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FILE SEGRETI E TAIL PIECE DA AREA 51
di [user #46392] - pubblicato il (Modificato) 

Buongiorno Accordiani, scrivo queste poche righe nella speranza che qualcuno possa far luce su questi misteriosi componenti installati su alcune Gibson del chitarrista ritmico dei Guns n’ Roses Richard Fortus. Come potete vedere in queste immagini, le corde non partono dal Tail Piece ma vengono “allungate” inserendo questi affascinanti blocchi, a mio parere in ottone, e apparentemente in sospensione ed equilibrati dalla tensione delle corde. FILE SEGRETI E TAIL PIECE DA AREA 51Quale può essere il loro scopo? Ho pensato al Sustain, ma essendo inserito a monte del ponte e del Tail Piece non sapresi se questi blocchi possano avere così tanta incidenza sul suono. Infine mi è balenata l’idea che questi bellissimi metalli influenzino la rigidezza delle corde, perché inevitabilmente le allungano rispetto al setup di serie.
 
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Commenti
di ...And Bacon For All [user #47555] - commento del 08/01/2018 ore 13:35:28
E se fosse più semplicemente...estetica?

La tensione non è influenzata dal punto di attacco del tailpiece, ma dal ponte. In teoria credo aiuti un pelo a facilitare i bending, ma non mi pare nemmeno che siano così lontane rispetto al normale.
Rispondi
di pastrana [user #34418] - commento del 08/01/2018 ore 17:55:2
Questo non è corretto. La tensione delle corde invece è influenzata eccome dal punto di ancoraggio. La porzione di corda che interessa a noi per suonare inizia al capotasto e finisce sulle sellette, ma la tensione delle corde è diversa se oltre il ponte ci sono due centimetri di corda o se ce ne sono 20, perchè questa - la tensione - sarà distribuita su uno spazio maggiore nel secondo caso.
Non devi confondere il tiraggio ("tiriamo" il mi basso di 10 kg per raggiungere il pitch che ci serve..) con la 'tensione', termine che usiamo noi chitarromani per definire la durezza delle corde sotto le dita: il tiraggio che ci serve, a parità di calibro della corda, è sempre lo stesso, non cambia, perchè i punti dove la corda è sospesa (capotasto e sellette) sono fissi; ma la tensione, nell'accezione usata da noi chitarromani di durezza percepita sotto le dita, cambia, perchè appunto può essere distribuita in uno spazio più o meno lungo, e vien da se che prese due corde uguali, e tirate entrambe a 10 kg, quella più lunga sarà meno "tesa" (e quindi più morbida sotto le dita..) di quella più corta.
;-)
Rispondi
di Cukoo [user #17731] - commento del 08/01/2018 ore 19:35:12
Non è così. La tensione in ogni punto della corda è sempre di 10 kg (con una reazione di 10 kg nel verso opposto). Almeno così disse Isacco Newton, qualche anno fa.
Rispondi
di ...And Bacon For All [user #47555] - commento del 08/01/2018 ore 19:56:07
Scusa ma hai detto la mia stessa cosa nella seconda parte del messaggio, utilizzando però termini errati.
La TENSIONE è la forza longitudinale lungo una corda (o un qualsiasi corpo). Non usiamo parole a caso, quando scientificamente esistono i termini esatti, anche se siamo chitarristi, altrimenti confondiamo solo le acque (a chi legge e vuole capirci sull'argomento). Non "esiste" il tiraggio. Esiste la tensione.
Come hai giustamente detto, la tensione è data dalla distanza capostasto/ponte, tipo di corda e frequenza della nota.
La resistenza della corda percepita dalle dita nel fare un bending NON ha un nome scientifico. Ma è la tensione stessa assieme all'angolo sul ponte a determinare questa sensazione. Un angolo maggiore risulta in una forza maggiore sul ponte, quindi una maggiore resistenza, un angolo minore l'opposto. A questa "effetto" possiamo dare il nome che ci pare: durezza o morbidezza al bending, "feeling", sensazione, o che ne so, quel che vi pare. Anche tensione stessa, visto che d'altronde è figlia di questa forza.
Rispondi
di pastrana [user #34418] - commento del 08/01/2018 ore 21:03:1
Veramente il tiraggio esiste, ed è precisamente quello che ho scritto nel messaggio precedente: 10 kg è (più o meno.. non ricordo precisamente ma dovrebbe essere un valore vicino) il tiraggio necessario a produrre la nota mi sul mi basso della chitarra, ma cmq..
1. "a questo effetto possiamo dare il nome che ci pare: durezza o morbidezza al bending, "feeling", sensazione"
Ma proprio per nulla è una "sensazione": noi premendo con le dita sulle corde modifichiamo uno 'stato di quiete', e per farlo ci serve una data forza, che è variabile (questa cosa si chiama inerzia, cerca la definizione se vuoi e rileggila, io ora non posso copiarla). E questa forza, in quanto tale, è misurabile volendo, non è per nulla una "sensazione".
2. tu affermi che "La tensione - e quindi la forza necessaria a modificare lo stato di quiete della corda, che se ne stava bella tranquilla e rettilinea.. - non è influenzata dal punto di attacco del tailpiece". E ti ripeto che sei in errore.
Rispondi
di ...And Bacon For All [user #47555] - commento del 08/01/2018 ore 21:34:16
Mai letto ne tantomeno sentito nominare la tensione "tiraggio". E' tensione ovunque tu la cerchi. Neanche il vocabolario definisce tiraggio come tensione. Esiste il TIRO, ma non il tiraggio. Continui a chiamare con quel termine una cosa che è banalmente la tensione...

Non continuo a discutere oltre, perché dopo che hai ripetuto che la tensione è influenzata dalla distanza dal tailpiece, ti lascio direttamente scritta la formula così puoi ragionarci sopra da solo:
T (Tension) = (UW x (2 x L x F)2) / 386.4
L=lunghezza corda vibrante (questa è la parte a cui fare attenzione)
F=frequenza
UW="unit weight", caratteristico di ogni corda

E' una formula che trovi ovunque con una ricerca di un secondo su google.
Rispondi
di ...And Bacon For All [user #47555] - commento del 08/01/2018 ore 23:24:31
Ci ho pensato un bel po', un po' perché non avevo nulla da fare e un po' perché mi incuriosiva, su capire cosa succede matematicamente durante un bending. Non è una cosa facile da capire, potrei anche sbagliarmi, sono le 11 di sera potrei aver sparato cazzate, ma almeno non ho tirato parole al vento senza un minimo di calcolo dietro. Se qualcuno che si ricorda meglio la statica vuole dire la sua ben venga.

Analizziamo la formula qui sopra, ma rigirandola: la frequenza F è proporzionale alla tensione T e inversamente proporzionale alle lunghezza L della corda.

Cosa accade suonando una nota? Modifichiamo la lunghezza, diminuendola, perciò la freq, avendo la tensione costante, aumenta.

Cosa accade suonando un bending? Modifichiamo sì la lunghezza, ma aumentandola. Ma questo matematica mi porterebbe ad una frequenza inferiore. Tuttavia, stiamo applicando una forza perpendicolare alla corda: questa, assieme alla tensione già presente, va ad aumentare la tensione T2, più dell'effetto negativo dell'incremento di L. Da qui la nota incrementata. Quindi in bending, la nuova tensione T2 della corda è sempre maggiore.

Bene, da qui iniziamo a complicarci seriamente le cose andando a considerare la porzione di corda extra dopo la selletta. Abbiamo due variabili: angolo di rottura (il simpaticissimo break angle) e la lunghezza della corda tra ponte e tailpiece. Entrambe vanno a giocare sulla tensione durante il bending.

Possiamo modellare la corda come una molla: la forza applicata, causerà una deformazione pari a F=kX. Dove k è la rigidezza o costante elastica longitudinale/assiale.
La lunghezza extra del tailpiece va a giocare proprio sulla rigidezza assiale della corda, che può essere scritta anche come: k=AE/L, dove AE sono costanti per forza di cose. Aumentando la lunghezza L (in questo caso tutta la corda in quanto corpo unico), k diminuisce. La rigidezza inferiore vuol dire più facilità alla deformazione. A forza costante infatti, se diminuisco la rigidezza aumenta la deformazione (intuitivo anche a occhio). Quello che succede invece con la forza applicata dalle dita è che data la deformazione maggiore, diminuisce l'angolo per cui la corda deve essere piegata e di conseguenza avremo una forza minore da applicare alla corda per fare il bending. (Non ho idea di come mettere immagini, altrimenti farei uno schema di calcolo).

Similmente l'angolo di rottura incide su quanto la corda possa deformarsi e spostarsi. Con un angolo maggiore, ovvero una corda che si "spezza" più bruscamente, la pressione maggiore crea una frizione maggiore che impedisce alla corda di spostarsi, risultando quindi in una richiesta maggiore di forza da applicare per fare un bending.

Questa potrebbe essere una spiegazione (parziale?) di angolo e lunghezza delle corde oltre il ponte (e capotasto).
Rispondi
di pastrana [user #34418] - commento del 09/01/2018 ore 07:45:50
Ok,ho letto.. grazie della spiegazione.
Saluti.
Rispondi
di pastrana [user #34418] - commento del 09/01/2018 ore 18:01:42
Ogni chitarra elettrica e basso elettrico possiede porzioni di corda suonanti e porzioni di corda vibranti che non contribuiscono al suono in maniera diretta. Sono le porzioni di corda che partono dal capotasto e si dirigono alle meccaniche e che partono dalle sellette del ponte e si dirigono al bloccacorde.

Queste porzioni di corda non hanno influenza sulla tensione ma influenzano il modo in cui le dita percepiscono la "durezza" delle corde specialmente nel bending e specialmente vicino a ponte e capotasto.

Per esempio, contrariamente a quanto si crede, ridurre l'altezza dell'abbassacorde di una Les Paul non incrementa la tensione della corda. Di fatto aumenta tensione e la nota ma poi per ottenere nuovamente la stessa nota di prima, dovremo allentare la tensione delle corde scordando ed ecco che la tensione è tornata quella originale.

A quel diametro di corda (stessa marca e modello) e a quella nota corrisponde sempre la stessa tensione, indipendentemente dalla situazione esistente oltre le sellette del ponte e oltre il capotasto.

E' vero però che la quantità di corda (e l'angolo di incidenza della corda stessa) presente oltre il capotasto e il ponte, influenza la "percezione" di durezza che abbiamo della corda al bending e l'attacco al plettro TANTO PIU' QUANTO STIAMO SUONANDO VICINO AD ESSI.

Vediamo perché.


L'angolo di incidenza della porzione di corda presente oltre il ponte
e il capotasto non influenza la tensione della corda ma bensì
la percezione di durezza sulle dita.
Tutti noi sappiamo che è più facile piegare una corda tesa al suo centro piuttosto che agli estremi. La stessa cosa accade su uno strumento.

Copiato dal sito di Frudua. Se per te non è abbastanza autorevole ti cito altre fonti.
E quindi, come ti ho detto fin da subito, affermare che solo gli angoli di incidenza su ponte e capotasto hanno effetti sulla percezione di durezza delle corde sotto le dita e che la porzione/quantità di corda non suonante oltre il ponte non ha invece alcun effetto su questa è scorretto, o quantomeno incompleto.
Saluti.
Rispondi
di ...And Bacon For All [user #47555] - commento del 09/01/2018 ore 18:39:57
Concordo appieno con quello che hai copiato. Infatti ha la stesse conclusioni di quello che ho scritto io.

Ma hai letto la mia risposta?

O hai capito quello che ho scritto?

Questa spiegazione è sicuramente chiara, ma non ti dice il perché fisico. Io ho cercato di spiegare anche il perché attraverso dei conti (complicati).

Poi ok, mi spiace che senza uno straccio di disegno e delle formule messe in chiaro sotto gli occhi sia confusionario, non posso farci molto qua nei commenti. Basta dirlo e cerco di fare il possibile per essere più chiaro.
Rispondi
di pastrana [user #34418] - commento del 09/01/2018 ore 20:29:44
Approfondire il "perchè fisico" in questo contesto forse è fuori luogo. E per fortuna c'è già chi prima di noi ha approfondito la questione dal punto di vista fisico, io ho appreso da fonti autorevoli questa cosa e l'ho riportata. Tenevo solo a precisare che, diversamente da quello che è emerso all'inizio della discussione, la porzione di corda non vibrante oltre il ponte incide su quella che tu hai chiamato al principio "sensazione" di durezza delle corde sotto le dita. Quindi non solo l'angolo di incidenza.
Mi chiedi se ho capito... solo in parte. Non ho le competenze per capire appieno le cose che hai scritto, ma mi fido e ti ringrazio per lo sforzo.
Saluti.
Rispondi
di ...And Bacon For All [user #47555] - commento del 09/01/2018 ore 23:40:14
Guarda a me per deformazione professionale e curiosità personale prude proprio il cervello a non avere una spiegazione coi "numeri" :) la risposta "è così perché l'esperienza ce lo dice" non mi soddisfaceva proprio!
E niente, se qualcun altro è curioso come me troverà una risposta qui :)

Comunque sulle conclusioni pratiche siamo d'accordo tutti!
Rispondi
di aleck [user #22654] - commento del 08/01/2018 ore 14:20:42
Penso sia una Scala guitars, non so molto a riguardo ma hanno tutte quell'estetica lì. Magari puoi approfondire.
Rispondi
di pastrana [user #34418] - commento del 08/01/2018 ore 18:01:31
P.s.: nondimeno, nel caso particolare credo sia solo un vezzo estetico.
Rispondi
di NICKY [user #46392] - commento del 08/01/2018 ore 21:45:11
Ragazzi ho trovato! In questo documentario che ci mostra l’intero armamentario dei Guns, verso la fine quando è il turno di Richard Fortus mostrando una ES 335 parla di questo sistema e sostiene che lavori sulla tensione delle corde e che sopratutto cambi in modo pazzesco il tono dello strumento!

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