Spesso, molto spesso, forse troppo spesso, capita di leggere di persone decise a prendere una chitarrina da poco per sversarci sopra le peggiori perversioni della loro mente da modder. Impresa non deprecabile in sé, ma da gestire con attenzione. È molto, troppo facile, infatti, incappare in una spirale senza fine che ha il suo fulcro nella scelta di uno strumento sbagliato come punto di partenza. Non conta quanta roba ci possiate mettere sopra: se la base non è solida il castello di hardware ed elettronica è come un grattacielo senza fondamenta. Man mano che sprofonda voi starete lì a metterci altra roba sopra per compensare le mancanze di una chitarraccia.
Ascoltate bene, quindi. Se decidete di imboccare questa strada non fate i taccagni e scegliere uno strumento spartano ma solido come base. Non guardate all'estetica, che poco vale e quasi sempre è uno specchietto per le allodole, ma alla sostanza. Non badate a nomi altisonanti e non illudetevi che un marchio di nicchia possa offrire di meglio. Le scelte sono poche e sono formule ben rodate al servizio del musicista da sempre. Un nome su tutti: Yamaha Pacifica 112.
È in giro da trent'anni e se, fondamentalmente invariata, continua a confermare il suo successo un motivo c'è. Questi strumenti, che forse costano all'acquisto un mezzo centone in più rispetto alla concorrenza e certo non brillano per sfarzo delle finiture, hanno dalla loro una progettazione e una realizzazione impeccabili. Che si tratti di una 112J, di una 112V o di una 112M, la formula magica è sempre la stessa: un corpo in ontano massello scavato con precisione matematica, un manico in acero granitico, dei tasti be posati e ben rifiniti e un assemblaggio inattaccabile.

Non fatevi accecare dagli sbrilluccichii della concorrenza. Una Yamaha Pacifica 112, magari in finitura natural satinata, non mente: niente fronzoli per uno strumento che va dritto al sodo e non si preoccupa di nascondere la sua genuina semplicità. Ecco, la definirei uno strumento da studio. Affermazione vera tanto se per "studio" intendiamo la pratica dell'apprendimento quanto se per "studio" intendiamo l'attività in sala: uno strumento spartano ma tecnicamente ottimo sarà un fedele compagno per lo studente (o per l'amatore) che cerca una chitarra su cui esercitarsi quotidianamente, ma altrettanto valido sarà per il musicista che cerca affidabilità e semplicità in una chitarra da strapazzare lontano dai riflettori. È una chitarra che non abbaglia e non tradisce.
Metteteci su tutto quello che volete in fatto di elettronica e hardware: una base così non teme confronti e non potrà che migliorare.
Ascoltate bene, quindi. Se decidete di imboccare questa strada non fate i taccagni e scegliere uno strumento spartano ma solido come base. Non guardate all'estetica, che poco vale e quasi sempre è uno specchietto per le allodole, ma alla sostanza. Non badate a nomi altisonanti e non illudetevi che un marchio di nicchia possa offrire di meglio. Le scelte sono poche e sono formule ben rodate al servizio del musicista da sempre. Un nome su tutti: Yamaha Pacifica 112.
È in giro da trent'anni e se, fondamentalmente invariata, continua a confermare il suo successo un motivo c'è. Questi strumenti, che forse costano all'acquisto un mezzo centone in più rispetto alla concorrenza e certo non brillano per sfarzo delle finiture, hanno dalla loro una progettazione e una realizzazione impeccabili. Che si tratti di una 112J, di una 112V o di una 112M, la formula magica è sempre la stessa: un corpo in ontano massello scavato con precisione matematica, un manico in acero granitico, dei tasti be posati e ben rifiniti e un assemblaggio inattaccabile.

Non fatevi accecare dagli sbrilluccichii della concorrenza. Una Yamaha Pacifica 112, magari in finitura natural satinata, non mente: niente fronzoli per uno strumento che va dritto al sodo e non si preoccupa di nascondere la sua genuina semplicità. Ecco, la definirei uno strumento da studio. Affermazione vera tanto se per "studio" intendiamo la pratica dell'apprendimento quanto se per "studio" intendiamo l'attività in sala: uno strumento spartano ma tecnicamente ottimo sarà un fedele compagno per lo studente (o per l'amatore) che cerca una chitarra su cui esercitarsi quotidianamente, ma altrettanto valido sarà per il musicista che cerca affidabilità e semplicità in una chitarra da strapazzare lontano dai riflettori. È una chitarra che non abbaglia e non tradisce.
Metteteci su tutto quello che volete in fatto di elettronica e hardware: una base così non teme confronti e non potrà che migliorare.
p.s.: a vedere le foto dell'interno c'è solo da darti ragione: ricetta semplice, carne e patate ma di sostanza
Quando si è giovani e soprattutto inesperti è facile farsi ingannare dalle apparenze... Poi col tempo si diventa più smaliziati :-)
Avete presente quelli che "ok sta facendo una scemenza ma chissà come va a finire?".
Ecco, io.
Trasformare una RG350 da HSH a SSS? Fatto.
Che calvario però...e non è ancora finita, complici liutai "poco liutai" e la mia manualità quasi inesistente (e, va anche detto, tutorial poco completi sulla Rete).
P.s.
Usare le Harley Benton per questo scopo sarebbe una scelta poco efficiente?
Ibanez: basi solide anche loro, anche se devo dire che come materiali Yamaha non si batte. In ogni caso una RG SSS è sicuramente un bel progetto :-)
Il bello delle HB è che hai molte basi diverse da cui partire.
Io mi rivolgevo a quelle persone che "prendo una Bullet e ci metto l'hardware e l'elettronica di una custom shop". La scelta è già insensata di suo, ma se proprio lo si vuole fare, che si scelga una base all'altezza :-)
Ed è per questo che m'induce ad indagare sullo stato della mia salute mentale, dato che suono senza avere strane sensazioni le chitarre classiche. :-)
A parte gli scherzi, digerisco davvero tutto tolte le mazze da baseball Gibson 50's :-(
Certo non ci si può fare dello shred, ma non è un problema... non ne sono in grado su nessun tipo di manico! :-DD
Ah le chitarre ed i bassi entry di Yamaha quanti ne hanno "salvati"! (sempre meno di quanti possibile, per quello che diceva pastrana in merito al blasone...
Non smette di ringraziarmi
La Yamaha , oltre a essere un marchio ormai iconico secondo me , ha sempre offerto prodotti di qualita' con prezzi onesti , e la Pacifica in questione e' una signora chitarra , io ll'ho provata e suona che e' una bellezza, Personalmente sono molto attratto dalla diavoletta col top in acero , ho provato anche quella link e secondo me le Gibson Standard dell'ultim'ora si devono inchinare proprio....
sempre reputate troppo economiche per spenderci su. Tuttavia, posso capire chi decide di farlo. Rispetto alle persone a cui mi rivolgo, beh, sono quelle (e sono tante a giudicare da articoli e diari simili pubblicati nel tempo) che hanno la geniale pensata di prendere una Squier Bullet e trasformarla in una "chirarrazza", senza considerare tutti i limiti "strutturali" di uno strumento di questo tipo. Il mio invito è fondamentalmente questo: se proprio dovete, scegliete una base degna di essere chiamata chitarra e la Yamaha lo è.
Rispetto al discorso "kit": che dire, non mi pare poi una genialata. I vari kit Saga o Benton e compagnia, i classici kit da poco più di un centinaio di euro o due, trovo siano, fondamentalmente, ciofeche indicibili. Per il momento l'unico kit serio su cui io abbia messo le mani è stato un "Professional Kit" della Rockinger, ma andiamo su una fascia di prezzo completamente diversa e, forse, non sarebbe la gioia di un modder, visto che è già perfetto di suo :-D In ogni caso, considererei anche il fatto che le difficoltà di un assemblaggio completo sono lievemente superiori a quelle di una modifica all'hardware o all'elettronica.
E poi, riguardo al pub, se c'è uno scassacazz che si sente di giudicarti per una Yamaha, beh, sta pur certo che ti giudicherà anch se sulla paletta della tua strat autocostruita non ci sarà la decal Fender! Io, che uso una Flying V per un repertorio tutt'altro che "hard" (e anche tutt'altro che rock, spesso...), ne ho sentite di ogni da parte di chi voleva dar aria alla bocca... Eppure non è una Yamaha, ma una Gibson. Se ci si preoccupa di cosa dice la gente al bar, finisce che compriamo solo Les Paul e Stratocaster, rispettivamente Gibson e Fender. Personalmente, ho imparato a fregarmene e dar conto solo alla mia libido chitarristica :-)
Dillo a me, che suono in un gruppo formato da due chitarre acustiche, voce e batteria! :-)
C'è quello che " Eh! Almeno uno straccio di bassista lo potevate portare" e quelli (in maggior numero) "Eh! Ma la chitarra elettrica... bella distorta, vuoi mettere che energia".
Come se l'energia ce la mettesse lo strumento e non il suonatore. :-D
Puoi permetterti di farti un battipenna completamente cablato, e sostituirlo in modo molto rapido, e se vuoi ripristini la condizione originale in modo altrettanto rapido.
Nessun strumento, se non di derivazione Strato, ha questa comodità.
Ciao