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Midas MR18 a portata di tablet
Midas MR18 a portata di tablet
di [user #116] - pubblicato il

Immaginare 18 ingressi, sei aux ed effetti in meno di quattro chili fino a qualche anno fa era utopia. Con l’avvento del digitale tutto è cambiato e l’MR18 alza ulteriormente l’asticella aggiungendo alla comodità del digitale un formato ultracompatto. Lo abbiamo messo alla prova per Onstage in diverse situazioni live.
L’MR18 è la rivisitazione in chiave Midas del XR18 marchiato Behringer, del quale riprendere le forme le basi tecniche, ma risultando un prodotto di qualità superiore e non solo dal prezzo più elevato (anche se non di molto). Si tratta di un mixer digitale compatto, controllabile tramite Ipad o tablet con Android, oppure da PC/Mac sempre tramite un’applicazione dedicata. 

È dotato di 16 ingressi combo Jack/XLR e un ingresso stereo (channel 17 e 18) con sei mandate monitor oltre alle uscite bilanciate per L R che si trovano nella parte inferiore, accanto all’uscita cuffie con volume dedicato, controllabile tramite potenziometro. 

Midas MR18 a portata di tablet

L’MR18 è dotato di un acces point tri-mode wifi interno che permette di connettere il device per il controllo della macchina. Nel caso si renda necessario, però, tramite la porta ethernet posta in alto a sinistra si può collegare un modem esterno oppure direttamente un computer. 

Accanto troviamo le connessioni MIDI, in e out, seguite dalla porta USB. Questa permette la registrazione multritraccia di 18x18 tracce una vera comodità tanto in sala prova quanto sul palco. Chiude la porta Ultranet. Questa permette di connettere i sistemi di personal monitoring P16 oppure di connettersi ai sistemi audio con ingresso CAT5 compatibili come gli IQ Turbosound, per un cablaggio interamente digitale. 

All’interno del piccolo chassis troviamo 16 preamplificatori MIDAS PRO, tra i più blasonati in ambito audio. I gain di ogni singolo canale possono essere anche controllati tramite la funzione di auto-mixing Dungan Style, che permette di evitare gli spiacevoli effetti di comb filtering o feedback quando si hanno più microfoni vicini e attivi contemporaneamente, come nel caso di una conferenza. Questo sistema basato sull’algoritmo di auto mixing Dan Dugan permette senza applicare noise gate di controllare in automatico i guadagni di tutti e sedici gli input microfonici in tempo reale, alzando quelli in cui realmente utilizzati e abbassando gli altri, la platea ne trarrà sicuro giovamento. 

Il circuito interno ospita ben quattro effect engines stereo presi direttamente dall’M32, ovvero quattro processori in grado di controllare simulazioni di macchine leggendarie come il Lexicon 480L and PCM70, o l’EMT250 e il Quantec QRS. Sempre senza l’aggiunta di nessun tipo di hardware esterno su tutte le uscite si può controllare comodamente un eq a 31 band, indispensabile per un mix davvero professionale. Tra gli effetti disponibili nei quattro DSP non mancano anche compressori, enhancer ed exiter che possono essere assegnati a due canali ognuno. 

Midas MR18 a portata di tablet

La channel strip è comunque completa di tutto l’occorrente. Per ogni input troviamo infatti gate, equalizzatore grafico, compressore e mandate sia AUX che effetti. Ogni canale può essere controllato in ogni dettaglio tanto dall’app su computer quanto da tablet, sempre in maniera molto intuitiva. 

Parliamo giusto un po’ della APP. Questa è davvero user friendly, soprattutto nella versione per tablet (noi abbiamo utilizzato quella per IPAD). Ovviamente sullo schermo di un computer possono essere ospitati molti più dati in contemporanea, ma non si sente la mancanza di nulla nel colpo d’occhio sulla applicazione. Si naviga fluidi attraverso i menu e si riesce con facilità a gestire anche le situazioni più critiche e i problemi in cui si può incorrere durante un mix. 

Midas MR18 a portata di tablet

Ci siamo portati in diverse situazioni live l’MR18. Lo abbiamo utilizzato come main mixer per conferenze, concerti di band rock e quintetti jazz per mettere alla prova al meglio possibile i 16 canali a disposizione. 

C’è da dire per prima cosa che è risultato davvero silenziosissimo. Anche con 16 canali aperti e gain abbastanza alti il rapporto segnale rumore (ovviamente in situazioni con cablaggi e attrezzature di qualità) è risultato sempre ottimale. Nonostante l’utilizzo anche in locali con impianti elettrici non esclusivamente dedicati al palco e quindi sporcati da neon, frigoriferi e quanto di peggio si possa trovare quando ci si muove nel mendo della musica suonata, l’MR18 non ha dato segni di cedimento. 

Anche il collegamento WIFI, che spesso in questo tipo di macchine ha qualche problema, è risultato affidabile. Solo con un posizionamento troppo nascosto rispetto al punto dove ci eravamo piazzati per mixare la serata a locale affollato è stato messo leggermente in difficoltà, ma è bastato un rialzo di una 30ina di centimetri per risolvere il tutto e portare a casa la serata egregiamente. 

L’utilizzo anche di 16 canali contemporaneamente con 5 monitor non ha messo in difficoltà i device che abbiamo usato per controllare il Midas. Nonostante stessimo usando un IPAD2 con tante lune sulle spalle non abbiamo notato nessun ritardo nei controlli o nella grafica. Anche la pagina dei VU meter lavora egregiamente. 

La qualità dei pre non si discute. Permettono di lavorare anche a guadagni sostenuti scaldando il suono. Spesso nei sistemi digitali quando si sale molto con il guadagno si riscontrano dei limiti dovuti spesso anche alla conversione AD/DA, ma il Midas fa il suo dovere anche con microfoni di alto livello come il Neumann KMS 105 che abbiamo usato spesso sulla voce. 



Il Midas MR18 è un mixer digitale fatto e finito che ad un prezzo di molto inferiore ai 1000 euro mette a disposizione tutto quello che si ha bisogno per mixare un concerto in maniera completa. Gli effetti sono di qualità, le simulazioni rispecchiano molto le macchine originali e anche utilizzando al massimo delle sue capacità non si fatica a gestire la serata senza patemi d’animo. È un macchinario con cui bisogna prendere dimestichezza, soprattutto bisogna diventare abili nel gestire i fader disegnati sul touch screen dell’IPAD o muoverli con il mouse sul computer. Questo sulle prime può mettere in difficoltà nei live dove bisogna essere sempre reattivi e pronti ad ogni evenienza. Superato l’impatto dell’assenza di manopole e fader fisici, però, ci si ritrova in mano un mixer che suona come si deve ma che pesa meno di 4kg, completo di tutto. Se pensate a quante unità rack bisognerebbe portarsi dietro per avere le stesse potenzialità, il gioco è fatto. 

Midas è un marchio distribuito da Prase
Link utili
Visita il sito di Prase
Altre informazioni sul MIDAS MR18
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Commenti
di Gasto [user #47138] - commento del 01/09/2017 ore 15:06:08
Credo che ai giorni d’oggi, al di là delle qualità intrinseche di prodotti come questo, conti moltissimo l’aggiornamento delle app.

Se anni fa compravo un mixer spendevo 1000€ e funzionava senza problemi per 20 anni.

Oggigiorno si rischia invece di spendere 1000€ per un mixer bello, rincorrere gli ultimi modelli di Ipad per inseguire gli aggiornamenti delle App, fino a quando il prodotto viene discontinuato (magari solo per questioni di marketing), il cui software/app non verrà quindi più aggiornato e finchè non lavorerà più con processori nuovi.

La velocità con cui viaggiano queste tecnologie è talvolta preoccupante, è spesso il vantaggio è più per i produttore che per gli utilizzatori.
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di qualunquemente1967 [user #39296] - commento del 02/09/2017 ore 03:29:26
Sono perfettamente d'accordo con te ... la vera tragedia oggigiorno e' la velocita' con cui aggiornano app e sistemi operativi quindi ok mixer piccolo leggero e favoloso poterlo gestire con un tablet .. ma il buon vecchio mixer all in one alla vecchia maniera rimane imbattibile proprio perche' ci mettiamo al riparo da aggiornamenti softwere. Ciao
Rispondi
di Birikino [user #47223] - commento del 02/09/2017 ore 11:45:37
Da user Behringer X18 mi sento di dire che questi mixer possono far fare un salto di qualità alle piccole band che devono farsi autonomamente i check, ma richiedono uno studio pesante di tutte le caratteristiche.
Con un mixer analogico economico ( parlo della fascia 500/700 euro ) tutto è più immediato, anche perchè rispetto al MIDAS o Behringer c'è molto meno da smanettare. Impostare GATE / EQ / Compressore parametrico sui singoli canali non è affatto semplice e gli ulteriori 4 effetti, senza dubbio di indiscutibile qualità, richiedono anch'essi una impostazione che senza preset di riferimento diventa difficile per un non esperto. Si rischia di utilizzare il 10% delle possibilità. Guardiamo solo a quante impostazioni abbiamo in un riverbero e così ci rendiamo conto che per il componente della band che lo sta impostando, quindi il chitarrista o il bassista perchè qui, nella "bassa"dei piccoli concertini nelle birrerie, i tecnici del suono non si possono pagare se non con 1 birra :-) , trovarsi meno controlli su cui agire sarebbe stato molto meglio.

Il mercato di questi mixer abbraccia anche i meno esperti ( come me ) che, lontani dall'essere tecnici del suono, si trovano di fronte a troppi parametri che richiedono quella base di conoscenza audio... che purtroppo non c'è.
Poi ci si ingegna, si studia, si sbatte il naso e la quadra torna... ma ragazzi...all'inizio è dura!



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di ADayDrive [user #12502] - commento del 04/09/2017 ore 13:27:14
Ero scettico anch'io all'inizio, e all'inizio è stata dura pure per me, ma i vantaggi rispetto al mixer all-in-one sono giganteschi. Per prendere un diciotto canali con sei aux ci servono il triplo dei soldi, un furgone (per quanto compatta rimane una consolle da almeno trenta chili e da almeno un metro) e per mettere il mixer davanti al palco serve pure la ciabatta con le prolunghe dei cannon, che in contesti ruspanti rischia di essere pestata cinquanta volte a sera. Adesso usciamo con uno scatolotto da due chili e un portatile da cinquecento euro e il fonico si piazza dove vuole all'interno della sala.
E se proprio non si può fare a meno dei fader basta prendere un controller usb.
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di stefand [user #47238] - commento del 05/09/2017 ore 21:49:22
salve ero intenzionato ad acquistare il midas mr18 pero volevo chiedere qualcuno sa se dalla usb e possibile anche ascoltare brani mp3 , allinterno a generatori di rumore rosa ho quantaltro x prove di impianto grazie mille
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di bzeus [user #46439] - commento del 13/09/2017 ore 10:41:00
io penso che la cosa più importante che possa servire ad una band oggi sia la possibilità di registrare le scene, in modo da avere sempre lo stesso suono e gli stessi volumi ovunque si vada. magari con qualche ritocchino da fare durante il soundcheck.
con questi strumenti la vita dello strumentista e della band si semplificano parecchio.
e tornando al discorso aggiornamento app, che io sappia questi apparecchi (almeno il soundcraft lo è) sono accessibili anche via browser (come un qualunque sito internet) quindi utilizzabili a vita, anche dopo la dismissione dell'app a livello di sistema operativo.
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