essere chiaro infatti che la catena di montaggio Fender si componeva di operai specializzati, ognuno dei quali faceva una precisa operazione sul manico, non c’era un luthier che si metteva lì a costruirne uno ex novo da solo.
Tadeo Gomez NON ha mai costruito alcunché. Semplicemente, come spesso accade, per semplificazione si viene a creare un mito o a concentrare su qualcuno che siamo riusciti a identificare i meriti che in realtà, nel caso di Fender, vanno condivisi e ripartiti tra tutti gli operai che allora lavoravano alla catena di montaggio.

Ma quale era il senso di queste iniziali? I responsabili del quality check, (anche John Cruz iniziò così la sua carriera in Fender, le prime Custom Shop Time Machine 1999-2001 portano in genere le sue iniziali impresse “JCQA”, John Cruz Quality Assurance) erano figure che controllavano lo stato di qualità della produzione e grazie a loro, se un determinato reparto alla fine dell’anno riusciva a non ricevere returns di parti difettose rese dai clienti, otteneva dei bonus che venivano assegnati a tutto il reparto. A metà '59, causa rimostranze per delle sconcerie trovate da un cliente nel tacco del manico, per circa sei mesi la Fender vietò a tutti gli operai di scrivere alcunché, e quel Natale nessuno di loro ricevette l’agognato bonus.

Cinque miti sulle Fender vintage sbugiardati

Per quanto riguarda le mitiche parti in bakelite della Stratocaster, questo nome è stato erroneamente dato (da sempre) alle cover dei pickup, alle manopole e ai pomelli copri selettore e leva delle Stratocaster prodotte tra il 1954 e il 1957 (non i battipenna, i battipenna Strat non sono mai stati fatti con questo materiale). In realtà queste prime plastiche erano costruite con le prime miscele di allora, erano di fatto composte di polistirene che, in queste prime versioni, risultava essere estremamente fragile, rompendosi e crepandosi anche da nuovo con grande facilità. Siccome la bakelite aveva caratteristiche di lucentezza e fragilità similari, da sempre gli addetti ai lavori chiamano bakelite un po' tutto, inserendo erroneamente anche i battipenna e i copri molle, che non erano fatti dello stesso mix di polistirene, né tantomeno fatti di vera bakelite.

Cinque miti sulle Fender vintage sbugiardati

Che dire dele Stratocaster anni '70 che "fanno schifo perché hanno il micro tilt che è un sistema più economico"? Bene, con tutto il rispetto per chi detesta le Strat anni '70, facendone di tutta la decade un bel fascio di immondizia, a ben vedere negli anni '70 possiamo distinguere quattro periodi di produzione.
Dal 1970 al 1971 abbiamo di fatto ancora delle Stratocaster costruite come le 1969 (quindi se quelle van bene vanno benone, anche le loro sorelle più giovani con medesime specifiche).
Dal 1972 al 1974 abbiamo le prime "3-viti", che sono ottime chitarre!
Tra il 1975 e il 1977 di fatto si modificano i pickup, ma gli strumenti sono ancora validi.
Tra il 1977 e il 1980 invece la produzione diviene di certo più altalenante, anche se si trovano comunque chitarre degne prodotte in quel periodo.

Gli anni '70 di certo sono stati molto variegati in Fender, ma come sempre si dovrebbe affrontare un tema andando un po' più a fondo.
Chi ha inventato il micro tilt per esempio? Leo Fender. È un sistema valido? È eccezionale, specie per uno che non voleva più dover smontare tutto per poter regolare la chitarra (sulla Telecaster aveva risolto con il foro di accesso al truss rod alzando il solo battipenna). I limiti sonori e timbrici di alcune Stratocaster anni 70, in particolar modo poi quelle di fine anni '70, non sono di certo imputabili al micro tilt.

Stesso dicasi per l’incastro manico/corpo. Fender non realizzava il famigerato perfect fit per ovvie ragioni di assemblaggio. Data la manodopera di allora e gli utensili disponibili, le tasche delle Fender avevano necessità di un po' di aria per consentire in fase finale di assemblaggio di poter fare qualche accorgimento necessario all’accoppiamento del manico preso dalla pila di manici con il body preso dalla pila dei body. Chi ha avuto una Jazzmaster o una Jaguar d’epoca avrà trovato due o anche tre shim nel tacco manico per raggiungere l’altezza corretta per poterla suonare (i body venivano fresati nella tasca come le Stratocaster, ma i ponti floating richiedevano altezza obbligata maggiore).
Indubbiamente una chitarra di liuteria odierna può e deve essere costruita in altra maniera, e cioè con un angolo di inclinazione corretto. Ma, quando sento dire che le anni '70 suonano male per via del micro tilt, penso alle '63-'64 che fanno impazzire tutti e hanno “aria” sotto al tacco manico perché senza lo shim di cartoncino non avrebbero la necessaria inclinazione.
C’è chi sostiene che un perfect fit tra manico e corpo migliori sustain e suono, in realtà le chitarre di Leo Fender che amiamo degli anni '60 questo perfect fit non lo hanno, e non tanto lateralmente, dove tutti noi controlliamo se ci stia o meno il plettro e con sdegno gridiamo alla cattiva costruzione, ma sotto al tacco, proprio dove si dice che l’aria non ci debba essere.
C’è chi sostiene che proprio questa aria e assenza di adesione totale favorisca invece la trasmissione delle vibrazioni tra manico, viti di serraggio e body, ma qui entriamo in discorsi di fisica applicata, che sinceramente non credo ci sia ragione di tirare in ballo.

Cinque miti sulle Fender vintage sbugiardati

Per la vernice nitro che respira, rimando a un esauriente articolo di Alberto Biraghi qui su Accordo, mentre per future castronerie ci sarà tempo, se ne collezionano di nuove ogni giorno!
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Commenti
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato - commento del 02/07/2017 ore 10:30:31
Bel riassunto nel quale ho trovato tutte affermazioni che condivido. L'unica cosa non mi piace il tono. Perchè non lasciare che la gente creda ciò che fa più piacere? Che male c'è? C'è tanta gente che è convinta di cose veramente dannose, assurde e pericolose. Che fa se crede all'assoluta superiorità della vernice a Nitrocellulosa o se pensa che il fit del manico perfetto sia migliore? Io stesso ho delle mie convinzioni un po' esoteriche sulle quali non metterei la mano sul fuoco che cozzano contro l'opinione comune. Ma mi sta bene così e so di non fare male a nessuno. Più che altro il danno non è la convinzione in se ma la non oggettività nell'esprimerlo ed il cercare di voler condizionare gli altri come missionari portatori di verità. Ad esempio mi è capitato spesso di parlare con dei clienti della differenza sonora tra la tastiera in acero ed in palissandro. Secondo me non è il legno in se che fa la sottile differenza sonora ma il metodo di costruzione. La differenza, sempre secondo me, la fanno la tastiera incollata e l'eventuale presenza dello skunk stripe. L'ho detta tante volte questa cosa ma sempre precisando che è un mio pensiero e che non mi sento di dire che "è così e basta". Ecco, forse, non sono le convinzioni e le credenze ad essere sbagliate, ma il fatto di volerle imporre per forza come assolutamente giuste il problema. :)
Rispondi
di Skywalker8 [user #40706] - commento del 02/07/2017 ore 10:47:53
Non ci possono essere opinioni personali quando si parla di dati oggettivi:). Il 'tono' dell'articolo è proprio questo: ci possono essere differenti visioni della realtà ma la realtà è una sola e le 'dicerie' vanno smontate sul nascere in quanto, a volte, proprio su certe dicerie errate si valuta uno strumento e si 'sprecano' centinaia o migliaia di euro per dei miti errati. Come quello di avere la chitarra col manico fatto da Gomez (e adeguata valutazione per questo) quando lui dava solo l'ok per non rifarlo daccapo. Sto semplificando e presumendo che tutte le informazioni sopra citate siano veritiere.
Condivido certamente la parte sulla necessità di non imporre le proprie opinioni come assoluti. Ma i dati oggettivi DEVONO essere imposti altrimenti la verità non esiste per nessuno:).
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 11:56:44
Grazie, si le informazioni sono tutte corrette, e la tua analisi è perfetta. grazie davvero
Rispondi
di Mariano C [user #45976] - commento del 02/07/2017 ore 11:07:39
Le persone hanno diritto alle loro opinioni, ma non ai loro fatti. Se quello che uno "crede" è falso cioè e basato su informazioni errate, imprecise quando non proprio totalmente false allora è giusto farlo presente
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 11:57:01
Grazie Mariano!
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 11:54:56
Mi dispiace che tu non abbia gradito il tono, anche se rileggendo non mi pare di aver mai attaccato nessuno. la creduloneria è una cosa che non fa bene a nessuno, e di fronte a certi fatti le chiacchiere contano poco. Attenzione, chi vuole credere agli asini che volano è liberissimo di farlo, questo articolo è per tutti gli altri! =)
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato - commento del 02/07/2017 ore 12:01:57
Allora... premesso che io sono d'accordissimo con te su tutto quello che hai scritto e la penso più o meno come te su tutti gli argomenti trattati. Ma dimmi tu: come si dimostrano? Per la maggior parte delle cose non puoi trovare dati scientifici ed inespugnabili per, diciamo, imporre il concetto. Non puoi effettivamente espugnare la convinzione che il legno non traspira attraverso la nitro (fatto che tra l'altro non mi trova perfettamente d'accordo), come non puoi effettivamente dimostrare in maniera inoppugnabile che un "tight fit" al tacco non è assolutamente necessario oppure fare la stessa cosa in buona parte sugli strumenti anni 70. Quindi la mia opinone è via libera a ciò che ci si sente di credere (ed amare di uno strumento) a meno che non ci siano dati oggettivamente, assolutamente e scientificamente certi. Chiaramente sempre con la consapevolezza e la convinzione che ci si potrebbe sbagliare (e di conseguenza ricredere).
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 12:05:45
Le cose che ho riportato, tadeo che faceva quality check, le bakeliti che bakelite non sono, che il tilt non fosse affatto un sistema economico scadente, che le precbs non abbiano il famigerato perfect fit, etc, sono FATTI, le interpretazioni non contano proprio nulla. le vernici nitro idem, se il fondo è una capsula plastica spiegami come possa far traspirare il legno. la cosa bella dei fatti è che dovrebbero aiutare a creare cultura, e questo è il solo intento dell'articolo, delle polemiche non mi interessa
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di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato - commento del 02/07/2017 ore 12:11:29
Si, infatti non mi riferivo alle informazioni storiche. Quelle chiaramente o sono in un modo o sono in un altro. Vabbè forse non mi riesco a spiegare :)
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 12:13:56
L'articolo riporta solo informazioni storiche e fatti, apre poi a riflessioni personali, ma non ho offeso proprio nessuno, è naturale porsi delle domande se le vecchie fender non avevano fondi "traspiranti", non avevano "perfect fit" eppure suonano in una maniera che piace direi a tutti, ed in tutto il mondo? se noterai ho solo riportato fatti, che poi da questi possano scaturire mille domande sono d'accordo con te, il bello della storia è che va studiata, proprio per poi crescere e migliorarsi, e magari scoprire qualcosa in più
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di RedRaven [user #20706] - commento del 04/07/2017 ore 10:19:58
avendo tempo, materiali e qualche soldo da buttare si può dimostrare tutto.
Nitro: se "traspira" allora posso costruire un body di prova verniciato alla nitro, e uno al poliestere, e provare a far "traspirare" qualcosa. Vapore acqueo, per esempio. Quanto ne esce dall'altra parte dovrebbe essere misurabile.
Influenza di 3-screw, 4-screw, microtilt, tight fit su sustain e tono: c'è chi ha fatto per il basso una cosa molto scientifica, ovvero assemblare un basso neck through, uno incollato e uno avvitato e fare misurazioni di risposta in frequenza e sustain. E poi un blind test. Sorpresa: ha vinto l'avvitato. A patto di avere interesse oltre il bar sport è dimostrabile/sbugiardabile praticamente ogni mito. Se trattassero la fisica delle particelle come i miti liuteristici saremmo ancora nelle grotte, temo.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 04/07/2017 ore 10:22:4
Hai perfettamente ragione. Purtroppo certe prove su strumenti di pregio diventano complesse, ma penso che una persona ben preparata sulla fisica dei materiali, in particolare chi studia acustica, e quindi la trasmissione delle onde sonore, potrebbe agilmente chiarire alcuni di questi "miti", io purtroppo non ho le competenze, ho solo una infarinatura universitaria di queste materie che comunque si è rivelata utile in molte cose. Contatterò qualche amico per vedere se ci dedica un po' di tempo, penso sarebbe interessante per tutti!
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di RedRaven [user #20706] - commento del 04/07/2017 ore 10:36:36
L'errore è anche pensare che si debba stare sul "particolare" invece che sul "generale": "quella" strato suona bene in modo mistico. Lascia stare, prendi un pezzo di ontano OGGI, segalo in due, dipingilo mezzo al poliestere e mezzo alla nitro, e sperimenta. Nessuno dice di segare in due 50mila euro di strumento, ma qualunque cosa sia obbedisce alle stesse leggi del resto della materia...
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 04/07/2017 ore 10:46:09
Per quanto riguarda prova generale empirica sull'incastro, vibrazione e propagazione si, ma è vero solo limitatamente per questo aspetto, pickups, ponte etc, essendo costruiti allora in maniera differente, richiederebbero un sacrificio per essere studiati a fondo (è stato fatto anche questo in effetti =D ) In ogni caso dipende sempre da quale risposta andiamo cercando, se la chitarra elettrica "che vibra di più" suoni meglio di un'altra, (cosa che peraltro non credo) o se vogliamo capire il perchè le chitarre vecchie suonino in maniera più "ricca" se confrontate ai loro cloni costruiti oggi. Vuoi vedere che quella "magìa" sta proprio nel loro non essere "perfect fit" ? e quindi avere piccoli agi sia nel ponte, che nell'incastro manico corpo, che favoriscono una distribuzione generale della vibrazione delle corde, favorendo armoniche e sustain catturate poi dai pickups? ah che bello non essere appasionati del basso-tuba!
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 04/07/2017 ore 16:37:56
non sono d'accordo sull'approccio. Il metodo sperimentale prevede di scegliere cosa misurare, e misurarlo. Poi se sia meglio o peggio, il giudizio è soggettivo, ma si svanga cal componente oggettiva. Se misuro il decadimento in dB della nota su due chitarre una a manico incollato e una avvitato, e l'unica differenza è quella, c'è poco da chiedersi. Legno vecchio o giovane che sia. Se si misura lo spettro e ci sono più frequenze in un dato range, idem. Se si mescola tutto poi si entra nell'esoterismo. E si parlerà sempre di "magia".
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 04/07/2017 ore 16:55:22
Veramente non ci siamo capiti, ho solo detto che finchè si parla di parti assimilabili per caratteristiche fisico/tecniche, si può arrivare a risultati utili o comunque comparabili anche con modelli sperimentali creati ad hoc ex novo, mentre se si vuole analizzare il contributo anche delle altre parti del sistema chitarra, (perchè tale è, il suono finale non deriva mica solo dal sistema di giunzione manico e corpo, anzi) fare analisi su modelli che non siano gli originali da studiare diventa inutile, perchè o analizzi lo strumento originale o analizzi la tua replica o il tuo modello di studio. La tua replica autocostruita non potrà mai riassumere tutte le caratteristiche dell'originale a meno di non clonarlo per intero (cosa comunque dispendiosa e di base inutile), e quindi anche i tuoi esami su di essa non porteranno a nulla di concreto. Quindi non capisco proprio cosa tu intenda con "Non sono d'accordo sull'approccio". Poi chi ha parlato di meglio o peggio? Come ho detto prima, la ricerca si struttura sulla base di quello che si vuole ottenere come risposta, già parlare di "unica differenza" in un sistema complesso è fuorviante. Si potrebbero fare due cose, misurare tutto ciò che sia misurabile dello strumento preso in esame (i giapponesi lo hanno già fatto), fare modelli e fare prove con misuratori di precisione (è stato fatto anche questo) per poi concludere che con questa miriade di dati ancora non siamo in grado di replicare quel suono nella sua complessità. Poi dici che non faccia differenza il legno vecchio o giovane, invece temo che faccia tutta la differenza. Certo ripartire da adamo ed eva, testare legno appena tagliato, legno stagionato, legno essicato, legno essicato 60 anni fa, etc, si potrebbe fare, ma penso che si sfori nella follia, uscendo da quel sano senso di ricerca scientifica, nato dal tentativo iniziale di uscire da una sorta di "magìa", che altro non è che ciò che non riusciamo a spiegare scientificamente. Ritengo quindi che sia interessante e giusto studiare alcuni fenomeni fisici che riguardano la chitarra per quanto si può, ma che alla fine non serva spaccarsi più di tanto la testa.
Rispondi
di sigma73 [user #6523] - commento del 13/07/2017 ore 10:19:50
Grazie per l'articolo che sfata queste leggende metropolitane (tipo radioscarpa).
Posso raccontare la mia esperienza personale e solo di quella mi fido. Ho provato una strat del 1979 perfettamente originale. Il risultato è a dir poco imbarazzante. Pesa come una les paul, tasti messi giù male (uno più in alto dell altro) suono orribile in più il manico non rimane fermo ma si sposta lateralmente quindi molto meglio le squire attuali come qualità costruttiva e suono. Strat del 63. Provata da spenta non risonante praticamente ferma. Collegata ad ampli vibrosonic suona bene ma a livello di una mexico attuale. Strat del 73 provata solo da spenta una delusione totale. Fortunatamente ho acquistato una fender japan st62tx (replica del 62) attuale che per risonanza non teme rivali, vernice poliuretanica ma suona da paura. Secondo me sono solo dei miti che le strat degli anni 50 60 e primi 70 suonavano bene. Una volta ho provato una squire japan del 83 che mi è rimasta impressa per quanto era risonante sembrava un'acustica. Sec me la qualità costruttiva di oggi se la sognavano allora.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 13/07/2017 ore 10:52:48
"solo della mia esperienza mi fido", perfetto, la tua esperienza si limita a 4 chitarre? forse direi che sia quantomeno imprudente tirare conclusioni come hai fatto tu. Ti trovi bene con la tua japan? benissimo ma non diciamo scemenze, intanto non credo affatto che i tasti fossero "messi giù male", perchè se c'è una cosa che fender faceva davvero bene era mettere i tasti, quindi assai facilmente hai provato una chitarra mal ritastata e mal settata, che perciò non fa testo. Hai provato una 63 "morta"? non fa testo nemmeno qui, primo perchè non dici in che condizioni fosse la chitarra, magari depredata di parti senza che tu potessi saperlo, o semplicemente settata male, 73 idem, cosa vuol dire "provata da spenta"? tanto quanto dire che una japan "suona da paura". I "secondo me" sono proprio quei commenti da evitare, prova 10 strato del 63 vere e poi mi racconti.
Rispondi
di sigma73 [user #6523] - commento del 13/07/2017 ore 11:16:10
La mia esperienza non si limita a 4 chitarre ovviamente di strato ne ho provate a decine. Non ho intenzione di provare altre 10 strato degli anni 60 solo per poter arrivare a dire che suonavano "così" bene. Quella che ho provato io era originale al 100% provata da un collezionista molto ma molto famoso in Italia. Ho provato una decina di japan e suonano tutte bene e questo è indice di qualità. Lo stesso non si può dire nè con le mexico e nemmeno con le made in usa. E queste non sono scemenze. Io mi fido solo della mia esperienza personale e non dei commenti di persone che si reputano esperte ma solo per sentito dire. Anche quella della vernice nitro che fa traspirare è una cavolata infatti proprio qui su accordo c era un articolo dove intervistano Paul Reed Smith che spiegava molto bene la faccenda. La strat del 79 che dico io ha i tasti messi giù male se non ti fidi scrivimi in privato che ti dico dove andare a vederla. Il mio indirizzo è knopflerfan.mdc@gmail.com
Rispondi
di Inglese [user #31999] - commento del 02/07/2017 ore 10:49:31
"Perchè non lasciare che la gente creda ciò che fa più piacere?"
Secondo me per diversi motivi:
- perché intendo questo come un sito di informazione e l'informazione se non è vera non ha senso
- perché le basi per discussioni costruttive sono anche presupposti corretti e condivisi
- perché su quello che crede la gente non si costruisca un mercato disonesto a discapito di acquirenti e operatori sinceri
- per altri motivi che non so esprimere adesdo
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 11:57:23
mi levo il cappello !
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617] - commento del 02/07/2017 ore 14:10:13
sono d'accordo con te al 100%
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 02/07/2017 ore 11:43:56
Ho sempre pensato che la presunta superiorità del "manico perfettamente accoppiato al body" sia una favoletta per fanatici creduloni. Forse perchè iniziai proprio con una strato microtitillata.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 11:57:53
ahah grande Guycho! infatti vanno benissimo quelle strato!!!
Rispondi
di pg667 [user #40129] - commento del 03/07/2017 ore 09:39:09
la Strato "microTITIllata" sarà ben felice!

un manico ben accoppiato sicuramente trasmette meglio le vibrazioni (le chitarre neckthrought hanno oggettivamente più sustain, e questa è banale fisica), non è detto però che l'insieme di vari fattori tra cui il microtilt non contribuisca a creare un fantastico suono nelle vecchie Strato.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 09:50:12
"hanno oggettivamente più sustain" detto così diventa un po' difficile da sostenere, o comunque da paragonare a sistemi di manici avvitati. Il "Microtilt" è un sistema di due piastre di metallo avvitate nei legni, che sono a contatto una sull'altra, anche quando il tilt è attivo, di fatto "sospendendole", ma pur sempre mantenendole a contatto visto che la vite di metallo va a spingere sulla piastra superiore. Quindi se mai il microtilt aumenta le capacità dei due legni di entrare in contatto, e di creare un unico "corpo vibrante" e non il contrario. Non è affatto vero che un incastro rigido e a totale contatto favorisca necessariamente il trasmettersi delle vibrazioni, anzi, le pre cbs ne sono la prova, proprio per "l'aria" sotto al tacco manico, per lo più con un pezzetto di cartone", che sospende di fatto il manico arcuandolo tra le due viti anteriori e quelle posteriori. Può dare uno spunto di riflessione studiare la statica della trasmissione delle vibrazioni degli edifici in caso di terremoto. Si capirà che quanto più elastico sia un incastro, quanto meglio si trasmetteranno le vibrazioni da un corpo all'altro, impedendo la rottura della giunzione. E' per questo che si mettono i "ferri" nei calcestruzzi, e la funzione dei "ferri", in un manico avvitato, la esercitano le viti di metallo. In edilizia, Incastri rigidi non consentono la trasmissione uniforme delle vibrazioni portando alla rottura del giunto. So che è un paragone che a molti sembrerà azzardato ma questa è statica/fisica, e trovo che il paragone aiuti invece molto a ragionare su questi convincimenti da musicisti. Nel caso degli strumenti a corda con manico avvitato quando si parla di trasmissione di vibrazioni quello che accade non è poi così diverso. Il sustain stesso negli strumenti fender-style è dato in maniera maggiore da leggerezza del corpo e sue caratteristiche fisiche, il manico col sustain c'entra pochino. E' un tema che trovo molto appassionante e meriterebbe approfondimento a parte, che magari in futuro faremo in maniera esaustiva, perchè diventa multidiscipilnare e complesso. (la chitarra fender E' a tutti gli effetti un sistema complesso) In ogni caso l'articolo cercava solamente di spiegare come il microtilt non fosse stata una "scelta economica per semplificare la produzione", è anzi un sistema elaborato, complesso, e che aggiunge lavorazioni alla ditta, per il suo inventore altro non era che il finale miglioramento della sua prima idea, per semplificare il setup dello strumento senza doverlo più smontare.
Rispondi
di pg667 [user #40129] - commento del 03/07/2017 ore 10:12:38
al fatto che il micro tilt faccia bene il suo lavoro ci credo (perchè non l'ho mai provato), ma per quanto riguardi l'acciaio nel cemento armato la funzione è un po' diversa.

un edificio in calcestruzzo armato deve essere elastico non per trasmettere le vibrazioni ma per far si che queste non lo facciano crollare in caso le sollecitazioni siano troppo forti (tant'è che nei vecchi casolari le travi a vista hanno una funzione analoga a quella dell'acciaio nel calcestruzzo, ovvero sostenere in maniera elastica, cosa che il legno per sua natura fa egregiamente)

comunque che il manico col sustain c'entri poco non è affatto vero. aldilà di un interessantissimo articolo di Frudua che parla di ciò è palese che se io un manico lo facessi di gomma le vibrazioni si smorzerebbero e non suonerebbe.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 10:26:51
Mi spiace ma è errato, il calcestruzzo non è elastico, e se sollecitato si spacca, viene inserito l'acciaio proprio per renderlo elastico e far si che le vibrazioni si trasmettano da una parte all'altra, e si scarichino uniformemente, senza causare rotture, è esattamente il principio di trasmissione delle vibrazioni che ne impedisce la rottura. Il manico c'entra con il timbro in maniera preponderante, ed l body c'entra con il sustain in maniera preponderante. Poi se vuoi andare avanti a dibattere all'infinito non c'e problema, abbiamo tutto il tempo. L'esempio di manico in gomma è davvero stupido, tantovale per un body insomma, ma che vuol dire? ci sono manici e chitarre costruite in plastiche, resine, che funzionano egregiamente, Non usciamo dal seminato dai. La chitarra è un insieme vibrante, un corpo, quindi è chiaro che ogni parte collabora al risultato finale, in che misura? a mio giudizio, e non solo mio, il manico ha ruolo principale nel timbro dello strumento, ed il body altrettanto per il sustain, ma ripeto, l'articolo non si proponeva di parlare di questo, ed eviterei 1,000,000 di commenti qui sotto, ne parleremo con un articolo dedicato visto l'interesse.
Rispondi
di pg667 [user #40129] - commento del 03/07/2017 ore 10:40:25
forse mi sono espresso male ma riguardo l'acciaio nel calcestruzzo ho detto la stessa cosa che hai detto tu nell'ultimo commento, siamo d'accordo su questo!

riguardo al sustain ti linko l'articolo di Frudua vai al link e questo vai al link dove si parla sia del timbro che della trasmissione delle vibrazioni.
non ci credo per fede, ci credo perchè da un punto di vista tecnico mi torna e da un punto di vista pratico ho avuto modo di sperimentarla questa cosa.

su questo "Il manico c'entra con il timbro in maniera preponderante, ed l body c'entra con il sustain in maniera preponderante" siamo nuovamente d'accordo!
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 10:29:44
Nell'articolo ho scritto: "C’è chi sostiene che un perfect fit tra manico e corpo migliori sustain e suono, in realtà le chitarre di Leo Fender che amiamo degli anni '60 questo perfect fit non lo hanno, e non tanto lateralmente, dove tutti noi controlliamo se ci stia o meno il plettro e con sdegno gridiamo alla cattiva costruzione, ma sotto al tacco, proprio dove si dice che l’aria non ci debba essere.
C’è chi sostiene che proprio questa aria e assenza di adesione totale favorisca invece la trasmissione delle vibrazioni tra manico, viti di serraggio e body, ma qui entriamo in discorsi di fisica applicata, che sinceramente non credo ci sia ragione di tirare in ballo." Pregherei quindi di evitare di polemizzare su qualcosa che ho già detto, andrebbe trattato a parte ed in maniera interdisciplinare, non mi va che l'articolo degeneri in maniera offtopic, sono certo che comprenderai.
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di pg667 [user #40129] - commento del 03/07/2017 ore 10:41:32
scusa, avevo già risposto, chiudo qui!
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di gianmariagrasso [user #41217] - commento del 03/07/2017 ore 19:00:58
Da quanto ne so io il calcestruzzo viene armato con barre di acciaio perchè non resistente a trazione, infatti queste vengono poste solo o in maggior parte nella parte tesa di una trave o di un solaio..non è elastico nè le barre in acciaio danno elasticità ( il modulo di Young dell acciaio è 2100000 daN/cm^2 ) e non mi convincono neanche le similitudini con la statica, la scienza e la tecnica delle costruzioni.. Attendendo venga aperta la pagina Cemento.it freno la mia logorrea e aggiungo che sono praticamente d' accordo con tutto l' articolo
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 19:39:01
Nell'articolo dico infatti di non voler aprire il capitolo di fisica tecnica, il paragone con l'edilizia riguarda solo gli incastri sollecitati con e senza ferro, ma è un paragone, non una legge, e si riferisce solo alla rigidità di un incastro per quanto concerne il trasmettere vibrazioni, so che può sembrare forzato o forzoso, ma non lo è. Il comportamento di deformazione del calcestruzzo armato sollecitato dalle vibrazioni risulta elastico fino al punto di rottura, e questo grazie all'acciaio in esso contenuto. Senza di questo gli incastri risulterebbero fragili e non sopporterebbero la fase di deformazione elastica. So che è un esempio del cazzo ma se spiegato nella maniera corretta non lo è e può aiutare (credo) a ragionare di un argomento che altrimenti viene affrontato con "uno una volta mi ha detto". Sicuramente dai bei commenti e contributi di tutti voi c'è ora modo di contattare qualche tecnico e approfondire il discorso. Grazie davvero per i commenti
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di gianmariagrasso [user #41217] - commento del 03/07/2017 ore 20:25:32
Mi piacerebbe magari in futuro che si facesse una discussione proprio tirando in ballo la fisica, insomma il manico è perfettamente compatibile al modello della trave pressoinflessa di Navier XD..Credo che la liuteria avrebbe bisogno, come hai fatto tu in questo articolo, di ripulirsi da qualche leggenda di troppo. PS: era tuo anche l' articolo sul restauro tra Ruskin e Viollet Le duc , giusto? L' avevo molto apprezzato, anche io ho fatto i tuoi stessi studi ed è stata poi una conseguenza inevitabile quella di tentare di applicarli alle mie riparazioni e costruzioni liuteristico/casalinghe
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 04/07/2017 ore 08:34:57
Hai ragione in pieno! si era mio quell'altro pezzo sul restauro e sulle analogie tra tecniche di restauro e ciò che si applica agli strumenti musicali. Trovo bello ed interessante quando materie differenti si intrecciano su più livelli, aiutano a comprendere meglio tutto!
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di Guycho [user #2802] - commento del 03/07/2017 ore 22:13:52
Una volta feci qualche esperimento su una strato e smontai il manico 4-5 volte, mettendo, ad ogni rimontaggio, uno spessore di materiale diverso tra tacco e corpo: legno, cartone, plastica....o niente.

Beh, suonava sempre allo stesso modo.
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di pickuppato [user #44299] - commento del 04/07/2017 ore 15:00:20
Spettacolare e da superquotare... certo che di finezze si potrebbe anche morire, poi casomai la mano la lasciamo per ultima ;)
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 04/07/2017 ore 15:10:1
Infatti lo spessore nelle vecchie fender serve a dare loro la giusta inclinazione, e così facendo solleva il manico dal body, ma consente di ottenere l'angolo corretto, che fa sì che lo strumento sia settabile perfettamente, e quindi che suoni al meglio del suo potenziale. Se lo togli lo strumento verrà settato in altra maniera, le corde ti rimangono per forza più alte, ma il suono non può mica cambiare! Come direi ampiamente discusso nei commenti, temo che il "perfect fit" con le chitarre fender style, non serva veramente a un tubazzo, se non a far felici i maniaci delle giunzioni iperprecise. Anzi, a ben vedere le vecchie fendere senza sto benedetto perfect fit vanno benone, e continuano ancora oggi ad essere migliori delle loro repliche.
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di Pietro [user #44778] - commento del 02/07/2017 ore 11:50:40
Bell'articolo,ma di gente piena di seghe mentali purtroppo è pieno il mondo e le leggende e le bufale da web regneranno sempre,anche perchè dietro a tutto questo c'è un bel giro di quattrini.
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 11:59:50
Sacrosanto, per questo trovo sia giusto che chi sa condivida, alcune cose si imparano con l'esperienza ma sui fatti storici le opinioni sono relative. ho avuto la fortuna di conoscere persone eccezionali e non vedo perchè non dovrei cercare di informare chi è interessato ad approfondire un po'
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di Pietro [user #44778] - commento del 02/07/2017 ore 12:06:15
No..no hai fatto benissimo,il mio era un discorso più di fondo,ho conosciuto decine di persone "straconvinte" delle loro convinzioni salvo non avere nessuna prova fattiva in mano ma solo "ho letto qua.." "ho sentito là..." "dicono che.." si verifica quotidianamente anche qui sopra. ;-)
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 12:08:16
Hai ragione in pieno, ma può succedere!! per chi fosse interessato le info che ho condiviso qui sono il frutto degli scambi e confronti con Curtis White, figlio di un certo Forrest, Terry Foster, autore di fender "the golden age" e James Shine (jimshine.com)
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di Claes [user #29011] - commento del 02/07/2017 ore 13:45:21
Di opinioni divergenti sempre ce ne saranno. Ad ogni modo avete delle referenze su dettagli da investigare e discutere. Legno che traspira - info pleeze!
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di gibsonmaniac [user #21617] - commento del 02/07/2017 ore 14:08:51
Che bello: finalmente qualcuno che rivaluta il micro tilt....piu' di una volta ho sostenuto che il micro tilt e' un buon sistema a patto di usarlo come si deve e, soprattutto, saperlo usare come si deve....se una chitarra e' destinata a suonare male suonera' male con o senza il micro tilt.
L'unica cosa che non ho mai capito delle Strato tardi anni '70 e' come mai hanno sempre il tacco del manico un po' piu' stretto della tasca che lo deve ospitare
Ottimo articolo che contribuisce a spazzare via un po' di leggende metropolitane.
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 17:12:37
Sacrosanto, se non si conoscono a fondo le caratteristiche si interviene spesso malamente sugli strumenti, e vale per tutti i produttori! La grande quantità di "aria" delle tasche del manico delle fine '70 temo fosse dovuta ad un insieme di fattori, in alcuni casi si vedono proprio delle stondature da fresa, probabilmente per rifacimento delle pareti dei bordi del neck pocket dopo la verniciatura, questo capitava abbastanza sovente con le verniciature poli, troppo spesse in punti che non consentivano troppa tolleranza. Probabilmente decisero di fare le tasche "più larghe" per evitare di dover tribolare nel fare l'assetto del manico. Ne risulta un effetto estetico poco felice, anche se in termini di "perdita di sustain" e "stabilità", credo si finisca nei soliti esoterismi da chitarristi =)
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di aghiasophia [user #35493] - commento del 02/07/2017 ore 15:50:15
L'intervento risponde a funzioni divulgative, pertanto il tono è assolutamente coerente con i dati introdotti nel dibattito intorno a questioni affrontate in genere alla carlona.
Congrats.
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 02/07/2017 ore 17:08:1
Grazie mille, non è facile toccare certi "temi" senza sollevare polveroni, e ho cercato di dire le cose evitando di fomentare polemiche, contento del feedback positivo ricevuto finora!
Rispondi
di poseidon [user #30697] - commento del 02/07/2017 ore 19:57:05
a me le stratocaster anni 70 sono sempre piaciute molto. ingiustamente bistrattate. oltre alla questione microtilt, c'è sempre stata la critica all'attacco a tre viti che secondo molti riduce sustain, ti fa perdere certe frequenze, rende il manico più instabile... mah, io ne ho provata di persona solo una originale anni 70 e aveva un suono splendido, sustain molto buono, quello che ti aspetti da una strato, certo non era quello di una Les Paul... ma davvero niente male. e poi sul distorto veniva fuori un suono cattivissimo, crudo, selvaggio... era una vera badass stratocaster, altrochè
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 07:36:40
Esatto, ma poi l'errore di base e è far di tutte le strato anni 70 un'unico calderone, solo le ultimissime prodotte in quella decade avevano qualche evidente pecca, ma da quelle si è giudicato male un po' tutto quello fatto nel periodo. Invece ci sono strumenti ottimi !!!
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di Repsol [user #30201] - commento del 02/07/2017 ore 20:23:53
L'articolo e' perfetto, perche' permette di conoscere la verita' su alcuni dettagli che spesso influiscono sul prezzo finale di una chitarra vintage. Io sicuramente faro' tesoro di un articolo cosi. Il problema che vedo e' che comunque il mercato andra' sempre in una direzione diversa. Noi siamo consapevoli ora che la bakilite non esiste ma se cerco una chitarra di quegli anni dovro' fare i conti con chi invece te la spaccia per oro. Idem i famosi manici Gomez.
Credo non ci sia un venditore che non faccia leva su questo (e probabilmente su altri miti...). Il fatto che le chitarre degli anni '70 non siano proprio male lo dimostrano le quotazioni che stanno raggiungendo le 70-71-72, ormai vicinissime alle prime CBS.
Ma anche qui....e' il mercato, la domanda, la voglia di vintage
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 07:35:14
Per quanto riguarda il mercato, finalmente una cosa positiva della globalizzazione, tutto il mondo usa il vintage price guide quindi quelli che prima ci dicevano "eh ma sai devo farle arrivare dall'america" come se si parlasse della Luna fanno più fatica a raccontare le favole. Diciamo che bisogna essere ben armati di informazioni (come per qualsiasi oggetto che si debba comprare) per evitare di cadere dentro a dei tombini aperti!
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di texastop [user #47019] - commento del 06/07/2017 ore 23:37:37
Concordo che le prime 70's sono ancora dei grandi strumenti.. ho avuto una tele custom del 72 che ancora oggi rimpiango d'aver venduto. Purtroppo non credo che le quotazioni però vadano di pari passo con la qualità, ma ahimè solo per ordini cronologici..
é fastidioso veder sinceramente le prime JV superare le 1000 euro o sfiorare le 2000 solo per il logo Fender by squier.. per non parlare poi della nuova follia delle reissue di fullerton che stanno arrivando intorno alle 4000 euro. a finire con quei pazzi che vogliono spacciare delle reissue 87 88 per dei miracoli di liuteria, quando sono niente di più lontano ci possa essere dalla vere Fender, manici sottilissimi e contour body improponibili… io credo che qualcuno prima o poi debba dare un freno a queste prese in giro!!!
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 06/07/2017 ore 23:52:23
Quanto hai ragione! e scusa per il "diverbio" di prima, penso che alla fine non ci siamo capiti, e spero che rileggendo l'articolo tu abbia capito che quella sugli spessori era una battuta che voleva proprio significare quanto poco fossero incisivi. Grazie per i tuoi interventi. Specie sulle JV concordo in pieno, le tokai che le hanno precedute costano la metà e sono il doppio più fedeli, Un saluto e a presto, Francesco
Rispondi
di texastop [user #47019] - commento del 07/07/2017 ore 00:08:42
Non preoccuparti! si percepisce che la tua enfasi è data dalla passione.. un diverbio ci sta, purché ci si chiarisca.. siamo qui per una passione comune.. io ho smesso da anni di comprare Fender quando ho capito che con un po di attenzione si possono assemblare delle repliche che costano la metà e con le caratteristiche che ci piacciono.. però devo dirti la verità qualcuna suona bene, qualcuna un po meno e qualcuna male.. ecco perché credo che poi sia difficile razionalizzare al 100% la realizzazione di uno strumento del genere.. di sicuro sappiamo che più vibrazioni tirerà fuori e più forse suonerà meglio.. e concordo sulla questione delle tolleranze, però a volte con gli stessi legni, le stesse tolleranze lo stesso tremolo e gli stessi p.u. due strumenti suonano diversi e magari uno fa anche schifo.. ecco perché dico che ci sia molto di empirico nello fender e per questo ci affascinano e forse se così non fosse diventerebbero scontate e perderebbero il loro fascino… un po come le Les Paul.. che sembra che suonano tutte bene!! che noia!!! :-)))
Tra l'altro guarda sono mesi che sto combattendo con una strato che non riesco far suonare.. per fortuna tra un po arriva l'inverno e devo accendere il camino!!!
Comunque bravo! hai una grande passione goditela!
Rispondi
di Tubes [user #15838] - commento del 02/07/2017 ore 22:23:32
Ciao Cesco,
ho una Strato del '73 natural originale, devi sentire che suono ! Certo, è settata una volta all'anno dal liutaio di fiducia, ho dovuto riavvolgere i pick up perchè quando la comprai a metà degli anni 80 li avevano rovinati e rifarle i tasti, ma è una bella goduria sentirla ruggire e apprezzarne il valore che cresce anno dopo anno . Non sono così maniaco del vintage, ma quando la presi era una semplice Strato usata, adesso comincia a diventare qualcosa di diverso e mi appassiona possederla e suonarla .
Bell'articolo, al prossimo .
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 07:33:27
Immagino! goditela! i pickups anni 70 davano spesso problemi, ma se riavvolti bene tornano a suonare alla grandissima!!!
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 03/07/2017 ore 00:15:07
Sui fatti storici non discuto, quando si entra nelle valutazioni tutto è opinabile anche perché ci sono cose che non possono essere oggettivamente misurate
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 07:31:51
Più si conosce, e più qualunque genere di valutazione, economica o di altro tipo, sarà più solida e condivisa da tutti. D'ora in poi chi vi parlerà delle "bakeliti della stratocaster", del "manico firmato da tadeo quindi costa di più", "le 70 suonano male perchè il tilt è un sistema economico", e "le vernici nitro respirano", chi vorrà avrà un'arma in più per girare i tacchi e cambiare aria. L'articolo non dice "la chitarra del 56 suona meglio di quella del 76", a mio giudizio si dovrebbero effettuare sempre dei confronti con strumenti costruiti con specifiche paragonabili, invece sento sempre "confrontare" chitarre con specifiche talmente diverse che possono solo portare a infinite discussioni ed enorme confusione. In ogni caso più si conosce la storia e più certe dinamiche di produzione diventano chiare, la periodicità di produzione è quella che fa si che esistano dei determinati "suoni" della stratocaster in determinati periodi, poi che uno preferisca il 1969-1971 al 1975-1977 ci sta, ma se conosci i periodi conosci pure i suoni che ti devi aspettare dalle chitarre, e tutti derivano da determinate scelte di produzione, niente arriva dal caso e niente è "tutto opinabile".
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29] - commento del 03/07/2017 ore 07:44:16
Fate un monumento a questo articolo!
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 08:49:43
Esagerato Matteo! ma grazie =)
Rispondi
di sonicnoize [user #36973] - commento del 03/07/2017 ore 08:57:42
Articolo davvero interessante e da tenere a mente ogni qual volta riappariranno luoghi comuni in fatto di fender vintage e leggende varie.
Come qualcun altro prima di me ha già detto, c'è un bussiness non da poco attorno al mercato delle vecchie fender che contribuisce ad alimentare una sorta di psicoacustica nel malato del tono (quello che davvero ci interessa in quest'articolo) che è dentro di noi.
Delle chitarre ci si innamora suonandole non studiandole al microscopio ed è inconciliabile far corrispondere il feeling con una chitarra alle sue specifiche in maniera cosi clinica e analitica.
Le informazioni utili di quest'articolo ci possono aiutare alla guida all'acquisto di uno strumento senza essere presi in giro. In alcuni casi mi capita di vedere strumenti usati in giro a prezzi folli e nettamente sopra al mercato proprio perchè il possessore di quella chitarra magari ti sta vendendo solo le iniziali AY dietro ai pick up.... quando a te magari interessa un suono che magari è distante da quello che ti stanno proponendo.

Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 09:07:10
Se poi consideri che è ASSAI probabile che abigail, come alcune delle sue colleghe "EB" "mell" ed altre al reparto pickups, PROBABILMENTE coordinava un reparto, e le sue iniziali sono da considerarsi, un po' come tutti i markings in fender, come "quality check"....Sono d'accordissimo con te, specie nell'ambito pickups, che sono la sola cosa perfettamente riproducibile oggi (non c'è nessuna magìa nella costruzione di un pickup, una volta che qualche genio lo ha inventato). C'è ancora purtroppo chi pensa che nel 64 la fender fosse un laboratorietto artigiano, che faceva le chitarre una ad una. Fender aveva VENTISETTE magazzini, che Leo chiudeva personalmente ogni sera, fu questo il principale motivo per cui vendette la ditta, che era diventata enorme, quindi figurati se Abigail se ne stava lì a fare i pickups con ago e filo uno per uno. Abigail era il capo reparto di uno dei buildings che facevano le elettroniche. Penso sia molto più interessante studiare la storia della produzione per capire cosa è effettivamente cambiato, perchè è da lì che si modifica il suono, per cui trovo fuorviante parlare di "strato del 56 suona meglio di quella del 76", perchè sono due periodi storico/costruttivi differenti. Il timbro varia al variare delle specifiche sostanziali, e i periodi della strato sono: 54-56; 56-59; 59-60; 60-62; 62-64, e così via. E qui si che ci sta ed è legittimo che ad ognuno di noi piaccia di più una chitarra o un'altra di un certo periodo, a Clapton le strato con manico in palissandro non piacevano per esempio. Non è affatto un caso che circa ogni due anni si rinnovasse il modello, leo fender non ha mai smesso di cercare di migliorare i propri prodotti. In quest'ottica andrebbe visto il "micro tilt", per lui finalmente una maniera davvero efficiente per regolare lo strumento.
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di sonicnoize [user #36973] - commento del 03/07/2017 ore 09:19:1
Complimenti Cescos. Ma un giorno ci spiegherai a cosa è dovuta questa tua grande conoscenza storica del tema fender?
Io ammetto di nutrire una certa passione sul tema ma ignoravo ad esempio i 27 magazzini ehehehe??

Un giorno qualcuno verrà a dirci che le strato stockate in un certo magazzino grazie ad un microclima particolare hanno un maggiore sustain. Prepariamoci. ;)
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 09:23:0
Grazie, semplicemente studio questi temi che mi appassionano da qualche anno, ci sono testi splendidi, scritti da chi c'era e quindi non con voci di terza mano, basta solo leggerli! Ultimamente ho avuto la fortuna di conoscere Terry Foster, autore di "fender, the golden age", del figlio di Forrest White e Jim shine, che sono probabilmente tra i maggiori esperti al mondo in fatto di fender, uno perchè figlio del braccio destro di Leo (consiglio a tutti di leggere il suo libro "fender, the inside story"), uno perchè collezionista spaventoso e studioso serissimo, che ha scritto un libro magnifico, e James Shine perchè è un conoscitore pazzesco delle chitarre e tecniche costruttive dell'epoca (jimshine.com). Si, per il microclima hai ragione....un giorno succederà, ma noi saremo pronti =D
Rispondi
di f.n [user #3760] - commento del 03/07/2017 ore 10:29:52
bravo! Non sono un esperto, ma mi sei sembrato il dott. Burioni della Fender...e io apprezzo la scientificità rispetto alle credenze popolari, quali che siano!
Federico
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 03/07/2017 ore 11:09:36
Grazie innanzitutto per l'articolo, premetto che arrivo tardi non ho letto tutti i commenti e forse l'argomento è già stato trattato.
Provo a spostare un attimo avanti il ragionamento.
Prendendo come assiomi i tuoi postulati manca secondo me il dato statistico a dare forza a quanto da te esposto, cioè tutte le pre CBS suonano benissimo? tutte le chitarre con il microtilt suonano altrettanto bene? l'accoppiamento manico corpo allora non è così importante?
E' risaputo e questo è un altro dato che chitarre coeve possono avere comportamenti divergenti e questo da cosa è dato se non da uno scarso controllo qualità e metodologie costruttive approssimative? Le stesse che hanno reso necessario l'utilizzo di zeppe per il tacco ed altri sistemi per ovviare ad imprecisioni che si riscontravano poi in fase di assemblaggio.
Il microtilt sarebbe necessario in una perfetta giunzione manico corpo? NO
una perfetta giunzione manico corpo è strutturalmente migliore e corretta per un perfetto utilizzo dello strumento? SI
Quindi cosa intendo aggiungere con questo? nulla ai tuoi dati che sono ovviamente inconfutabili, ma solo aumentare il grado si sensibilità e precisare che a mio avviso la qualità di uno strumento e la sua resa van di pari passo con la sua cura costruttiva, che esula da questi sistemi di aggiustamento del tiro in corsa.
Poi come tutti sappiamo ci sono annate particolari che ci hanno lasciato strumenti fantastici, ma non possiamo escludere a priori che nella stessa partita ci fossero anche strumenti scadenti, quindi l’importanza o meno di un singolo elemento non è correttamente valutabile osservando un singolo strumento ben riuscito o un campione limitato.
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 11:43:38
"una perfetta giunzione è migliore e corretta"...ma proprio no, le vere fender degli anni d'oro ne sono la riprova, senza averla sono tutt'oggi riferimento per chiunque, sarebbe come quando si criticava la tecnica di corsa di Michael Johnson perchè "correva male", eppure arrivava primo con la sua tecnica "sbagliata". Se mai, e credo che fosse questo che tu volessi intendere, "sono oggi giustificabili tali tolleranze costruttive?" NO, non lo sono, ed infatti un bravo liutao oggi progetta l'incastro manico corpo al meglio che può, grazie anche ai migliori strumenti a disposizione. Ma questo non significa affatto che un "migliore"; o dovremmo anzi dire "più preciso" incastro produca qualche fantomatico effetto migliorativo sul suono della chitarra con sistema bolt on, altrimenti le custom shop masterbuilt fresate alla perfezione dal CNC dovrebbero farsi beffe delle originali che replicano, cosa che non succede. Nessuno sa, ed è molto utile a capire, per esempio, che i ponti originali fender anni 50 60 hanno diametro dei 6 fori di fissaggio al corpo PIU GRANDI degli odierni reissue. Perchè? per via delle differenti tolleranze costruttive. Un ponte reissue su una vintage originale può non funzionare, arrivando ad incastrarsi, quando si usa la leva, e la ragione è il diametro dei fori. il microtilt non nasce per essere "necessario" ad una buona giunzione manico corpo, non c'entra niente questo, serve per poter regolare lo strumento senza smontarlo! A fender, di queste pippe (tali sono) delle giunzioni manico corpo e delle vibrazioni non importava nulla, importava solo rendere migliore e più facilmente regolabile anche dal cliente lo strumento da loro prodotto. Dati statistici? parlo delle "bakeliti" che NON sono bakelite, del fatto che il tilt non è un sistema economico, che tadeo NON fosse un liutaio. Sono fatti, non dati statistici o deduzioni prese a campione. I miei non sono postulati, sono fatti storici, e riguardano alcune cose specifiche, ma vedo che si continua a uscire dal seminato, quindi faccio mea culpa perchè evidentemente mi sono espresso male. Io ho detto che è errato dire, come si sente spesso "che il microtilt sia una trovata di CBS per fare economia e che sia un metodo meno costoso del "pregiato" 4 viti, e che sia questa la ragione del "suonare meno bene" delle strato anni 70. Tornando alle altre domande, Non è affatto vero che ci fosse uno scarso controllo qualità in fender, anzi, ogni step passava il suo quality check prima di proseguire, quelle che tu chiami imprecisioni erano semplici tolleranze costruttive, non usando il CNC. Si, le pre cbs suonano "tutte" in maniera eccellente, in alcuni casi superlativa, possono suonare male solo se maltenute o se depredate di pezzi e fatte provare così conciate per far leva su dicerie da bar. E' però errato e fuoviante dire "tutte le precbs" tanto come "tutte le chitarre col microtilt", perchè, come detto nell'articolo e in un commento, la storia fender va divisa piuttosto in periodicità costruttiva, negli anni 70 ci sono almeno 4 periodi, con specifiche costruttive diverse ma entro ogni periodo le chitarre hanno qualità costruttive e timbriche similari. lo stesso vale per il periodo pre cbs, nel quale i periodi costruttivi della stratocaster sono almeno 5, e le chitarre all'interno di ogni range possiedono caratteristiche di suono similari e confrontabili, perchè costruite, in quel periodo, nella stessa maniera. Una può pesare un pelo di più, una può avere un pickup un pelo più potente, ma il suono, all'interno dello stesso periodo costruttivo, è un trademark inconfondibile. Posso essere d'accordo con te sul finale, che presume che il "campione limitato" preso in esame sia il mio. Sicuramente è "limitato", nel senso letterale, perchè fender ha prodotto moltissimi strumenti, e sarebbe stupido e presuntuoso dire di averli visti "tutti", ma ritengo di aver maturato una certa esperienza con le differenti annate, tale da permettermi di dire alcune cose con sicurezza. Finora, di chitarre VERE originali fino al 1965, che non fossero all'altezza dell'aspettativa DOPO essere state settate e/o restaurate bene, non ne ho trovate, dal 1966 in avanti possono capitare chitarre che non ti emozionino particolarmente, questo sì, ma è una cosa naturale, CBS implementò la produzione a dismisura ed anche qui, le specifiche costruttive variarono moltissimo. In conclusione, non si può fare di tutta l'erba un fascio, bisogna studiare, conoscere, trasmettere, che è quello che cerco di fare con gli appassionati come me e che a mia volta apprendo da chi ha maggiore esperienza della mia.
Rispondi
di AlexEP [user #35862] - commento del 03/07/2017 ore 11:49:41
Una cosa che aggiungerei ai tuoi documentati ed ottimi scritti, è che noi, oggi, possiamo "provare" (chi può) solo le pre CBS buone. Le altre ormai saranno smontate o bruciate o chissà come sono finite. Il nostro campione, secondo me, è limitato alle chitarre ottime. Magari per le 70's abbiamo ancora in giro qualche esemplare di quelli che gli americani chiamano "lemon". ;-)
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 11:54:56
Bella ed intelligente osservazione, ma non dimentichiamo che le chitarre che venivano orrendamente modificate con khaler /floyd rose "perchè tiene meglio accordatura" con humbucker "che è più potente" ed altre diavolerie venivano conciate per le solite e immortali "mode dei chitarristi", non necessariamente quindi la chitarra suonava male, anche perchè di una chitarra che suoni male te ne sbarazzi, non spendi per "Migliorarla". Il campione che ho visto io finora mi ha consentito di capire e conoscere molto, ma finora non può che confermare quanto ho scritto qui sopra, di pre CBS vere brutte io non ne ho ancora trovate (tutte originali e funzionanti) dal 66 in poi penso sia indispensabile analizzare un periodo specifico, perchè se no si crea solo confusione, cmq si, certi strumenti sono nati cessi, senza dubbio. Mio padre mi raccontava delle chitarre italiane della stessa epoca, che oggi son tornate di un qualche interesse, la sua opinione: "facevano vomitare". Stesso dicasi delle fender japan primo periodo, da noi schifate perchè "copie orientali", in america apprezzate perchè meglio fatte delle fender disponibili nello stesso periodo, tanto che un certo Stevie Ray Vaughan registrò con una tokai il suo primo disco "texas flood". ah, che belli i chitarristi =D =D
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 03/07/2017 ore 16:13:14
Ciao Cescos,
grazie per la risposta, preciso alcune cose perchè non vorrei che tu avessi capito male il senso del mio commento.

Non penso di essere uscito dal seminato anzi... il termine postulato l'ho utilizzato coscientemente, in quanto fondamento di una dimostrazione invero assunta ancorché non dimostrabile, ma suffragata in questo caso da dati storici (come li chiami tu) e percezioni sensoriali.
Per quanto riguarda la frase che hai estratto dal mio commento la stessa era:
"una perfetta giunzione manico corpo è strutturalmente migliore e corretta per un perfetto utilizzo dello strumento"
e non
"una perfetta giunzione è migliore e corretta"
questo solo perché intendevo dire una cosa diversa, e cioè che liuteristicamente è migliore una giunzione "perfect fit" per l'utilizzo, la stabilità, la conservazione dello strumento ed il suono.
Sul fatto che le Fender abbiano fatto la storia anche del suono per come sono state costruite su questo non ci piove ci mancherebbe, il mio pensiero era più del tipo: "se le avessero costruite in maniera più accurata sarebbe stato meglio per mantenere uno standard qualitativo costante”. Non parlo di miglior suono e neanche di paragoni tra CS e Vintage originale visto che le variabili sono moltissime e soffermarsi su 2/3 particolari sarebbe estremamente sbagliato.
E non era neanche impossibile farlo o imputabile alla mancanza di macchinari CNC, chi produceva chitarre set-neck doveva necessariamente essere più preciso cosa che in Fender non facevano per contenere i costi e non perché non erano in grado di farlo, questa è una mia convinzione.
Ho capito ciò che vuoi dire rispetto al microtilt, io continuo a vederlo come oltre ad una cosa inutile anche dannosa per quanto riguarda il suono, non vedo come non possa influire su quest’ultimo il fatto di staccare fisicamente i due legni.
Il mio presupposto sulla non necessità del microtilt nasce da questo e cioè se lo strumento è ben costruito non ho bisogno di un’ulteriore regolazione, non conosco nessuno che si è mai messo a giocare con il microtilt, anzi mi ricordo di un noto liutaio delle mie parti che suggeriva di scegliere le Fender controllando prima con una brugola che il microtilt non stesse agendo sull’inclinazione del manico, questo insieme ad altri controlli suggeriva che c’era un buon accoppiamento, anche Alberto (Biraghi) consiglia questo in un articolo che ti riporto vai al link
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 16:52:25
Ho trovato e tuttora trova la parola Postulato fuoriluogo, perchè sono stati riportati dei fatti, tutto qui. La tua frase invece " liuteristicamente è migliore una giunzione "perfect fit" per l'utilizzo, la stabilità, la conservazione dello strumento ed il suono" non è affatto considerabile "vera" intesa come universalmente tale, perchè è smentita dalla storia e dal confronto di strumenti realizzati senza sto famigerato perfect fit. Il "perfect fit" non migliora il suono di una fender bolt-on, sulla conservazione dello strumento non apporta alcuna miglioria, sulla "stabilità" idem, a meno che non usiate le chitarre per picchiare quelli con le gibson (cosa peraltro buona e giusta), sull'utilizzo mi chiedo cosa cambi avere manico lateralmente incastrato nel body o meno a uno che suona. Ma qui c'è l'equivoco di fondo, le fender erano ben costruite, per quello che erano. Strumenti prodotti dalla collaborazione di molte persone, che realizzavano ognuna un pezzetto dello strumento finale. Basterebbe questo a capire come fosse necessario per l'ultimo stadio, l'assemblaggio, avere tolleranze anche importanti. NON ERA UNA LIUTERIA! e le chitarre non erano costruite dalla stessa persona. "se le avessero costruite in maniera più accurata" non sarebbero riusciti a mantenere i numeri di produzione, e vale la battuta di michael johnson. Le prime 1954 sono effettivamente dei capolavori, curatissime, stondate in ogni angolo, con numeri di produzione decisamente da piccola industria, ma già da fine 54 la musica cambiò per ovvie ragioni. Fender quando passò al microtilt lo fece per migliorare lo strumento, e l'ha fatto, perchè si può regolare senza più disassemblarlo. Ho avuto modo di settare molte chitarre anni 70, e se si sa come va settato lo strumento (in primis, cosa data moooolto per scontato) correttamente il microtilt è fantastico! in un attimo sistemi la chitarra in maniera eccelsa. Hai ragione, chi faceva chitarre di altro tipo le faceva con più/meno cura, ma qui parliamo di fender, non di altre chitarre. Il tilt non è dannoso per quanto riguarda il suono, e se i legni "staccati" devono essere un problema per le chitarre con il tilt, allora lo sono pure quelli delle pre cbs, le anni 50 con incavo manico tutto verniciato (in maniera decisamente spessa, essendo la risultante della verniciatura generale) e negli anni 60 addirittura verniciato per metà (quindi creando un piano inclinato e non piatto) e con gli shim a dividere body e manico creando aria tra essi. Le due piastre di metallo contrastanti del tilt, anche quando "sospese" con la vite in azione, semmai aumentano la trasmissione delle fantomatiche "vibrazioni", di certo non la riducono. Come già detto prima in altre risposte, ma nell'articolo stesso, non c'è alcuna correlazione tra "perfect fit" di una chitarra bolt on e "migliore suono", anzi, le vecchie fender dicono l'esatto contrario. Ma ribadiscono questo anche le odierne repliche di liuteria "perfect fit". Poi se vogliamo parlare di ciò che viene richiesto ad un liutaio oggi, altro paio di maniche, non si può prescindere dal progettare lo strumento correttamente in ogni dettaglio, specie nell'incastro manico, ma più per questioni di prodotto e di mercato che non di suono. Sentir dire da un liutaio che si professi tale "scegli la fender solo se il tilt non funziona" mi fa sorridere tanto e mi fa dire "ti abbraccio forte", perchè sa di caccia alle streghe, e di scarsissima conoscenza dello strumento preso in esame. Bello l'articolo di alberto, dice cose sacrosante anche se è del 2008, e c'è un errore di fondo anche qui, le chitarre fender pre cbs non avevano "Imprecisioni costruttive" erano proprio tolleranze di produzione, che è una cosa completamente diversa e va compresa nel suo contesto. Il micro tilt consentiva alla fender di avere uno strumento settato in maniera più efficiente e veloce, e non è vero che serva una sola volta nella vita. In ogni caso è un argomento talmente complesso che merita uno sviluppo a parte, e volentieri potremo approfondire, mi riferivo a questo quando ho detto che si stava uscendo dal seminato qui, perchè questo articolo presentava altro, tutto qui. Non certo per voler mettere a tacere l'argomento, che invece trovo estremamente interessante, ma davvero, così complesso e multidisciplinare che risulta difficile capirsi anche pensando la stessa cosa, anzi mi scuso per le "pappardelle", anche se di fondo è sempre un piacere argomentare con te delle ns. chitarracce. Besos
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di KJ Midway [user #10754] - commento del 03/07/2017 ore 17:20:49
Ma il legno dovrebbe consentire la trasmissione delle vibrazioni o smorzarla?
Scusa la domanda, ma è solo per darti ragione sul fatto che gli argomenti trattati seppur singolarmente presi hanno necessità di tempo e competenze per essere correttamente discussi.

Non ti nascondo che rimango convinto della mia idea, pur consapevole che la tua competenza è sicuramente più profonda della mia soprattutto per le chitarre da falegnameria "evoluta" ahahahah.

Non ti rubo ulteriore tempo e ti ringrazio per quello speso per aver argomentato in maniera così ampia il tuo pensiero.

PS: oltre ad una Fender con il microtilt ho anche una Gibson, se passi a picchiarmi occhio alla tenuta del manico... vabbè potrai sempre cambiarlo!! ehehehe

Ciao e grazie
Ale
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 17:27:55
Secondo me qui hai centrato nel segno. Perchè ogni pezzo di legno ha proprie caratteristiche fisiche di trasmissione delle fantomatiche vibrazioni, Dico fantomatiche perchè gli inventori delle solidbody rifuggirono in tutti i modi le vibrazionI! fino a cementare l'interno di una acustica (Lester Polfuss) proprio perchè si ricercava l'assenza di vibrazioni che potessero innescare il feedback per via di risonanze indesiderate. Quindi è davvero curioso che 50 anni dopo andiamo a discutere di quante o quali chitarre "vibrino" meglio, perchè a sentire i creatori non dovevano vibrare affatto! Detto ciò, siccome ogni legno reagisce alla trasmissione di vibrazioni al suo interno in maniera diversa, fisicamente dei dischi in metallo in perfetta adesione col legno, di forma concentrica, uno sull'altro anche quando sospesi tra loro con una vite in metallo che li rende e mantiene come sistema unico, fanno sì che anche due legni non perfettamente compatibili naturalmente per "trasmettere" le vibrazioni tra di loro riescano nell'intento, perchè queste sono veicolate dalle due piastre contrastanti. E' chiaro che ci possono essere opinioni differenti, ma certi dati oggettivi ci sono e sono anche analizzabili. In ogni caso ritengo che il principale "ingrediente segreto", che è poi pensandoci bene l'unica vera differenza sostanziale delle fender degli anni d'oro e le successive è il ponte ed alcuni dettagli fondamentali ma spesso non conosciuti. Ma avremo modo di parlarne nel prossimo articolo, direi che di spunti ne sono usciti alla grande! ps tranquillo per la gibson, giro con l'ascia solo di inverno, quando finisce la legna nella stufa!
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di KJ Midway [user #10754] - commento del 03/07/2017 ore 17:58:43
Legno che non c'è più (inteso come età al taglio), tagli dello stesso che non sono più economicamente vantaggiosi, materiali che le normative non ci permettono più di utilizzare, queste le grandi differenze.
L'importanza del manico sottovalutata, lì passano 2/3 delle corde, basta questo per definire incolmabili le differenze con il real deal.
Anche se ti dirò ho provato una CS '63 del 2011 che mi ha proprio stupito.
Comunque fai bene per la stufa con tutta quella poly le Fender riusciva ad accendere solo Jimi!!
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 18:01:20
Certo, legno in primis, concordo in pieno su questo, mi riferivo al resto della catena, in particolare al perchè le anni 70 cmq stiano un gradino sotto alle precedenti, trovo che l'apporto e le responsabilità del ponte siano assai maggiori di quelle dell'incastro manico!
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di KJ Midway [user #10754] - commento del 03/07/2017 ore 18:31:14
Concordo pienamente
Rispondi
di Oblio [user #43248] - commento del 03/07/2017 ore 12:41:58
Complimenti per l'articolo !!
Sto' finendo di impacchettare la mia thinline che e' costruita apposta per sfatare un po' di miti!
Speriamo bene !! :)
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 16:52:55
Grazie! vediamola allora all'opera quanto prima !!!
Rispondi
di frankestrat [user #1278] - commento del 03/07/2017 ore 16:20:00
Bellissimo articolo Cesco! Ti prego fanne uno per far cadere i miti della controparte Gibson; il suono celestiale che si ottiene orientando le viti dei pickup, i condensatori col mojo, il mitico suono cangiante dei Paf, l'inclinazione paletta che esalta le magiche vibrazioni del manico , ecc.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 03/07/2017 ore 16:22:38
Grazie mille! sulle gibson non ho le necessarie basi e competenze, anche se come hai riassunto bene, probabilmente non ne basterebbero dieci di articoli in quel caso!!!!!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 04/07/2017 ore 11:36:31
Non di solo disfattismo vive l'italiano medio...
Rispondi
di frankestrat [user #1278] - commento del 04/07/2017 ore 12:27:07
Infatti ognuno è libero di credere a quello che vuole anche le favole aiutano! Credere a babbo Natale sicuramente non danneggia i miei bambini :-)
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 04/07/2017 ore 14:10:21
Illuminami su queste favole dai...
Rispondi
di frankestrat [user #1278] - commento del 04/07/2017 ore 16:20:5
Kj io non voglio illuminare nessuno, semplicemente mi piace l'approccio di Cesco alla materia! La mia esperienza anche su strumenti vintage (sono vintage anch'io purtroppo) mi ha fatto maturare la convinzione che i legni facciano la differenza (da qui il minore entusiasmo per le repliche) Non sono interessato a disquisizioni su alnico II,III, sull'influenza dell'orientamento delle espansioni a viti dei pickup o su chi ha realizzato la replica più fedele del paf perché molto spesso avverto più varianti cambiando plettro e sopratutto le differenze si perdono nell'utilizzo in gruppo dello strumento. Continuo a pensare che il suono di Kossoff, Green, di Clapton Les paul era o blackie era siano legati si ad una tipologia di strumento ma sopratutto al loro tocco, fraseggio vibrato. Lo stesso strumento sarà caldo (Kossoff, Green) o acido (mike bloomfield) a seconda del chitarrista e dell'ampli scelto. Ovviamente sono opinioni strettamente personali
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 04/07/2017 ore 16:41:17
Le tue opinioni personali le condivido ampiamente ora che le hai esposte.

Ciao
Ale


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di Cukoo [user #17731] - commento del 03/07/2017 ore 18:04:22
Bell'articolo, e anche molti commenti sono notevoli. Bravo Cesco.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 04/07/2017 ore 11:54:28
Dove si mette la "palettone"?
Rispondi
di Quick [user #26119] - commento del 05/07/2017 ore 00:37:5
Bell'articolo e nella discussione. Ho imparato cose nuove e vi ringrazio uno per uno. Pongo una piccola domanda un po' provocatoria a chi vorrà rispondere: "Scritto ciò che è scritto è detto ciò che è stato detto, io non sarei in grado di riconoscere ad occhi chiusi e distinguere il timbro di una '56 da una '69, o di sentire ad orecchio le differenze tra manico normale e quello col tilt-neck, oppure saper dire dal suono se la chitarra è verniciata alla nitro o con qualcosa di diverso. Voi che avete dimostrato di essere molto più edotti di me su questi temi, ne siete capaci?"
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 05/07/2017 ore 09:06:14
Ciao, la tua domanda esula decisamente dagli intenti dell'articolo, ma di fatto ti sei già risposto da solo. "io non sarei in grado di riconoscere", ecco, fine della domanda.
Ti posso dire che è tanto quanto disquisire dei sommellier che riconoscono le annate del vino, o degli appassionati di motori, che li distinguono dal rombo, cose ben più complesse che riconoscere il suono di una stratocaster da un'altra.
Io non mi intendo di vini, nè di motori, ma se mi fai provare una stratocaster d'epoca posso riconoscertela ad occhi chiusi, è una questione di esperienza e sensibilità. Conosco amici senza alcuna esperienza in fatto di vintage, con i quali per scherzo abbiamo fatto blind test, alcuni non avrebbero capito che chitarra fosse anche senza la benda, altri le hanno indovinate una per una.
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di texastop [user #47019] - commento del 06/07/2017 ore 17:51:5
Articolo sicuramente interessante! credo sia giusto sfatare certi miti, anche se alla fine che le plastiche fossero bachelite o meno, è poco rilelevante, sia in termini di suono e anche in termini di valore di questi strumenti, che per quanto abbiano un fascino indiscutibile, hanno delle quotazioni di mercato assolutamente ingiustificate.. ma qui andiamo OT. Diverso il discorso degli spessorini per l'inclinazione del manico, quante volte abbiamo sentito dire appunto che riducono le vibrazioni per il non contatto assoluto delle due parti? Devo dire che io stesso sulle chitarre che mi assemblo o regolo cerco sempre di evitare di metterlo. Beh! ora non so quante su quante pre cbs troviamo gli spessorini ma di certo nn possiamo a questo punto che questi piccoli pezzetti di cartone o derivati non facciano suonare bene lo strumento. Però da qui a dire che una pre cbs suona bene per questo e per l'aria che ha nelle tasche mi sembra un po azzardato!! :-)
Anche perché potremmo contribuire anche qui a creare dei falsi miti, e domattina tutti a mettere spessori sulle Squier da 200 euo :-)
Quello che è sicuramente vero e indubbio è che queste chitarre non suonano come una fender relativa moderna, quelle (poche purtroppo) che ho sentito, avevano tutte un qualcosa di magico in effetti. E non credo sia solo il fatto che abbiano 50 anni, perché suonavano bene anche 20, 30 anni fa.. Anche perché io ho una strato dell' 88, ha trent'anni e oggi non suona come suonava una pre cbs vent'anni fa. Quindi la domanda, a cui ancora non mi sono mai sentito rispondere anche da illustri guru, è: perché ste chitarre suonano così?? a mio avviso non lo sa nessuno!!!!!
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 06/07/2017 ore 17:59:24
Intanto dico chiaramente che lo spessore delle pre cbs è fondamentale per motivi di assetto, non è un falso mito è un fatto, senza lo spessore il manico non può essere correttamente settato, è scritto nell'articolo. Negli anni '50 non si trovano quasi mai, ma tutte le fender anni 60 avevano da nuove gli spessori, alcuni modelli come jaguar e jazzmaster anche doppi o tripli in certi casi. Per quanto riguarda le plastiche, l'articolo mica dice che debbano far suonare meglio le chitarre, rettifica solo una diceria errata in merito al materiale utilizzato, e non è affatto vero che non cambiano nulla in termini di valore, se mancano svalutano molto lo strumento, per ovvie ragioni di originalità. Trovi le quotazioni di mercato ingiustificate? si è decisamente un tema offtopic e di trita e ritrita noia, le quotazioni degli strumenti d'epoca sono in realtà molto ben regolamentate, e ci sono guide aggiornate ogni anno che valgono per tutto il mondo.
La battuta (tale è ) riguardo all"l'aria" sotto alla tasca delle pre cbs è la riprova che asserire che quest'aria non ci debba essere "per suonare bene" è una scemenza.
La tua domanda in realtà è stata ampiamente dibattuta, quelle chitarre suonano così per via dei loro legni, e di alcune caratteristiche tecniche che nelle repliche di oggi non vengono riprodotte, una di queste è proprio "l'aria" che tu hai preso in giro nel tuo commento. E' già stato spiegato nei commenti sopra, le pre cbs hanno tolleranze maggiori nell'assemblaggio, specie per quanto riguarda il posizionamento del ponte, che di fatto è più "Libero" di vibrare visto che i fori delle 6 viti che lo ancorano al body sono larghi praticamente il doppio di quelli odierni. Le prove empiriche che ho potuto fare in questi anni confermano quanto qui detto. Hai detto però una cosa sacrosanta e corretta, che condivido in pieno, suonavano allora bene come oggi, ma proprio perchè le ragioni di questo sono nei loro elementi primari, legni e ponte, che di fatto compongono il sistema "suono" essenziale di queste chitarre.
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di texastop [user #47019] - commento del 06/07/2017 ore 18:19:45
Guarda, scusa me se secondo me tu te la prendi troppo a cuore, dai delle risposte un risentite, che poi come giustamente ti hanno fatto notare possano apparire con dei toni poco piacevoli. Nessuno a preso in giro l'aria sotto le tasche, come ho scritto gli spessori li uso anch'io, però mi sembra un po' rischioso affermare che le pre cbs suonino bene per quello e per il ponte che ha più spazio per vibrare dai.. sai bene che nessuna chitarra oggi riesce a ricalcare quel suono, (almeno così ci sembra, perché secondo me poi cè anche molta suggestione) neanche una masterbuilt da 7/8/10000 euro. Eppure non credo che a uno Come John Cruz non abbia analizzato una pre cbs e non possa mettere uno spessore o fare fori del manico più larghi..
Ho ascoltato la tua comparazione delle festa red, non volermene, ma quella che hai assemblato, seppur molto bella e fatta sicuramente con competenza non mi sembra parente della 64.. eppure credo nel costruirla avrai messo in atto tutte le cose dette e tutte le analisi fatte! Sul fatto che sia stato poi dibattuto tanto sul suono delle pre cbs è vero, ma tante cose dette a mio avviso, sono alchemiche.. si diceva anche che le kliuson facevano suonare bene lo strumento.. hai sentito come suona la strato nera di John Mayer? quella non ha le Kluson.. Ti dico la verità inizio ad avere dubbi anche sul tremolo a sei, blocchi in acciaio e così via… Tanto per dirne un altra la strato di Stef Burns che ha il ponte a due pivot ha un suono con delle vibrazione e delle armoniche devastanti e te lo posso assicurare perché l'ho sentita.. ma non negli stadi.. in un club a 3 metri di distanza. Un altro mito da sfatare poi e te lo dico da amante assoluto di queste chitarre, è che le pre CBS suonano tutte da paura.. ne ho sentite alcune completamente ferme.. e se ti occupi di questo lo sai bene.. Secondo me il discorso è complesso… :-)
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 06/07/2017 ore 18:45:51
Ma ancora..,"C’è chi sostiene che un perfect fit tra manico e corpo migliori sustain e suono, in realtà le chitarre di Leo Fender che amiamo degli anni '60 questo perfect fit non lo hanno, e non tanto lateralmente, dove tutti noi controlliamo se ci stia o meno il plettro e con sdegno gridiamo alla cattiva costruzione, ma sotto al tacco, proprio dove si dice che l’aria non ci debba essere.
C’è chi sostiene che proprio questa aria e assenza di adesione totale favorisca invece la trasmissione delle vibrazioni tra manico, viti di serraggio e body, ma qui entriamo in discorsi di fisica applicata, che sinceramente non credo ci sia ragione di tirare in ballo." Ripeto, vasta leggere. io NON HO affermato "mi sembra un po' rischioso affermare che le pre cbs suonino bene per quello e per il ponte che ha più spazio per vibrare dai.." ho detto semmai che le pre cbs con aria spessori e gioco sono la riprova della stupidaggine di dire che quegli elementi influiscano sul suono. Basta leggere. John Cruz come gli altri attuali masterbuilder non conosce a fondo le vecchie fender, e nemmeno gliene importa, fa le sue cose come è giusto che sia. l'articolo della replica fiesta red è vecchio di anni, non sapevo ovviamente quello che so oggi e nulla c'entra con questo discorso, visto che era una replica amatoriale a basso budget. cosa c'entrano poi le meccaniche col suono, nessuno qui ha detto nulla di simile. "Ne ho sentite alcune", quali, quando e sei sicuro fossero a posto ? Le chitarre originali suonano tutte molto bene, a patto che siano a posto. Purtroppo ne girano di pasticciate spacciate per vere, ma questo è un altro discorso. Ci sono stati oltre 80 interventi, nessuno che abbia letto e capito l'articolo se la è presa per i toni usati. Tu sapevi delle tolleranze maggiori degli strumenti originali ? non credo proprio, quindi da che pulpito "credi" che non influiscano ? il ponte che vibra il doppio del reissue è il primo responsabile del miglior suono di quelle vere, unitamente ai legni utilizzati. SI il discorso è complesso, ed è stato sviscerato molto bene nei commenti, che avresti probabilmente fatto bene a leggere prima di uscire fuori tema e scrivere certe cose arrivando in coda a tutti.
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di texastop [user #47019] - commento del 06/07/2017 ore 18:57:06
Senti credo che quando si scrive un'articolo, lo si fa per dibattere e sviscerare opinioni, non puoi pensare di scrivere e che tutti diano per oro colato quello che dici… non capisco perché continui a scaldarti… Per'altro su alcune cose sono d'accordo, ma non sul fatto che suonino bene solo per quello… Affermare che le pre CBS suonano tutte bene, non lo puoi dire, è presuntuso! casomai puoi dire che sei stato fortunato perché tutte quelle hai sentito suonano bene! mica avrei suonato tutte le chitarre che ha costruito Leo? Come fai a dire che Cruz non conosce le vecchie fender!! per piacere….. al masterbuil mi sembra ci sia lui non tu… Fossi in te cercherei dio essere più disponibile al confronto quando scrivi.. altrimenti ha poco senso!
Ciao!
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 06/07/2017 ore 19:01:16
Sono stato e sono sempre disponibile con tutti, anche con chi non legge l'articolo, ne fraitende i pezzi e commenta a caso come hai fatto tu. La differenza tra parlare per sentito dire e parlare perchè si conoscono gli argomenti è tutta qui. Cruz non conosce le vecchie fender perchè lo ha ammesso lui stesso al seminario a Bologna. L'unica cosa che ha poco senso è iscriversi ad accordo oggi per fare polemica qui, senza nemmeno avere le basi per poter argomentare, e dicendo una dopo l'altra cose non vere, senza nemmeno aver compreso quello che è stato scritto. Un ottimo mix di superficialità e presunzione. Ciao a te!
Rispondi
di texastop [user #47019] - commento del 06/07/2017 ore 22:19:0
Guarda io il tuo articolo l'ho letto benissimo, e se ho commentato non è per fare polemica ma perché l'ho trovato interessante, e l'ho anche scritto. Dopodichè, credo che ognuno è libero di esprimere un opinione, e ho soltanto detto che mi sembra riduttivo affermare che le pre CBS suonano bene perché hanno le zeppe!
Le tue risposte sono state da subito molto altezzose, come in tutti gli altri commenti, e ti è stato fatto notare fin dalla prima risposta. Dai del presuntuoso a me.. ma come fai a dire che gli altri parlano per sentito dire.. non sapendo chi sia il tuo interlocutore? siamo qui a parlare di una passione comune, e lo spirito dovrebbe essere quello del confronto non dell'affronto. Molte delle cose che dici ti ho già detto che le condivido, di sicuro le vibrazioni del tremolo contribuiscono a favorire la risonanza, io stesso non essendo un grande utilizzatore della leva setto il ponte sempre footing perché sono convinto che l'insieme di vibrazioni date anche dalla stesse molle contribuiscono alla produzione di armonica. Detto questo ho sentito delle no tremolo dei primi anni 70 che facevano paura!!! come ho sentito delle tele del 63 suonare molto meglio di alcune 52. Credo che le vecchie Fender siano degli strumenti ormai talmente lontani, talmente lontane sono oggi le persone che l'hanno costruite che risulta difficile affermare quali siano i motivi che li fanno suonare in quel modo. Ecco perché forse Cruz dice che non le conosce, perché è difficile oggi dire come abbiano effettivamente lavorato allora quegli operai per tirar fuori tali chitarre.. Ma non voler farci credere, che in casa Fender non abbiano analizzato quegli strumenti per piacere..Poi se tu hai la ricetta della strato perfetta sono contento per te.. Io so che non tutte le strato di quegli anni sono eccezionali, e non solo per il settaggio, e non lo dico per sentito dire ;-) e questo bisogna dirlo!!!!!
Se sono qui a parlare è perché mi interessa l'argomento e credo che le piccole esperienze di ognuno possano contribuire a capirne di più su un qualcosa di cui a mio avviso oggi è difficile avere certezza! tutto qua! buona serata
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 07/07/2017 ore 12:20:25
Ciao, ci siamo già chiariti prima, a volte il modo in cui scriviamo può lasciare intendere qualcosa che non si pensava, le persone perbene poi rileggono, capiscono meglio e condividono esperienze e pensieri, come abbiamo fatto qui, e ne sono contento!
Rispondi
di darkfender [user #16554] - commento del 07/07/2017 ore 09:29:41
Dietro molti miti sfatati è scritto: "è così perché si". Ad esempio le 3 viti sono ottime chitarre? perché? Non solo sembra abbastanza logica una spiegazione contro tale affermazione ma se fosse stato un buon sistema non sarebbe stato abbandonato da tutti.
Il tilt anch'esso cambia di parecchio come si comporta il manico.

E questo sullo stesso sito che sostiene che una striscietta di palissandro sul manico cambia il suono in maniera evidente rispetto all'ebano.

faccio fatica a capire perché la tastiera si mentre il tilt neck che riduce la superfice di contatto, no.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 07/07/2017 ore 12:10:08
Il micro tilt, inventato da leo fender, non lo ha poi abbandonato, lo ha usato su G&L ed anche in musicman, è proprio errato invece credere che una "superficie di contatto" uniforme porti a un "suono migliore", questa è una panzana che, come scritto nell'articolo le pre cbs stesse smentiscono, perchè questo "contatto perfetto" non lo hanno eppure suonano benissimo!
Rispondi
di sonicnoize [user #36973] - commento del 07/07/2017 ore 09:32:26
Mi fa piacere che ci si scaldi tantissimo per questioni così specifiche legati a falsi (o veri) miti. Sembriamo però degli Harleysti che piuttosto che farsi un bel giro in moto si mettono a disquisire sulla cromatura della marmitta.....

Io la penso così, il suono è un derivato della chitarra del sistema di amplificazione e sopratutto delle mani del chitarrista e aggiungo delle orecchie (diverse tra loro) di chi lo ascolta.
Prendo per buoni i commenti di chi ne sà più di me anche perchè sono molto interessato al tema fender vintage però ogni chitarra è una storia a se, una vera alchimia non scrutabile a fondo.

Il suono di hendrix è morto perchè hendrix è morto. Ci si può avvicinare ma non lo si può raggiungere. Una pre CBS è un oggetto che merita rispetto ma non va venerato.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 07/07/2017 ore 12:13:24
Ma cosa c'entra, qui si parla solo di chitarre, se oggi provo una 64 custom shop da 4000 euro, una 64 fernades the revival da 800 euro del 1980, ed una 64 vera mi faccio naturalmente delle domande, visto che la fernandes del 1980 da 3 lire replica più fedelmente timbrica e specifiche della 64 vera rispetto alla custom shop decisamente più costosa. Le pre cbs non sono "venerate", semplicemente suonano ancora oggi benissimo, e tutti hanno piacere a provarle ed averle, altrimenti fender non baserebbe il proprio top di gamma nel (continuare) a replicarle. Va benissimo la classica frase "Il suono è nelle mani", in parte è vero, ma godersi uno strumento stupendo è qualcosa che fa piacere indipendentemente da quanto bravi siamo
Rispondi
di Floyd [user #143] - commento del 07/07/2017 ore 10:28:56
Articolo interessante, infatti ha scatenato un sacco di commenti articolati.
a mio parere queste informazioni sono utilissime, ci sono troppi miti fasulli che ingannano chi si affaccia al mercato del vintage.
Io negli anni ho imparato alcune cose che ritengo fondamentali:
- nelle chitarre elettriche la parte elettronica è ovviamente l'aspetto che più influisce sul suono;
- i legni esteticamente belli non portano a suono migliore;
- non esiste una chitarra uguale all'altra, anche due esemplari con numero seriale conseguente suonano diversi, per mille piccole differenze tra elettronica, legni e settaggi, che sommati fanno una differenza che all'orecchio fino non può sfuggire;
- la vernice in nitrocellulosa è solo un fastidio, appicicosa, delicata, e non è vero che la chitarra respira di più. Meglio una verniciatura moderna ma fatta con i dovuti crismi.
- i gusti sono così diversi da una persona all'altra, che quello che è oro per uno può essere piombo per l'altro, ogni volta che si fa un blind-test, i risultati sono sempre eclatanti (è successo anche per stradivari vs violino moderno).
Insomma, la via giusta è sempre quella di lasciare da parte pregiudizi e miti, ascoltare con le proprie orecchie, decidere in base al proprio gusto, e la soddisfazione è assicurata. Articoli come questo aiutano ad aprire gli occhi su certi argomenti, e sono benvenuti.
Un amico, tempo fa, arriva nella mia saletta per una sessione di prova-suoni, occasione per provare pedali, amplificatori e chitarre di entrambi. A un certo punto mi dice:"ti ho portato una chitarra da provare che ti sorprenderà", e tira fuori una Telecaster Classic Vibe (avuta come scambio con un overdrive). colleghiamo la chitarra..... e sono rimasto a bocca aperta! un suono della madonna ed era anche ben rifinita come liuteria. mi ha detto di avere in un primo momento cambiato i pickups, con un set che costava più dello strumento intero, per poi rimettere i pickups di serie perchè suonavano meglio! Confrontata con strumenti del Custom Shop di Fender, questa plebea a livello di suono se la giocava alla pari. Certe cose fanno riflettere....
ciao
Floyd
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 07/07/2017 ore 12:17:55
Ciao Floyd, concordo con te quasi su tutto, non sul fatto dell'elettronica, ti assicuro che è l'aspetto che influisce MENO sul suono. Ho avuto modo, con chitarre in restauro con elettronica andata e in riparazione, di fare test con pickups condensatori pots originali o linea nuova di qualità e pickups fender cusotm 54, la chitarra con l'elettronica nuova rendeva in maniera strepitosa, con le cose vecchie la metà. i pickups sono la sola cosa egregiamente replicabile oggi. Ci sono due artigiani in particolare che fanno pickups tranquillamente intercambiabili con quelli d'epoca, Mark Foley in inghilterra e Pickupwizard in canada. I legni invece non sono sostituibili, specie il palissandro brasiliano usato negli anni 60. Concordo con te sul legno "bello da vedere" non è quello che lo fa essere "buono da sentire"! Ho provato delle classic vibe, ben fatte e ottimo rapporto qualità prezzo.
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di Floyd [user #143] - commento del 07/07/2017 ore 12:31:53
io per elettronica non intendevo la fungibilità del vintage con il nuovo, ma intendevo dire che l'elettronica di qualità fa la differenza in una chitarra elettrica, e intendo in primis i pickups, ma anche i pots e il cablaggio, che poi siano pickups costruiti ieri o oggi, non importa.
Il caso della Classic Vibe significa solo che i pickups di serie andavano meglio perchè probabilmente adattati alla altrimenti povertà timbrica dello strumento, quindi montando dei pickups di marca anche blasonata, non rendeva bene come con i suoi.
Per legno bello da vedere intendevo i vari "quilted" dei manici, ma anche dei top nel caso di chitarre LP-style.
Nel caso dei manici, l'occhiolinatura così come altre figurazioni dell'acero sono dei difetti del legno, belli da vedere, ma sicuramente molto meno stabili di un bel pezzo di legno con le venature regolari tagliato di quarto.
poi sul palissandro brasiliano di un tempo non si discute!
ciao
Rispondi
di CescosCorner [user #36147] - commento del 07/07/2017 ore 15:33:12
Capito! detto ciò ho una strato del 1954, manico metà fiammato e metà occhiolinato, saranno pure "difetti" ma è dritto come una spada e suona da dio =)
poi che la chitarra elettrica necessiti della parte elettronica per essere ascoltata ok, ma hai detto bene, se la base arriva a un certo punto anche una ottima elettronica, che comunque trovo imprescindibile, non può fare miracoli! ciao e a presto!
Rispondi
di CHALKIE [user #13556] - commento del 08/07/2017 ore 11:41:17
A proposito di elettronica, daresti un`occhiata al mio commento sotto? Te lo chiedo perche` sicuramente ne sai piu` di me. Ciao
Rispondi
di CHALKIE [user #13556] - commento del 07/07/2017 ore 11:36:02
Io faccio parte delle "vittime" che hanno preso una Strato del periodo nero, 1979. La faccenda del micro tilt per me rimarra` sempre un mistero; certo nei miei numerosi esperimenti e set up di ogni tipo ogni tanto qualcosa di buono veniva fuori. Impossibile per me dire che il micro tilt fa suonare meglio o peggio la chitarra. Il sustain c`era sempre; quello che mancava era un bending fluido, nonostante le corde 009, ma questo penso che dipendesse dal manico in generale e forse anche dalla tastiera. Invecele le tre viti hanno sicuramente prodotto seri problemi di stabilita`, nel senso che il manico ogni tanto si spostava! Parlo al passato perche` alla fine mi sono deciso a portarla da un liutaio che mi ha rifatto i tasti, mi ha rifatto completamente il set up, nel senso che ha smontato il manico, lo ha fatto aderire eliminando il micro tilt, lo ha riavvitato con le tre viti ma lo ha anche incollato perche` nemmeno lui si fidava, forse ha messo qualche spessore, piu` altre cosucce. Comunque adesso la chitarra si suona molto meglio, ha piu` botta e finalmente un bending umano. Ma come ti dicevo, non era una questione di micro tilt o di aderenza manico/body, piu` una questione di vari interventi di qua e di la`. Quindi da questo punto di vista sono in linea col tuo discorso. Per quanto riguarda i PickUp dici, come tanti altri, che c`e` stato un calo di qualita` nella produzione fine 70`. Quindi vorrei sostituirli. Hai qualche idea? Non cerco un suono spaziale, solo il suono che dovrebbe avere una normalissima Strato, cioe` quello che e` venuto un po` meno nella suddetta produzione. Io ho dato un`occhiata all`offerta ma non mi oriento molto. Non vorrei spendere una cifra per il marchio fico quando quello che cerco e`il minimo sindacabile (ovviamente parlo anche di soldi, ahime`). Ti sarei grato di un tuo consiglio. Ciao
Rispondi
di gerlop [user #44005] - commento del 07/07/2017 ore 12:01:06
Legni, plastiche, metalli, ceramiche, vernici, anno di fabbricazione, la firma di Tizio, Caio, Sempronio...alla fine ciò che rende una chitarra migliore di un'altra, che sia una Fender (che a me non piace), una Jackson, Ibanez, PRS, Godin o quant'altro, è come la senti sotto le mani, come la percepiscono le tue orecchie, come ci stabilisci il tuo feeling, come si fonde col tuo modo di essere musicale e cosa sei capace di tirarci fuori. Il mondo è pieno di (falsi) miti e leggende a riguardo ma nessuna parla del chitarrista che la suona come parte principale...puoi avere la "migliore" Fender riuscita al mondo ma se sei un cesso, anche lei suonerà da cesso. Se hai una chitarra della Coca Cola ma sei bravo, quella chitarra diventerà la migliore marca del mondo!

**Se non suono per un giorno me ne accorgo solo io, se non suono per due giorni se ne accorge anche il pubblico**
Rispondi
di mauro71 [user #30837] - commento del 07/07/2017 ore 19:54:46
Fondamentalmente il mondo chitarristico si divide in due parti: chi suona la chitarra e chi la guarda, a chi suona la chitarra queste cose non interessano minimamente all'atto pratico se non come curiosità, spesso si compra una strato anche usata degli anni 2000 e la favola finisce lì, chi ama l'oggetto invece si nutre di leggende. Ora, io dico solo una cosa: poiché chi lucra sul fascino poi chiede tanti soldi per i propri oggetti e per questo spesso è disposta a barare, deve essere di alto livello l'informazione da parte del cliente ed allora bene vengano questi articoli che sono la sacrosanta verità! Però più vado avanti e più me ne sbatto di queste manie, comprai una strato del 79 tanti anni fa perché suon benissimo e col manico stretto che piace a me avuto telecaster e strato di altre annate, tutte belle da suonare! Uno strumento della metà degli anni '60 oggi ha 52 anni! Se era buono è stato suonato così tanto che non può essere ancora con la vernice originale e se non è stato suonato probabilmente non vale molto. Mah il collezionismo di strumenti non c'entra tanto con la musica a mio parere, possiamo tranquillamente fregarcene.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 09/07/2017 ore 22:16:27
Ciao, io ho una Strato del 94. Capisco che non fa parte di quelle che tu indichi ma vorrei portare la mia esperienza sul tema "Microtilt". La mia ovviamente ne è dotata e, vista l'usura dei tasti, una volta ho provato ad azionarlo per variare l'angolazione del manico. Dopo un po' che suonavo mi sono accorto che il suono era peggiorato sia come sustain che come qualità timbriche. Pertanto non è suggestione ma pura realtà. Se invece svito la vite posteriore la chitarra torna in se. Ho provato anche con gli spessori e il suono peggiorava pure con quelli. Che poi una chitarra con quegli accorgimenti possa suonare bene lo stesso ci credo anche. Magari ha legni migliori o una azzeccata combinazione legni/pickup/elettronica.
Per quanto riguarda l'accoppiamento, se è lasco mi fa venire l'orticaria. Alla mia puoi mettere in tiro le corde tenendo il manico insieme al corpo con le dita...senza viti. Mi hanno anche levato la vernice da retro manico in corrispondenza della tasca e pure quello ha migliorato il timbro.
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 09/07/2017 ore 22:22:16
Non so che chitarra sia la tua del 94, una reissue? una american standard? qui si parlava di chitarre vintage con il primo microtilt inventato da leo fender, Il microtilt è uno strumento, che serve ad uno scopo, se regolato correttamente è molto utile e, come le amplissime riflessioni sorte nei commenti hanno evidenziato, non può essere imputato di "peggiorare" il suono, come non si può affatto imputare agli spessori usati da fender di peggiorare il suono, sono tutte scemenze. La tua chitarra avrà suonato male già di suo per altri motivi, visto che non si aziona il microtilt per "L'usura dei tasti"; non sono due cose connesse e il tilt non può fare nulla se i tasti sono usurati, serve solo a mantenere l'asse corretto del manico, e basta. Togliere la vernice da retro del manico idem, non serve assolutamente a nulla, sono fantasie da chitarristi. Pazzesco quanti commenti abbia scaturito la parte meno interessante e meno trattata dell'articolo. Ottimo materiale per una seconda parte =)
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di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 09/07/2017 ore 22:33:14
Forse mi sono spiegato male...La mia chitarra è una American Standard mod anniversary 40°. Suona veramente bene, ma tanto. Quando faccio le prime note con un ampli a valvole e c'è un altro chitarrista nel 99% dei casi gli cade la mascella.
Il microtilt so cos'è perchè ce l'ho. Avere il microtilt però non vuol dire nulla. Bisogna vedere se è azionato oppure no.
I confronti in campo chitarristico sono difficili da fare perchè ci sono troppe variabili in gioco.
Sui falsi miti tipo scritte sul manico etc ti do ragione. Tutte le ditte danno un nome alle squadre di lavoro e lo riportano sui fogli del quality check.
Dove lavoro io, per esempio, ci sono i "Rabadan" (in valdostano: stupidotti) e i Symbol.
Poi la gente e i venditori ci ricamano sopra per vari motivi e nascono le leggende.
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di esseneto [user #12492] - commento del 11/07/2017 ore 17:41:33
Articolo interessantissimo e ricchissimo di spunti che fanno riflettere ! In 30 anni di attività come chitarrista elettrico ho avuto tra le mani molte Fender in particolare strocaster, ho iniziato con le famose Squier giapponesi degli anni 80 che trovavo ottime e da li non mi sono più fermato......standard , artist , custom shop attualmente la strato che uso di più me la sono fatta da me assemblandola con parti All parts e altro di qualità in pratica ho riprodotto una strato che doveva essere la summa di tutti questi anni di esperienza con questo tipo di chitarra e poi altro non è che un ritorno al passato.... in pratica ha le specifiche di una 57...... con un super sottile shim che ho dovuto mettere per allineare perfetamente manico e corpo . Ah dimenticavo suona divinamente....
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