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La morte di Malcolm Young segna la fine di un'epoca
La morte di Malcolm Young segna la fine di un'epoca
di [user #17844] - pubblicato il

Fautore di riff memorabili, cuore della band e supporto ritmico implacabile, con la morte di Malcolm Young si spegne il motore degli AC/DC.
La notizia è arrivata nel pomeriggio di sabato. La redazione di Accordo, come moltissimi musicisti e addetti ai lavori, era impegnata con SHG MusicShow e mai avrebbe immaginato che un weekend così di festa avrebbe portato con sé una storia simile. Quando i nostri canali ci hanno informato dell'accaduto, ci siamo accorti che i lettori ci avevano già anticipato con numerosi post su People d'addio a Malcolm Young, un'estrema dimostrazione d'affetto verso un musicista a volte sottovalutato, ma mai dimenticato.

"Come chitarrista, compositore e visionario, era un perfezionista e un uomo unico" ha scritto il fratello Angus su Facebook, e continuava: "la sua lealtà verso i fan è stata insuperabile. Lascia un'enorme eredità".

Il web si è popolato in fretta di addii al chitarrista ritmico e cofondatore degli AC/DC, scomparso all'età di 64 anni dopo una vita di eccessi e gli ultimi anni segnati da malattie e problemi di salute.

La morte di Malcolm Young segna la fine di un'epoca

Già dal 2014, Malcolm Young aveva ceduto il suo posto dietro la chitarra ritmica al nipote Stevie. In quell'occasione arrivava la smentita ufficiale di uno scioglimento della band ipotizzata dai fan, ma veniva anche confermata la volontà di Malcolm di prendersi una pausa per rimettersi in sesto.
I problemi di salute erano già importanti da tempo. Nel 2010 gli era stato diagnosticato un cancro al polmone, poi ha ricevuto un pacemaker per dei problemi cardiaci e infine una forma di Alzheimer lo ha lentamente consumato negli ultimi anni di vita.

Perso Phil Rudd (nei guai con la legge per l'accusa di aver assoldato un killer), sostituito Brian Johnson con Axl Rose per problemi all'udito della seconda storica voce del gruppo, anche il bassista Cliff Williams si tira indietro. Nel 2016 annuncia che quello sarebbe stato il suo ultimo tour in quanto, senza i componenti originali e soprattutto senza Malcolm alla chitarra, il progetto AC/DC avrebbe esaurito la sua ragione d'essere.
Il 18 novembre scorso, la morte di Malcolm Young ha inferto un ultimo grave colpo alla band.



Degli AC/DC, Malcolm era il motore. Autore di riff storici ed esecutore granitico, ha personificato per decenni il concetto stesso di chitarra ritmica.
Sul palco preferiva restare in secondo piano. Dal lato destro della batteria, sorreggeva con una precisione e un tiro unici il fratello solista e le linee cantate. Non amava dare spettacolo come Angus, ma è a lui che si deve gran parte dello stile stesso della band. Suoi sono i più noti riff degli AC/DC, suo è quel ritmo trascinante che ha ispirato musicisti e appassionati di più generazioni.
Se dal vivo Malcolm non amava mettersi troppo in vista, il suo apporto in fase di composizione e di arrangiamento in studio era immenso, e non da meno il suo contributo umano e da co-leader all'interno della band, verso gli altri componenti, verso il pubblico.

Con lui, muore una parte importante dell'hard rock. Nella tomba, Malcolm si è portato chissà quanti altri riff che avrebbero potuto scuotere gli animi delle nuove generazioni. Fare sì che la sua eredità non finisca per disperdersi nel tempo è un dovere non solo dei fan della sua musica, ma di tutti i musicisti.
acdc malcolm young
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di paolo962 [user #26262] - commento del 21/11/2017 ore 13:41:21
Anche se anagraficamente non ero proprio più uno "school boy", ho passato ore e ore chiuso nella mia cameretta a suonare sopra "If You Want Blood....."
Parenti & vicini di casa non lo potranno mai scordare..... io cercavo di imitare Angus, ma quella chitarra ritmica che sorreggeva il tutto non si poteva non notare e sottolineare....
Provenivo da ascolti variegati (da Hendrix agli Zep, dai King Crimson ai Talking Heads....), ma quella musica così "semplice" mi inchiodò al muro per un bel po'....... All'uscita di Back In Black decisi di farmi una bella trasferta a Grenoble per potermeli vedere dal vivo.....
Scadrò nel più banale dei luoghi comuni, ma i fratelli Young & C. sono stati tra i più fulgidi esempi di come non servano strutture musicali complicate ed ardite oppure una tecnica strumentale marziana per farti sobbalzare....... anzi! quando partiva un pezzo degli AC/DC era davvero impossibile stare fermi.....
Poi si cresce, ci si evolve, ma quando si sentono i celeberrimi riff il mio piede, ancora oggi, non può fare a meno di iniziare a battere il tempo.....
Si sa, it's only Rock'n'Roll......
Rispondi
di acevh63 [user #47139] - commento del 26/11/2017 ore 00:33:25
Grazie del tuo input..! Nel 1979, avevo 16 anni e avevo comprato da poco la mia prima chitarra elettrica per cominciare a suonare i miei primi pezzi hard rock, avendo scoperto i Kiss con il doppio Alive II... ma quell'anno usciì Highway To Hell e lo vidi in un negozietto di dischi di Miano mentre cercavo di trovare roba dei Kiss. Lo acquistai, e la folgorazione per gli Ac-Dc fu totale. Proprio il brano "If you want blood..." è stato in assoluto, per anni e anni, nonostante centinaia di dischi acquistati, il pezzo n.1 che per me esprimeva meglio il significato della parola HARD ROCK e della mia passione di questo genere.
Ancora adesso uso spesso il riff iniziale per scaldarmi le dita e per aiutarmi a ricordare cos'è veramente che mi ha fatto innamorare della chitarra elettrica e che riesce a distogliermi dalle mie frequenti paranoie sulle scale di Malmsteen e di Gilbert.
E anche il mio piede, ancora oggi, parte subito... a quei primi tre accordi...
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di BBSlow [user #41324] - commento del 21/11/2017 ore 15:08:39
Gli AC DC sono (stati) una band essenziale, di quelle che incarnano il rock senza fronzoli e pretese (nei gusti e nell'ascolto personalmente li ho sempre accostati ai maestri del genere, i CCR, e agli Status Quo). Un solista che strizza l'occhio alle radici blues, una ritmica solida, un frontman che dialoga col pubblico. E, in mezzo, una chitarra che tiene insieme il tutto.
E' un ruolo per certi versi ingrato, se cerchi la gloria. Sarai sempre offuscato da una svisata del tuo collega di strumento, da un acuto del cantante, da un batterista che pesta come un forsennato. Ma senza di te quella band non "suona".
I riff di MY sono al livello di quelli degli Stones: e, scusate, non mi sembra poco, proprio per niente.
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di esseneto [user #12492] - commento del 21/11/2017 ore 15:38:18
Il Rock è " la chitarra ritmica " !
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 21/11/2017 ore 21:34:52
E sopratutto la Gretsch,alla faccia di tutti i luoghi comuni della "chitarra Rock"!
Rispondi
di phunkabbestia [user #42918] - commento del 22/11/2017 ore 11:33:13
quando sento dire chitarrista ritmico mi viene in mente uno che non vuole imparare a suonare la chitarra, tipo quelli che prima o poi diventano finti bassisti... Malcom è una rara eccezione.
Rispondi
di Kibb [user #19804] - commento del 23/11/2017 ore 18:46:26
quindi per te il chitarrista ritmico è uno che non vuole imparare a suonare la chitarra ? :)) beata gioventù
Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 24/11/2017 ore 23:09:42
Sai qual'e' il colmo per quello che dici , che lo hai scritto su un sito per chitarristi che si chiama appunto "ACCORDO ".......
Rispondi
di angeletto [user #21395] - commento del 23/11/2017 ore 14:16:46
Ero un pischelletto quando mi venne regalato il disco Back in Black... Rimasi fulminato, nel vero senso della parola AC/DC. Quel gruppo divenne il mio preferito e ancora adesso continuo ad ascoltare la loro musica e a cercare di suonare le loro canzoni.
Persino mio figlio, che ha solo 3 anni, apprezza i loro brani... :)
Ciao
Angelo
Rispondi
di Lisboa [user #47337] - commento del 23/11/2017 ore 23:40:26
La scomparsa di Malcolm Young non segna la fine di nulla: I grandi artisti sono tali quando la loro opera sopravvive alle spoglie mortali, e anche per gli AC/DC sará così. Per sempre grandi...
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