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Shure KSM 353/ED, il ribbon mic di classe
Shure KSM 353/ED, il ribbon mic di classe
di [user #45705] - pubblicato il

Dopo la recente riscoperta dei microfoni a nastro in fase di registrazione, anche Shure, storico marchio americano, ha voluto dire la sua con due modelli di nuova progettazione. Oggi abbiamo la possibilità di provare il modello di punta, il KSM353/ED.
I ribbon mic attualmente nel catalogo Shure sono il KSM 313/NE, riconoscibile dalla colorazione nera con griglia rossa, bidirezionale (figura a 8) come la maggior parte dei microfoni a nastro, ma con risposta in frequenza differente su ognuno dei 2 lati, e il KSM 353/ED, più sobrio dal colore alluminio, con risposta identica su entrambi i lati della capsula. Entrambi i microfoni di Shure si avvalgono di un nastro in Roswellite, un materiale estremamente resistente e leggero, che garantisce ad entrambi i microfoni una resistenza alla pressione sonora fino a 146dB! Avete mai usato un ribbon davanti alla cassa?

Apriamo la scatola!

Il KSM 353/ED arriva in un'elegante valigetta cromata con logo Shure nero, al suo interno troviamo oltre al manuale e al microfono, avvolto in una custodia morbida dedicata, lo shock mount elastico per il montaggio sull'asta. Lasciatemi spendere due parole su questo accessorio: quello proposto da Shure con il KSM 353/ED è un vero capolavoro: molto pratico da montare, funzionale, indistruttibile grazie ai materiali utilizzati (dei cavi d'acciaio al posto dei classici elastici) e dall'aspetto davvero intrigante. Questo microfono montato con il suo supporto non passerà di certo inosservato in studio!
Stiamo parlando di un microfono che come street price supera i € 2.000,00, ma qui Shure non ha lesinato sui materiali utilizzati, come altri costruttori, e si vede!
Il microfono è molto sobrio ma elegante e da l'idea di un'estrema robustezza. Non ha dimensioni particolarmente elevate ed è quindi abbastanza comodo posizionarlo in qualsiasi situazione. A questo punto non ci rimane che provarlo!

Shure KSM 353/ED, il ribbon mic di classe

Come suona il KSM 353/ED

Abbiamo provato il KSM 353/ED su diverse sorgenti e con diversi preamplificatori. Di norma i microfoni a nastro non hanno un elevato volume di uscita, tanto che esistono dei preamplificatori dedicati, con alto guadagno ed impedenza adeguata. Questa regola però non vale per il ribbon mic di Shure che ha un volume di uscita paragonabile a quello di un classico SM58, e quindi è possibile utilizzare un qualsiasi preamplificatore.
Abbiamo fatta la prima prova con un pre NEVE 1073, microfonando una chitarra acustica Martin D18 Vintage, posizionando il microfono ad una distanza di circa 20cm dal 12 tasto, rivolto verso la buca. Riascoltare la registrazione è stata una sorpresa: abbiamo sentito le classiche caratteristiche di un microfono a nastro (estrema naturalezze, alte frequenze leggermente attenuate) ma con un calore e un colore che ci si può aspettare da un microfono vintage di razza, suono molto tridimensionale, basse frequenze sempre a fuoco senza nessuna risonanza e alte frequenze setose e delicate. Ottima la risposta anche all'equalizzazione, si può intervenire senza perdere il colore tipico del microfono.
Anche sulle voci è favoloso, KSM 353/ED regala una profondità e un calore che lo faranno diventare uno dei microfoni vocali preferiti dei fortunati possessori.
L'effetto di prossimità, classico dei microfoni direzionali, può essere sfruttato per rendere profonde anche le voci più asfittiche.
Per curiosità abbiamo provato ad amplificarlo con i pre on board di una RME Fireface 800 e il risultato non cambia, si riesce sempre a sentire il carattere e il colore del KSM 353/ED.
Abbiamo usato, come di norma, un Pop Filter anche se Shure assicura che il KSM 353/ED non teme danni provocati dalle plosive grazie alla sua elevata resistenza alla pressione sonora. Anche la Phantom Power non provoca nessun danno al KSM 353/EB, letale per la maggior parte dei microfoni a nastro, a patto di spegnerla nel momento della connessione e disconnessione del cavo XLR.

Tiriamo le somme

KSM 353/ED è un moderno microfono a nastro, dove Shure è riuscita ad eliminare i classici problemi legati a questa tecnologia, conservando le caratteristiche dei migliori trasduttori ribbon. Consigliato a chi cerca un suono caldo e in qualche modo vintage, per addolcire qualsiasi sorgente, regalando un colore e una morbidezza che riporta alla mente l'utilizzo di una classica catena di registrazione con valvole e nastro magnetico, sonorità molto ricercata e difficile da ottenere in quest'era digitale. Il prezzo non è per tutti ma si addice ad un suono di gran classe come quello di questo Shure KSM 353/ED.
Per conoscere tutte le caratteristiche di KSM 353/ED potete consultare la pagina ufficiale sul sito Shure cliccando qui.
 
ksm353/ed shure
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Commenti
di aleck [user #22654] - commento del 11/09/2017 ore 10:03:07
Bello. Da quando ho scoperto i microfoni a nastro il mio modo di vedere la registrazione dell'elettrica è cambiato. Questo sembra ulteriormente valido visto la ricerca e l'innovazione che ci sta dietro. Per quanto mi riguarda, ben venga il ritorno dei nastri! :-)
Rispondi
di Andy Cappellato [user #45705] - commento del 18/09/2017 ore 11:30:12
Ciao Aleck, concordo in pieno!
Rispondi
di nolo [user #45689] - commento del 12/09/2017 ore 19:35:27
purtroppo non per le mie tasche....amen
Rispondi
di Andy Cappellato [user #45705] - commento del 18/09/2017 ore 11:29:35
Ciao Nolo, si purtroppo non è per tutte le tasche... :,(
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di Claes [user #29011] - commento del 15/09/2017 ore 13:49:3
I mic a nastro sono speciali in molti modi - fragili e non da tour Rock! Hanno un sound tutto loro, bi-direzionale (figure of 8). Ce ne sono a phantom power per un livello di uscita maggiore dato che lo standard passivo ha un livello di uscita piuttosto basso. Allo studio Suono anni primi 70 avevamo un Shoeps che ci è risultato molto utile per diverse cose - overhead per batteria che rende i piatti molto più gradevoli del solito, ampli chitarra/basso se posizionato lontanuccio e vari strumenti acustici. La resa EQ lo rende caldo paragonando a U87 e una caterva di condensatori "duri".
Voce: bisogna stare attenti. Il nastro è molto sensibile e se quello targato Roswell è resistente, è un bel passo avanti :) Il nastro è più che OK per speak ma un cantante Rock è pericoloso! Non è un SM58 che resiste a qualsiasi tortura...
L'esatto posizionamento del microfono rispetto alla sorgente sonora non è facile considerando il fattore bi-direzionale. Riprende pure da dietro! In uno studio insonorizzato non è un problema - se sala "sonora" con riverbero incorporato è però un enorme vantaggio per un ampli combo. Il difficile sta nel trovare uno studio con una sala da musica Classica. O... si inventa un corridoio, un gabinetto. La pista sarà mono ma con sound 3D. A questo punto, comanda ampli e volume.
Il fader principale è la distanza tra microfono e ampli - il fader per l'effetto è la distanza dal dietro aperto dell'ampli alla parete riflettente, ma serve anche una risonanza dal resto della sala. Un effetto simile si può fare con due microfoni ma bisogna stare attenti alla fase del secondo microfono - il test è di ascoltare le 2 piste in mono.
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di Andy Cappellato [user #45705] - commento del 18/09/2017 ore 11:35:21
Ciao Claes, ottimi consigli!
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 18/09/2017 ore 15:27:46
Grazie! Ci terrai aggiornati sperando che Behringer ne fa una copia a prezzo stracciato :D
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 21/09/2017 ore 18:23:15
A chi interessa lo Stereo "vero" c'è quello che chiamo "microfono da telecamera". È il tipo di ripresa denominato Mid-Side (MS). Direzionale che però registra anche i lati. I soliti tipi sono condensatori a batteria 1.5V.
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