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Come il web ha cambiato il volto dei negozi
Come il web ha cambiato il volto dei negozi
advertorial | di [user #3672] - pubblicato il

Si teme che il web spazzi via i negozi fisici, ma esempi virtuosi dimostrano che punti vendita e distributori possono avere una marcia in più.
Ricordate quando siete andati ad acquistare il vostro primo strumento musicale oppure il vostro primo microfono per cantare? Un vero colpo di fulmine per tanti che, già con pochi accordi, hanno capito quale fosse lo strumento giusto per trasformare la propria passione in note. Ognuno avrà un ricordo diverso, ma sicuramente ambientato in un negozio di strumenti. Proprio di queste realtà, e della profonda evoluzione che li ha visti protagonisti negli ultimi anni, vorremo parlarvi oggi.

Più o meno grandi, generici o focalizzati su un particolare settore musicale, tutti questi ambienti hanno dovuto affrontare la rivoluzione imposta da internet e da un nuovo tipo di clientela abituata a una vita perennemente connessa, esattamente come tutte le attività commerciali. Secondo una recente indagine di CBRE, gli ormai famosi Millennials (la generazione nata tra il 1980 e il 2000), che rappresenta l’utente numericamente più importante nel panorama economico italiano attuale, tende a informarsi su quello che vuole acquistare attraverso blog e recensioni online, ma preferisce finalizzare l’acquisto di persona, per provare con mano il nuovo strumento. Non parliamo più quindi di un cliente che si affida completamente nelle mani del repartista, ma di un fruitore informato che desidera chiarire gli ultimi dettagli di quello che sta per comprare e che ha consapevolezza del suo valore di mercato. I negozi di strumenti musicali più attenti ai cambiamenti del loro settore si sono mossi integrando al proprio business in negozio un e-commerce, specchio digitale della competenza, della serietà e dell’affidabilità di quello fisico, dando vita al contempo a tutta una serie di iniziative a valore aggiunto per i propri clienti.

In questo senso un esempio da imitare è costituito dagli eventi formativi per il mondo professionale e consumer che hanno cominciato ad animare gli store di tutta Italia. I punti vendita lavorano a stretto contatto con i distributori dei maggiori marchi quanto con i migliori artigiani per mettere sul piatto un valore aggiunto che nessun sistema di vendita online può offrire. Prase Media Technologies - distributore del marchio Shure - è tra gli operatori del settore più attivi in questo impegno di valorizzazione del ruolo del commercio sul territorio. I Training Tour organizzati da Prase per il progetto Learning Tools in collaborazione con i migliori negozi di tutta Italia sono corsi gratuiti - rivolti a tecnici e musicisti - sulla scelta dei microfoni più adatti alle esigenze di ognuno e sulle tecniche d'uso degli stessi. Una serie di appuntamenti che attraversa continuamente il Paese da Nord a Sud da alcuni anni e continua a programmare nuove date.

Ecco dunque che dopo un primo momento di difficoltà si prospettano interessanti opportunità per gli operatori tradizionali che colgono l'importanza di rimodulare la propria offerta, evitando di confrontarsi con la concorrenza online sul piano del prezzo e concentrandosi sulla creazione di valore aggiunto basato sulla consulenza e sui servizi post vendita, l'altro extra altrettanto importante. A questo proposito va segnalato che Shure offre per tutti i propri prodotti una garanzia nazionale estesa a 5 anni contro i 2 prescritti dalla legge. Comprare sul territorio significa interfacciarsi con un professionista in grado di indirizzare verso il miglior acquisto e poter contare su un'assistenza tecnica locale post-vendita, con tempi più rapidi e riparazioni più semplici da gestire anche dal punto di vista logistico, a vantaggio dell'utente finale.

Come il web ha cambiato il volto dei negozi

La Rete è un momento di passaggio di importanza determinante nella storia dell'umanità, alla pari della scoperta del fuoco e dell'industrializzazione. Nell'ultimo ventennio ha rivoluzionato le interazioni tra le persone, la formazione della cultura, i modelli di lavoro e le attività commerciali, ponendo ostacoli insormontabili per alcuni, ma offrendo importanti opportunità a chi ne comprenda le logiche, modulando le proprie esperienze e convinzioni per sfruttarne al meglio le potenzialità.
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Link utili
Chi sono i Millennials
La nuova generazione preferisce i negozi
Sito CBRE
Prase Media Technologies
Sito Shure
Prase Learning Tools
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Commenti
di swing [user #1906] - commento del 25/10/2017 ore 10:05:25
Confermo, dopo diversi anni in cui mi sono dato alla sola ricerca sul web tra nuovo ed usato, sono tornato la settimana scorsa al famosissimo negozio del trevigiano dove eravamo abituati a rifornirci quando ancora i negozi online non esistevano. Sono rimasto piacevolmente colpito dal trovare la stessa (o forse ancor di più) competenza nei vari reparti, personale gentile e a disposizione, essendo un grande negozio riesce anche a mantenere la concorrenza sui prezzi. Inoltre continua ad essere fornitissimo su qualsiasi prodotto, e si può quindi toccare con mano la merce, ascoltarla ed ottenere consigli preziosi. Ho individuato proprio la le prossime casse da impianto che acquisterò, le ordinerò online perché non abito vicinissimo, ma le ordinerò da loro.
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di RedRaven [user #20706] - commento del 25/10/2017 ore 11:10:48
Io purtroppo ho avuto nel contatto diretto con i negozianti più situazioni spiacevoli che positive. Si va dal venditore che non permette di provare una chitarra col plettro, per non segnare il battipenna, a quello che a mezz'ora dalla chiusura si rifiuta di farmi provare un ampli da oltre 1000 euro perché .. sta chiudendo. Poi ho trovato negozi con personale gentile e disponibile, ma anche scarsa competenza. Un negozio che vende vari strumenti, ma principalmente chitarre in cui il responsabile dichiara "non so, non sono chitarrista", o più diffusamente scarsa preparazione su modelli, caratteristiche, etc. Ok, quando mi interessa qualcosa entro preparato, ma lui lo fa di mestiere. Insomma, spesso compro usato, con prova diretta, spesso compro nuovo, in negozio, se il prezzo è ragionevole, ma la parte di supporto, expertise e affabilità del venditore proprio non la percepisco nel 90% dei casi. Mai fatti acquisti grossi online, piuttosto aspetto di trovare vicino l'oggetto, o mi faccio qualche Km, ma già ho difficoltà a capire in qualche minuto cosa stia provando con esattezza (suona bene, ma è l'ampli o la chitarra?) figuriamoci su youtube, che va bene per stuzzicare la GAS ma poi può essere parecchio fuorviante.
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di Claes [user #29011] - commento del 25/10/2017 ore 12:42:21
Io voto per il partito "provare con mano"... ma non è detto che questo sia sempre possibile! L'unica chitarra non vista che ho deriva da un articolo di Guitar Player (o simile) che annunciava "c'è ora una versione Midi della chitarra di Jennifer Batten"! Sono andato nel solito negozio per provarla.. nisba!. Dopo una telefonata del negozio alla Washburn mi si dice che non si produce... solo Jennifer ne ha una! La puoi ordinare se vuoi. Beh... OK. Arriva 9 mesi dopo - quasi fosse una bambina appena partorita e mi ero quasi dimenticato di averne ordinata una. Quelli del negozio erano in estasi da olimpiadi e medaglia quando mi hanno chiamato per annunciare. Senza il loro appoggio incondizionato sarebbe stato impossibile!
In rete mi comprerei un microfono, corde, piccoli accessori di ricambio tipo pick-up, macchinette... Stare in contatto col negozio - gran vantaggio!
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di teppaz [user #39756] - commento del 25/10/2017 ore 13:48:14
Molti ragazzi giovani vanno a provare gli strumenti in negozio, poi li ordinano online dove spendono meno.
Sfruttano gratis la consulenza e la professionalità dei (alcuni...) negozianti e poi risparmiano.
Per strumenti di fascia media non si corrono grandi rischi, per gli ampli non ce n'è in sostanza.
Certo che una chitarra da 2.000 euro in su non credo si comperi online ma ormai le nuove generazioni faranno sempre a meno dl negozio fisico.
Del resto ormai io le corde le compro online, spendo meno e mi vengono consegnate in ufficio il giorno dopo l'ordine senza spese di spedizione...
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di RedRaven [user #20706] - commento del 26/10/2017 ore 10:40:01
Io ho comprato in negozio strumenti anche di un certo valore, usati. A parte che li ho trovati li e non altrove, mi illudo che ci sia un minimo di filtro su quello che il negozio si prende da vendere, perchè tra privati mi è capitato di tutto, sia in positivo che no, un vero e proprio zoo.
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di chikensteven [user #45729] - commento del 25/10/2017 ore 16:15:35
non tutto ma qualcosa devo prenderla per forza online, tipo le corde, perche ho un allergia ad un materiale ben noto, e quelle che mi servono in negozio, no anzi pardon, nei negozi limitrofi non le trovo, giustamente molti negozianti mi fanno presente che non possono tenere una parete intera solo per le corde. questo discorso lo si può estendere anche ad altri oggetti. comunque nella città in cui vivo, l'unico negozio di strumenti musicali, sparì nel lontano 1996, quando ancora in Italia non si comprava online, ovviamente la gente negli ultimi periodi prima della chiusura andava a rifornirsi nella grande provincia, dove trovava + scelta e non solo, non è solo una triste realtà odierna, ma i pesci + grandi si mangiavano anche i pesci + piccoli anche prima. infatti il negoziante che chiudeva la baracca, ce lo siamo ritrovato come commesso nel negozio + grosso della mia provincia.
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di fraz666 [user #43257] - commento del 25/10/2017 ore 16:47:34
Articolo molto interessante ma un po' ottimistico: i negozi sono in grossa difficoltà ed è vero che come già detto nell'articolo c'è chi riesce ad adeguarsi e rimanere a galla, gli altri però affondano.
Io compro molto online ma anche in negozio SE trovo quello che cerco e ad un prezzo consono.
Per non parlare della botta clamorosa che ha dato Mercatinomusicale et similia al mercato dell'usato...
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di Lucifer [user #46960] - commento del 25/10/2017 ore 17:47:02
I negozi fisici ormai (dispiace dirlo da ex-negoziante) servono solo per far provare gli strumenti ai pischelli che poi li comprano online. Tutto il resto sono solo tasse e balzelli da pagare allo stato!!!
AMEN.
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di ADayDrive [user #12502] - commento del 26/10/2017 ore 14:19:25
Modello che si è esteso ad ogni settore merceologico, forse solamente le concessionarie di auto resistono. Ed infatti i negozi, ad esempio di abbigliamento, sono diventati tutti monomarca e di proprietà dei produttori stessi (tipo H&M, Zara, Etc...), tanto per loro vendere on-line o nel negozio fisico è la stessa cosa. E poi magari sono società con sede all'estero, pagano le tasse in Liechtenstein e possono permettersi di pagare i dipendenti 5 euro all'ora con contratti rinnovabili ogni 15 giorni.
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di Benedetto [user #41804] - commento del 25/10/2017 ore 18:03:
Io vado in negozio a provare gli strumenti e ogni tanto compro un plettro, due corde, un cavo, una banana.
Le chitarre ormai le trovi dappertutto...online si risparmia parecchio e sei più tutelato dalle fregature per assurdo più se compri online che se acquisti dal negozio fisico!
Rispondi
di ADayDrive [user #12502] - commento del 26/10/2017 ore 14:25:26
Infatti, secondo me, il futuro dei negozi fisici è diventare show-case permanenti di proprietà delle aziende produttrici, per cui è ininfluente che la gente compri lì od on-line.
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di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 25/10/2017 ore 19:46:05
Io sono di Aosta. C'è solo un negozio che vive grazie a prodotti di fascia basse e/o spartiti e metodi musicali vari. Io ci compro le corde giusto per contribuire a tenerlo acceso. Se voglio qualcosa di serio devo uscire dalla Valle. Per questo motivo uso internet a manetta e non sono un giovincello, ho 56 anni. Tralasciando incompetenze e furberie di certi negozianti devo fare un primo distinguo. Se compro una chitarra da 1500/2000 euro in negozio e, dopo una settimana, non mi piace me la tengo sul groppone o mi viene (s)valutata come usato. Se invece la compro dal tomino Tedesco (capisciammè) online gliela restituisco senza spese e mi ridanno i soldi senza battere ciglio. Per quanto riguarda le prove degli oggetti io ho comprato molte cose online senza sbagliarmi. Bastano un po' di demo ben fatte e, usando una buona dose di cervello, una idea ce la si fa. Tanto anche in 1/2 ora in negozio una chitarra la si capisce solo superficialmente. Tra corde vecchie e setup malfatti si sentono solo grosse differenze che le capisce anche il mio gatto vedendo i video su youtube. Volete forse farmi credere che non si sente la differenza tra la mia PRS C24 SE e una Core guardando dei video? Il gap timbrico, e non solo, è imbarazzante. Il resto sono sfumature da viziatelli.
Non parliamo poi se cerchi minuterie hardware o ricambi per ampli...non ce n'è: vince il web.
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di zabu [user #2321] - commento del 25/10/2017 ore 23:03:00
Hai ragione, la politica di restituzione dei negozi online anche secondo me è vincente e risparmia un sacco di possibili seccature. Ormai da anni compro online, spesso e volentieri anche usato su eBay per cifre anche importanti: con le dovute cautele non sono mai incappato in strumenti che non mi abbiano soddisfatto. Un paio di anni fa ho fatto una eccezione con un basso nuovo preso in negozio ed è stata un'esperienza pessima. Infatti all'evidenziarsi di alcuni problemi nei giorni immediatamente successivi all'acquisto (risolti poi con una bella rettifica dei tasti) il negoziante si è limitato ad insistere che più o meno ero io ad essere troppo esigente...
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di RedRaven [user #20706] - commento del 26/10/2017 ore 10:37:00
Il diritto di recesso per acquisti online non è una "politica" ma un preciso diritto sancito da leggi europee. Non è un favore, ma un obbligo, ed il fatto che per certi oggetti sia particolarmente vantaggioso è qualcosa che in questo campo è particolarmente evidente. I negozi fisici dovrebbero compensare con migliore assistenza diretta, ma non succede praticamente mai. Mi è capitato di dover fare interventi su strumenti o amplificatori, e mi sarei aspettato che negozi importanti di Milano avessero una convenzione con liutai o riparatori, o almeno avessero come dire un canale di fiducia. Così non è, e pensare che basterebbe relativamente poco per creare sinergie.
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di zabu [user #2321] - commento del 26/10/2017 ore 14:35:01
Hai centrato il punto. Magari sono disponibile anche a pagare qualcosa in più per acquistare in un negozio fisico, ma mi devi dare un'assistenza seria e devi essere in grado (e anche avere la volontà) di risolvere eventuale problemi per il cliente. Altrimenti compro online, risparmio e al limite se non sono soddisfatto rimando indietro lo strumento.
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di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 26/10/2017 ore 16:33:44
Daccordissimo su tutto. Online si tende a risparmiare, anche perché si tratta di magazzino merci più che di negozi, spesso gestiti da un piccolo personale che deve solo fare il pacco e spedire. Il fatto poi che molti diano un diritto di recesso molto ampio è un ulteriore punto a favore. Spesso si hanno sconti su acquisti multipli, spedizioni azzerate, senza contare che ti arriva tutto a casa e così risparmi benzina, parcheggio, schiena rotta (nel caso di roba pesante). Trovo anche che i video spesso dicano molto se fatti bene. Devono essere registrati dignitosamente, fare confronti, utilizzare diverse attrezzature e devono sentirsi da soli e in un mix. È vero che sono registrati con attrezzature da urlo che non tutti hanno, ma se dovessi far vedere una Ferrari andrei in pista oltre i 200km orari con un pilota o farei il traffico di Roma periferia a 20km all'ora con le buche e ciò che ne segue?
Trovo che nella maggior parte dei casi il negozio fisico stia sparendo. Forse resistono da una parte i mega store e dall'altra i piccoli negozi boutique. Nel mezzo c'è il deserto.
I megastore offrono un catalogo ampio, possibilità di ordine, confronti, ma spesso trovo poca competenza, almeno in alcuni membri dello staff, poca disponibilità, forse perché sono più i bimbi minchia che ti fanno perdere tempo che altro, ma anche molto di frequente difetti che me le fanno girare.
Un noto negozio a Roma, e non faccio nomi, spesso ha chitarre con problemi elettrici, ampli con pot rotti, pedali guasti o usati e spacciati per nuovi o anche nuovi ma senza alimentatore. Sono cose che ho trovato più volte, quindi non sono casualità. Da questo punto di vista preferisco lasciare il dozzinale online e andare di persona al negozio boutique. Qui trovi gente seria ed esperta, poca scelta e con prezzi pesantini, ma vere chicche difficilmente reperibili online.
Sono un pó come la piccola bottega col formaggio buono rispetto l'ipermercato strafornito, ma li ritengo gli unici ancora meritevoli dei miei soldi :D
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di phunkabbestia [user #42918] - commento del 26/10/2017 ore 17:19:51
compro al negozio solo se sono costretto da emergenze, il servizio in media fa schifo, parlare di valore aggiunto, servizi post vendita è un'eresia... capiamoci, questi non sono capaci nemmeno di comprare e rivendere, altri che servizi aggiunti. I migliori negozi, sono tra quelli che vendono bene anche on-line, perchè altrimenti non ce la farebbero nemmeno a stare sul web. Ho comprato on-line anche strumenti molto costosi senza il minimo problema, una volta un noto negozio di chitarre di napoli mi ha permesso di pagare in contrassegno una chitarra da 3k... non c'è storia, la differenza è tutta in chi compra al giorno d'oggi...
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di Timmy [user #8779] - commento del 26/10/2017 ore 17:33:19
Purtroppo ritengo che la netta distinzione tra negozio fisico e webstore sia di difficile attuazione, almeno a mio parere. Nella mia città ho avuto a che fare con negozianti che mi hanno chiesto se potessi permettermi il costo richiesto per un pedale, a negozianti che di fronte ad un ordine di 5.000€ tra ampli e guitar, dopo 3 mesi non avevano ancora evaso l'ordine (cosa scoperta da me tramite uno scambio di e-mail con il distributore). Invece ho comprato due guitars on-line da un privato gentilissimo e gli strumenti erano perfetti se escludiamo qualche piccolo segno che è normale vedere su strumenti usati. Secondo la mia opinione il negozio fisico muore nel momento in cui tratta il cliente come uno stupido che non sa di cosa parla e che ti vede solo come una vacca da mungere. Non tutti i responsabili delle vendite sanno trattare con il pubblico ed è questo, oltre a rincari eccessivi, che ne stanno decretando la fine. Io preferisco spendere 1600 euro per uno strumento che posso toccare e non acquistarlo a scatola chiusa. Ma se ti chiedo una ESP Japan e tu mi dici che una LTD che hai in pronta consegna è meglio, penso che stia offendendo la mia intelligenza. Quindi non ci torno più in quel negozio. 😊
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di umanile [user #42324] - commento del 27/10/2017 ore 07:49:46
Boh io una chitarra, anche da due spicci, non la comprerei mai online senza averla mai provata.
Ogni chitarra ha una, seppur minima, sua sfumatura, per comprare quella giusta per se stessi bisogna tenerla in braccio.
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 27/10/2017 ore 09:45:07
Certo se parliamo di pedali, ampli, e tutto ciò che è composto di elettronica analogica o digitale, una volta provati si possono acquistare al miglior prezzo, tendenzialmente online, anche perché non ci dovrebbero essere differenze sostanziali, visto che i prodotti dovrebbero corrispondere in tutto (se no c'è qualche magagna...).
Per chitarre/bassi la cosa cambia, visto che non sono identici tra loro, anche fossero della stessa serie, quindi preferisco provarli e prenderli in negozio classico.
In passato presi due chitarre online, ma lo feci perché una era introvabile e ad un prezzo ridicolo, l'altra ad un prezzo basso. Suonavano benissimo ma strano caso le ho vendute e tengo con me solo le chitarre prese in negozio.
Per curiosità, lo strafamoso negozio germanico con la T, dove ho preso tante cose, offre il recesso a 30 gg, ma rimborsano o fanno un buono? Che magari proverei volentieri la loadbox rivera e se non mi convince più della mia koch gliela rimando? Fatemi sapere, grassie! ;)
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di SysOper [user #10963] - commento del 27/10/2017 ore 18:46:38
All'atto del recesso si può scegliere tra rimborso, sostituzione e mantenimento della somma sul proprio "conto cliente".
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 27/10/2017 ore 14:34:26
C'è un fattore aggiuntivo in tutto questo. L'impossibilità di un negozio di avere in stock ogni singolo modello di Fuzz in esistenza. Tanto vale comprarlo online se neanche hanno un distributore in Italia.
Prezzi: quant'è il livello generale del risparmio?
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