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Grossman Audio, l’isobox silenziosissimo
Grossman Audio, l’isobox silenziosissimo
di [user #116] - pubblicato il

Abbiamo testato nell’O.U.T Side Studio di Michele Quaini l’Isobox made in Germany della Grossman Audio, un piccolo laboratorio che si è specializzato proprio nella riduzione del rumore, creando un cabinet in grado di tagliare fino a 30dB senza rinunciare al sound.
L’isobox si presenta come un bel parallelepipedo di legno e tolex nero, diviso in due cubi. Il primo, quello inferiore ospita il cono da 12’’ mentre quello superiore è vuoto e fa da coperchio. Nella parte inferiore troviamo tutto il necessario per mettere in funzione il cabinet. Sulla parte esterna trovano posto due connettori xlr che proseguono all’interno sbucando accanto al cono. Accanto ai due invece l’ingresso per il cavo di potenza. Tutte le connessioni sono marcate Neutrik e sono solide e resistenti, una garanzia, i cavi sono Sommer. 

Il sistema per il montaggio dei microfoni è semplice ma allo stesso tempo efficace. Due L di alluminio piene di fori filettati in cui avvitare le clip possono ospitare qualsiasi tipo di microfono che può essere posizionato a partire da pochissimi centimetri dal cono fino ai circa 30 permessi dallo spazio all’interno del coperchio. Nel caso di trasduttori troppo voluminosi Grossman fornisce anche una pratica staffa che permette di disassare rispetto alla L di metallo il sostegno del microfono per ospitare anche condensatori e mic a nastro più ingombranti. 

Grossman Audio, l’isobox silenziosissimo

Il case è costruito utilizzando un MDF da 22mm che rende il tutto abbastanza pesante, ma una volta diviso nelle due metà è facilmente trasportabile. Il tutto è sostenuto da quattro piedini in gomma molto morbida che permette di sollevare il box dal pavimento evitando così di disturbare i vicini al piano di sotto. 

Resta da citare solo il FRESCU, il sistema di montaggio rapido del cono che permette di sostituire il cono senza dover utilizzare cacciaviti. Basta svitare le quattro manopole e scollegare i connettori a clip dallo speaker per sostituirlo in pochissimo tempo. 


L’Isobox di Grossman è progettato sia per essere utilizzato in casa, ma soprattutto in giro per i palchi, tanto che a disposizione c’è anche il flightcase in cui calza a pennello abbassando ulteriormente di altri 10dB il sound percepito all’esterno. Dieci dB in meno e circa 15 in più e la schiena certo non ringrazia. 

Grossman Audio, l’isobox silenziosissimo

Abbiamo collegato la cassa che monta un Greenback alla Orange d’annata di Michele Quaini. Una delle prerogative di un buon isobox, oltre alla riduzione del rumore esterno è quello di non modificare in alcun modo il sound dello strumento quando lo si utilizza aperto o chiuso. Il cabinet tedesco in questo è davvero un campione. Sia da chiuso che da aperto ai microfoni arriva un sound carico, punchy, non esageratamente carico sulle basse, come spesso capita con questi sistemi. Permette di suonare a volumi davvero lancinanti senza per questo far esplodere i vetri. Per farvi sentire il funzionamento del cabinet abbiamo registrato quattro file audio. I primi due sono una registrazione ambientale che mette in evidenza la differenza di volume (che potete apprezzare anche dai due VUmeter qui sopra). Il terzo e il quarto sono invece delle registrazioni fatte con un SM57 all’interno del cabinet prima chiuso e poi aperto. Potrete apprezzare come i due sound siano praticamente identici. 

Isobox Chiuso Ambientale

Isocab aperto ambientale

Isobox chiuso SM57

Isobox aperto SM57


Il Grossman Audio è un Isobox davvero ben riuscito. Comodo da usare, un po’ meno da trasportare, ma fa il suo dovere fino in fondo. Riduce il rumore e garantisce comunque un sound davvero di qualità, come ci si aspetterebbe da una cassa studiata per l’uso PRO. Il prezzo non è certo economico si aggira tra i 650 del modello base fino ai 990 del modello in noce. È disponibile in diverse finiture, perfino relic.
casse e altoparlanti grossman audio isobox
Link utili
Visita il sito di Grossman Audio
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Commenti
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 04/07/2017 ore 12:11:05
Penso che ormai le isobox siano superate.
Di base permettono di non rinunciare ai microfoni che sono e saranno sempre il miglior strumento per riprendere un ampli.
Tuttavia si rinuncia all'ambiente, che non da meno conta. Quindi direi che o si registra con microfoni in un buon ambiente dove è concesso un volume giusto (studio professionale), altrimenti preferisco usare stratagemmi anche più economici per emulare in parte il suono (loadbox con D.I. oppure simulazioni tipo Torpedo Cab o software).
Si risparmia inoltre anche spazio e fatica nello spostare un affare del genere.
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