A dare una risposta ci prova Brian Wampler, noto creatore di effetti a pedale per il marchio omonimo che da diverso tempo anima il suo canale YouTube con un interessante videoblog su tematiche relative a suono ed elettronica in campo musicale.

Per testare sul campo cosa si intende con "suono trasparente", Brian ha messo a confronto tre overdrive di stampo tradizionale, dapprima tentando di fare in modo che il suono ottenuto fosse il più simile possibile a quello clean, a pedale spento, e poi ha tirato il gain al massimo su ognuno, per evidenziare il loro carattere e la risposta dell'amplificatore a ognuno di essi.
Per l'esperimento, è stato usato un amplificatore Wampler Bravado. Brian lo ha progettato con l'idea di restituire sempre una timbrica rispettosa del suono dei pedali che gli dà in pasto, per far risaltare le loro peculiarità e far passare sempre riconoscibile la chitarra usata. L'idea alla base dell'amplificatore, appunto, è la trasparenza.
Anche il più pulito e hi-fi dei valvolari per chitarra, però, rappresenta un preciso colore per lo strumento. Si potrebbe obiettare che, per quanto lineare sia, quell'amplificatore non darà mai un suono completamente trasparente e rispettoso della natura dei pedali. Così l'ingegnere-youtuber ha deciso di fare una prova atipica: ha collegato la chitarra dritta nell'interfaccia audio del suo computer. Di mezzo c'è solo un buffer, e in catena gli stessi pedali della prima prova. Su carta, si tratta del modo migliore per ascoltare il vero suono dei tre overdrive. Il risultato, però, non si avvicina neanche vagamente all'idea che ogni chitarrista ha in mente quando pensa alla trasparenza di un segnale.
Che un banco mixer non suoni come un vero amplificatore per chitarra è cosa nota, ma un test simile apre alcune considerazioni sul ruolo dell'ampli, sul suo carattere e sul modo in cui connota tutto ciò che gli si impartisce, e come anche i pedali cambino carattere nel profondo a seconda di cosa li amplifica.
Quindi: suono trasparente, è davvero così utile?