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Audiovox 736: il primo basso elettrico della storia su eBay
Audiovox 736: il primo basso elettrico della storia su eBay
di [user #116] - pubblicato il

Il primo basso elettrico mai costruito viene venduto all'asta, ma la notizia passa in sordina. Ecco l'Audiovox 736 del 1936 ceduto dopo appena 25 offerte.
Strumenti del genere sono soliti fare la loro comparsa in aste raffinate, proposti da collezionisti noti a case illustri producendo una risonanza globale attraverso i media specializzati. La storia della vendita di un raro Audiovox 736 sembra invece l'esito scontato del suo sfortunato retaggio.

L'Audiovox 736 è ricordato dagli appassionati come il primo basso elettrico della storia. Prodotto in pochissimi esemplari a partire dal 1936, è finito nel dimenticatoio con il passare dei decenni. Il Fender Precision arriverà solo nel 1951, ma la sua diffusione basterà a rubargli la scena. Il quattro-corde di Leo è oggi indicato universalmente come il primo basso al mondo prodotto su vasta scala e, erroneamente, segnalato da alcuni come il primo vero basso elettrico.

L'Audiovox che lo ha anticipato di oltre un decennio è un parto della mente di Paul H Tutmarc. Non è mai stato particolarmente famoso, ma i pochi esemplari giunti ai giorni nostri (tre si dice, quattro secondo alcune fonti) smuovono un grande interesse tra una ristretta cerchia di collezionisti. Il grande pubblico ne rimane invece più o meno indifferente e la vendita di un esemplare originale del 1936 è passata quasi inosservata.
Il basso è stato venduto il 6 marzo su eBay, quasi in sordina, raggiungendo in sole 25 offerte la cifra comunque ragguardevole di 23mila dollari. A darlo via è stato il nipote di Paul Tutmarc, dopo oltre sessant'anni da unico proprietario.

Audiovox 736: il primo basso elettrico della storia su eBay

Segnaliamo questo interessante articolo su Vintageguitar per approfondire la storia dell'Audiovox 736, il primo basso elettrico mai creato e tra gli esempi di vintage più sottovalutati di sempre.
Gli estimatori comunque non mancano e qualcuno ha pensato di lasciare una testimonianza del prezioso strumento. Nel video che segue, il chitarrista Randy Hansen regala un breve esempio del suono di un esemplare prodotto nel 1937 e, pare, suonato per la prima volta da quando l'attuale proprietario l'ha acquistato nel 1947. La clip è registrata in modo piuttosto amatoriale, consigliamo di saltare a 30 secondi per ascoltare il suonato vero e proprio.

736 audiovox bassi elettrici vintage
Link utili
La storia dell'Audiovox 736
L'Audiovox 736 su eBay
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Commenti
di yasodanandana [user #699] - commento del 26/03/2018 ore 19:03:35
interessante e.. sembra che ci sia anche il suono. Quando va sulle note basse si sente un timbro consistente, solido, da "vero" basso come siamo correntemente abituati
Rispondi
di Lisboa [user #47337] - commento del 26/03/2018 ore 20:49:53
Dai, prova con God Save The Queen, magari quella ti viene...
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di TidalRace [user #16055] - commento del 26/03/2018 ore 20:50:23
Preso da un mio articolo:
"Intanto un musicista e inventore di Seattle, tale Paul Tutmarc, nel 1930 ideò un contrabbasso elettrico, da suonare nel modo classico, che non venne prodotto industrialmente. La sua idea si perfezionò nel 1935, quando produsse un modello da suonare come una chitarra, con una forma moderna ma poco appariscente e dotato di tasti. Il modello prodotto a marchio Audiovox, a metà del decennio, si chiamava 736 Electric Bass Fiddle, aveva quattro corde, un corpo di noce nero solido, costruzione con manico passante e una scala lunga appena 30 pollici e 5/16. Il pickup nascosto sotto il battipenna, aveva un grosso magnete a ferro di cavallo con doppia bobina e effetto humbucker e un cavo che usciva direttamente dalla cassa. Lo strumento era comodo da trasportare per le ridotte dimensioni, poco più di una moderna elettrica e facile da suonare per la presenza dei tasti. Sembra che ne siano stati costruiti circa cento esemplari in quel periodo e venduto al prezzo di 65 $."
e ancora...
"Una variante di questo strumento fu poi riproposta sul mercato nel 1947 da Bud Tutmarc, figlio di Paul. Il nuovo marchio Serenader, nonostante una buona pubblicità, non ottenne comunque molto successo."
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di bluesfever [user #461] - commento del 27/03/2018 ore 07:39:22
Molto interessante! Non conoscevo questa storia, grazie per la bella lettura (anche a TidalRace). Esempio tipico di come non basta l'idea:l'ingegnerizzazione e il marketing del prodotto fanno la differenza.
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