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Padroneggiare davvero un fill
Padroneggiare davvero un fill
di [user #116] - pubblicato il

Inserire un fill in un brano può essere difficile anche se lo si conosce alla perfezione. Stephen Taylor mostra un trucco per controllarlo senza insicurezze.
Ogni batterista ha dei suoi groove e fill preferiti e, quando ne aggiunge uno al proprio repertorio, non vede l'ora di inserirlo nei brani in scaletta con la band. Capita però spesso che il passaggio tanto studiato a casa non riesca come dovrebbe in sala. Si manca un colpo, si va fuori tempo o si torna sul groove dal fill con una sensazione di incertezza, e il tiro generale ne risente.

I batteristi hanno spesso metodi di studio molto schematici. Quando si avvicinano a un nuovo fill o a un groove, sono soliti analizzarlo un colpo alla volta, partendo da un tempo lento, lo eseguono in loop e lo ritengono padroneggiato quando riescono a eseguirlo con scioltezza e senza errori a velocità sostenute. In una canzone studiano la strofa, poi il ritornello, poi preparano i fill del caso. Quello che manca nel processo è l'effettiva applicazione nella prassi esecutiva reale: il collegamento dal punto A al punto B al punto C.
Il batterista Stephen Taylor, didatta e youtuber, ha condiviso col web il suo personale metodo di studio per interiorizzare i nuovi fill e inserirli in modo efficace delle canzoni.

Padroneggiare davvero un fill

Quando si studiano le diverse parti di un brano e alla fine le si mettono insieme, gli anelli deboli sono proprio i fill. Tra chorus di 8, 16, 32 misure o altro, i movimenti dei fill si praticano molto meno rispetto a quelli dei groove quando si esegue un pezzo intero o una parte di esso. Il consiglio di Stephen è di isolare una piccolissima parte di una sezione, una piccolissima della sezione successiva e infilarci il fill nel mezzo, andando avanti e indietro tra le due sezioni in un loop il più ridotto possibile.

Una buona idea è partire da una sola misura di strofa, eseguire il fill, poi passare su una misura di ritornello, eseguire il fill e ricominciare. In questo modo, il corpo praticherà in maniera molto più equilibrata le diverse parti del brano, interiorizzando i collegamenti tra di esse.
Se il processo risulta complicato e il cervello ha troppo poco tempo per richiamare i movimenti, si può passare a due battute di strofa e ritornello, o quattro, fin quando tutto risulterà naturale e fluido.

La lezione comincia a circa 2:25, e consigliamo la visione a chiunque abbia sudato freddo almeno una volta durante l'esecuzione di un brano con la band all'inesorabile avvicinarsi dell'ultimo, bellissimo fill studiato appena pochi giorni prima.

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