Mio malgrado, per background e forse per indole, sono portato a vedere le cose da un punto di vista tecnico, analitico, matematico e qualche volta cerco di conciliare questo aspetto funzionale con la passione per la musica e altre forme "estetiche". Non scriverò nulla di nuovo o astruso, ma voglio condividere con voi alcuni ragionamenti che mi hanno fatto sorridere e riflettere.
Tempo fa, l'affermazione del mio maestro di chitarra "l'intervallo di quinta suona naturale perché la quinta è come se fosse già dentro la fondamentale" mi ha fatto pensare (e anche lui visto che non mi sapeva spiegare il senso di questa affermazione, era più una sua percezione che una nozione).
Parto con qualche premessa forse banale.

Una nota è definita da una frequenza. Fin qui niente di nuovo.
La funzione matematica base nella definizione dei segnali periodici è la sinusoide. Una sinusoide è definita da ampiezza e frequenza, nient'altro.
Secondo Fourier, qualsiasi funzione matematica periodica è rappresentabile come una combinazione lineare di sinusoidi.
Un segnale audio reale è un’entità molto complessa e soprattutto variabile nel tempo e, semplificando al massimo, si può pensare come una funzione matematica periodica quindi, per quanto detto sopra, la somma di sinusoidi.
Avremo quindi che un segnale reale a una data frequenza avrà "dentro di sé" sinusoidi a frequenze diverse, e in particolare:
- La fondamentale alla frequenza del segnale reale
- La seconda armonica (secondo ordine) alla frequenza doppia
- La terza armonica (terzo ordine) alla frequenza tripla
- La quarta armonica (quarto ordine) alla frequenza quadrupla
e così via.

In genere, semplificando pesantemente, l’ampiezza di queste componente è via via decrescente.
Attenzione perché parliamo di armoniche "matematiche", non di armoniche "musicali"!
Introdurre distorsione in un segnale reale modifica e in generale aumenta il contenuto armonico, e quindi aumenta l’ampiezza delle armoniche facendone emergere di ordine superiore.
Se guardiamo come queste armoniche sono legare all’armonia musicale, possiamo notare che:
- la fondamentale ha la frequenza della fondamentale in senso musicale
- la componente armonica di secondo ordine è l’ottava musicale della fondamentale
- la componente di terzo ordine è l’ottava della quinta musicale della fondamentale
- la componente di quarto ordine è l’ottava dell’ottava musicale della fondamentale
- la componente di quinto ordine è l’ottava della terza maggiore della fondamentale

Come anticipato, niente di nuovo: si sa dai tempi di Pitagora, sono i modi di vibrazione di una corda ma io non ci avevo mai pensato a fondo. Tuttavia, osservando la cosa da un punto di vista diverso, mi affascina pensare che distorcere un segnale sia alla fine come armonizzare una nota.
Inoltre ritrovo proprio quello che mi aveva detto il mio maestro: la quinta è davvero già dentro la nota fondamentale, è proprio la componente più interessante dato che compare in un ordine, il terzo, basso e quasi sempre presente.
Tempo fa, l'affermazione del mio maestro di chitarra "l'intervallo di quinta suona naturale perché la quinta è come se fosse già dentro la fondamentale" mi ha fatto pensare (e anche lui visto che non mi sapeva spiegare il senso di questa affermazione, era più una sua percezione che una nozione).
Parto con qualche premessa forse banale.

Una nota è definita da una frequenza. Fin qui niente di nuovo.
La funzione matematica base nella definizione dei segnali periodici è la sinusoide. Una sinusoide è definita da ampiezza e frequenza, nient'altro.
Secondo Fourier, qualsiasi funzione matematica periodica è rappresentabile come una combinazione lineare di sinusoidi.
Un segnale audio reale è un’entità molto complessa e soprattutto variabile nel tempo e, semplificando al massimo, si può pensare come una funzione matematica periodica quindi, per quanto detto sopra, la somma di sinusoidi.
Avremo quindi che un segnale reale a una data frequenza avrà "dentro di sé" sinusoidi a frequenze diverse, e in particolare:
- La fondamentale alla frequenza del segnale reale
- La seconda armonica (secondo ordine) alla frequenza doppia
- La terza armonica (terzo ordine) alla frequenza tripla
- La quarta armonica (quarto ordine) alla frequenza quadrupla
e così via.

In genere, semplificando pesantemente, l’ampiezza di queste componente è via via decrescente.
Attenzione perché parliamo di armoniche "matematiche", non di armoniche "musicali"!
Introdurre distorsione in un segnale reale modifica e in generale aumenta il contenuto armonico, e quindi aumenta l’ampiezza delle armoniche facendone emergere di ordine superiore.
Se guardiamo come queste armoniche sono legare all’armonia musicale, possiamo notare che:
- la fondamentale ha la frequenza della fondamentale in senso musicale
- la componente armonica di secondo ordine è l’ottava musicale della fondamentale
- la componente di terzo ordine è l’ottava della quinta musicale della fondamentale
- la componente di quarto ordine è l’ottava dell’ottava musicale della fondamentale
- la componente di quinto ordine è l’ottava della terza maggiore della fondamentale

Come anticipato, niente di nuovo: si sa dai tempi di Pitagora, sono i modi di vibrazione di una corda ma io non ci avevo mai pensato a fondo. Tuttavia, osservando la cosa da un punto di vista diverso, mi affascina pensare che distorcere un segnale sia alla fine come armonizzare una nota.
Inoltre ritrovo proprio quello che mi aveva detto il mio maestro: la quinta è davvero già dentro la nota fondamentale, è proprio la componente più interessante dato che compare in un ordine, il terzo, basso e quasi sempre presente.
Ciao a tutti
Spero qualcuno condivida la mia meraviglia di fronte alla magia dei nostri sensi.
Non è presente in tutte le forme di musica, però.
L'esempio solito è la scala Slendro della musica Gamelan che rapì ed ispirò Debussy a comporre musica priva dell'intervallo in questione.
qui si parla di frequenZe che i nostri sensi non percepiscono, pertanto è come se parlassimo di elettromagnetismo: esiste è misurabile, ma i sensi nn vedono ne sentono nulla.....è così?
grazie a tutti coloro che mi risponderanno......abbiate pazienzA, ma oltre ad essere autodidatta nn ho neanche studi "superiori".
salut
maks
cioè alzo il gain e dovrei sentire l'ottava sopra insieme ad una quinta della nota che sto suonando?
forse nn ho mai colto ciò o meglio sn sordo? grazie ancora.
Il cervello elabora l'informazione complessa di un suone e lo fa percepire come timbro diverso, come pulito o distorto, come un'entità unica e appunto complessa.
Tutte le distorsioni, dagli OD ai canali distorti valvolari, aumentano le armoniche. Bello per carità, ma proprio per la presenza troppo esasperata di alcune frequenze tendo a chiuderne i toni, un pó per smussare.
Qualcun altro la pensa come me o sono un pesce fuori dall'acqua? xD
Già il pizzicare una corda della chitarra in realtà la fa vibrare in modo "distorto"...
Quindi?
Io, da anni affermo: la distorsione non deve essere distorta.
Cosa ne pensi...?!
Ciao,
P
Che non è affatto detto che la distorsione, una distorsione, sia utile musicalmente.
Non trovi?
Ciao,
P