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Blues: la scala pentatonica maggiore e minore
Blues: la scala pentatonica maggiore e minore
di [user #116] - pubblicato il

Inauguriamo un nuovo ciclo di lezioni con un chitarrista eccelso, nonché didatta tra i più apprezzati a livello internazionale John Wheatcroft. Parliamo di blues e in questa lezione John ci suggerisce un interessante e impegnativo lavoro sulle scale pentatoniche: utilizzo delle blue note, commistione tra pentatonica maggiore e minore, gestione del fraseggio pentatonico durante i cambi di accordo del blues. Buon lavoro!
Le scale pentatoniche forniscono gran parte del sound del quale abbiamo bisogno per suonare blues ed essere musicisti credibili in questo genere.
Inoltre, le pentatoniche sono le scale con le quali, la maggior parte dei chitarristi interessati allo studio dell’aspetto solistico, sono partiti. In particolare, la pentatonica minore è la prima scala che generalmente si impara, quando ci si cimenta nelle prime digressioni come solisti.
In questa lezione proporremo un metodo di studio e lavoro sulla scale pentatoniche; per farlo, ragioneremo in tonalità di C e quindi, prendendo come riferimento un blues in C, partiremo da un accordo di C7. I tre accordi che formeranno il giro di blues in Cs aranno C7, F7 e G7.
Per prima cosa, partiamo imparando le due sonorità pentatonica a disposizione sul C7, quella maggiore e quella minore.

Blues: la scala pentatonica maggiore e minore

Questa è l'esecuzione di Wheatcroft della pentatonica minore e maggiore di C, entrambe suonate utilizzando il 1° box. In ambedue le pentatoniche troviamo il passaggio dal terzo grado minore (Eb) al terzo grado maggiore (E), tramite bending o acciaccatura.

Blues: la scala pentatonica maggiore e minore

Una buona idea è lavorare cercando di passare da una sonorità all’altra, muovendosi tra la pentatonica maggiore e quella minore.
A questo riguardo, un  ottimo esercizio potrebbe essere quello di suonare in senso ascendente una pentatonica maggiore  dalla fondamentale alla sua ottava  e ritornare indietro, nella fase discendente, con la relativa pentatonica minore. Il tutto restando, ovviamente, nella stessa area o porzione, di tastiera.

Blues: la scala pentatonica maggiore e minore

In quest'esempio John esegue una scala ascendente in forma di pentatonica maggiore di C seguita dalle note della parallela pentatonica minore discendente. L'interessante frase che parte da batt. 3  prevede la commistione tra le due scale in maniera più musicale.

Questo è un buon approccio per iniziare a sentire le scale pentatoniche maggiore e minore connesse, percependole come entrambe ugualmente utilizzabili.

Blues: la scala pentatonica maggiore e minore

Ora affrontiamo due lick che trovano nell'abbondanza di intervalli di quarta giusta la loro particolarità sonora, e sono utili da imparare. Prestando attenzione a non far risuonare più note contemporaneamente. Da notare l'inserimento della blue note nella pentatonica minore.

Blues: la scala pentatonica maggiore e minore

Blues: la scala pentatonica maggiore e minore
Con questi due lick, il chitarrista inglese ci mostra come enfatizzare il terzo grado maggiore in una pentatonica minore, prima tramite un bending che tende al E, e poi tramite una nota “tastata”. ​In questi due esempi si passa dal I° box al V° box.​


Blues: la scala pentatonica maggiore e minore

Ora però, bisogna soffermarsi e ragionare sul passaggio tra pentatonica maggiore e minore in relazione ai cambi di accordo che intercorrono nel blues.
Esaminiamo il passaggio tra il primo e quarto grado del blues, tra C7 e F7.
Sul C7 (C, E, G, Bb) entrambe le pentatoniche funzionano: quella maggiore ( C, D, E, G, A) corrisponde all’armonia dell’accordo che la ospita mentre quella minore (C, Eb, F, G, Bb)  inserisce delle interessanti tensioni blues. La differenza sostanziale tra le due scale risiede nella terza, maggiore nella pentatonica maggiore e minore della seconda. E l’alternarsi tra queste due sonorità è proprio del fraseggio blues.
Viceversa, quando ci si sposta sul F7 (F, A, C, Eb) è importantissimo sincerarsi di non sostare con il fraseggio sulla terza maggiore, E, della pentatonica maggiore. Questa nota, in relazione all’accordo che ora la accoglie, il F7, risulterebbe una settima maggiore, nota in contraddizione con la natura dell’accordi di dominante che è formato da tonica, terza, quinta e settima minore.

Blues: la scala pentatonica maggiore e minore

Il fraseggio jazz blues che segue mette in evidenza le note che vanno a formare i vari accordi di una semplice struttura blues. Wheatcroft sottolinea l'uso del terzo grado maggiore (E) sull'accordo di C7, e quello minore (Eb) sull'accordo costruito sul IV grado F7. Il Eb è infatti il b7° grado di F ed enfatizza il carattere di settima di dominante. Il Db nella quinta battuta in questo caso funge da b9° dell'accordo di C7, che risolve sul quinto grado (C) dell'accordo di F.​

Blues: la scala pentatonica maggiore e minore


Anche quest'altro esempio, anch'esso dal sapore jazz, pone l'accento sull'uso del terzo grado maggiore o minore della pentatonica minore in relazione all'accordo di C7 (I) e F7 (IV).

Blues: la scala pentatonica maggiore e minore

Questa è ovviamente una regola generale, di massima, importante per essere coerenti con la sonorità più tradizionale e immediata del blues. Ma saremo assolutamente legittimati a sperimentare qualunque tipo di soluzione. Qualunque soluzione suonata se affrontata con la necessaria convinzione, sicurezza e visione, può funzionare. Si sprecano, per esempio, gli assolo nei quali BB King utilizzava fraseggi con la terza maggiore sopra accordi minori; o - per restare in tema con quanto appena spiegato - la settima maggiore sopra accordi di dominante. E tutto suonava divino!
Per tanto, e’ importante - soprattutto per i principianti - lavorare con attenzione a questi due aspetti.
  1.  Saper mescolare la pentatonica maggiore con quella minore, enfatizzando soprattutto il passaggio tra 3 e b3. Il tutto, ovviamente, dovrà essere fatto sviluppando le due scale non solo nella posizione appena esaminata, ma attraverso tutta la tastiera.
  2. Nel formulare fraseggio che mescolano le due scale, ricordarsi di evitare la terza maggiore quando ci si sposterà sul secondo accordo del blues, il quarto grado.
A questo punto, un altro spunto di lavoro per la gestione delle sonorità è integrare le due pentatoniche con le loro blue note: la b5 per la minore e la b3 per la maggiore.

Blues: la scala pentatonica maggiore e minore

E per finire viene eseguita la scala blues di C, ovvero la pentatonica minore di C con l'aggiunto del grado b5 (oppure #4), che viene definito blue note. I lick 1 e 2 utilizzano esclusivamente la scala blues (da notare l'interessante unisono di blue note a batt. 7), mentre il lick 3 prevede l'utilizzo della pentatonica maggiore con la presenza sia del terzo grado minore che maggiore. In questi ultimi esempi il ritmo è stato rimaneggiato rispetto all'esecuzione originale per una maggiore intelligibilità e assimilazione da parte del lettore.


 
Trascrizioni ed esempi musicali di Filippo Bertipaglia

Abbiamo parlato recentemente di John Wheatcroft, dopo aver ascoltato il suo magnifico album "Ensemble Futur". Inoltre, abbiamo recensito il suo manuale "Improvvisare il blues alla chitarra elettrica" edito in Italia da Volonte&Co. John è un chitarrista immenso: elegante, versatile e preparatissimo; inoltre, grazie al suo eccellente lavoro per la rivista Guitar Techniques si è imposto come uno degli insegnanti più seguiti e apprezzati a livello internazionale. Gli amici di Volontè & Co ci hanno aiutato a contattarlo ed è un onore averlo in veste di maestro tra le nostre pagine.
Welcome aboard on Accordo, John!​ (Gianni Rojatti)

 
Link utili
Il sito di John Wheatcroft
"Ensemble Futur" il disco di John Wheatcroft
"Improvvisare il Blues alla Chitarra" metodo di Wheatcroft distribuito da Volontè&Co

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Commenti
di maltisglt [user #16977] - commento del 28/08/2017 ore 21:17:25
Grande didatta Wheatcroft!
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 29/08/2017 ore 09:21:39
...nel dubbio ho appena comprato il libro... :o)
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 29/08/2017 ore 15:22:37
Bellissimi spunti, spero di avere tempo stasera per provare i lick con la chitarra in mano.
In effetti il tema della miscelazione delle due scale è fondamentale e difficilissimo, seppure semplice nella teoria, fondere la pentatonica minore e quella maggiore è possibile solo con millemila anni di gavetta e tonnellate di lick sotto le dita.
Persino Robben Ford (mi inchino) ricordo che in un intervista aveva detto che lui raramente utilizza la pentatonica maggiore sul primo grado perché troppo “allegra”, piuttosto pentatonica minore + terza maggiore (quando non opta per soluzioni più Jazzy ovviamente).
Io faccio molta fatica a far suonare la pentatonica maggiore quindi questi lick sono una manna.

P.S: Si può avere anche qualche lick sullo stesso tema da spendere sul IV grado e nel turn around?
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 29/08/2017 ore 15:39:27
Oddio... la pentatonica maggiore sul primo grado non mi pare proprio difficile... anzi è alla base del solo blues. B.B. King c'ha fatto una carriera e a ruota tutti i blues man degli ultimi 60 anni... strano Robben Ford se ne sia uscito con una cosa del genere, chissà che avrà voluto dire...
Di solito è il IV grado che da più rogne... per non sbagliare di solito ci butto la pentatonica minore e ciao... ma le varianti e gli incastri sono infiniti, spero di trovare buoni spunti sul libro... :o)
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 29/08/2017 ore 16:04:03
Non Intendo difficile nel senso “tecnico” ovviamente, mi riferisco puramente al fraseggio. Preferisco mescolare misolidia e dorica (che poi sono le estensioni delle due sopracitate pentatoniche) sul I perché mi danno più spunti: posso usare arpeggi, sovrapposizioni, etc. (ma questo dipende probabilmente dal mio personale modo di suonare e dal mio orecchio). La pentatonica maggiore proprio non riesco a farla “suonare”, invece. E´ un mio grosso limite, lo so.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 29/08/2017 ore 16:32:27
Sì capisco cosa intendi... in generale, la pentatonica maggiore pare anche a me più difficile... bisogna fare frasi più "musicali" perché renda bene. La minore invece ti perdona molto e suona quasi sempre bene...
Studiare B.B. King, per la maggiore, direi che è fondamentale...
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 29/08/2017 ore 16:55:49
Esatto! Ho anche trovato il pezzo di intervista a questo vai al link

Ecco io mi sento più vicino a questo modo di intendere la pentatonica maggiore e minore. E anche lui ovviamente nomina BB come IL riferimento.

Solo ora che rivedo questo video mi rendo conto ti come Robben riesca con una semplicità disarmante e con una manciata di lick "gustosi" ad aprirti un mondo sul blues e su mille possibilità espressive...´che chitarrista ragazzi...
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737] - commento del 29/08/2017 ore 23:41:44
Ciao,

secondo me la minore è più semplice da usare nel blues sia per una questione di linguaggio che per una questione armonica.
Prendiamo ad esempio un blues in La e analizziamo le note delle scale in relazione ai toni 1-3-7 degli accordi, troviamo:

Pentatonica minore:

LA: 1 b3 b7
RE: 1 b7
MI: 1 b3 b7

Pentatonica maggiore:

LA: 1 3
RE: 3 7
MI: 1

Qui vediamo chiaramente come mai:
- come dice Zoso1974, la minore ci sta quasi sempre bene: perché su quasi tutti i tre accordi abbiamo le note blues b3 b7 e non abbiamo note che cozzano;
- si fa fatica a usare la maggiore sul IV, perché c'è la settima maggiore;
- Robben Ford dice che, per una quastione di linguaggio, vuole sentire b3 e b7 che non si trovano nella maggiore.

Gasto, per trovare fraseggi interessanti sulla maggiore, prova a concentrarti sui toni dei singoli accordi e fare "atterrare" i tuoi fraseggi lì.
Magari puoi anche aggiungere dei bending, tipo bending di un tono al 7imo tasto della 2nda corda, così hai la terza maggiore del V.

Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 30/08/2017 ore 11:24:10
Grazie mille per gli spunti e mi prometto di trovare qualche frase che funzioni.

Per inciso, il mio problema con la penta maggiore non arriva nemmeno al IV grado. Il mio problema nasce già sul primo grado: non mi piacciono la terza maggiore e la sesta, non mi suonano blues, per come intendo o sento io il blues, proprio per lo stesso motivo che Robben sottolinea nel video.

Dovrei concentrarmi di più sull’ascolto di BB King per “interiorizzare” QUEL blues, come suggerisce anche ZOSO.

Rispondi
di briant [user #9800] - commento del 22/09/2017 ore 15:56:32
Perché quando parlano di pentatonica maggiore omettono un dettaglio importantissimo: le note blues, i micro bendings e le note di partenza e di arrivo, queste fanno la vera differenza e consentono alla pentatonica maggiore di suonare alla grande, ma infine ricordiamoci che nel blues è questione di feelig che si acquisisce con anni di esperienza e ascolto dei grandi, altro che pentatonica maggiore e minore che poi sono solo l'inizio, poi vengono i cromatismi, le scale doriche e misolidie, le pentatoniche dominanti, le scale be bop, le superlocrie. Il blues è molto bello ma molto complesso soprattutto se lo fai nei numesosi stili non ultimo il blues jazz (grandioso)
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 01/09/2017 ore 09:41:30
Sostanzialmente un accordo di dominante ammette qualsiasi tensione tranne la VII maggiore.
Ormai ragiono sempre per tensioni ammissibili dall'accordo più che per scale. Quindi non faccio più caso a pentatoniche maggiori o minori. Su un accordo dominante sostanzialemte le note dell'accordo sono date dall'arpeggio di dom7, tutto il resto è tensione. La 3a minore più essere vista come #9 che in realtà non salta fuori dalle armonizzazioni delle scale da accordi dominanti ma che dà il "colore blues".
Non per niente Hendrix usava accordi di dom7#9. Lo stesso si può fare per la b9 e b13 (che saltano fuori armonizzando la minore armonica) che specie sul V di un blues rendono bene.
IMHO però sono arrivato alla conclusione di considerare tutte le note "estranee" all'accordo come delle tensioni e quindi trattandole singolarmente capendo da dove vengono fuori e che sonorità danno. Ogni tetriade ammette 8 tensioni tra diminuiti, aumentati, giusti, ecc... e le permutazioni sono moltissime, che noi per sintetizzare mettiamo insieme e chiamiamo scale. Ma in realtà ciò che conta è una singola nota suonata in relazione all'accordo sottostante.
Come in questo caso IIIm vs IIIM o #9 vs IIIM o meglio ancora entrambe, perché si possono anche suonare entrambe in una frase, specialmente con a #9 come avvicinamento cromatico alla IIIM.
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 01/09/2017 ore 16:14:39
+1!
Rispondi
di briant [user #9800] - commento del 01/09/2017 ore 16:00:23
Se fosse solo un misto della maggiore e minore sarebbe niente. Abbiamo la pentatonica dominante, la diminuita la be bop , i cromatismi e altre cose.. è infinito il blues
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