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MD500: in prova la fabbrica di modulazioni Boss
MD500: in prova la fabbrica di modulazioni Boss
di [user #17844] - pubblicato il

28 algoritmi per 12 effetti, preset in quantità e programmabilità totale in tempo reale: l'MD500 è una macchina da modulazioni da non lasciarsi sfuggire.
Il Boss MD500 raggruppa il meglio delle modulazioni di casa in uno chassis compatto e solido. Un'interfaccia immediata si unisce alla flessibilità del digitale per confezionare un pedale versatile e potente come pochi altri nella sua fascia di prezzo.

MD500: in prova la fabbrica di modulazioni Boss

Dagli anni '70 a oggi, Boss ha prodotto effetti di ogni genere risultando d'avanguardia in molti campi, ma probabilmente la tradizione del marchio trova proprio nelle modulazioni alcuni tra i suoni meglio riusciti e più riconoscibili. L'idea di ritrovare in un solo stompbox il meglio dei chorus, flanger, rotary speaker e quant'altro marchiati Boss e Roland ha fatto fremere molti musicisti.
L'MD500 non delude le aspettative, e il modello della serie 500 dedicato alle modulazioni sfodera caratteristiche di assoluto interesse.

MD500: in prova la fabbrica di modulazioni Boss

Imparentato direttamente con l'RV500 già testato su Accordo a questo link, l'MD500 è un pedale digitale che consente di programmare una gran quantità di preset con i suoni di modulazione più famosi di casa Boss. Il dispositivo prende in prestito la praticità d'uso dei sistemi multieffetto, ma assicura una qualità sempre al top grazie a un approccio più simile ai pedali tradizionali, dove tutta la potenza di calcolo è concentrata su un algoritmo alla volta.
Tra classici del suono Boss e nuovi modelli basati sulla tecnologia proprietaria Prime, un DSP di ultima generazione fornisce 28 algoritmi raggruppati in 12 effetti differenti. Una conversione del segnale a 32bit per 96kHz garantisce un timbro sempre trasparente e fedele, insieme a una latenza praticamente nulla.

L'interfaccia è quella già rodata con gli altri prodotti della serie 500, completa per affrontare tutti i parametri di ogni effetto ma essenziale per contenere il numero dei comandi senza sprechi.
Il tipo di effetto generato viene selezionato attraverso il cursore rotativo sulla sinistra. A disposizione ci sono i classici Chorus, Flanger, Phaser, Vibe, Vibrato e Tremolo, ma anche suoni meno convenzionali come Dimension, Ring mod, Rotary, Filter, Slicer e Overtone.

Se algoritmi come Chorus e Phaser non hanno bisogno di presentazioni, sollevano maggior curiosità altre etichette.
Filter, per esempio, raggruppa i wah basati su LFO o sul tocco del musicista.
Slicer si rifà al pedale Boss SL-20, che suona come un tremolo dai tagli netti, dove diversi pattern ritmici si miscelano a filtri sul suono per ammiccare al sequencer di un synth.
Il Dimension replica l'omonima unità Roland. Particolarmente popolare negli anni '80, adottava le modulazioni di un leggero chorus per donare maggior tridimensionalità ai suoni.
Overtone riprende invece il Boss MO2 con un algoritmo di alterazione del pitch e modulazione per enfatizzare le armoniche superiori del suono fino ad ammiccare alle timbriche di un sintetizzatore.

Tutto è controllabile attraverso un ampio display monocromatico, e quattro piccoli pulsanti consentono di navigare con praticità tra i menu. Le manopole personalizzano gli effetti con l'immediatezza di un pedale tradizionale. Depth, Level e Rate (o Value) agiscono sui parametri personalizzabili a schermo. Il ruolo di Param 1 e Param 2 cambia invece a seconda dell'effetto scelto, per una flessibilità totale senza affollare lo chassis di manopole superflue.

Gli switch a pedale sono tre: due hanno il compito di attivare l'effetto e selezionare uno dei due preset presenti in un preciso banco di memoria. Grazie alla modalità A/B Simul è inoltre possibile utilizzare anche due patch insieme.
La pressione simultanea di più switch consente di navigare tra i banchi, e il bypass può essere impostato tra true e buffered per assecondare le necessità di qualsiasi pedaliera senza connotarne involontariamente la risposta.
Il terzo pulsante ha infine il duplice ruolo di TAP/CTL programmabile e, insieme ai pedali d'espressione e gli switch esterni, offre un controllo totale su qualunque parametro degli effetti in tempo reale senza doversi chinare sulla pedaliera mentre si suona.



Nell'utilizzo pratico, il DSP Boss si rivela efficace e versatile. Il tracking del pitch nelle modulazioni più aggressive è preciso e veloce (molto promettenti le simulazioni di organi e dintorni), e il dettaglio sonoro è sempre elevato. Effetti come il Ring Modulator possono apparire ostici sulle prime, ma gli algoritmi intelligenti Prime consentono di domarne la follia rendendoli sempre più o meno musicali.
Lo Slicer è uno spasso da programmare nelle contaminazioni elettroniche, e la risposta dinamica su effetti come Vibrato e Phaser apre a nuovi orizzonti espressivi tutti da approfondire.
Non ultima, un'escursione efficace e profonda delle manopole mette seriamente il musicista al controllo dei propri effetti.
L'MD500 ci ha colpito positivamente, e conferma Boss come una realtà sì dalla grande tradizione, ma mai stanca di innovare e reinventarsi. Da provare con le proprie mani, riservandosi il tempo necessario per approfondirne le mille sfaccettature.
boss effetti e processori md500 modulation
Link utili
Recensione RV500 su Accordo
MD500 sul sito Boss
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Commenti
di kelino [user #5] - commento del 22/12/2017 ore 13:26:59
Non vado pazzo per le modulazioni. Uso solo phaser e tremolo...a volte.
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di aghiasophia [user #35493] - commento del 22/12/2017 ore 14:42:07
A me quello che sfugge di questa serie 500 è capire se la capacità di calcolo è la stessa del gt100.
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di Pietro Paolo Falco [user #17844] - commento del 22/12/2017 ore 15:10:50
Boss non diffonde dati precisi sull'hardware usato, ma ritengo che paragonarle su carta non sia la cosa migliore: sono macchine molto diverse. La GT100 si dedica a simulazioni di tutta la strumentazione (architettura COSM), mentre la serie 500 si concentra su singoli effetti, quindi in teoria avrebbe a disposizione maggior potenza di calcolo anche a parità di hardware. Inoltre anche gli algoritmi sono nuovi.
Tirando fuori i pochi numeri noti, credo che la GT100 avesse convertitori da 44.1kHz per 24bit, mentre qui si parla di 96kHz per 32bit.
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 22/12/2017 ore 19:01:48
Sull'impostazione siamo d'accordo. È chiaro che si tratta di macchine diverse.
Grazie per i dati forniti. Sono già qcosa
Rispondi
di JoeManganese [user #43736] - commento del 23/12/2017 ore 20:51:46
Pare che il Dimension Chorus da solo valga l'attrezzo. Che comunque avendo la possibilità di mettere in sequenza o parallelo due algoritmi diversi es. Chorus e tremolo spiazza la concorrenza (il Mobius secondo me). Che alternative ci sono ? Il vecchio Eventide e lo strymon.
O c'è altro?
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