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Victory dedica una monocanale di atipica versatilità a Richie Kotzen
Victory dedica una monocanale di atipica versatilità a Richie Kotzen
di [user #116] - pubblicato il

Un solo canale e un controllo di tono, ma la RK50 garantisce 50 watt di versatilità grazie a Speaker Damping, boost integrato e valvole intercambiabili.
Dopo Guthrie Govan, dopo Rob Chapman e dopo Rabea Massad, è il turno di Richie Kotzen entrare nei laboratori Victory per uscirne con una testata "a sua immagine e somiglianza".

La RK50 è il frutto dell'amicizia di lunga data tra Richie e Martin Kidd, chief designer presso Victory Amplification. È una monocanale interamente valvolare progettata per un approccio semplice e diretto, con pochi controlli sul pannello frontale ma con tutta la versatilità di una testata a più canali con un'equalizzazione completa.

All'interno della Richie Kotzen signature disegnata da Victory Amps si trovano tre valvole 12AX7 e due 6L6 a fare da finali, sostituibili anche con EL34 dopo la regolazione del bias con il trimmer apposito, lasciato a vista dietro lo chassis bianco e tutto in metallo.

Victory dedica una monocanale di atipica versatilità a Richie Kotzen

L'amplificatore ha un solo canale, con possibilità di boost anche via footswitch per una spinta extra negli assolo. I produttori garantiscono una dose abbondante di gain a disposizione, per una versatilità elevata a fronte di un pannello quanto mai essenziale.
Oltre alle manopole di Gain e Master per i livelli, compare infatti solo un controllo di tono a fare da equalizzatore. La scelta è voluta per ridurre al minimo la quantità di componenti sul percorso del segnale e per offrire un approccio particolarmente immediato. L'amplificatore è studiato per offrire un timbro ben riconoscibile e bilanciato, in cui il potenziometro copre il ruolo di un fine-tuner per adattare la voce prodotta alla strumentazione in uso e al contesto. Un secondo parametro di controllo sul suono è offerto attraverso lo switch Speaker Damping, posizionato accanto all'uscita per il cabinet. Questo ha il compito di tenere a bada la risposta dei bassi o enfatizzarla a seconda dei gusti e del tipo di altoparlante utilizzato, regolando così la risonanza e la definizione delle corde più basse.

Con 50 watt a piena potenza, l'RK50 può scendere fino a 9 watt spostando lo switch dello stand-by (o Preheat) sulla posizione Low, garantendo così una saturazione elevata anche a volumi più contenuti, per sfruttare appieno le valvole sui palchi piccoli o in studio.

Richie ha voluto un amplificatore da suonare senza troppe complicazioni, ma non ha rinunciato ad alcuni optional ritenuti indispensabili per chi apprezza la tradizione degli amplificatori di stampo più vintage. Nella testata Victory sono inclusi effetti di tremolo e riverbero, combinati in un solo modulo regolabile per velocità e profondità attraverso due manopole sul davanti. Gli effetti, come il boost, sono azionabili anche a pedale grazie alla presa jack sul retro.

Victory dedica una monocanale di atipica versatilità a Richie Kotzen

Racchiuso in un contenitore di soli 8,2kg, l'RK50 non è stato ancora mostrato in nessuna demo ufficiale, ma è spiegato nel dettaglio sul sito ufficiale a questo link dove consultare anche una lista di rivenditori internazionali presso i quali toccare con mano gli amplificatori Victory.
amplificatori richie kotzen rk50 victory
Link utili
RK50 sul sito Victory Amps
Victory Guthrie Govan su Accordo
Victory Rob Chapman su Accordo
Victory Rabea Massad su Accordo
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Commenti
di francesco72 [user #31226] - commento del 20/09/2017 ore 08:54:19
Mah, se partiamo dal presupposto che è uno strumento professionale e per professionisti ci sta e ci sta ancor di più considerando che è un signature: l'espressione di qualcosa di assai personale per l'artista endorser. Da questo punto di vista plaudo al progetto.
Al contrario, se pensano di venderlo al grande pubblico degli amatori, mi sa che c'è più di un errore. In primo luogo una monocanale con abbondante dose di gain a me non interessa perchè dovendo suonare anche parti pulite o crunch non la sfrutterei mai a pieno e visto che non costerà poco, la cosa sarebbe solo fonte di frustrazione. Inoltre non gradisco molto il controllo di tono già nei pedali di dinamica, figuriamoci in un ampli. Bella l'idea dei due effetti on board, ma mi sembrano assai limitati: nessuno dei due ha una regolazione di mix tra segnale pulito ed effettato ed il riverbero con una manopola sola sacrifica per forza qualcosa; inoltre il boost è fisso se non sbaglio, perchè non vedo regolazioni.
Insomma, visto il costo medio dei Victory, a me questo articolo proprio non interessa e, vista dal chitarrista medio, mi pare una cosa a metà: molto limitata nel core di un ampli e con un paio di plus che, però, non fanno la differenza. Però deve andar bene a Kotzen, mica a me.
Ciao
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 20/09/2017 ore 10:23:40
Conosco bene i Victory. Leggeri, piccoli e quindi comodi, ed hanno un gran bel suono. Ultimamente li usano spesso anche i ragazzi di That Pedal Show. Trovo però utili almeno 50 watt se voglio che la saturazione sia bella tonda e non troppo sgranata, scelta fatta anche da Kotzen. Se infatti è vero che con meno watt saturo prima, trovo sempre la saturazione di ampli con pochi watt un pó frizzosa, più simile ai transistor che alle valvole, e almeno a me non piace.
Detto questo apprezzo il fatto che l'ampli sia un 50 watt, può starci che sia mono canale (almeno ha il MV), mentre sono assolutamente daccordo che il resto non va per il cliente tipo ma solo per Kotzen.
Ok meno metti più il segnale è diretto, ma non avere 3 bande...
Gli effetti potrebbero anche starci per uno stampo vintage, in fondo spesso vedo solo un controllo reverbero e i 2 per tremolo sono in stile Vox Ac30, ma il boost poteva avere un pot, anche a trimmer che con un cacciavite lo sistemo. Spero ci sia.
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di vicius [user #4317] - commento del 20/09/2017 ore 11:54:34
Adoro Richie Kotzen (la mia chapman monta la stessa elettronica della sua tele) e ho amato tantissimo il suono del vecchio cornford rk100 ma se penso che una monocanale,che deve quasi sicuramente accoppiarsi con pedalame vario tanto che l'articolo ricorda bene che il caro Riccardo usa il suo fly rig signature,con 300 kg di gain,boost fisso,effetti on board non programmabili e per meno c'è la Gurus 5015 che è italiana, suona da dio,è fatta apposta per i pedali e costa sensibilmente di meno...sicuramente va bene per lui,ma per me non la comprerei.
Poi,de gustibus,i prodotti Victory che mi sconfifferano la gas sono altri ma vabbè,non voglio andare off topic.
Rispondi
di Fritz [user #333] - commento del 20/09/2017 ore 13:08:40
A me invece una monocanale con tanto gain interessa tantissimo. Mi piace gestire il passaggio higain/crunch/clean usando solo volume chitarra e split pickup quindi questo tipo di ampli è l'ideale per me. Sono curioso di provarla.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 22/09/2017 ore 19:15:49
Mah, il passaggio da clean a crunch (o distorto poco spinto) e viceversa ok, ma da distorsione high gain propriamente detta a clean solo agendo sul volume ed i p.u. mi pare un passo un po' troppo lungo. Inoltre, in ogni caso un po' di volume lo sacrifichi il che rende difficile avere un bel suono pulito sulle note singole; per gli accordi è un altro paio di maniche.
Ciao
Rispondi
di Fritz [user #333] - commento del 22/09/2017 ore 19:47:11
Guarda, suono in questo modo da molti anni. Serve un ampli adatto e una chitarra settata nel modo giusto ma ti assicuro che é possibilissimo passare dall'higain a clean molto puliti, dinamici e brillanti.
Io lo faccio con una Laney vh100, utilizzando il canale distorto con boost inserito e faccio tutto con quello.
Ho molte registrazioni che dimostrano quanto margine ci sia, ho appena finito di registrare un disco suonando in questo modo.
Questa ad esempio è una registrazione senza troppe pretese, ma tutte le chitarre che si sentono vengono dalla VH100 settata sul secondo canale, boost inserito ed entrambi i livelli di gain a ore 15:
vai al link
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di francesco72 [user #31226] - commento del 25/09/2017 ore 09:39:02
Ti ringrazio per la demo, ma il suono distorto è distorto, punto, non high gain. Molto bello, ma tipicamente british, nulla a che vedere con le distorsioni di mesa boogie o engl o peavey. Peraltro se non sbaglio la tua testata è tutt'altro che monocanale, ricordo male o ha 4 canali?
Ciao
Rispondi
di Fritz [user #333] - commento del 25/09/2017 ore 10:36:33
Beh, la VH100 è di solito annoverata fra le testate higain. Ovviamente non c'è una distinzione netta fra il concetto di distorto "normale" e "higain", di sicuro è un ampli da cui si tirano fuori distorti spinti. Non è un ampli estremo ma di gain ne ha tanto, qui un paio di esempi:
vai al link

vai al link

A me quei suoni non piacciono, quindi non lavoro con equalizzazioni particolarmente scavate ma come dicevo uso il gain generale a più di 3/4 sul secondo canale con boost e da quel suono arrivo ai clean lavorando solo con la chitarra.
Nel demo che ho postato ovviamente il mix generale e il contesto musicale non fanno esaltare più di tanto l'aggressività della chitarra (inoltre è una registrazione molto casareccia) ma era solo per far sentire che fra i riff distorti dell'inizio e la strofa clean c'è molta differenza e non ho usato il cambio canale ma solo la chitarra.
Un elemento che trovo molto di aiuto nel fare questo passaggio è tenere un treble bleed sul volume della chitarra, in questo modo il suono non si scurisce troppo abbassando e rimane abbastanza brillante per il clean.
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di dylandog_89 [user #19927] - commento del 21/09/2017 ore 22:39:58
a mio avviso un mal riuscito mix tra sound di una plexi ed effetti alla voxac30...credo che la base per ogni buon ampli sia la possibilità di avere un clean ed un distorto...poi per gli effetti ci si sbizzarrisce con i pedali/rack, quindi non vedo il motivo per cui debbano sì esserci degli effetti integrati su un ampli ma non un canale clean molto più indispensabile...mah
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di dantrooper [user #24557] - commento del 22/09/2017 ore 10:23:37
è l'ampli per Kotzen o per chi ha le sue stesse esigenze.
il fatto che sia monocanale, manchi qualcosa ecc può esser un pregio o un difetto: tutto dipende da come lo si guardi; sicuramente se suono pop e ho bisogno di 3 o 4 canali non sarà nella wish-list, se suono altro forse sì.
condivido con chi lamenta della presenza degli effetti integrati (io ad esempio il tremolo lo setto in un certo modo e voglio qualcosa che compensi la perdita di volume, infatti prediligo i tremolo che abbiano anche il pot del volume/level).
la mancanza dell'equalizzazione a 3 bande ovviamente va rapportata al fatto che il suono èp stato plasmato e scolpito per Kotzen, che ci tirerà fuori QUEL suono, al massimo adattandolo all'ambiente con la manopola tone, quindi nella mentalità di una signature ci può stare.
invece una pecca oggettiva è la mancanza di un pot o di un trimmer per regolare il boost
Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 28/09/2017 ore 13:33:01
Se non ricordo male Kotzen fino a poco tempo fà utilizzava testate Marshall 1959 slp quindi ampli con una gran riserva di pulito a cui abbinava la sua mini pedaliera tech 21 e un wha , non mi sembra utilizzizzasse nient'altro ( anche perchè non ha bisogno altro...). Stranizza il suo nuovo trend di utilizzare una 50 watt con abbondante gain a disposizione.....probabilmente non ha più intenzione di affidarsi alle distorsioni della pedaliera sfruttando solo l'ampli a cui magari aggiunge qualche effetto di ambiente dal send e return.
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