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Germanium Amplifier: una manopola per calore d'altri tempi
Germanium Amplifier: una manopola per calore d'altri tempi
di [user #116] - pubblicato il

Robert Keeley studia personalmente i transistor del suo preamplificatore al germanio. Il Germanium Amplifier genera ringhio e calore in una sola manopola.
"Fai largo Earthquaker... ho anch'io una manopola gigante!". Robert Keeley introduce il Germanium Amplifier con un riferimento al concorrente Acapulco Gold, all'insegna della sana competizione.
Il nuovo nato in casa Keeley Electronics è in realtà molto diverso dal distorsore di Earthquaker Devices. Si tratta di un preamplificatore a pedale da posizionare a inizio catena per scaldare il suono con la grinta del del germanio.

Parte di una serie limitata, i Germanium Amplifier sono tutti costruiti a mano da Robert Keeley dopo una lunga fase di sperimentazione alla scoperta delle caratteristiche che rendono i transistor al germanio unici.
Quella con il semiconduttore più amato del mondo vintage è un'avventura iniziata nell'estate 2017, quando Robert ha sollevato il sipario sul fuzz Tesla MKIII, il primo di una collezione di stompbox basato su una partita di transistor NOS coi quali ha rivisto alcuni dei suoi pedali di maggior successo.

Germanium Amplifier: una manopola per calore d'altri tempi

Il Germanium Amplifier segna anche l'inizio di un nuovo capitolo della produzione Keeley. L'artista Phillip Ortiz ha curato l'estetica del pedale e ha disegnato il nuovo logo dell'azienda, un restyling che promette di rinnovare l'intero marchio.
Il pannello è pulito, minimale nella grafica quanto nei controlli. Sullo chassis grigio scuro compare solo una manopola: grande a sufficienza da essere regolata anche con un piede, gestisce l'output e la saturazione generale dell'effetto.
Il circuito è basato su un transistor Tungsram AC125 PNP al germanio e, sulla PCB, è provvisto di un trimmer per la regolazione del bias in modo da personalizzare attivamente il gain generale secondo gusti e necessità. Ogni pedale può essere tarato direttamente dal musicista al fine di ottenere una spinta delicata e pulita o una dose di increspatura piacevolmente vintage.

Il Germanium Amplifier è progettato per aggiungere ringhio, compressione e sustain al suono via via che si ruota la manopola, ma senza mai sfociare in una distorsione vera e propria. Il suo ruolo principale è di booster dal carattere sporco e corposo con cui arricchire e spingere il suono di un amplificatore valvolare già sulla soglia della saturazione.



Il pedale può essere acquistato solo sul sito ufficiale e solo su ordinazione. Per maggiori informazioni, visitare la pagina dedicata a questo link.
effetti e processori germanium amplifier keeley
Link utili
Tesla MKIII su Accordo
Germanium Amplifier sul sito si Robert Keeley
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Commenti
di talpa [user #1842] - commento del 18/03/2018 ore 08:27:05
MXR distorsion plus , lo usavo come pre per scaldare il suono , il chip è al germanio e costa poco .
Poi ho comprato un Vox
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 18/03/2018 ore 10:04:34
Mammamia che furto. Valore effettivo circa 20 euro. Valore commerciale, volendo esagerare 100, 150 euro. 300 euro è un vero e proprio furto a mano armata.
Rispondi
di pastrana [user #34418] - commento del 18/03/2018 ore 12:21:08
" Valore commerciale, volendo esagerare 100, 150 euro. 300 euro è un vero e proprio furto"
Un vero peccato. Perchè mi piace l'idea, mi piace la semplicità intrinseca del progetto, mi piace com'è realizzato, e mi piace anche molto la trovata di poter ritoccare il bias a mio piacere. Io 100 euro, forse anche 150 avendoli, ce li avrei spesi.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 18/03/2018 ore 12:23:12
Ma tanto è quello che vale, fratè... almeno a livello commerciale. Però devi sempre considerare che è un booster qualunque, tra l'altro dei più semplici. Se vuoi un booster simile dal suono "caldo" se non erro c'era un pedale "unimanopola" della EHX che fa questo lavoro qua. Do un'occhiata e ti faccio sapere.
Rispondi
di Faus74 [user #41023] - commento del 19/03/2018 ore 01:06:5
LPB1, lo uso da anni e funziona benissimo.
Finché ci sarà gente disposta a svenarsi, loro faranno i prezzi che vogliono.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 18/03/2018 ore 12:24:4
Questo: vai al link

Che tra l'altro se hai un minimo di dimestichezza potresti tranquillamente costruirtelo da te. E' di una semplicità disarmante (come questo al germanio di quest'articolo del resto).
Rispondi
di pastrana [user #34418] - commento del 18/03/2018 ore 17:44:00
Grazie Mud, per ora non mi serve, ho appena moddato un Boss Sd1 (una variante della Keeley mod) quindi con booster/overdrive sono a posto, ma lo terrò presente senz'altro.

rock on.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 18/03/2018 ore 17:45:48
Io questo piccolino già l'ho fatto ma devo trovare il coraggio di tirarlo fuori per provarlo in saturazione col JTM! :D
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 18/03/2018 ore 14:57:13
Provo a farti vedere le cose da un punto di vista diverso. Io vivo in California, un ora di commercialista mi costa 450$. Se lo chiamo e sto al telefono 15 minuti mi mette in conto 100$.
Un elettricista viaggia a 150$ l’ora e vengono sempre in due, x sicurezza. Insomma, le cifre son diverse da quelle italiane. Ora, se come dite voi Keeley impiega 15 minuti a costruire il pedale, probabilmente, dopo aver aggiunto il costo di approvvigionamento materiali, pubblicità, commercializzazione etc...non siamo cosí lontani dal prezzo che chiede. Anche Keleey avrà un commercialista da 450$ l’ora, un bookkeeping da 100$ l’ora, delle payroll triple ridpetto l’Italia, etc...
Questo pedale non è sicuramente pensato per il mercato Italiano, il goal di Keeley è vendere in America, Giappone probabilmente.
Con tutto ciò non voglio giustificare il prezzo, voglio renderlo solo più comprensibile. Dopo sta a noi capire se fa per le nostre tasche o no.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 18/03/2018 ore 15:59:3
Tutto giusto. In Svizzera la roba costa il doppio che in Italia ma anche gli stipendi sono il doppio. Penso che anche in america sia così altrimenti l'ettricista o il commercialista non li chiama nessuno. Che questi pedali boutique non siano pensati per il mercato Italiano l'abbiamo capito tutti. Gli stessi Italiani producono per l'estero, non è una novità. Come sempre quello che crea un po' di risentimento sono le argomentazioni sul prezzo che lasciano un po' a desiderare: Il "Made in" (se ne è appena parlato) o il "fatto a mano" che non c'entrano un tubazzo con prodotti industriali o semindustriali. Ci vorrebbe un po' più di onestà e sostituire alcune frasi fatte con altre più consone e credibili. Alcuni esempi: "Assemblato e collaudato con cura", "Ingegnerizzato in Italia e prodotto in Cina sulla supervisione della ditta madre", "Assemblato con materiali di qualità". Basta poco per non prendere la gente per scema.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 19/03/2018 ore 00:51:53
Si hai perfettamente ragione...gli stipendi sono adeguati. Un bar tender qui prende più di un direttore di banca in Italia. Tutto è proporzionato, come l’esempio della Svizzera che hai fatto.
Rispondi
di Tubes [user #15838] - commento del 18/03/2018 ore 17:38:56
Ciao Repsol,
perdonami, ma quando sento certe argomentazioni sinceramente non ce al faccio a non replicare . Ho una piccola azienda in Italia, non certo l'ultima delle nazioni al mondo e 450 euro li spendo in un mese di contabilità. Abbiamo 13 persone tra soci,collaboratori e dipendenti . Sono stato in America più volte per vacanza,anche dove vivi tu, e la vita è cara quanto l'Italia, ma forse per mangiare e viaggiare ancora meno . Quindi se come dici tu le spese di consulenza tributaria toccano queste cifre folli che ricasco ci sarebbe sui prezzi del prodotto finito, dei fast-food, degli alberghi, dei voli interni ? Gli stessi pedali,importati, costerebbero delle cifre inaudite... Come fai a spendere 450 dollari l'ora per un fiscalista ? O 100 dollari per una telefonata ? Cambia commercialista .Ho amici che hanno ristoranti a New York e non parlano di queste cifre ... Insomma, siamo seri dai , non mi ritengo un economista del Sole 24 ore ma a quelle cifre che dici tu non esisterebbe un'economia reale .
Rispondi
di alexus77 [user #3871] - commento del 18/03/2018 ore 20:17:
No, direi che invece Repsol ci ha preso in pieno, i costi sono questi. Ma, bottom line, il concetto e' lo stesso: non sono prodotti per mercati o clienti attenti al prezzo, questa e' high-end boutique per chi vuole un prodotto esclusivo, e per dare una spinta di marketing al brand. Keeley vuole competere su territori Klon con questi prodotti, non rivaleggiare MXR, EHX o Boss.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 19/03/2018 ore 01:01:37
Ciao Tubes, capisco che è difficile crederci ma è cosí, e potrei farti mille esempi documentati ma questa non è la sede. Se vuoi scrivimi in privato e sarò felice di confrontarci.
A NY dove vivono le persone che conosci è ancora peggio. Per farti un esempio, lo puoi verificare tranquillamente con Zillow o Trullia, un affitto medio di una casa sulla bay area è 3000 dollari al mese. Si spende 1000$ per una stanza condivisa. Nella mia città, si parte da 5000$ al mese x una casa.
Le property tax sono l’1,25 per cento del valore di un immobile, considera che a meno di 1 milione è difficile comprare qualcosa qui, quindi hai 12 mila dollari solo di property tax. Sai quanto costa una radiografia? 5000$...certo, c’è l’assicurazione. Ma sai quanto costa l’assicurazione? Circa 1000$ al mese. Ho avuto anche io un’azienda in Italia e le differenze sono abissali.
Naturalmente tutto è proporzionato, infatti i salari sono molto più alti. Potrei farti centinaia di esempi e argomentarti tutto, però appunto, lo facciamo in privato xchè altrimenti andiamo parecchio OT.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 19/03/2018 ore 14:26:34
Ciao Repsol, apprezzo il tuo intervento e cerco di rimanere in tema musicale per togliermi un dubbio. Infatti non mi tornano i conti se passiamo al mercato delle solid body: una Gibson SG costa (listino Gibson) tra 1.000 e 1.500 $, lo stesso una Fender American Standard, ovviamente listino Fender; però immagino che anche loro abbiano i costi dei servizi oltre che della produzione e che si ripartiscano in proporzione al volume di affari. Considerando il maggior (di parecchio) costo di base di una chitarra, mi pare che questo booster sia veramente a prezzo da mano armata. O dimentico qualcosa?
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 24/03/2018 ore 20:17:54
E' innegabile che Keeley prima di mettere sul mercato questo pedalino ha indossato la calzamaglia :-)
Il tuo discorso non fa una piega, ma sarebbe meglio fare paragoni con lo stesso prodotto. Diciamo che Fender ha appena immesso sul mercato il loro Overdrive a 199$ e il loro Distorsore a 149$. In effetti non sono lo stesso prodotto di Keeley ma almeno parliamo di pedali. Questo Germanium Amplifer costa 299$...
Considerando le economie di scala di Fender, e' una differenza che a mio avviso ci puo' stare....
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 18/03/2018 ore 10:31:34
Costa di più perché è fatto a mano? E chi se ne frega. È su pcb e lo puoi serenamente automatizzare.
Suonerà sicuramente bene ma si trova roba simile ad una frazione di costo
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 18/03/2018 ore 10:40:06
No è solo su PCB. E' completamente su PCB. Una decina di componenti in tutto. Ci vogliono si e no 10 minuti per montare questo pedale. 10 minuti contati. E' facilmente intuibile la componente "artigianale" intrinseca di quest'apparecchio.
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 18/03/2018 ore 11:13:30
Viviamo una passione che ci fa incontrare dei produttori seriali di miti e leggende esoteriche. Sarò sordo io ma tante finezze tra i prodotti boutique e quelli normali non riesco a sentirle. Ad esempio per me i condensatori sulla chitarra devono semplicemente essere di valore corretto, vorrei fare un blind test per vedere quanti sentono i carta e olio
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 18/03/2018 ore 11:32:36
Io la differenza tra i vari condensatori (a parte il valore, intendo il tipo) la riesco a sentire. E' molto molto sottile. Ma riesco a sentirla. Tuttavia però spesso non corrispondono alle convinzioni che tante volte dipendono dai vari miti e leggende. Per dirti: a me il carta/olio non mi è piaciuto proprio così come i tanto osannati orange drop li ho trovati semplicemente dei buoni condensatori ma senza quell'alone magico che tanti sbandierano. Dopo tanti esperimenti io ho trovato il mio valore preferito, che curiosamente è molto basso (tra i 5 e 10 nF) ed il mio tipo di condensatore preferito (lo Styroflex). Ora monto sempre quello e sto a posto. I miti, come giustamente dici tu, non sono solo sciocchezze ma tante volte sono controproducenti perchè certe persone danno per scontato che il "carta/olio" sia il migliore che ci sia e non sperimentando magari non scoprono qualcosa che effettivamente potrebbe piacere di più. Io, per esempio, prima montavo il classico condensatore vintage "da Fender" 100 nf. Un giorno mi trovai un condensatore ceramico smontato da una vecchia televisione vintage da 10 nF e lo montai su uno dei miei strumenti. Così ho scoperto che mi piace molto di più quel valore piuttosto che quello classico da 100.

P.S. quelli che sono splendidi perchè ti danno una sorta di chiusura "tipo WAH" sono i Tropical Fish ma, come sicuramente saprai, sono rarissimi e costosi a trovarsi.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 18/03/2018 ore 12:27:03
Domanda che mi sono posto riguardo ai prezzi da custom boutique: quanto influisce la grafica e costruzione meccanica di un pedalino sul prezzo al consumatore? Poi il costo di ore e ore di lavoro e di elettronica scartata.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 18/03/2018 ore 12:32:11
Guarda da te. Vai su un sito di componenti elettronici e vedi cosa costa di più.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 18/03/2018 ore 13:45:25
Se mi danno il materiale Io, bimbominchia qualunque, con un saldatore in mano una ventina al giorno di questi pedali li monto...sono 6000 dollari. Fai un po' di collaudo che incide anche lui e il confezionamento. Di ciccia ne rimane assai.
Per la cronaca il montaggio avviene mettendo i componenti con in capi tagliati sulla PCB che viene poi passata sopra un bagno di stagno che li salda tutti in un colpo solo. Di fatto a mano secondo me c'è poco.
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 18/03/2018 ore 16:41:39
Oh, meno male c'è qualcuno che parla con cognizione di causa. Io di condensatori non ci capisco una mazza e mi fa piacere leggere qualcuno che ne scrive senza posizioni fideistiche, idem per il pedale in questione che è un booster con un componente al germanio, buono ma non un miracolo, montato su una pcb
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 18/03/2018 ore 17:14:50
Hai centrato perfettamente il nocciolo della questione. E' un booster semplicissimo con un transistor al germanio. Niente di più. 100 euro a stento se mi prendi nel giorno che sto particolarmente di buon umore. :D
Rispondi
di Inglese [user #31999] - commento del 18/03/2018 ore 14:51:37
Sono dell'idea che il prezzo lo fa il mercato e il costo è affare del costruttore e non deve renderne conto a nessuno ma sono in forte disaccordo su alcune scelte.
Componenti come il connettore di alimentazione e i jack di segnale che sono soggetti a forti stress meccanici (molti chitarristi hanno mani di velluto sulle corde e mani de fero sul connettere i pedali) non mi piacciono montati sui PCB; serve solo a ridurre i tempi e i costi di assemblaggio e non lo trovi accettabile in un prodotto che si propone a un certo livello (e prezzo).
Il contatto da batteria stilo poi per la connessione della scatola è bella come idea low cost ma poco affidabile.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 18/03/2018 ore 12:36:47
Io da giovane ho fatto centinaia di scatole di montaggio, della GBC, di svariati inutili apparati (uno su tutti il "Generatore di risaca" per esempio). Costavano una schifezzuola e ci si divertiva. Questo tipo qua fa le stesse, cose ma se le fa pagare 300 dollari. Quel pedale vale una frazione di quello che costa ed è evidente dalla foto del circuito. E basta poi con questo "fatto a mano", non sono mica delle sculture!
Sono semplicemente ridicoli.
Se poi trovano gente sprovveduta che glieli compra buon per loro ma penso che in giro si trovino aggeggi che fanno lo stesso lavoro ad un prezzo inferiore, sempre che se ne abbia un reale bisogno ovviamente.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 18/03/2018 ore 12:41:13
Suono: a parte che con un "clean" non clean e suonato per 1 secondo manca la base di riferimento, ma mi pare buono ma non certo unico.
Costruzione: sarà handbuilt ma con switch saldato alla PCB come pure i jack non siamo messi proprio benissimo. Sono d'accordo che spesso i jack sono fatti così, ma almeno lo switch separato con una enclosure più grande sarebbe stato più professionale e durevole. E riparabile.
Bias: odio, odio i trim interni. Ho dei pedali con i trim e invariabilmente o non servono a nulla, ovvero si settano una volta e si dimenticano, ma se servono a cambiare il suono allora dovrebbero essere esposti sullo chassis come pot. Qui c'era la fighetteria del single knob, capisco.
Poi non posso fare a meno di notare che il logo del pedale, con la lancetta VU è .. sbagliato. La lancetta è disegnata in modo tale che se ruotasse ancora arriverebbe a fondo scala disallineata.
"che puntiglioso!". Certo, ma a soli 299 + spedizione +dogana arriviamo a 350 euro quindi esigo il massimo. Specie da un pedale con esattamente 12 componenti all'interno.
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 18/03/2018 ore 14:44:45
la lancetta l'ha disegnata un artista, lui può......
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 18/03/2018 ore 15:21:36
Non è che abbia tutta questa importanza, ovvio, ma se sai cos'è, è brutto.
Rispondi
di catoblepa [user #33960] - commento del 18/03/2018 ore 13:13:07
azz ... mi era sfuggito l'errore ... giusto fratello:
per 350 eurini poteva almeno mettere un vero vu meter :)))

p.s.: io ho il compressore a 2 manopole di questo signore qui e devo dire che è veramente molto ma molto bensuonante ancorchè caruccio! ... deve proprio essere un vizio :)
Rispondi
di yasodanandana [user #699] - commento del 18/03/2018 ore 16:16:45
bello.. ma lo stesso suono si trova in pedali che costano molto meno..
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 18/03/2018 ore 17:00:18
Leggo sempre un sacco di critiche sui prezzi di questi pedali boutique, tutti che dicono che per una frazione di prezzo saprebbero fare di meglio , che la dicitura made in Italy è una truffa perché non è tutto realizzato a mano in Italia, polemiche incredibili su tutto... mi date le vostre coordinate così compro da voi pedali ed ampli fighissimi per due soldi? Mi sembra che ci siano un sacco di fenomeni in giro in teoria, poi però in pratica si realizza ben poco! Viene da rivalutare il povero alterbeast-joker-userdevil che nel delirio totale dei suoi post almeno dimostra di saper suonare...
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 18/03/2018 ore 19:05:0
in linea di massima hai ragione: nessuno fa nulla per nulla. Però diciamo che un pedale del genere a 50 euro è regalato, a 100 è nella norma (molti produttori li hanno in catalogo), se si entra nel boutique 150, 200. a 299 con spedizione e dogana da pagare siamo in orbita. Ovvero non è una critica gratuita, ma contestuale. Poi dettagli come lo switch saldato sul PCB a me per quel prezzo sembrano davvero sciatti. Il pedale più costoso che abbia in pedaliera è un Adineko di Calalinbread: 230 euro, ma me l'han regalato, e pur essendo digitale è un signor pedale, fa cose molto particolari (trova un altro emulatore di echo a oil tank), può switchare tra true bypass e buffered, insomma un oggetto molto particolare e versatile con tantissimi suoni a disposizione. Un booster/OD al germanio a 300 dollari è una cosa un pò diversa a mio parere.
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 18/03/2018 ore 19:48:20
Al cambio attuale sono 240 euro, caro ma tutto sommato non una cifra folle. Se ti piace lo puoi prendere senza dover vendere un rene. Chiaro che se lo vuoi in Italia devi pagare le spese di spedizione e le tasse ma questo non è certo colpa del venditore. Parlare di furto mi sembra francamente eccessivo, ė vero che è costoso ma se suona bene e uno apprezza quel sound non vedo qual'è lo scandalo. Io ho preso dei booster dal Canada, le cifre in ballo erano quelle; forse avrei ottenuto risultati simili con meno, non so, però li ho presi, suonano bene, sono contento. Non mi sono posto il problema del costo dei componenti...
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 18/03/2018 ore 20:43:46
Attenzione: non ho usato la parola "furto".
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 18/03/2018 ore 22:47:33
Non tu, altri si. È un discorso che salta sempre fuori ed ha stancato.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 19/03/2018 ore 14:48:37
Ciao, la tua critica mi pare un po' troppo aggressiva: in primo luogo molti hanno segnalato LPB1 che costa 1/3 e fa la stessa cosa, ma anche da solo puoi scorrere i cataloghi on line dei negozi e constatare che ottimi booster si trovano intorno a 100 euro. Personalmente ho provato il big boost di Jad & Freer (88€), il Il boost di vdl (140€) ed il Maestro di Fattoria Mendoza (170€ il più simile al Keeley, essendo al germanio) e ti garantisco che si tratta di prodotti di alta qualità, fatti a mano ed in Italia e come vedi costano meno.
E' vero che il produttore fa il prezzo che vuole, ma è altrettanto giusto che il consumatore cerchi di capire cosa acquista con quel prezzo. Il mio orologiaio di fiducia qualche tempo fa mi disse: ti posso vendere un orologio cinese, è un valido oggetto, ma non ha rete commerciale in Europa, non c'è assistenza e prendi quel che mi arriva come stock di prova (in sostanza la stessa cosa del pedale), oppure compri un orologio Italo/svizzero di cui sono rivenditore ufficiale e per qualsiasi problema me lo porti; ovviamente questi servizi in più si pagano. Dunque, da consumatore, se mi dicono che devo pagare un pedale il doppio della concorrenza, in più pagarmi le spese di spedizione e dogana perchè non c'è importatore e che, se mi si rompe, devo fare la trafila di inviarlo negli USA (con i tempi e costi relativi), vado a vedere se il gioco vale la candela. Non è critica sterile o puntiglio, ma buon senso.
Ciao
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 19/03/2018 ore 15:30:22
lo dici tu stesso: nella fascia intorno ai 150 ce n'è una pletora, qua stiamo al doppio. Sull'assistenza, non so voi ma a me non si è mai rotto un pedale (tranne behringer..) in 20 anni che suono. E comunque dovendo riparare un keeley non so come andrebbe a finire. Se aggiungo che la prova audio non è chiarissima, per me l'appeal è bassissimo. Poi ci sono ottimi boost non mono-manpola che penso siano molto più versatili (per esempio microamp+ o spark booster non mini) per poter regolare gain e volume indipendentemente.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 19/03/2018 ore 19:02:47
Ciao, temo che tu ti sia confuso: io rispondevo al commento di coprofilo delle 17:00, mi sa che abbiamo più o meno le stesse idee su questo scatolotto e sul suo valore.
Ciao

p.s. a me nello stesso lasso di tempo sono capitati inconvenienti con Blackstar, Mooer (2 volte), Fattoria Mendoza e Electro Harmonix.
Rispondi
di pastrana [user #34418] - commento del 20/03/2018 ore 07:14:13
"Se aggiungo che la prova audio non è chiarissima"

No no.. la prova è proprio pessima. Ed è pure brutto quello che ci suonano.
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 19/03/2018 ore 19:35:11
Ognuno è libero di fare le valutazioni che meglio crede, per carità. Non conosco Fattoria Mendoza, sicuramente sono bravissimi, però anche loro il booster al germanio non lo regalano. 170 euro non sono pochi, keeley è un marchio "un po' " più conosciuto di Fattorie Mendoza e questo ha un costo, poi c'è il pippone dell'edizione limitata che per qualcuno è un valore aggiunto. L'ordine di grandezza bene o male è quello, poi è chiaro che spedizione e dogana rendono il costo del keeley inavvicinabile ma a listino siamo li. Non era questo però l'oggetto della mia insofferenza; la cosa che faccio sempre più fatica a sopportare (ma questa è probabilmente colpa mia e dell 'età che avanza) è la continua critica gratuita, l'insinuare che dietro ogni cosa c'è della malafede, che tutti saremmo più bravi e più onesti e più qui e più la. Tutti bravi a parole ma alla fine quanti costruttori di pedali di mestiere hanno commentato? Chi lo ha fatto probabilmente non ha insinuato nulla di strano sul costruttore in questione, magari ha espresso un parere che è più che legittimo ma non ha dato del ladro a nessuno perché sa come funzionano le cose. Qui rischio di fare la fine di Fassino ma dico: se siete così bravi aprite la vostra fabbrica di pedali e vediamo se riuscite a fare chiudere keeley!
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 20/03/2018 ore 09:44:03
Ciao, capisco la tua critica e riconosco che a volte spuntano i soloni per cui è sempre più facile o meglio qualcos'altro. Però non mi pare questo il caso: ci si è limitati a fare valutazioni oggettive sulla base del mercato. Ad ogni modo, come scrivi, ognuno farà le proprie valutazioni sull'acquisto.
Quanto a Fattoria Mendoza, mi permetto di far notare che non siamo lì, rispetto al prezzo del keeley: in primo luogo l'americano costa il 40% in più e non mi par poco. Inoltre, come scrivevo, qui si parla sempre del fatto che in Italia lavorare e produrre costa di più, quindi il divario è aggravato da questi costi ulteriori.
Ciao
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 18/03/2018 ore 20:19:21
Io non li so fare, a mala pena avvito una lampadina però so riconoscere che quello che fa questo pedale lo fanno anche altri che costano molto meno, tutto qui
Rispondi
di swing [user #1906] - commento del 18/03/2018 ore 19:06:32
Fermo restando che il costruttore fa il prezzo di vendita, poi ci deve anche essere qualcuno che li spende quei soldi. Si vedono tanto di quei pedali boutique in giro che ogni volta mi chiedo:" ma quanti ne venderà? Abbastanza per poterci campare?" Me lo chiedo anche per i pedali Bogner. Sono un chitarrista scarso e mi accontento dei miei classici BOSS, in fin dei conti li puoi comprare e rivendere senza rimetterci troppo, ed alcuni suonano anche bene.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 18/03/2018 ore 20:49:44
Ci campano nella misura in cui sono nomi noti, con una rete di distribuzione a cui si appoggiano, ovvero importatori, che li fanno arrivare in negozio, non solo online quindi. Sui pedali Boss, devo dire di averne avuti molti, ma alla fine se inizi a provare altro capisci che ci sono vari livelli, sia sotto, che sopra. E il passo sopra non è detto sia così caro, molti Electro Harmonix, Dunlop/MXR, hanno suoni più interessanti, sono true bypass (se piace, e a me piace), etc. Il tutto senza arrivare ai 300 dollari. Per rimanere nel campo booster (e quanto questo sia particolare dalla clip non lo si capisce dato che il clean non è clean..) ci sono i vari micro amp, spark booster di TC, Electro Harmonix ne ha due o tre in catalogo, e per quella cifra o meno ci sono anche Z.Vex, e molti molti altri.
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di esseneto [user #12492] - commento del 19/03/2018 ore 11:42:19
Il 90% dei musicisti professionisti che suonano in band di livello mondiale usa Boss......
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di francesco72 [user #31226] - commento del 19/03/2018 ore 14:52:02
Beh, questa è un po' grossa. Diciamo che molti usano Boss e precisiamo che in un rig di otto pedali, ci saranno anche 1 o 2 Boss, ma che un professionista su 10 usi solo pedali Boss quantomeno contraddice le centinaia di endorsing di altre marche.
Ciao
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di pastrana [user #34418] - commento del 20/03/2018 ore 07:24:36
Domenica a Cagliari c'era Braido per una clinic. Aveva con se la sua pedaliera (una delle tante, suppongo..): su circa 10 pedali, 4 erano Boss: SD1, delay, chorus e phase shifter.
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di francesco72 [user #31226] - commento del 20/03/2018 ore 09:53:05
Appunto, come scrivi tu, un chitarrista (ne mancano altri 9) usa qualche pedale Boss. C'è una certa differenza rispetto al fatto che il 90% dei professionisti utilizzi solo pedali Boss.
Ciao
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di RedRaven [user #20706] - commento del 19/03/2018 ore 15:36:08
c'è un'altro sito che pubblica le pedaliere di professionisti: ogni tanto c'è un Boss, spesso il delay verde multiswitch di Line6, ogni tanto un Klon, qualcosa boutique, insomma di tutto. Il punto è : trovare quel che fa al caso proprio.
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di gibsonmaniac [user #21617] - commento del 19/03/2018 ore 07:52:53
Al di la' di tutti i discorsi tipo furto/non furto, ecc, ecc la cosa che mi sorprende non sono tanto i 300 dollari quanto il fatto che questo pedale costa sensibilmente di piu' di altri pedali Keeley ben piu' complessi
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di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 19/03/2018 ore 12:23:35
Per me ha usato la tecnica della felpa Fiat.
Quando costava 30 euro non valeva un ciufolo e nessuno la voleva poi hanno alzato di un botto il prezzo ed è diventata di nicchia.
Spesso sparare queste cifre fa parte di un'operazione di marketing, se poi qualcuno grosso abbocca ecco che fai il botto.
Di esempi ce ne sono tanti, magari però sono pedali un minimo più complessi. Qui forse er sor keeley ha, come si dice a Roma, cagato fori dar vaso xDDD
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di francesco72 [user #31226] - commento del 19/03/2018 ore 14:53:50
Mi permetto un'aggiunta: magari al qualcuno grosso il pedale va anche regalato, sicchè il giorno dopo che l'ha usato si possa dire: "anche Tizio usa il mio Booster".
Ciao
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di RedRaven [user #20706] - commento del 19/03/2018 ore 15:31:34
beh è una serie limitata, direi che spiega insieme al "fatto a mano" il 50% del prezzo.
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di vicky [user #33863] - commento del 19/03/2018 ore 17:1
mah, lavoro nell'elettronica e direi proprio che quel pcb non mi sembra fatto a mano.
Sulla serie limitata, oltre ai motivi vari esposti nei commenti sopra, potrei dare anche una spiegazione tecnica che in parte può giustificarne il prezzo.
- il pedalino è basato su un transistor al germanio
- i transistor al germanio hanno smesso di produrli quando ero ragazzo, e ora sono un ragazzo di 50 anni, quindi almeno almeno 35 anni fa. Pertanto ora sono difficili da reperire e sono costosi.
- il transistor al germanio è una brutta bestia: oltre alla dispersione delle caratteristiche (nello stesso lotto di produzione non escono tutti con caratteristiche elettriche uguali, anzi, le tolleranze sono mooolto larghe. Figuriamoci lotti di produzione diversi) è molto sensibile alle variazioni di temperatura: le due cose messe assieme diventano molto critiche quando bisogna dimensionare la rete di polarizzazione.

Per i motivi elencati sopra suppongo che il costruttore abbia dovuto acquistare un lotto e selezionare quelli più simili e consoni al circuito progettato. Ciò significa che può avere acquistato 100 transistor (e quasi sicuramente non dello stesso lotto produttivo) e di essi averne selezionati 50 per fare la serie limitata.

Ovviamente tutto ciò non è a costo zero.
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di francesco72 [user #31226] - commento del 19/03/2018 ore 19:10:55
Scusami, non voglio mettere in dubbio le tue parole, ma allora tutti gli altri che producono con transistor al germanio, ci danno col forcone e gli va fatta bene o fanno beneficenza? Fattoria Mendoza produce un ottimo boost (Maestro, tipo Dallas treble booster) e costa "solo" 170 euro con tutti gli aggravi che anche su queste pagine si leggono ogni 3x2 in merito al produrre in Italia. Ti garantisco che producono con una qualità che molti americani si sognano e danno un'assistenza impeccabile se capita qualche inconveniente.
Ciao
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di vicky [user #33863] - commento del 19/03/2018 ore 21:42:56
- e chi ha detto che gli altri ci danno col forcone o gli va fatta bene? Non io....
- io ho solo dato un motivo tecnico/economico x cui può essere giustificata una parte del prezzo così alto, punto. Che poi questi selezionino i transistor mentre ad esempio la marca che hai menzionato tu no lo faccia, (e sia chiaro, o VICEVERSA), non mi è dato di sapere. Non mi interessa. Ho solo voluto dare una possibile motivazione tutto qui.

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di francesco72 [user #31226] - commento del 20/03/2018 ore 09:48:16
In primo ho posto una domanda, non asserito che tu avessi scritto qualcosa. In second'istanza, proprio al tuo motivo tecnico mi riferivo non capendo come mai altri producono un oggetto simile, con lo stesso "cuore", ma che costa il 40% in meno, percentuale non irrisoria su un componente che non credo costi 100 euro al pezzo, sia pure selezionato.
Ciao
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di RedRaven [user #20706] - commento del 20/03/2018 ore 11:31:45
Una veloce ricerca può dimostrare che i transistor al germanio NOS costano in media 2-4 euro, su ebay. Quindi spero che il sign. keeley abbia modo di approvvigiornarsene a prezzo anche più basso. Tra l'altro "matched" non vuol dire che ne prende due e se uno non va bene lo butta, ma che ne cerca uno con valore simile. Operazione che poi non è per sommelier del transistor, ma che può fare chiunque debitamente addestrato in 5 minuti. Non voglio banalizzare tutto, ma ci si deve ricordare che è elettronica (di base) non alchimia o magia. Capisco la parte di sviluppo, ma la produzione di un oggetto del genere è molto, molto semplice. Le parti "mistiche" obbediscono alle medesime leggi di tutto il resto, poi.
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di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 20/03/2018 ore 18:27:45
Comunque viva il silicio e la sua stabilità! 😁
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di vicky [user #33863] - commento del 20/03/2018 ore 18:47:09
30 min di ola... eccecca...xo!!!
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