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SCELTE DI UNA VITA: La Chitarra Perfetta (Secondo Me;)
di [user #19758] - pubblicato il (Modificato) 

Cari Accordiani sparsi in ogni dove, oggi vorrei raccontarvi due parole sulla mia "famiglia" di legni --- Dopo aver dedicato vent'anni alla ricerca dello strumento perfetto (che... non esiste), sono felice di aver (assai faticosamente!) messa insieme un harem di fanciulle capaci di soddisfare ogni mio desiderio... sonoro:))
SCELTE DI UNA VITA: La Chitarra Perfetta (Secondo Me;)
Nella mia esperienza di chitarrista (per passione) ho avuto modo di "flirtare" con parecchie sei corde: con alcune nacque qualcosa di "serio", mentre con altre fu l'ardente passione di un assolo e... niente di più.
Tuttavia, quella mia sfrenata ricerca della “risonanza celeste" mi permise di chiarire le idee su quanto volessi, effettivamente, da uno strumento di stock (la liuteria può attendere, eheh...). 
 
Vi racconterò, brevemente, la storia delle sei chitarre solid body attualmente in mio possesso:
 
  • 2008, era il periodo degli assoli infuocati e dei vibrati energici; il buon Steve Vai, che seguo dal lontano 1999, mi influenzò non poco con le sue mirabili stravaganze espressive. La prima chitarra “high level” che acquistai fu una IBANEZ Jem 7VWH (2007)... in sostituzione di una bellissima, ma non altrettanto all’altezza, Jem 555BK (2005) e ancor prima di una PEAVEY V-Type Limited Edition (strumento costruito a mano in Korea dalle caratteristiche decisamente cool per la fascia di prezzo) - La battezzai, amorevolmente, “Monique”  (un omaggio alla mediterraneità sensuale di Monica Bellucci :P Ancora oggi mi fa “drizzare” per l’incredibile capacità di rendere ogni cosa più semplice da suonare; merito del manico sottile e della tastiera “ a corsa” (curata dal reparto J-Craft - il Custom Shop della IBANEZ). Il ponte EdgePro risulta comodo e affidabile mentre i pickup Evolution (progettati per soddisfare le esigenze timbriche di Mr. Vai) hanno potenza da vendere ma... scordatevi di ottenere un bel suono semplicemente collegando il jack all’amplificatore : o
  •  
  • Nello stesso anno dopo andai alla ricerca del mio primo grande sogno: la mitica Jem 77FP 
Ebbi occasione di reperirne un esemplare del 1998, in buone condizioni generali, pattern decorato con splendide campanule rosse (esistono ben ventisette combinazioni differenti del motivo floreale - cercate su internet e scopritele tutte;)). Dopo una rettifica dei tasti (+ un accurato setup eseguito dal mio liutaio di fiducia) fu subito amore <B - Il suono dei PAFpro, decisamente più caldo ed espressivo dei “gelidi” Evolution, si avvicinava particolarmente al mio gusto di quel quel periodo... inoltre, il ponte Lo-ProEdge rimane il mio tremolo “high-performance” preferito in assoluto!. La mia ragazza di allora si offrì, spontaneamente, di battezzarla “Eden” (immaginate il perché;))
 
Passarono gli anni e i gusti musicali... Le Jem, seppur fossero strumenti dalla straordinaria versatilità timbrica, non erano più in grado di rispondere, totalmente, alle mie esigenze espressive; dunque, chiusa la parentesi shreed, si riaccese in me l’attrazione per le forme classiche e intramontabili di due “ragazze” d’altri tempi: 
Gibson Les Paul e Fender Stratocaster
 
  • Escludendo la EKO DV-10 (una replica supereconomica di una “ diavoletto” che ottenni nel lontano 1999), la prima GIBSON ufficiale fu una LPstudio Cherry Faded (2008). La chiamai “Sophie”: vissi una importante e appassionata storia d’amore... rimase accanto a me fino a poco tempo fa quando una notte, infausta, mi fu rubata. Ferito da quella grave perdita, decisi di sacrificare tutte le mie esili finanze e puntare all’Everest: GIBSON Les Paul CUSTOM - Cercando, cercando... misi le mani su di un esemplare del 2001. La chitarra era in condizioni ottime (fatta eccezione per una serie profondi graffi sul back body, ahimè... Pazienza!); comunque sia, non potei resistere al fascino della tastiera in ebano (sono un feticista di questo pregiato legno, oggi sostituito dalla Richilite) e della verniciatura alla nitro con finitura “Glossy Black” in contrasto con l’hardware dorato. Il suo nome?! “Alexandra”: la mia Lady*
 
  • Per completare la coppia delle "classiche" made in U.S.A. non poteva mancare la doublecut più famosa del pianeta: sua maestà, Stratocaster
Come per ogni marchio che ho posseduto, seguii umilmente il “cursus honorum” partendo dalle economiche SQUIER (ne ho possedute due tra il 2000 e il 2002), passando per le amate/odiate messicane (sono reduce da un felice anno insieme ad un’ammiccante Jimi Hendrix Stratocaster bianco olimpico, rivenduta perché non riuscivo ad apprezzare la tastiera in acero verniciato) per approdare, finalmente, ad una U.S.Strat: non ho resistito alla sinuosità elegante di una magnifica Stratocaster American Standard olympic white rosewood fretboard (2015) - "EvE" è il suo nome e... l'amo quanto la LPCUSTOM; sono bigamo! (mi perdonerete:P) 
 
  • Dopo aver posseduto più o meno venticinque chitarre (e averne provate a centinaia...), mi ritrovavo a possedere sufficiente esperienza per riuscire a definire i “termini progettuali” per lo strumento a me più affine. Tuttavia, vuoi perché sono un fan delle chitarre stock, vuoi perché gli strumenti di alta liuteria costano davvero tanto, vuoi perché... mi piace cambiare, sentivo di dover completare il mio “harem” aggiungendo un modello (o due) ancora. Cercavo una chitarra “ibrida”: uno strumento che unisse la suonabilità di una Jem, il suono di una Les Paul e la versatilità timbrica di una Stratocaster - Apro una parentesi: nel 2013 fui tentato dalle PRS... per alcuni la Perfezione, per altri una miscellanea, lussuosa, senza personalità. Provai assiduamente diversi modelli doublecut e fui subito rapito dalle Custom 22 e 24, ma... non feci mai il grande passo (i soldi, che dolore : //)
  •  
  • 2017, una giornata di settembre me ne andai nel negozietto a due passi da casa e... il mio sguardo si magnetizzò sull’acero fiammato di una SE Custom 24 30th Anniversary con finitura orange. La ragione mi rammentò le vecchie e infruttuose esperienze con le prime SE ma decisi ugualmente di entrare e provare quel piccolo capolavoro alla portata di tutti. Ebbene, tanta acqua è passata sotto i ponti... La PRS coreana spiccava per la bellezza dei suoi legni e l’accuratezza delle sue finiture (considerato il costo, poco più di 800,00euro). I miei occhi fissavano la tastiera di nero ebano e i segnalasti, i quali riproducono alcune specie di uccelli cari al buon Paul Reed Smith; seppur non fossero di prezioso abalone, come nelle serie “Core”, emanavano un fascino insolitamente “premium” (curiosità: la 30th Anniversary si riconosce per il doppio aquilotto al dodiciesimo*) -  Il tremolo, riproduzione coreana del modello originale, brevetto PRS, funzionava a meraviglia e così anche le meccaniche “entrylevel” (a patto di montare bene le corde ed effettuare un regolazione precisa). Unico neo: i pickup (splittabili)... ma quelli si possono facilmente sostituire con un set Seymour Duncan;) Così, decisi di farmi un regalo e la portai a casa per un buon prezzo. Ed ecco “Liv”, la piccola della famiglia :)
 
  • L’ultima sei corde di cui vi parlerò (in realtà la acquistai poco dopo la LPCUSTOM), è “Margot”: una raffinata singlecut frutto dello sfortunato tentativo di TAYLOR di sbarcare nel mercato solid body. Trattasi di uno strumento assai misconosciuto al grande pubblico... Io stesso la conoscevo soltanto “sulla carta” e non ebbi occasione alcuna di poterne provare una fino al momento di cui vi parlo. La notai in mezzo a tante: il suo body in Sapele (mogano africano) spiccava per la finitura a specchio e la forma slim. Il top, in pregiato noce figurato, era il punto di forza delle versioni CUSTOM (l’azienda produceva anche la CLASSIC e la STANDARD - i nomi vi ricordano qualcosa, eh?!). La tastiera, caso del destino, era in nero ebano con segnalasti in madreperla a forma di diamante; su tutto, spiccava l’hardware cromato. Il ponte, fisso, di inedita progettazione, deliziosamente comodo e dal design anatomico. I pickup mi colpirono: si trattava di humbacker “taglia ridotta”, di progettazione TAYLOR, in grado di restituire una risposta timbrica calda e magnificamente definita (almeno rispetto alla maggior parte degli humbucker tradizionali). Il selettore a cinque posizioni permetteva di giocare in ogni ambito musicale combinando suoni estremamente eterogenei (è davvero sorprendente!). Che dire?! Dopo un’intensa ora chiuso nel gabbiotto di prova (il negoziante iniziava ad insospettirsi:)) mi sincerai del fatto che quella chitarra era l”anello mancante”  - W -
 
 
 
  • Bene, questa è la ministoria di come, in quattro lustri della mia vita, sono riuscito a trovare le sei “anime lignee” le quali, se fosse possibile, fondendosi insieme potrebbero facilmente dare vita a quella che ogni chitarrista designa come: “lo strumento della vita" - 8 -
 
 
 
PS: se dovessi riassumere, sulle dita di una mano, le peculiarità che amo di più in ciascuna delle mie bimbe, ecco cosa verrebbe fuori:
 
1 - La potenza sonora e la personalità della GIBSON LPCUSTOM
2 - La bellezza, inarrivabile, della FENDER Stratocaster
3 - La suonabilità eccezionale della IBANEZ Jem
4 - La qualità costruttiva della TAYLOR SB CUSTOM
5 - il rapporto qualità/prezzo della PRS SE


 
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Commenti
di kelino [user #5] - commento del 04/11/2017 ore 11:09:07
Anche io ho sperimentato, comprato e rivenduto, ricomprato e ririvenduto.
Alla fine sono giunto alla conclusione che 2 sono le mie chitarre: tele e prs. Tutto il resto che si possiede è più per collezionismo che per vera utilità.
Ora ho solo 2 chitarre: una prs custom 22 e una tele classic vibe. Le uso sempre, sia a casa, sia in sala prove che in concerto. Quando avevo 4 o 5 strumenti, cercavo di usarli per giustificare a me stesso il fatto di possederli.
Piuttosto...ora sono in piena mania pedalini!
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 04/11/2017 ore 14:45:0
He... Vero. In realtà le mie favorite, come avrai letto, sono due 😏 Tuttavia, non potrei rinunciare alla suonabilita' delle Jem (quando voglio tornare ragazzino) e alla versatilità della TAYLOR o della PRS. Complimenti per le tue fanciulle ⭐
Rispondi
di CarloRock1993 [user #46568] - commento del 04/11/2017 ore 11:48:07
Bello questo tuo post! Mi hai fatto anche sorridere per come chiamavi le tue chitarre 😁
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 04/11/2017 ore 14:41:3
Grazie Carlo 🙏

Eheh... Le mie bellezze sono le uniche "ragazze" fedeli, sempre 😉

Buona Musica 🌌
Rispondi
di Desmo8 [user #38806] - commento del 04/11/2017 ore 12:57:30
Anche io dopo vai acquisti e rivendite mi sono fermato... Fender Telecaster made Japan del 1986 per la parte elettrica e Martin HD 28 parte acustica. Ottime e abbondanti, buona musica a tutti.
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 04/11/2017 ore 16:10:27
Però! Ti sei fermato bene;) Ottime scelte, di grande classe*
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 04/11/2017 ore 14:25:16
Io ho coperto tutte le basi in questo modo Ibanez PM 100 full hollow(1993),Gibson ES 335(2016),Fender Strato Am Std (1987) e Gibson LP Tribute '60 con i P 90 (2016).
Non desidero altro! :-)
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 04/11/2017 ore 14:42:42
Hey Pietro, ti difendi bene 👐 Splendida "famiglia" la tua 👌
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 04/11/2017 ore 20:25:0
Si grazie,sono molto soddisfatto! :-) Ma anche tu sei messo bene dai.
Rispondi
di In Time [user #47128] - commento del 04/11/2017 ore 15:32:00
Piatto ricco mi ci ficco.. ecco le mie...Gibson les paul classic,gibson sg 60 tribute,Steinberger Synapse,Fender Stratocaster American professional, Danelectro 59,Epiphone Casino,Martin D-28,Chitarra Classica (Liuteria) Fender Stratocaster Classic player 60 Customizzata Murray con Floyd rose Saymour Duncan e battipenna madreperla (non era ancora uscita ...ai tempi) e per finire un Hofner violin Bass Ignition....Sogni nella Cassa...(in abete) Rickenbacker 330 e un'altra acustica..Guild m-20 o una parlor boh...se non mi viene un infarto prima.. ci pensero'..mi piacerebbe pubblicare un video recensione dei miei strumenti,io i nomi non li ho dati, la mia chitarra principale e' la Classica pe il resto sono una Mignotta un mese una.. poi una settimana l'altra a volte anche 2 insieme in un solo pomeriggio...
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 04/11/2017 ore 15:45:20
Fantastiche 😃

Effettivamente... le cose a tre non mi dispiacciono affatto 👌

- HaveANiceSound -
Rispondi
di In Time [user #47128] - commento del 04/11/2017 ore 15:55:5
...come mi disse un mio amico Prete " Fermiamoci in tempo "... scherzi a parte la Taylor mi stuzzica, certo in giro non ce ne son molte da provare,daro' un occhio...come Ibanez sotto le mani trovo piu comode le Satriani sulle Vai non mi son trovato benissimo, non ho una mano per suonare tutto faccio fatica ad adattarmi a certi manici o tastiere troppo "piatte" la Prs 24 con leva e' un po che la curo, ne ho provata una e mi piace ciao Lele
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 04/11/2017 ore 16:08:10
Ciao Lele, guarda... la TAYLOR te la consiglio ampiamente; quantomeno, provarla;) E' uno strumento straordinariamente comodo, ben costruito e dalla sorprendente versatilità timbrica. E' differente dalle PRS e regala un feeling unico* E' difficile da reperire nei negozi perché, come accennato nell'articolo, non ha riscosso un grande successo commerciale... Su "Mercatino", ad esempio, puoi reperire la "Custom" a circa 1.500,00euro (considera che il prezzo di lancio si aggirava vicino ai 3.000,00euro!). Qualitativamente parlando è pari ad una PRS "Core", mentre in termini di suonabilità sembra di avere tra le mani una Les Paul (con la scala medio lunga) con le timbriche di una stratocaster "cicciona". Comunque sia, non la venderò mai:)

Le IBANEZ, ultimamente, le uso poco... La tastiera piatta mi piace, ma non mi fa impazzire. Tuttavia, la suonabilità estrema le rende "compagne di gioco" nelle più disparate condizioni di utilizzo.

La PRS, seppure sia l'economica del gruppo, non sfigura affatto! I pickup andrebbero sostituiti, ma la fattura generale ed il feeling sono sorprendenti per un'ascia portata a casa per meno di 800,00euro - W -
Rispondi
di In Time [user #47128] - commento del 04/11/2017 ore 17:12:40
Come prs pensavo almeno ad una custom 24 appunto di quella fascia, strano il tuo giudizio sui pickup gli 85/15 li montano anche sui modelli piu costosi, poi ovviio dipende uno cosa cerca...guarda che bella questa... anche se e' una 22 tasti...

vai al link
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di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 04/11/2017 ore 20:11:30
Ciao, grazie del collegamento ⭐ Quella 22 è un incanto! Inoltre ha lo switch... che manca alla mia 😣 In realtà la mia SE monta degli HFS (bridge) e Vintage Bass (neck), per questo vorrei fare un upgrade... Nelle ultime versioni, 2017, i pickup 85/15 sono effettivamente ottimi; anche la versione koreana si difende bene👌
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di zabu [user #2321] - commento del 04/11/2017 ore 18:35:38
Topic interessante! Io, a causa del fatto che vivo all'estero per la maggior parte dell'anno, ho dovuto dividere in due la strumentazione. In Italia mi sono rimaste la Rickenbacker 381 V69, un basso Hofner 500/1 fine anni '60 e una classica brasiliana da studio. In pratica strumenti a cui sono molto affezionato e che era difficile pensare di portarmi dietro. A casa all'estero ho un paio di Fender (Tele CS 63 e Strato AV 70), una Epiphone Casino Elitist (Japan), una Gretsch Tennesee Rose, un basso 4003 Rickenbacker. A livello di strumenti acustici ho una Epiphone Texan Paul McCartney Limited Edition (con la paletta rincollata, ma l'ho pagata per questo una stupidaggine) e una classica Cordoba C7. Potrei considerare la mia strumentazione quasi definitiva, se non fosse che mi piacerebbe forse cambiare la Strato (che ha il manico in acero) con un modello con tastiera in palissandro. Anche la Tele ho pensato a volte di cambiarla. Suona benissimo, ma ha un manico un po' cicciotto per i miei gusti. Ha un profilo infatti che cade tra un large e un medium C profile. Qualche volta ho pensato di vendere tutte e due le Fender e prendermi una Tele o una Strato "definitiva", però sono combattuto perché sono entrambi strumenti di grande qualità e ed bello avere sia Strato che Tele in rastrelliera. I miei strumenti li suono tutti regolarmente.
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 04/11/2017 ore 20:26:30
Complimenti! ;-) La Gretsch te la invidio parecchio ma prima o poi...eh..eh...
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 04/11/2017 ore 20:29:07
Accidenti! Avevo dimenticata la Gretsch... Qualche anno fa feci carte false per una White Falcon 😣 Ma il destino ha voluto diversamente 🌀
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 04/11/2017 ore 20:45:28
La Gretsch è "UNICA" c'è poco da fare! :-)
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 04/11/2017 ore 21:07:04
Le Gretsch che, come la mia, escono dalla fabbrica giapponese di Terada sono strumenti favolosi, con un rapporto qualità/prezzo ottimo, soprattutto se si acquista sull'usato. Consiglio fortemente a tutti di metterne una in rastrelliera!
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di Pietro [user #44778] - commento del 04/11/2017 ore 21:11:46
Lo so lo so,ne ho provate un paio...ma come ho detto sopra,prima o poi arriva!
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 04/11/2017 ore 20:26:45
Grazie Zabu 🙏 Complimenti per la tua "Family", si percepisce l'attenzione che hai riservato ad ogni modello...

La scelta di tenerne alcune all'estero è curiosa... dettata da esigenze professionali 😉

Le FENDER, ahimè, lasciano sempre il segno (la tua bella Tele deve cantare "una favola", e te lo dico da stratocateriano 🙃); non è mai semplice liberarsene! L'importante è sentire la scintilla quando le suoni... quando uno strumento diventa "freddo" (come in una storia d'amore) bisogna mettersi una mano sul cuore e lasciarlo andare... Infondo, marche e grandi numeri contano a poco. Quello che fa la differenza è sempre e soltanto il feeling che si instaura al primo tocco*

- HaveANiceSound -
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 04/11/2017 ore 21:04:32
In Italia purtroppo ci ritornerò in pianta stabile per gli anni della pensione (visti i tempi che corrono tra molti, molti anni...). Però riesco a passarci due tre mesi l'estate, sia per vacanze che motivi lavorativi. Hai ragione sul fatto che alcuni strumenti si deve lasciarli andare, e forse saranno apprezzati da qualcun altro.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 05/11/2017 ore 12:23:21
Dare nomi a chitarre mi piace anche se me ne mancano! Mancanza di creatività, suppongo... Il nome più strano è "Zeta" per una Epi Explorer nera con corpo più piccolo, più spesso e angolazione metallara con un simil-Floyd tanto per dire. Vorrei farla verniciare da quadro astratto in qual caso c'è da trovare un nome del tutto differente! Pegasus coglie il segno con "love at first sight"...
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 05/11/2017 ore 14:01:35
Bell'idea la personalizzazione Claes 😉 Pensa che ho realizzato la grafica per un paio di chitarre (non mie, purtroppo)... Forse per indecisione non mi sono ancora lanciato a disegnarne una per me (spesso agli artisti capita, eheh ⭐).

Comunque la tua EPI mi sembra una ragazza bella tosta 🙃
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 05/11/2017 ore 14:58:48
Design VDK::Certo! Trovati un bel logo grafico. Una idea che mi ha affascinato a lungo è un DIY con corpo rettangolare da "cigar box" - si ritaglia una forma diversa dal solito canone e si può dipingere a volontà senza carta vetrata.
Un design grafico super-centrato IMHO è la Van Halen. Action painting on Gaffa tape. Il corpo è però bruttino. Meglio un corpo già bello... come ti sei trovato? Una Strat come forma si adatta bene. Come te la sei cavata? Senza vetrata?
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di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 05/11/2017 ore 15:22:11
Ciao Klaes, il mio logo lo avrei già :)... Essendo un artista e designer li faccio di mestiere, ahimè;) Però non mi sono ancora sentito di creare una mia chitarra "signature". Infondo, non sono un chitarrista ma un semplice appassionato che non potrebbe, quasi, vivere senza la sei corde:) Mitica la "striped" del leggendario EVH... La sua è sicuramente una chitarra dalla foggia iconica, immediatamente riconoscibile! Amo la forza e la personalità che emana... anche se, personalmente, qualche modifica la apporterei (da buon simbolista inseguo il potenziale comunicativo insito nelle forme nascoste*). Quelle due che realizzai furono create in due modalità differenti: nel primo caso si trattava di una "similStrato", precedentemente preparata con un fondo bianco, sulla quale ho disegnato a mano un pattern grafico di mia ideazione. Nel secondo caso, ho lavorato sul retro body di una Les Paul di liuteria... In quel caso ho realizzato il disegno su carta, l'ho post-prodotto e stampato come adesivo in alta qualità; Ho deciso di applicarlo direttamente sul body dopo aver steso due strati preparatori (eseguiti dal liutaio). Il risultato è stato notevole! Le possibilità sono infinite... L'importante è trovare la via rivelatrice - W - Buona Musica a te :))
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di Claes [user #29011] - commento del 05/11/2017 ore 22:30:55
La Striped è atta a produzione in fabbrica - perfetta, nessun problema. Per la zona arte con la A maiuscola ci vuole tutto a mano, analogo, tutto originale / differente senza limiti. Ltd Edition un solo esemplare! Come hai già fatto. Non hai ragione a farti un ahimè, anzi.
Logo etc.: per una band, è importantissimo avere un veste grafica che rende - si parte dal logo e ovviamente da band con nomi ragionevolmente usabili e non lunghi.
Andata però distrutta, la mia chitarra ultra-super è una SG Special - mancava il pickup al manico (sostituito con uno Framus), e ho fatto fare un battipenna Ferrari Red in plastica da uno che badava a gondole e, in seguito, pervertita con un joystick. No limit! Noi chitarristi siamo però molto conservatori...
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 05/11/2017 ore 22:34:20
👌🙏😉
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