HOME | CHITARRA | DIDATTICA | ONSTAGE | RECnMIX | RITMI | PEOPLE | NEWS         EVENTI | STORE | ANNUNCI | AGENDA
Ascoltarsi mentre si registra
Ascoltarsi mentre si registra
di [user #116] - pubblicato il

Max Rosati continua a parlarci del lavoro del chitarrista in studio di registrazione. Dritte, consigli, spunti per arrivare il più preparati possibile a un appuntamento decisivo nell’attività di un musicista. Nel primo appuntamento ci eravamo occupati di un aspetto tecnico, strumentale: l’esecuzione delle ritmiche suonate in ottavi. Oggi invece, ci concentriamo su elemento più pratico ma delicatissimo: la gestione degli ascolti mentre si registra.
Prima di rimetterci a parlare di chitarre acustiche, delay e ottavi (argomento affrontato nella prima lezione) oggi, parliamo di ascolti.
Ascoltare quello che si suona in maniera appropriata e confortevole è importantissimo per riuscire a suonare in maniera rilassata, mantenendo il il totale controllo di ciò che si sta eseguendo.
Nel video, Max Rosati propone una condizione di ascolto ottimale. Nel registrare le chitarre si serve di un sistema testata e cassa. La testata è posizionata nella regia, la stanza che ospita il mixer, il computer che registra, l’outboard con gli effetti e i monitor per gli ascolti.
La cassa che eroga il suono, invece, sta in un’altra stanza di ripresa, microfonata.

Ascoltarsi mentre si registra

Il chitarrista che suona, quindi, sta nella sala di regia e il suono della chitarra che ascolta non è quello direttamente sparato dalla cassa ma quello ripreso dai microfoni, trattato dall’eventuale Eq dei pre e degli effetti; è il suono che esce dai monitor della regia, lo stesso suono che finirà ripreso nella sessione.
I vantaggi sono molteplici. In primo luogo il musicista riesce a sentire la pasta del suo suono già calata nel mix dove dovrà amalgamarsi. Da questo punto di vista, va ricordato che in una registrazione, in una produzione, il suono di chitarra, più che essere valutato per la sua bellezza autonoma, va pesato per l’efficacia che ha nell’economia del pezzo in cui è inserito, per come si armonizza con l’arrangiamento. Registrando nella stessa stanza in cui c’è l’amplificatore è inevitabile venire soverchiati dal volume della chitarra senza riuscire ad avere una percezione chiara di come il suono si amalgami nel mix che ci arriva in cuffia. 

Ascoltarsi mentre si registra

Inoltre, per ascoltare quanto si esegue dalla cuffia - stando nella stessa stanza in cui c’è l’amplificatore che suona - è necessario tenere un volume delle cuffie importante che, sommato a quello dell’amplificatore, stancherà in poco tempo e renderà meno fresca la nostra capacità di ascolto e giudizio.
Per tanto sarebbe importante organizzarsi per potersi ascoltare mentre si registra, in una stanza diversa da quella che ospita l’amplificatore.
Due i grandi vantaggi in gioco: la percezione finita e oggettiva del suono effettivo che andrà nella canzone;
la possibilità di registrare a volumi più contenuti che consentirà di lavorare, più a lungo e in maniera più rilassata e consapevole.

lezione max rosati
Link utili
Lo studio di registrazione di Max Rosati
La pagina di Max Rosati sul sito della Eko Music Group
Altro da leggere
Pubblicità
Sviluppo del fraseggio: collegare gli arpeggi...
Luca Colombo: incroci modali...
Intervista a Marco Sfogli: la nuova chitarra della PFM...
Tommy Emmanuel: come gestire la dinamica...
Pubblicità
Giacomo Castellano: un riff tra Hendrix e Vai...
Maurizio Solieri: al grosso pubblico la musica non interessa...
Luca Colombo: modi da colonna sonora...
Le chitarre di "Certe Notti"...
Carmen Consoli, in punta di plettro...
Federico Poggipollini: ottavi in Nero...
Federico Poggipollini: come suonare gli arpeggi...
Tecnica: metronomo e cura della dinamica...
Il ritorno dei frigoriferi: Castellano, Di Dio & Varini...
Come estendere il fraseggio pentatonico...
Max Rosati Back Home, acustica al top...
Suonare e registrare gli ottavi...
Commenti
di Claes [user #29011] - commento del 03/07/2017 ore 19:05:46
L'ascolto è importante in quanto mai sarà lo stesso che "a casa". Bisogna abituarsi a "il producer deciderà quale sarà il mio sound nel mix". Se in regìa con testata si è ben messi... il fonico probabilmente preferisce un preampl coi set-ups del caso! I livelli di volume in regìa possono variare - l'ideale è di essere capaci di suonare il dovuto con chitarra secca e non dipendere dal volume in regìa per essere ispirati. Se possibile, meglio evitare cuffie.
Su DAW mi focalizzo spesso su un singolo elemento che poi viene fuori troppo alto di volume. Se il sound della chitarra (per esempio) risulta sovradimensionato si rimedia il giorno dopo - e con orecchie fresche. In studio rimedia producer e fonico, o viene chiamato un'altro. Hai solo un tot di ore a disposizione per la session e farla bene.
Rispondi
di guitarhero81 [user #7159] - commento del 05/07/2017 ore 14:19:18
io in studio ho sempre avuto una situazione simile alla tua cioè registrare le elettriche in regia e le acustiche in sala.
Condivido quanto detto e su questa cosa qua qualcuno storcerà il naso perchè è abituato alla sala prove o al live in cui ha l'ampli dietro le spalle e molti chitarristi fanno fatica a suonare in questa condizione io credo sia solo questione di abitudine peccato che quando si va in studio bisogna adattarsi velocemente perchè le ora hanno un costo!
Rispondi
Commenta
Loggati per commentare





I più letti della settimana
Intervista a Ozzy Osbourne: il Principe dell'Oscurità suona l'armonica
Corrado Rustici e i Cervello
Licenza Creative Commons - Chi siamo - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964