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Tosin Abasi si dà alla liuteria
Tosin Abasi si dà alla liuteria
di [user #116] - pubblicato il

Un sibillino post su Facebook mostra quella che diventerà la prima Abasi Guitars, la linea di chitarre progettate da Tosin Abasi e costruite in USA.
L'annuncio arriva come un pettegolezzo, un'anticipazione senza sbottonarsi troppo come si usa fare sui social network per ingolosire i fan. Qualcuno lo aveva già immaginato, altri mai avrebbero pensato di vedere nelle sue mani chitarre che non fossero Ibanez, ma Tosin Abasi ha ufficialmente alzato il sipario sulla sua prossima avventura musicale: disegnare chitarre elettriche a suo nome.

"Come alcuni di voi avranno sospettato, sono felice di annunciare che sono estremamente vicino a rendere la mia chitarra signature disponibile per tutti", così recita il post di Tosin su Facebook. È accompagnato da una foto che mostra la lavorazione di una futura Abasi Guitars, vista da dietro, ancora non rifinita, e rimanda al sito ufficiale in cui è possibile iscriversi alla newsletter.

Tosin Abasi si dà alla liuteria

In un periodo storico in cui anche i colossi si trovano in difficoltà, sembra che altre strade si stiano comunque aprendo per le nuove realtà. Piccole e agili, le aziende che si muovono sul filo dei social non temono di affrontare gli strascichi della crisi, e l'annuncio di Tosin arriva solo poche settimane dopo la presentazione di Solar Guitars, il brand personale di Ola Englund.

Per ora le informazioni sulle Abasi Guitars sono distribuite col contagocce, ma sarete i primi a sapere non appena sarà diffusa qualche notizia su modelli e caratteristiche.
abasi guitars chitarre elettriche tosin abasi
Link utili
Il post su Facebook
Sito Abasi Guitars
Il default di Guitar Center
Le chitarre di Ola Englund
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di yasodanandana [user #699]
commento del 19/12/2017 ore 11:19:3
grande artista
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di francesco72 [user #31226]
commento del 19/12/2017 ore 12:39:08
A me la cosa fa suonare un campanello d'allarme e proprio con riferimento alle Solar, che altro non sono che le Washburn solar prodotte al di fuori della Washburn e rimarchiate.
Se Abasi farà la stessa mossa non vorrei che si ingenerasse una spirale per cui gli artisti sfruttano gli studi di progettazione ed i laboratori di liuteria delle grandi imprese per poi "scappare col malloppo" e produrre da se' gli strumenti o gli effetti. Non mi pare una cosa corretta e rischia di bloccare lo sviluppo dello strumento in collaborazione con grandi nomi. Non che sia sempre una garanzia, però a volte escono signature notevoli. Ovviamente mi rimangerò tutto se si tratterà di una chitarra completamente originale e che Ibanez mai gli avrebbe fatto.
Ciao
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di RedRaven [user #20706]
commento del 19/12/2017 ore 14:27:55
beh però queste produzioni sono introvabili in negozio, al contrario delle signature di grandi marchi che contano su strutture distribuitive più potenti. Altrimenti si ordina online, ma non è la stessa cosa.
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di francesco72 [user #31226]
commento del 19/12/2017 ore 16:23:52
In realtà ormai gran parte del commercio (anche di chitarre) si è trasferita on line, quindi non la vedo come una vera e propria limitazione. Anzi, ti dirò, l'altro giorno cercavo una wylde audio e comprandola direttamente dal sito del chitarrista costava circa 950€ (1.119$) mentre acquistandola dal distributore italiano (Gold Music) 1.950€, con un rincaro maggiore del 100%; quindi molto meglio l'acquisto on line.
Ciao
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di RedRaven [user #20706]
commento del 19/12/2017 ore 17:55:42
quello della wylde è un furto, punto. In generale se cerchi questa chitarra online sai gia cosa vuoi, mentre chi entra in negozio e trova chili di Ibanez magari no, da qui la mia considerazione. Io compro solo chitarre vintage o usate, vedi tu...
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di Repsol [user #30201]
commento del 19/12/2017 ore 19:20:24
In realta' Wylde Audio non spedisce fuori Usa, per cui se trovi il modo di fartela spedire da un amico americano, a quella cifra devi aggiungere il costo di spedizione e le tasse doganali (che variano a seconda di quanto dichiari il valore dello strumento). Non arriverai comunque neanche lontanamente ai 1.950€ di Gold Music.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 20/12/2017 ore 09:13:11
Ciao, per rapidità ho omesso che wylde audio distribuisce in tutto il mondo tramite Schecter. Sui costi ho fatto i calcoli ed avrei speso 1.300/1400 euro complessivamente (dazio+iva+trasporto).
Ciao
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di vicius [user #4317]
commento del 19/12/2017 ore 20:49:13
Da (felicissimo) possessore di una Chapman ml3 non posso che essere favorevole a questo trend.
Chitarre che non costano un occhio ma che valgono (almeno) quanto le paghi,varietà di modelli,sperimentazioni e variazioni sul tema di grandi classici. Tutto il contrario di quello che i colossi del settore (tranne,in parte Ibanez) fanno...
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di francesco72 [user #31226]
commento del 20/12/2017 ore 09:28:17
Oddio, tutta questa sperimentazione non la vedo: le Chapman sono sostanzialmente delle Fender o delle Gibson con la paletta reverse (dove possibile) ed anche i prezzi non mi sembrano così a buon mercato: la ML3 costa esattamente come una Fender squier telecaster e la versione pro costa un po' più della Fender (senza Squier). Stesso discorso per le Solar di Ola Englund rispetto alla Solar già prodotta con Washburn, anzi, in questo caso le "variazioni sul tema" sono proprio zero: è sostanzialmente sempre lo stesso strumento con tre body differenti. A mio parere l'unico che, ad oggi, ha fatto qualcosa di valido è zakk wylde che ha preso la sua gibson da 3.000 euro, l'ha ridisegnata in molte salse e sta sul mercato alla metà della Les Paul. Non che si possa gridare al miracolo, ma almeno la Odin (piaccia o meno) non è una fotocopia della LP e così gli altri modelli che aggiornano clichè usati da 60 anni.
Ciao
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di RedRaven [user #20706]
commento del 20/12/2017 ore 17:28:09
Le chapman dovrebbero essere, dalle recensioni, eoni meglio delle squier, e meglio delle fender mexico. Il tutto con un look più moderno. Ma è un brand concepito in modo più ampio e che non vuole rimanere di nicchia, ovvero non è puntato a un solo genere. Le chitarre da shred come quelle di Englund sono tutto un altro paio di maniche. Di produzioni interessanti ce ne sono, ma prendere una Eastwood via internet continua a non sembrarmi un'idea geniale.
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di vicius [user #4317]
commento del 20/12/2017 ore 20:57:1
Non conosco le wylde,ho provato solo di sfuggita le solar perchè non suono metal e derivati,però:
leggiti,se ti va,la mia recensione della chapman ml3 traditional o vai sul sito a leggerti le specifice,poi dimmi quale fender/squire telecaster ha le stesse caratteristiche. Già solo la forma,le camere tonali,il radius e l'ergonomia della chitarra sono cose che la fender potrebbe tranquillamente fare e non fa...sono variazioni sul tema che per me migliorano e nemmeno di poco lo strumento.
La uso da un anno e passa e polverizza tranquillamente qualsiasi telecaster mi capiti a tiro,made in usa incluse,altro che mim,squire e compagnia bella...
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di francesco72 [user #31226]
commento del 21/12/2017 ore 11:18:02
Non dubito che la Chapman sia un'ottima chitarra, contesto solo che apporti alcuna innovazione, come tu stesso indichi si tratta di accorgimenti, però teniamo a mente che mentre Fender deve tenersi fedele al progetto originale (vedi il putiferio che ha investito Gibson alla ricerca di ammodernamenti delle LP), un liutaio freelance possa modificare finchè vuole. Inoltre Chapman è un buon ragazzo, ma non certo un guitar hero di riferimento; io mi riferivo a quest'ultimi che, cannibalizzato il centro studi di un marchio, poi si portano via il nome e si producono la chitarra da se', così distraendo parte della clientela senza dover sopportare alcun investimento: gli strumenti saranno prodotti col contagocce e la rete di distribuzione non esiste. Temo solo che questi squilibri possano avere effetto negativo sui produttori storici, senza produrre reali alternative.
Ciao
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di RedRaven [user #20706]
commento del 21/12/2017 ore 21:29:55
Io penso che la gente stia iniziando a scrivere senza pensare, purtroppo. Cosa intendi con "senza sostenere nessun investimento", per capirci? avviare una linea di chitarre, prototipi, sviluppo, avviare la produzione e mettere su un minimo di rete commerciale, cosa di tutto questo sarebbe gratis? Ma stiamo perdendo il contatto con la realtà?
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di francesco72 [user #31226]
commento del 22/12/2017 ore 10:34:58
Come già ti era capitato in un altro post leggi (o capisci) solo parte di quanto gli altri scrivono, quindi mi ripeto: ho iniziato il discorso segnalando il timore che Abasi (come Englund) dopo aver collaborato con Ibanez (l'altro con Washburn) per sviluppare un proprio strumento se ne vada portandosi via il tutto. Questo significa che tutto l'investimento di studio e prototipazione se lo è sorbito Ibanez (o Washburn); inoltre par di capire dall'articolo (e dalle esperienze di Zakk Wylde ed Englund), non ci sarà una vera rete comemrciale, ma molto più semplicemente un sito da cui ordinare. Giusto perchè forse non hai letto l'articolo ti segnalo anche che per il momento Abasi si sta servendo di Facebook per lanciare il prodotto e questo social (almeno nella mia realtà) è gratuito. Dunque dimmi tu dove sono gli investimenti? Poi se per te un ufficio con un pc è una rete commerciale e produrre chitarre su ordinazione (quindi già vendute) è un investimento, forse sei tu fuori dalla realtà.
Ciao
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di RedRaven [user #20706]
commento del 22/12/2017 ore 21:57:05
rimettiti la boria nel taschino, per favore. Ovviamente non prenderà una sua ex signature portandola in cina e dicendo "copiare". dovrà sviluppare modelli suoi. E salto alla fine: la promozione su facebook si paga, se non lo sai. Sei dei quella speciosa categoria di persone che pensano che 1) gli altri siano tutti scemi e 2) si faccia tutto in uno schiocco di dita. Prova tu a mettere su una produzione seria di strumenti e vediamo se ti viene a costo zero.
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di francesco72 [user #31226]
commento del 26/12/2017 ore 14:37:12
Qui mi pare che l'unico a sputare sentenze sia tu: io ho espresso un timore che significa un'ipotesi che ritengo infausta. Un'ipotesi è, per definizione, una cosa che può essere, ma anche non essere. Tu, al contrario, hai preso quattro parole di uno di due post che ho scritto e sparato a zero; mi par chiaro chi sia che considera gli altri scemi. Ancor auna volta non hai letto: Abasi non sta facendo promozione in senso tecnico, si è limitato ascrivere un post, cosa che non si paga su nessun social.
Quanto al fare le cose, non ho mai scritto che si faccia tutto schioccando le dita, mi sono limitatoa notare che l'esperienza più simile a questa (Ola Englund) ha visto un chitarrista far costruire le sue chitarre (sviluppate da un altro produttore) da nonsisachi, aggiungere un menu al suo sito e venderle su ordinazione, non mi pare che si possa parlare di nuova impresa e neppure di chissà quali costi; chiaramente, però, se tu sai che ci sia stato un cospicuo investimento ed esiste una rete di negozi Ola Englund con commessi, liutai e ricambi a disposizione di chi ha comprato le sue chitarre, hai ragione. Diversamente faresti meglio a calibrare con attenzione le tue risposte.
Ciao
Rispondi
di franklinus [user #15063]
commento del 20/12/2017 ore 23:16:38
guardando la foto del prototipo mi viene in mente la filosofia costruttiva del fodera bass...costeranno un occhio..anzi due
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 21/12/2017 ore 11:23:44
A me guardando la foto della lima vengon due considerazioni: subito rabbrividisco perchè la precisione di un liutaio sia pure eccezionale non è assolutamente paragonabile a quella di una macchina automatica; quindi (seconda considerazione) spero si tratti solo di un'escamotage pubblicitario per dare l'idea dello strumento artigianale.
Ciao
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 21/12/2017 ore 15:52:2
A me la foto della lima ha fatto pensare all’equazione “più lavoro manuale = più costi = prezzo elevato” :-)
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 22/12/2017 ore 10:35:55
Ho cercato di essere un po' diplomatico, ma sostanzialmente quello era il timore.
Ciao
Rispondi
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