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Batteria: 50 dischi fondamentali
Batteria: 50 dischi fondamentali
di [user #116] - pubblicato il

Tra gli aspetti decisivi nella formazione di un musicista, gli ascolti hanno un ruolo imprescindibile. Conoscere i dischi e gli artisti essenziali nella storia e nell'evoluzione del proprio strumento sprona il musicista a un'esplorazione più consapevole di generi musicali, suono, linguaggio. iniziamo un viaggio attraverso 50 dischi che ogni batterista, almeno una volta, dovrebbe ascoltare da cima fondo
Selezionare una discografia essenziale non è facile perchè guardando a ritroso nella cronologia musicale del secolo scorso, ci si può perdere, smarriti tra centinaia di capolavori, dischi diventati riferimenti per intere generazioni di musicisti e non solo. Inoltre, c'è la coscenza di quanto possa essere arduo essere oggettivi nello stilare una cernita, perchè si opera in un ambito nel quale si è influenzati dal gusto personale. Al contempo però, esiste la consapevolezza che alcuni album abbiano qualcosa da raccontare più di altri. Per impatto sulla scena musicale, innovazione, suono, spessore artistico. Ma, soprattutto, per le emozioni che suscitano.  La quantità di emozioni che un disco è in grado di offrire, infatti, resta probabilmente il metro di valutazione più schietto per giudicarne l'entità.
E, sullo stesso piano, un grande disco resta la fotografia del processo attraverso cui un artista è riuscito a far confluire in musica le sue emozioni, in maniera efficace e potente. Ascoltare musica, conoscere dischi importanti è dunque avere cognizione di questo sviluppo in cui le emozioni che si fanno arte. E questa cognizione porta a un desiderio di emulazione sano e virtuoso, nel quale si fa musica per esprimersi, per dare voce alle proprie esperienze e passioni.
Ascoltare e conoscere i classici della musica ha inoltre un enorme valore formativo e didattico perchè fornisce delle competenze che possono essere preziose in ambito lavorativo:  più ampia e approfondita sarà la rosa dei dischi che un musicista conosce, maggiore sarà lo scenario di generi musicali, linguaggi e stili in cui saprà calarsi in maniera puntuale e consapevole.

Batteria: 50 dischi fondamentali

Con queste premesse, iniziamo un  viaggio tra i dischi che abbiamo ritenuto più influenti nella storia musicale, mantenedo il  focus sulla dimensione batteristica.  Un elenco, in ordine sparso, di opere indispensabili che ogni batterista dovrebbe ascoltare, da cima a fondo, per almeno una volta. 

Jonathan Vitali & Gianni Rojatti
batteria: 50 dischi fondamentali dischi
Link utili
Il sito di Jonathan Vitali
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Commenti
di Claes [user #29011] - commento del 20/02/2018 ore 11:39:39
Sarete voi due a provvedere 50 links? Dobbiamo contribuire? Volentieri!
Rispondi
di Gianni Rojatti [user #17404] - commento del 20/02/2018 ore 11:50:43
Sarà un lavoro corale che coinvolgerà in primo luogo il giovane e bravo collaboratore (nonché eccellente batterista) Jonathan Vitali e tanti altri amici batteristi professionisti.

Detto questo, caro Claes, noi ti leggiamo sempre volentieri e ogni tuo contributo è sempre super gradito. Aspettiamo i tuoi dischi preferiti da consigliare ai colleghi batteristi.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 20/02/2018 ore 11:59:24
Very cool :) Infatti, voglio essere reincarnato batterista!!!
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 20/02/2018 ore 21:17:06
Mi lancio: "Funky Drummer (Make Me Sweat)" James Brown vai al link con Clyde Stubblefield esemplificando che il batterista è l'elemento chiave del groove di una band.
Il pezzo parte da una jam in studio durante il sound test batteria / basso, arrivano gli altri - alla fine James. Dice "facciamone un pezzo". Inventa testo e canto e il tutto risulta in un inno per batteristi appunto intitolato "Funky Drummer". Il sottotitolo make me sweat è centrato e umoristico!
Il breakbeat del pezzo (2-3 secondi) è stato molto dopo campionato e sul mercato, il #1 di sempre! Il #2 "White Horse" (Laid Back) costava 5000 $ per cui quello di Clyde moltissimo di più. Si era all'apogeo del sampling. Chi comprava pagava un tot, senza ulteriore royalty.
Un batterista è pagato per la session in studio e non ha diritti su un breakbeat usato per hits. 0$ per Clyde oltre alla paga iniziale. Il master appartiene alla casa discografica!
Se questo beat non vi mette di buon umore... Get groovin'
Rispondi
di Jonathan Vitali [user #46516] - commento del 22/02/2018 ore 15:47:4
Che gran pezzo Funky Drummer! Anche Superbad, Cold Sweet, sono pazzeschi. I groove di Clyde Stubblefield ti fanno battere il piede da inizio a fine brano
Rispondi
di tormaks [user #26740] - commento del 21/02/2018 ore 23:31:0
non vedo l'ora cominciate, sono moooolto curioso di sapere se I gusti/opinioni di un batterista sono simili ai miei, Io adoro ee capisco il "linguaggio" della batteria piu di ogni altro strumento , ma nn ho mai potuto permettermi di studiarla .
prima costava molto averla ed avere un posto dove fare molto rumore, ora non avrei il tempo....che palle anche io mi dovro' reincanare....
Rispondi
di Mind Bomb [user #48143] - commento del 22/02/2018 ore 14:11:54
Qualsiasi registrazione dove c'è Max Roach ovviamente!...
Rispondi
di Jonathan Vitali [user #46516] - commento del 22/02/2018 ore 15:55:48
Max Roach una leggenda, sarà difficile sceglierne solo uno :-)
Rispondi
di Mind Bomb [user #48143] - commento del 22/02/2018 ore 17:05:01
Bisogna scegliere per forza? :) Per me è IL batterista...
Un lp che non può mancare (sarò banale ma...) è Spectrum di Billy Cobham...
Fuori categoria (gusti tutti miei) Michi Dei Rossi e Gegè Di Giacomo...
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 22/02/2018 ore 17:18:59
Ho avuto la fortuna di jammare con Michi e... Franz di Cioccio! WOW!!!
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 22/02/2018 ore 17:16:25
Passo adesso a Joe Morello con The Dave Brubeck Quartet dove lo si vede bene! Presto vi sarà chiaro il perché del titolo "Take Five". vai al link
Poi "Nothing's Easy" (Jethro Tull) con Clive Bunker. È un beat un pò strano! vai al link
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