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Riconosci la batteria da 5mila euro?
Riconosci la batteria da 5mila euro?
di [user #116] - pubblicato il

Un test A/B confronta un kit da alcune centinaia di dollari con uno da oltre 5mila. A parità di pelli e microfoni, il risultato è tutto da scoprire.
Legni pregiati e piatti scintillanti di fascia alta sono una tentazione che qualunque batterista conosce bene. Con gli anni, il vecchio kit comincia a stare stretto e si desidera il suono dei propri idoli, cominciando a sbirciare dei setup dai costi talvolta davvero importanti. Se il prezzo sul cartellino corrisponda davvero alla differenza rispetto al proprio vecchio caro strumento malandato, ha cercato di quantificarlo Jared Dines.

Jared è un giovane polistrumentista noto al pubblico di YouTube per i suoi esperimenti folli con strumenti musicali di ogni tipo, il più delle volte incentrati sul mondo della musica heavy e metal.
Nel tentativo di individuare un metro con cui misurare il rapporto tra costo e qualità di una batteria, ha messo a confronto il suo vecchio kit da circa 700 dollari con una batteria nuova fiammante da oltre 5mila dollari.
I due strumenti usano le stesse pelli e l'accordatura è regolata nella maniera più simile possibile. Niente post produzione per l'audio, solo un pizzico di compressione per uniformare i colpi e un bilanciamento generale ai volumi, e si va in registrazione. L'esito potrebbe stupire più di un ascoltatore.



La batteria "economica" è una PDP (Pacific Drums) da 400 dollari con piatti ZBT Starter Kit da 200. Il tutto ha avuto un costo di 710 dollari, pelli comprese.

Il kit più costoso è invece un prodotto artigianale marchiato Truth da 3500 dollari, con un set di piatti Zildjian A e K Custom per un totale di 1.635 dollari. Lo strumento al completo è costato a Jared 5.245 dollari.

Le differenze tra i due kit ci sono e si sentono. Tuttavia, per qualcuno potrebbero non essere così evidenti, o comunque non giustificare il salto di quasi uno zero che c'è tra i due strumenti.
Voi cosa ne pensate?
batterie curiosità jared dines
Link utili
Sito PDP Drums
Sito Truth Drums
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Commenti
di xavier [user #9768] - commento del 14/12/2017 ore 17:11:44
NON sono un batterista... ma giuro, quella rossa che ha una profondità maggiore nei bassi provenienti della grancassa, mi ha ingannato! Ho un discreto ascolto dal PC, in quanto ho anche un sub woofer annesso. La percezione di maggior profondità mi ha fatto credere che la batteria rossa fosse quella costosa, camuffata con aspetto "povero" per ingannare gli incompetenti come me! Mi farò controllare da un bravo otorino e da un bravo psicologo... ma preferisco la batteria rossa! Con un secondo ascolto cambierò forse idea? Ciao
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di Claes [user #29011] - commento del 14/12/2017 ore 19:02:14
La vera differenza è tra i rullanti - è la rossa che funziona per musica elettrica - l'altra per musica dove la batteria deve stare beneducata per farcela stare con strumenti extra tipo orchestra. Voglio reincarnarmi da batterista e spero che vi sia una come la rossa quando torno!
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di Mariano C [user #45976] - commento del 14/12/2017 ore 22:06:25
A me la rossa pare “cheap” come suono, tutta roba secca che non ha rotondità, quella marrone molto più definita
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di Krippo [user #752] - commento del 15/12/2017 ore 07:24:38
Che posso dire? Preferisco la batteria rossa pure io....
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di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 15/12/2017 ore 08:48:39
La PDP è economica ma non è in generale da buttar via, diciamo che si pone un bello scalino sopra le batterie economiche e giocattolose.
Detto ciò, mettendo le stesse pelli si toglie la più grande fonte di differenza nel suono. I legni dei fusti danno solo delle sfumature, che spesso nelle registrazioni si perdono - e quindi nessuno sente.
Questo lo so per esperienza personale. Non ho ancora ascoltato il video, sono curioso nella resa dei piatti, dove invece - sempre per esperienza personale - le differenze sono più pesanti. Solo con i Paiste PST7 per ora ho trovato poca differenza tra un piatto economico ed uno di alto livello.
Ritornando sulla batteria, l'hardware fa la grande differenza. Con un po' di ingegno ed un buon tocco posso far suonare bene anche una sgrausissima batteria da 200 €, però probabilmente non avrò la possibilità di posizionare i tom dove voglio (o peggio ancora il rullante) e, dopo averla montata e smontata diverse volte, potrei avere problemi con le meccaniche. Su una batteria di alto livello invece avrò meno difficoltà a trovare il settaggio ottimale, e le meccaniche non mi lasceranno mai a piedi durante un concerto.
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di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 18/12/2017 ore 08:28:1
Beh, che dire, sono rimasto stupito anche dai piatti. Si sente la differenza, io la sento soprattutto sul ride e sul crash, è anche vero che il test è un po' falsato dal genere musicale.
Piatti belli si adattano a più generi, con un muro di suono come quello del video sbucano solo alcune frequenze. Bisognerebbe sentire le registrazioni di sola batteria per ridare un po' di giustizia al portafogli.
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di Claes [user #29011] - commento del 15/12/2017 ore 17:18:48
Ascoltando con orecchie da studio, quello del rullante rosso è il sound che si cercherebbe di equalizzare se usando l'altro. 2 theonethatknowsdrums: con microfoni in studio e session tipica c'è sempre una differenza notevole tra modelli / tipi di piatti e hi-hat però poco riguardo le pelli del resto. Tutto si equalizza, compressore giusto per ogni pista, costruito da mattoni Lego.
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di RedRaven [user #20706] - commento del 17/12/2017 ore 20:29:21
La rossa sul rullante suona "donk" di plastica. Proprio per questo esce di più, l'altra è più bilanciata e rotonda. Quasi tutto il resto è perso sotto la colata di metallo fuso che esce dalla chitarra.
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