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Carl Martin: restyling per la serie Vintage
Carl Martin: restyling per la serie Vintage
di [user #116] - pubblicato il

Un formato più compatto e circuiti re-ingegnerizzati portano la gamma di pedali Vintage di Carl Martin nel 2018. Il primo mostrato al pubblico è il DC Drive.
Il catalogo Carl Martin si appresta a ricevere un sostanzioso aggiornamento per il 2018: i pedali della Vintage Series si trasferiscono in nuovi chassis dal taglio più moderno e con accorgimenti pensati per migliorare l'esperienza dei musicisti.

Carl Martin: restyling per la serie Vintage

I contenitori standard in stile Hammond cedono il posto a dei blocchi neri dall'aspetto solido e compatto, con connessioni tutte disposte sul lato superiore. Un pannello frontale ricurvo in alluminio anodizzato arricchisce l'estetica con i colori distintivi dei singoli modelli e le grafiche del caso, sempre essenziali come da tradizione Carl Martin.

Le dimensioni ridotte sono ideali per occupare meno spazio in pedaliera, in linea con le nuove tendenze del mercato, e i circuiti vengono modificati per adattarsi ai nuovi ingombri. Le notizie sui nuovi stompbox sono ancora poche e non sono state svelate le caratteristiche dei singoli effetti, ma ci si aspetta variazioni sia per quanto riguarda i suoni, sia per le funzionalità.

Il DC Drive è il primo della collezione a vedere la luce. Rispetto alla precedente edizione in chassis arancione perde il boost e il relativo secondo switch, ma conserva le regolazioni di volume, gain e tono insieme al selettore per le modalità Regular e Fat.
Ispirato ai classici overdrive da blues e rock, aggiunge gain e corpo sulle medio-basse nella modalità Fat per un approccio più moderno.

Mentre scriviamo queste righe, i nuovi Carl Martin Vintage Series non sono ancora stati inseriti sul sito ufficiale, ma contiamo di potervi dire di più in vista del Namm 2018, a seguito del quale il nuovo catalogo sarà disponibile anche in Italia grazie alla distribuzione di Gold Music.
carl martin dc drive effetti e processori
Link utili
Sito Carl Martin
Sito del distributore Gold Music
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di MuddyWaters [user #47880] - commento del 30/12/2017 ore 09:31:55
Oh che bello: anche Carl Martin si è dato alle schedine cinesi SMD. Sotto a chi tocca...
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 30/12/2017 ore 11:11:1
Ridurre le dimensioni degli effetti e il peso mi sembra un ottima idea. Un chitarrista che conosco ha una pedalboard che pesa 43 Kg. Vorrei sapere poi quanto costa riparare un effetto da 70/80 euro e soprattutto se conviene. Quindi ben vengano gli smd che credo che la maggior parte dei chitarristi non ha mai visto nemmeno in fotografia.
Rispondi
di _Spawn_ [user #14552] - commento del 30/12/2017 ore 15:54:32
Scusa, non ce l'hai una foto della pedaliera del tuo amico :-D? Sono troppo curioso di vederla :D E io che mi lamento quando devo spostare il Mark V combo :D
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 30/12/2017 ore 16:38:49
Purtroppo non lo vedo più perchè ha cambiato sala prove. Comunque fa paura. E' larga 120/130 cm circa. Alla fine ci ha montato due rotelle perchè gli staccava il braccio.
Tra l'altro con quei soldi che ha speso ci compri tranquillamente un fractal, kemper etc oppure un G System con i tuoi OD/DS preferiti, senza tutto quel casino che è un inferno.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 31/12/2017 ore 15:45:0
Sul perché uno dovrebbe spendere gli stessi soldi per avere una simulazione della controparte reale devo ancora trovargli giustificazione.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 31/12/2017 ore 16:23:45
Difatti è una idea mia. Comunque contento lui contenti tutti. Io oltre un certo limite di pedali vado di multieffetto per questioni di praticità. Ovviamente il pedale è sempre the best ma allestirsi una pedalboard è un lavoro e io ne ho già un altro.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 01/01/2018 ore 14:51:35
Beh dai anche un bel passatempo, io ad esempio ho più timore ad accendere e studiare il manuale di quegli aggeggi elettronico/digitali che non attaccare una ventina di Jack ahahaha.
Buona anno
Rispondi
di mz2250 [user #40980] - commento del 01/01/2018 ore 22:38:14
120 cm di larghezza per 43 kg, ecco la giustificazione.....
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 02/01/2018 ore 09:57:
la considerazione era legata al discorso dei soldi spesi, e ripeto non capisco, che siano 100 o 1000Euro non c'è motivo si spenderli in una simulazione se con gli stessi soldi puoi avere la controparte reale.
A meno che tu:
1. hai uno studio di registrazione;
2. suoni in una cover band che spazia da Cutugno agli Iron;
3. registri chiuso in cameretta;
4. ti piace avere a disposizione 50ampli e 2000Effetti per sperimentare.

Per tutto il resto se sai cosa ti serve ed hai chiari i suoni che cerchi con un paio di ampli ed una pedaliera 60x40 o se vuoi esagerare 80x40 ci fai di tutto, ovviamente ci vogliono almeno un paio di chitarre diverse.
Chi si prende il digitale per usare alla fine solo la "plexi" vantando la comodità del sistema è solo uno sfaticato ahahaha.

Per finire, non è normale una pedaliera da 120cm e 43 kg di peso dai, fatti un rack a cassetti e vai di switcher a questo punto....
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 02/01/2018 ore 11:24:30
Ha anche lo switcher...
Io comunque intendevo multieffetti da ampli e non simulatori anche se li ho erroneamente citati. Tieni conto comunque che molti pedalini sono digitali e alla fine suonano anche bene. Vuoi farmi credere che una FX8 della Fractal o un G-Force/G-System messi in un ampli a valvole suonano peggio di una pedalboard con tutti sti fili che girano? Se proprio vogliamo essere pignoli il multieffetto digitale perde solo con un pedale analogico nel confronto A/B.
Io comunque che non ho grosse esigenze avrei bisogno almeno di 9 pedali: Wah/Volume, Comp, OD, DS,Chorus Tremolo, Phaser, Eco e Boost più lo switcher perchè odio il tip tap. Come vedi si fa presto ad andare su budget e pesi importanti senza ricorrere ad un multi effetto. Fatti anche i conti del costo di tutta quella roba e vedrai che ti avvicini ai multifix che ho citato sopra.
Aggiungo: si può anche comprare un multieffetto e usare solo quello che ci piace e/o serve. Si ha una scelta molto vasta a disposizione senza dover comprare provare cambiare, rivendere etc.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 02/01/2018 ore 14:53:33
ho provato a risponderti ma il sito mi ha dato errore 3 volte, ormai non mi ricordo più cosa ti avevo scritto, in sostanza concordo abbastanza, Strymon ed Eventide sono esempi di come il non analogico di qualità possa inserirsi in setup perlopiù analogici.
La considerazione sui soldi e versatilità non mi trova granchè d'accordo, un sistema modulare a pedali singoli è più versatile, nel senso che ci metto quello di cui ho bisogno, riguardo ai soldi posso vendere il singolo pedale sempre più sovente allo stesso prezzo di cui l'ho acquistato se ci si rivolge all'usato, una Fractal & Co. devo venderla prima che esca il modello nuovo altrimenti fa la fine di tutti i componenti per PC il prezzo crolla.
Rispondi
di mz2250 [user #40980] - commento del 02/01/2018 ore 14:24:26
ptenessa la mia era una battuta perché trovo assurdo quei 43 kg, e inutili , che poi magari suona pure in una band un po pezzotta o peggio una cover band ancor più pezzotta, i simulatori perlopiù son comodi quando uno ha dovuto registrare diversi setup sul disco e viene richiesto che il suono sia quello live e non una mediazione, resta che nello studio si usa meno che dal vivo il kemper e affini (almeno da quello che ho visto io) perché li non avendo esigenze di trasporto anche in studi non giganteschi si trova spesso una buona scelta di ampli ed effetti (o si fa un trasporto solo con l ampli del chitarrista)
Ad ogni modo per me l'opulenza è data più dal "posso permettermelo quindi lo compro e ce lo butto li" vedere pedaliere con 5 overdrive per far le cover di Zucchero ( uno a caso senza pensarci troppo) e pedaliere pro magari più minute mi fa un po pensare , ma dio se uno fa un altro lavoro per carità ce li spende... son giochi alla fine se non ci lavori...
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 02/01/2018 ore 15:12:45
lo trovo assurdo anch'io... nella mia 60x40 ho 5 pedali di gain di cui 2 sono boost, un accordatore un alimentatore, un Octaver up+down, un phase un Echo/Chorus ed un Vibe, ho ancora posto per un altro tipo MXR, supero di poco i 10kg con il case in metallo. Valore superiore ad un sistema digitale ma c'è quello che mi serve e tanto basta, se non mi piace più qualcosa la vendo senza perderci quasi nulla e compro qualcos'altro, è un sistema in evoluzione il bello è anche questo, con un sistema digitale rischi di comprare 50 ampli e di usarne 2, guarda la scheda della nuova Headrush 2.000Euro quasi e solo sei simulazioni di pedali di gain.... bastano? probabilmente sì ma ho qualche dubbio.

Riguardo all'uso Live/Studio (ho appena finito di registrare con una band), non mi trovi granchè d'accordo, il setup ampli e padaliera con cui ho registrato lo uso anche per i live ed il suono è quello.
Ho usato le simulazioni in studio soprattutto i plugin della Universal Audio, all'inizio per sperimentare le diverse combinazioni di suoni, poi una volta deciso sono andato di ampli fisico, era comodo proprio per il fatto di non dover attaccare tutto spostare/cambiare pedali. C'era anche un Kemper l'ho provato ma non avevo tempo di cercare di capire come funziona, tanto poi avrei registrato con l'ampli.
Come dici giustamente son giochi c'è chi spende 5.000Eeuro per una bici ed ha la panza e chi ne spende 200 per un OD. O chi ne spende 2.000 per un Fractal da usare in cameretta con le cuffie.
Rispondi
di FakkWylde [user #46330] - commento del 02/01/2018 ore 16:52:52
Non so dove hai visto la Headrush a quasi 2000€ ma si trova (quasi) esattamente a metà di quella cifra praticamente in ogni negozio online. E il discorso per le simulazioni vale lo stesso per gli analogici: che te ne fai di 6 simulazioni di drive quando ti basta cambiare l'amplificatore per modellare buona parte del suono?
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 02/01/2018 ore 18:28:05
Orpo scusa non me n'ero accorto, in ogni caso non cambia le simulazioni di drive mi servono, muff Bender fuzz face ecc... Non basta poter cambiare ampli.
Rispondi
di FakkWylde [user #46330] - commento del 02/01/2018 ore 18:47:12
Ogni simulazione di drive (come tutti i "pedali" headrush) ha una serie di profili diversi, così da poter passare da un opzione overdrive a booster molto facilmente. Il tutto moltiplicato per il numero di simulazioni base. Abbiamo
-White boost
-Green jrc-od
-dc distortion
-black op
-tri fuzz
-8-bit crush
e ognuno ti fornisce una serie di profili che ti aiutano a modellare il suono nella fase iniziale del processo. Nulla mi vieta di inserire più pedali in catena con setting diversi per raggiungere il mio obbiettivo. E, cosa importante, analogamente a quanto succede nell'analogico, inserire un overdrive leggero su un fender pulito o su un marshal distorto mi darà una risposta diversa. Stesso pedale con stesse impostazioni.
Rispondi
di mz2250 [user #40980] - commento del 03/01/2018 ore 00:56:46
D accordissimo su tutto unica precisazione parlavo di turnismo professionale per il suono ampli varie e kemper ecc ecc, sugli uad da utilizzatore di sistemi apollo posso dire che son di un ltra lega rispetto ai plugin normali (plugin alliance e famiglia bx a parte) ,e comodi però si per provare in studio non sostituirei del tutto anche un transistor ( non ciofeca transistor vero ben suonante tipo dv mark roland jc quilter ecc) lo.preferisco ai plugin ad ogni modo si il resto vero , panza annessa spesso anche ai chitarristi della domenica
Rispondi
di Aynrand [user #35588] - commento del 30/12/2017 ore 15:03:56
Non mi sono mai preso un Blue Ranger proprio a causa delle dimensioni troppo generose per la mia micropedaliera, inoltre le connessioni sul lato superiore lo renderebbero ancora più facile da piazzare... Sempre che decidano di includerlo nel restyling.
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 30/12/2017 ore 18:50:45
Posso solo dire che (non parlo del tuo amico, non lo conosco) fra i non pro che ho visto finora suonare, le dimensioni/costo/numero di pedali della pedalboard è inversamente proporzionale alle capacità del chitarrista?
Concordate?
:-) :-) :-) :-) :-) :-) :-)
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 31/12/2017 ore 07:47:1
I pedalini bisogna farli suonare, non solo collezionarli. A che servono 50 sfumature di overdrive, quando hai il pot del volume sulla chitarra? Oddìo, poi c'è gente che usa davvero tutta quella roba: the edge.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 31/12/2017 ore 08:00:19
Non tanto. Di solito il professionista ha il suo suono e per raggiungerlo usa pochi pedali. Io invece suono cover e ho bisogno di più suoni per cui ho un multieffetto. Chi usa i pedali, e fa cover, ovviamente deve averne di più. Comunque c'è gente come Gilmour che ne ha una catasta, solo che non se li scarrozza lui.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 31/12/2017 ore 15:36:5
Vale anche fra i pro guarda the Edge ahahahah
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 31/12/2017 ore 07:43:59
Come quando Ducati ha japponesizzato le sue moto...con la 1098. Carl Martin nella vecchia livrea e design aveva un quel suo di professionale. Ora sembra un pedalino che puoi trovare su aliexpress.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 31/12/2017 ore 15:39:38
E dov'è che l'avrebbero japponesizzata la 1098? Questa è la prima che sento.
Rispondi
di mz2250 [user #40980] - commento del 01/01/2018 ore 22:42:26
Ma insomma le prime versioni a triangolotto erano proprio cheap come estetica e anche il primo restyle rettangolare non è che sembrasse molto pro, anzi eran più simili alla roba lazy J e cinesate varie, queste almeno nell'estetica sembran più curati e meno pezzotti.
Rispondi
di mz2250 [user #40980] - commento del 02/01/2018 ore 14:28:35
A per precisare io in giro( suonando principalmente jazz) uso un dv mark little jazz (uscita d.i. per il p.a. sia lodata) , a volte mi scoccio di aver altro e porto solo un chorus...ahah
Rispondi
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