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Rolling Stones live a Lucca: il reportage
Rolling Stones live a Lucca: il reportage
di [user #33493] - pubblicato il

Il reportage del concerto dei Rolling Stones a Lucca, 23 settembre 2017. Ecco l'esperienza imperdibile tra organizzazione mastodontica e dediche in italiano.
Un concerto dei Rolling Stones non passa mai inosservato. Lo status leggendario della band, le poche date-evento di ogni tour, il fatto che si esibiscano quasi sempre in un’unica occasione per singola nazione, una prevendita anticipata di svariati mesi astutamente promossa come sold out garantito (promessa mantenuta) e, talvolta, la scelta di location insolite sono fattori che contribuiscono a creare un’attesa smodata nel pubblico. Nonostante il cliché si ripeta a ogni nuova occasione (poco più di tre anni fa vi davamo un resoconto della loro esibizione al Circo Massimo di Roma), la gente sembra gradire il gioco.

Come da manuale, per il No Filter Tour - che è iniziato il 9 settembre ad Amburgo e che si chiuderà il 25 ottobre a Parigi - sono previsti soltanto 14 live in 12 paesi europei. L’unica tappa italiana è stata quella di ieri, sabato 23 settembre, nella cittadina toscana di Lucca. Il concerto ha chiuso la stagione 2017 del fortunato Lucca Summer Festival di D’Alessandro & Galli e ne ha anche celebrato la 20° edizione. Per la speciale ricorrenza, i promoter hanno scelto di regalarsi e di regalare al pubblico (si fa per dire, dato che i biglietti più economici avevano un costo di 100€, prevendita esclusa) un'esperienza indimenticabile: il concerto si è svolto, infatti, a ridosso delle mura storiche della città, risalenti a 500 anni fa. "Il rock nella storia" era stato il motto del live al Circo Massimo, e gli Stones sembrano averci preso gusto. La progettazione dell’evento ha richiesto sforzi immani e ha identificato come setting ideale un’area ampia 93 metri x 215, autorizzata ad accogliere 55mila persone (in realtà pare ce ne fossero 60mila...) negli spalti dell’ex Campo Balilla, vicino a Viale Carducci. I lavori per l’allestimento hanno coinvolto circa 1500 persone e sono partiti a fine agosto, creando non pochi disagi ai lucchesi.
Mentre molti in città hanno accolto la scelta di Jagger & co. con enorme entusiasmo, orgogliosi che avessero preferito Lucca a Venezia per la loro unica data italiana, le polemiche sono state rumorose quasi quanto gli Stones. Un’autentica guerra tra l’Opera delle Mura (organismo che provvede alla cura e alla manutenzione delle mura) e D’Alessandro & Galli ha accompagnato i lavori preparatori, in particolare dopo che alcuni lampioni di ghisa risalenti al 1911 e alcuni alberi sono stati tagliati per fare posto alle strutture. Benché l’evento abbia indubbiamente rappresentato una grande opportunità per Lucca, l’accaduto rischia di diventare un pericoloso precedente per la tutela storica della città.

Al netto delle polemiche, entrando nella zona-concerto si è subito potuto comprendere lo sforzo immane della macchina produttiva. Collocato nei pressi della cosiddetta Sortita del Baluardo di Santa Maria, il rinnovato palco di 52 metri x 24 con quattro torri schermo faceva letteralmente impressione, estendendosi fin quasi alla rotonda di Viale Europa. Una lunga passerella centrale a T ha permesso a Jagger e ai compagni di addentrarsi a più riprese nel ventre della fossa infernale. Di fianco al prolungamento, davanti al palco, un doppio pit riservato a 700 persone e, dietro al pit, il prato gold. Dietro ancora, la baraonda umana. Varie le altre soluzioni, tra sky box con vista mozzafiato, pedane in piedi e tribune sugli spalti. Grandissimo il malcontento degli acquirenti dei biglietti per l’enorme area del prato B, alcuni dei quali non hanno visto letteralmente nulla del concerto, dato che in alcune zone la vista era preclusa dalle torri luci e audio e dagli alberi.
Le misure di sicurezza in entrata, criticate perché troppo eccessive (non si poteva introdurre niente nell’area del concerto, ad eccezione di borse o marsupi della misura massima di 14 cm x 19, il tutto accuratamente ispezionato in una zona di prefiltraggio), sono sembrate invece adeguate alla portata dell’evento. Mentre tutto si è svolto nel più agevole dei modi nei “settori privilegiati”, considerato l’afflusso, così non è stato nel prato B, che ha riscontrato enormi difficoltà anche per uscire.

Rolling Stones live a Lucca: il reportage

Dopo una lunghissima attesa (apertura cancelli ore 13:00), fortunatamente supportata da condizioni atmosferiche clementi, alle 19:45 circa hanno calcato il palco i The Struts, energica band inglese di glam-indie-alternative rock che ha aperto due date del No Filter Tour.
Alle 21.13 sono arrivati LORO. In questa notte di primo autunno, la generosa setlist ha deliziato i presenti ribaltando l’ordine al quale gli Stones avevano abituato il proprio pubblico (“Sympathy for the Devil”, di solito gran finale di concerto, ha addirittura aperto lo spettacolo mentre “Jumpin’ Jack Flash”, spesso brano di apertura, lo ha chiuso). La scelta è ricaduta su una raffica di hit immancabili ma, come promesso a maggio in occasione della presentazione ufficiale del tour, ha anche regalato delle chicche inaspettate come la versione italiana di “As Tears Go By”, "Con le mie lacrime”.
Il tour accompagna l’uscita dell’album Blue & Lonesome, il ritorno alle radici blues della band registrato in soli tre giorni, una serie di cover di blues di cui ieri sera ci hanno proposto “Just Your Fool” e “Ride ‘Em on Down”. Confermando una formula già collaudata, gli Stones hanno anche inserito un brano selezionato dal pubblico via internet (la scelta è caduta su “Let’s Spend the Night Together”).

Il concerto lucchese degli Stones è stato tutt’altro che memorabile (molti gli errori esecutivi e abbondante la confusione sul palco in alcuni brani). La rilassatezza era tale che a tratti si aveva quasi l’impressione di assistere a delle prove generali e paradossalmente, proprio per questo, come per magia un concerto oceanico si è trasformato in qualcosa di più intimo ed emozionante. Se il comparto chitarristico (Richards e Wood) e ritmico (Watts e Jones) sono parsi un po’ sotto tono, il protagonista indiscusso della serata è stato un Mick Jagger inesauribile sotto ogni punto di vista. Grandi come sempre i turnisti che hanno integrato la band: Karl Denson al sassofono, Tim Ries al sassofono e alle tastiere, Chuck Leavell alle tastiere, alle percussioni e ai cori, Matt Clifford alle tastiere, alle percussioni e al corno, e gli splendidi coristi Bernard Fowler e Sasha Allen, che ha regalato una versione di “Gimme Shelter” da brividi.

A giudicare da quello che abbiamo visto e sentito a Lucca, non c’è da sorprendersi delle recenti dichiarazioni di Keith Richards: "non abbiamo ancora finito. Per me è troppo presto per parlare dell’eredità degli Stones. C’è una cosa che non abbiamo ancora realizzato ed è scoprire veramente quanto a lungo si possa fare questo!".
Se può risultare difficile pensare che questi decani si divertano ancora nel vero senso del termine, è verosimile supporre che sappiano ancora gustarsi la vita e la musica e sicuramente, a modo loro, aiutano anche il pubblico a farlo: quello di Lucca era in visibilio.

Indubbiamente andare a un concerto è uno status symbol e, per troppi, quello appena conclusosi era IL concerto a cui presenziare a prescindere dal concerto stesso. Per altri, invece, era il concerto da sabotare, vuoi per la gestione dell’evento, per i prezzi esorbitanti o per l’odio che gli Stones ancora suscitano presso una frangia miserabilmente estremista di musicofili. Non serve dire che nulla di tutto ciò tange gli Stones, il cui mantra ieri sera è stato perfettamente riassunto nella splendida sortita (in italiano!) di Keith Richards: “alla faccia di chi ce vole male”.
Un briciolo di obiettività consentirebbe di valutare il concerto per quello che è stato veramente: un ponte tra un passato leggendario e un presente tutt’altro che nostalgico. In fondo incorpano il senso stesso del rock, che è qualcosa di diverso dall’esecuzione cristallina di brani cervellotici: la magia degli Stones è altrove, e in larga parte nel loro saper dare una forma – ancorché grezza – a una carica primordiale e nel saperla trasferire, intatta, al pubblico. Non so quante band riescano effettivamente a realizzare una simile connessione, ma di fatto gli Stones si confermano anche a questo giro una delle poche, autentiche leggende degne di essere viste dal vivo.

Rolling Stones live a Lucca: il reportage

Setlist:
- Sympathy for the Devil
- It’s Only Rock’n’Roll (But I Like It)
- Tumbling Dice
- Just Your Fool (cover di Buddy Johnson)
- Ride ‘Em on Down (cover di Jimmy Reed)
- Con le mie lacrime (As Tears Go By)
- Let’s Spend the Night Together
- You Can’t Always Get What You Want
- Paint It Black
- Honky Tonk Women
- Happy (cantata da Keith Richards)
- Slipping Away (cantata da Keith Richards)
- Miss You
- Midnight Rambler
- Street Fighting Man
- Start Me Up
- Brown Sugar
- (I Can’t Get No) Satisfaction

Bis:
- Gimme Shelter
- Jumpin’ Jack Flash
concerti rolling stones
Link utili
Rolling Stones al Circo Massimo
Rolling Stones
Lucca Summer Festival
D'Alessandro e Galli
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