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Le Modulazioni - Gli effetti in studio di registrazione
Le Modulazioni - Gli effetti in studio di registrazione
di [user #45705] - pubblicato il

Dopo l'articolo dedicato agli effetti di ambienza, Reverb e Delay, in questa secondo articolo ci occuperemo di un'altra tipologia di effetto: le modulazioni.
Sono detti effetti di modulazione tutti quelli che operano una modifica sul segnale variabile nel tempo, attraverso diverse sorgenti di modulazione appunto, tipo LFO (Low Frequency Oscillator) o inviluppi di vario genere.

EFX 3: CHORUS

Il Chorus è nato per simulare il segnale ripetuto una o più volte, come appunto un coro. Per ottenere questo effetto il segnale viene doppiato e leggermente variato in intonazione e tempo, attraverso l'utilizzo di un LFO. A seconda della forma d'onda generata dall'oscillatore a bassa frequenza (sinusoide o triangolare di solito) cambierà il carattere del Chorus. Il Chorus stereo ha due regolazioni indipendenti per il canale destro e sinistro, mentre esistono processori che generano più copie modulate del segnale originale (dette voci) che prendono il nome di Ensemble.
I parametri fondamentali sono:
  • Rate: è la velocità dell' LFO.
  • Depth: è la quantità di modulazione applicata al pitch e al tempo.
  • Mix: regola la quantità di suono Dry e Wet.

EFX 4: FLANGER

Il Flanger è un effetto di modulazione creato sdoppiando il segnale e ritardandolo di circa 10/15msec e poi riportandolo in sincrono con l'originale costantemente, grazie ad un LFO. Questo genera una continua cancellazione di fase tipica di un comb filter (filtro a pettine). I parametri fondamentali del Flanger sono:
  • Rate: è la velocità dell' LFO.
  • Depth: è la quantità di modulazione applicata al tempo.
  • Feedback: reindirizza il segnale in uscita sull'ingresso del processore, drammatizzandone l'effetto.
  • Mix: regola la quantità di suono Dry e Wet.

EFX 5: PHASER

Per creare l'effetto di Phaser il segnale viene doppiato e una parte è alterata di fase attraverso dei filtri (detti Stages), generando così un continuo effetto di comb filter. Il numero di Stages determina il numero dei punti di cancellazione di fase (generalmente 2 Stages corrispondono ad 1 punto di cancellazione di fase). Attraverso un LFO questi punti di cancellazione di fase vengono alterati continuamente nel tempo. La cancellazione massima si ha quando il segnale alterato viene sommato a quello originale con lo stesso volume (50% Dry/50% Wet), quindi molto spesso nel Phaser non troviamo il parametro di Mix.
Di seguito i parametri fondamentali del Phaser:
  • Rate: è la velocità dell' LFO.
  • Depth: è la quantità di modulazione applicata ai filtri.
  • Feedback: reindirizza il segnale in uscita sull'ingresso del processore.
  • Stages: determina il numero dei filtri.

EFX 6: VIBRATO

Per creare il vibrato viene applicata una modulazione del pitch direttamente sul segnale originale.
I suoi parametri fondamentali sono:
  • Rate: è la velocità dell' LFO.
  • Depth: è la quantità di modulazione applicata al pitch.

EFX 7: TREMOLO

Il Tremolo viene creato applicando sempre una modulazione al segnale originale, ma questa volta sull'ampiezza del segnale, cioè sul volume.
I parametri fondamentali di un Tremolo sono:
  • Rate: è la velocità dell' LFO.
  • Depth: è la profondità della modulazione applicata al volume.
  • LFO: cambia la forma d'onda del Low Frequency Oscillator.

EFX 8: AUTOPAN

L'Autopan è un effetto che permette di spostare il segnale tra il canale destro e il canale sinistro creando un interessante effetto stereo. Un LFO gestisce lo spostamento del segnale tra il campo stereo, a seconda della sua forma d'onda e profondità di modulazione l'effetto può essere dolce o estremo.
I parametri principali dell'Autopan sono:
  • Rate: è la velocità dell' LFO.
  • Depth: è la profondità dello spostamento nel campo stereo.
  • LFO: cambia la forma d'onda del Low Frequency Oscillator.
 
Come utilizzare gli effetti di modulazione

A differenza degli effetti di ambienza (puoi leggere l'articolo qui), che vanno inseriti preferibilmente su una mandata ausiliaria (bus), gli effetti di modulazione vengono di soliti messi in insert direttamente sulla traccia e gestiti con il potenziometro di mix, a meno che non vogliate l'effetto in parallelo per trattarlo diversamente, magari in stereo tenendo la traccia principale mono.
Il Chorus è stato usato e abusato negli anni passati, si trova frequentemente sulle chitarre, acustiche ed elettriche, sui pianoforti elettrici, sul basso (avendo cura di escludere le frequenze più basse dall'effetto), sui sintetizzatori in generale, ma anche su voci e cori.
Il Flanger è un effetto più particolare, soprattutto se estremizzato ed è molto frequente sentirlo sulle chitarre elettriche, sui synth o inserito al solo scopo di creare degli effetti speciali, con modulazioni molto spinte e suoni metallici.
Molto più morbido rispetto al Flanger, anche il Phaser viene spesso usato su chitarre elettriche e sintetizzatori, su organi e pianoforti elettrici. È anche utilizzato per creare movimento tra il canale destro e il sinistro in caso di effetto stereo.
Il Vibrato e il Tremolo nascono entrambi come effetti per chitarra elettrica, ma possono essere usati con qualsiasi sorgente. Devono essere messi in insert direttamente sul canale, poiché il parametro di Depth  ne decide la quantità (con Depth uguale a 0 non ci sarà modulazione). Se usate un Tremolo con LFO ad onda quadra e la massima profondità sincronizzato al tempo del brano potrete creare degli interessanti effetti ritmici.
Anche con l'Autopan potete creare effetti ritmici particolari che si muovono nel campo stereo, soprattutto con impostazioni estreme (onda quadra e Depth al massimo). Oppure potete semplicemente trasformare una sorgente mono in stereo impostando la sinusoide come LFO e poca profondità di modulazione.
 
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Commenti
di swing [user #1906] - commento del 20/06/2017 ore 15:31:47
Mettere in parallelo le modulazioni porterebbe a problemi di fase con conseguente "annullamento "di armoniche? Questa sembra essere la risposta dei produttori di modulazioni digitali alla richiesta del perché in questi effetti non si adotti la politica del "dry analog path" ma tutto il segnale dry e wet venga processato dall'algoritmo. Forse è una prova che si può fare con gli effetti in fase di mix.
Rispondi
di Andy Cappellato [user #45705] - commento del 20/06/2017 ore 15:56:16
Ciao Swing,
si, mi è capitato che alcuni plugins non gestissero correttamente il delay, ma di solito sono quelli gratuiti o di piccole softwarehouse indipendenti.
In ogni caso è una pratica generale anche ai tempi dell'analogico mettere le modulazioni in insert, perchè alcune, come ad esempio il phaser, funzionano con un rapporto dry/wet fisso già preimpostato.
Un altro esempio può essere l'utilizzo di tremolo, vibrato e autopan impostati con mix 100% wet per creare effetti ritmici: non potremmo ottenere l'effetto desiderato inserendoli in un'ausiliaria.
Poi come sempre, nel mix ci sono tecniche e non regole, il risultato è ciò che conta.
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