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La Duelsonic è un nuovo concetto di chitarra stereo
La Duelsonic è un nuovo concetto di chitarra stereo
di [user #116] - pubblicato il

La Duelsonic è una Jazzmaster con uscita stereo che non si limita a sdoppiare il segnale: l'elettronica si trasforma e sfoggia un terzo pickup dopo il ponte.
Le possibilità di un rig stereo fanno gola a molti. Poter inviare il segnale della propria chitarra a due amplificatori separati o poter dividere il segnale dei pickup magnetici da quello di un piezo per imitare una chitarra acustica dona al proprio sound una versatilità niente male. Schuyler Dean, però, si è inventato qualcosa di ancora diverso.

La Duelsonic è una chitarra elettrica su base Jazzmaster, all'apparenza identica al modello di riferimento, ma con dentro un'elettronica unica nel suo genere.
Provvista di un jack stereo, non è una comune chitarra mono con un'uscita stereo che porta il medesimo segnale su due tracce diverse, né usa la classica configurazione di pickup magnetici e piezo per l'amplificazione separata. La Duelsonic ha solo pickup magnetici e, quando è collegata a due amplificatori, manda nel primo il segnale del single coil al manico, e nel secondo quello al ponte, più quello di un curioso lipstick posizionato oltre il ponte.

La Duelsonic è un nuovo concetto di chitarra stereo

Quando è collegata a un solo amplificatore, la Duelsonic si comporta come una normale chitarra elettrica in stile Jazzmaster. Ha un body in ontano sagomato per ottimizzarne l'ergonomia con contour sul davanti e sul retro. Ha un manico in acero con un profilo sottile a D e ha una tastiera in palissandro sul classico diapason da 25,5 pollici. Schuyler Dean è prima di tutto un costruttore di pickup, e ha avvolto personalmente i due Gold Foil della Duelsonic, collegati a componenti CTS e Switchcraft e schermato accuratamente il tutto, con le canoniche manopole di volume e tono master oltre agli switch per azionare i pickup singolarmente.
Fin qui, la scheda tecnica è quella di una buona Jazz-style, ma le cose cominciano a farsi strane quando si nota la presenza di un terzo pickup, più piccolo, posizionato sotto la porzione di corda che va dal ponte al braccetto del vibrato. Questo ha il compito di amplificare le vibrazioni residue per restituire anche amplificati tutte le armoniche e quel leggerissimo "effetto riverbero" che si ottiene quando lo strumento vibra per simpatia insieme alle note, oltre a permettere qualche effetto speciale pizzicando gli spezzoni di corda alla base del ponte.

La Duelsonic è un nuovo concetto di chitarra stereo

La particolarità della Duelsonic, però, sta nella sua natura di chitarra stereofonica.
Incluso nella confezione, il chitarrista trova un cavo stereo da 4,5 metri e uno switch A/B. Quando viene collegato il jack stereo, la chitarra divide il segnale su due tracce, portando su una il pickup al manico e sull'altra quello al ponte e quello oltre il ponte insieme. Le manopole diventano controlli dedicati a questi ultimi due, mentre per regolare l'uscita del manico si agirà sui potenziometri a rotellina posizionati nella parte alta del body. L'attivazione dei pickup avverrà direttamente con lo switch A/B, per decidere dal pedale a quali dare voce, ognuno nella sua catena effetti o amplificatore dedicato.



Sul sito ufficiale è possibile vederla da più vicino e ascoltare altri esempi audio. Non ci risulta che Schuyler Dean sia distribuito in Italia, ma l'acquisto è possibile anche diretto alla fabbrica.
chitarre elettriche duelsonic schuyler dean
Link utili
Duelsonic sul sito Schuyler Dean
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Commenti
di tormaks [user #26740] - commento del 14/09/2017 ore 16:52:14
aldilà degli usi eventuali.....la cosa più utile è quel pickup sotto il ponte:ne sentivamo la mancanza
perché cosi poca fanTasia nel costruire chitarre nuove ?
tutti i prototipi veramente innovativi non prendono piede per i costi esagerati, possibile che nn ci sia davvero nulla di nuovo e fruibile?
effietti on board pad vari incollati sul corpo, materiali innovativi , ma tutto ad un prezzo che ti fa passare la curiosità.
Rispondi
di coldshot [user #15902] - commento del 14/09/2017 ore 17:37:56
Poi magari le fanno uscire e tutti a dire, ma che cazzata la chitarra deve essere una chitarra old school, che me ne faccio degli effetto on board, la voglio di legno non di fibra (per dire) e cose cosi.
Ogni tanto ci provano ma ne vendono tre di cui una la compra il progettista, mi sa che cambiamenti troppo radicali sono una rimessa, già c'è crisi.....
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 14/09/2017 ore 18:43:23
Veramente l'Ibanez Rgkp 6 (con il pad incluso) costa 340/360 euro nuova e quella a 30 tasti meno di 500; oppure la Steinberger Spirit (senza paletta e con manico in fibra di carbonio) ha prezzi simili. Concordo che ci siano anche prototipi costosi, ma non facciamo di tutta l'erba un fascio.
Comunque abbiamo poco da lamentarci in un paese (Italia) dove i rivenditori ufficiali BC Rich tengono le solite worlock e mockinbird dal 1980 ed è ignoto qualsiasi modello più recente. C'è poco da fare: se ai chitarristi interessa ingolfare le rastrelliere con Fender e Gibson e poco altro, i rivenditori (giustamente) quello propongono.
Ciao
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29] - commento del 14/09/2017 ore 21:08:45
Le Spirit non sono più prodotte da almeno un lustro e non hanno mai avuto il manico in carbonio.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 15/09/2017 ore 12:38:17
Hai ragione, volevo indicare la Synapse. Tuttavia la cosa non cambia: sono abbordabilissime, hanno il manico in grafite e la tastiera in resina fenolica, insomma si discostano dal classico.
Ciao
Rispondi
di Skywalker8 [user #40706] - commento del 14/09/2017 ore 17:36:48
La cosa (finalmente) notevole è che qualcuno si sia degnato anche solo di pensare ad un sistema per cambiare pick-up via pedale
Rispondi
di catoblepa [user #33960] - commento del 14/09/2017 ore 17:48:05
... appperò!

tutta questa 'nuovità' a > SOLO < 2.750 verdoni?
e bisogna anche 'pedalare' per cambiare pick-up?
della serie ... maipiùsenza?
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 14/09/2017 ore 18:28:35
L'unica idea carina recente mi è sembrata il pickup doppio single coil, uno per 6 corde uno unito (a formare una sorta di humbucker) a 2 corde (5a e 6a) con octaver, jack stereo e vai ad un ampli chitarra e a uno da basso. Stava si kickstarter, ora non ricordo il nome.
Bel progetto, però speravo in una versione single coil.
L'unico dubbio era sulla qualità dell'octaver.
Rispondi
di And96 [user #41601] - commento del 14/09/2017 ore 23:24:22
Era forse ALittleThunder (o qualcosa simile)?
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 15/09/2017 ore 11:33:26
Esatto! Buona idea, certo per band batteria-chitarra è l'ideale.
Sarei curioso di sentirla in mano a Viterbini 😁
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 14/09/2017 ore 18:45:56
In realtà progetti interessanti ce ne sono parecchi: di recente ricordo quello della chitarra pieghevole e quello della chitarra a cui applicavi il body che preferisci. Inoltre ricortdo un sistema di p.u. di rapido montaggio. Temo che il problema vero sia che se ogni volta che c'è una novità è sempre tutto sbagliato, le novità saranno sempre meno.
Ciao
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 14/09/2017 ore 23:03:24
Obiettivamente le chitarre stereo servono a poco (sorry Rickenbacker), e quel pickup in più potrebbe servire solo a fare i primi 10 secondi di The End dei Doors... mi dispiace di solito sono fuori dal coro e appoggio le innovazioni, ma questa...
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 15/09/2017 ore 09:37:40
Che sia invece possibile modificare una normale chitarra? Cioè out jack stereo, uso di pots push-pull e 2 h/b split coil. Cavo stereo dalla spina out da collegare al input di un splitter "volante" che separa segnali da mandare ad amplificatori.
Chitarra stereo, in generale: non la vedo per il dal vivo... Per registrare è l'opposto - manderà il fonico in visibilio!
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 15/09/2017 ore 18:48:58
Per la registrazione non l'avevo considerato... quello che vuoi fare tu si può fare molto facilmente.
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 15/09/2017 ore 11:34:5
La chitarra stereo... ma se l'ultimo pedale della catena splittasse a due ampli non si fa prima?
Certo mandare due pickup differenti è diverso, ma non ne vedo grande utilità 😞
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 16/09/2017 ore 00:14:56
Alla faccia dell'innovazione! l'uscita stereo in varie modalità l'han provata tantissimi negli anni 60, e non ha mai preso piede. Era e rimane una stranezza che piace a pochi, d'altronde di tutti quelli che dicono "figo", vediamo quanti vanno a prenderne una.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 16/09/2017 ore 09:24:07
Perdonami, ma questo è proprio il modo sbagliato di approcciare un prototipo: una cosa è valutarlo positivamente, ben altro è che la sua diffusione sia il metro della validità del prodotto. Tra i due c'è il mare e non solo per questione di gusti, ma anche di opportunità ed economiche. A me, ad esempio, piace molto l'idea della chitarra col pad integrato, ma al momento non la acquisterò perchè suono heavy metal vecchio stile e per gli Iron Maiden non saprei proprio cosa farmene, eppure ci sono musicisti che la usano con profitto. Inoltre un prototipo è spesso il primo passo verso un'evoluzione più significativa (se funziona) quindi va valutato anche nell'ottica di come può evolvere. Magari si terrà il 50 o il 20% del progetto per dar vita a qualcosa di più interessante.
Non vorrei essere frainteso, non sto dicendo che qui ci troviamo di fronte alla rivoluzione copernicana della sei corde o ad un must have, semplicemente che un'innovazione non si può valutare per il successo commerciale, soprattutto nel breve.
D'altra parte se la validità di una chitarra fosse data da quanti la possiedono al momento dell'uscita oggi non avremmo nè Les Paul nè la Telecaster.
Ciao
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 17/09/2017 ore 20:14:44
Scusa, ma non capisco. Da un lato non capisco perchè parli di prototipo: questa è in produzione, immagino su ordinazione, ma è un prodotto commerciale. Poi, l'idea di base in varie salse, è stata in giro per oltre 50 anni: stereo implementato con mezza bobina da una parte e mezza dall'altra, stereo con un pickup a sinistra e uno a destra, si è visto tutto. Ora il pickup pure dietro il ponte, bravi, fantastico, ma non la userà nessuno. Questa è la verità, che piaccia o meno, come tutte le stramberie più estreme, d'altra parte. I critici lo chiamano "conservatorismo", o forse tutto quello di cui abbiamo bisogno è una normalissima chitarra che suoni bene.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 18/09/2017 ore 09:16:44
Ciao, parlo di prototipo perchè, come confermi tu stesso, si tratta di una novità; certo siamo nell'ambito di un concetto già esplorato, ma in altri modi, quindi questa duelsonic è un primo esemplare (ergo prototipo). Aggiungo anche che non capisco la chiusura che dimostri: in primo luogo non mi pare affatto che la chitarra suoni male, in secondo luogo qual'è il paradigma di "una normalissima chitarra"? E' normalissima una chitarra a 22 o 24 tasti? Col ponte fisso o mobile ed eventualmente con quale tipo di tremolo? E' normalissima con i p.u. attivi o passivi e con quanti microfoni, posizionati dove, come accoppiabili? Ti faccio notare che tutte queste variabili sono frutto di stratificazione ed innovazione susseguitasi negli anni. Se avessero applicato il tuo teorema negli anni '40 saremmo ancora qui a suonare "the log" (il prototipo di Les Paul).
Il tutto solo per chiarire, senza nessuna animosità.
Ciao
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 18/09/2017 ore 11:18:27
prototipo: un oggetto che non verrà commercializzato così com'è ma deve passare attraverso re-ingegnerizzazioni e redesign per arrivare alla produzione. Non è il caso di questa chitarra, da quel che leggo, quindi il termine è errato. Ma poco importa. Tutte le innovazioni che citi hanno trovato un loro spazio più o meno di nicchia, dedicato a questo o quel genere. Insomma, hanno avuto successo. Il concetto di chitarra stereo no, ogni tanto salta fuori ma rimane una cosa che in sostanza non è davvero appetibile per nessuno, e non sono io a dirlo, ma i fatti e la storia di questo strumento. Non è chiusura, è constatazione della realtà.
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