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Quanto pagheresti per una chitarra distrutta?
Quanto pagheresti per una chitarra distrutta?
di [user #116] - pubblicato il

Una Stratocaster del 1964 spaccata sul palco da Pete Townshend va all'asta e ci si aspetta numeri da capogiro per la reliquia ormai inutilizzabile.
In un certo senso, Pete Townshend si può considerare l'inventore assoluto della distruzione di chitarre sul palco. Dimostrazione pura di rock n roll, l'atto di spaccare uno strumento durante un concerto è stato emulato da molti artisti nel corso degli anni, ma quelli sfasciati dagli Who hanno un valore storico unico. Lo dimostrano le numerose chitarre finite all'asta nel corso degli anni: ormai inservibili e irrecuperabili, strumenti rotti da Pete Townshend sono stati battuti anche per 75mila dollari. L'ultimo ad arrivare sotto i riflettori è una splendida Fender Stratocaster del 1964 in finitura Sonic Blue, o quel che ne resta.

Quanto pagheresti per una chitarra distrutta?

La chitarra è stata distrutta sul palco della Long Island Arena a Commack, New York, durante un concerto degli Who nel dicembre del 1967. Di fatto, di quella che oggi avrebbe acquistato comunque un discreto valore tra i collezionisti di vintage, restano tre quarti di body e nient'altro.
Il relitto, pronto per essere incorniciato nella collezione di un appassionato di memorabilia musicali, è accompagnato da una lunga lettera scritta a mano da Pete che documenta il fatto e attesta l'originalità dello strumento.

La reliquia sarà battuta all'asta il 15 aprile, parte da una base di 10mila dollari e, mentre scriviamo queste righe, pare che ancora nessuna offerta sia stata avanzata finora. Per quanto possa far male al cuore vedere una chitarra ridotta in questo stato, questa non è neanche lontanamente la cosa peggiore che si possa fare a una chitarra. In questo articolo abbiamo raccolto per voi il pegigo del peggio.

Un certo interesse lo stanno muovendo altri due lotti, forse equivalenti agli occhi di un collezionista ma di sicuro più intriganti per chi è alla ricerca di strumenti ancora utilizzabili e "vivi".
Sempre su Heritage Auctions e sempre battuti il 15 aprile, è possibile trovare un basso Hagstrom H8 a otto corde appartenuto a Jimi Hendrix, offerto con una base d'asta di 15mila dollari, e la Martin O17 del 1944 usata da Elvis Presley per la promozione di "Girls, Girls, Girls", al prezzo di partenza di 25mila dollari.
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Commenti
di esseneto [user #12492] - commento del 09/04/2018 ore 12:26:4
Pete Townshend è sempre stato un gran dispensatore di "reliquie".....
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di bluesfever [user #461] - commento del 09/04/2018 ore 12:59:28
Na stucada, n'incolada... la par gnà doprada! :D
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di carlo80 [user #38042] - commento del 09/04/2018 ore 13:38:33
Se ero ricco collezionavo chitarre da custom shop nuove fatte su mie specifiche.
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di adriphoenix [user #11414] - commento del 09/04/2018 ore 15:02:23
Neanche un cent...sono loro che devono pagare me per prenderla..e anzi me la devono anche portare a casa con corriere a spese loro
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di Tubes [user #15838] - commento del 09/04/2018 ore 15:12:2
A me il vintage, aldilà dell'effetto macchina del tempo, non fa più gola come una volta . Sugli amplificatori, neanche a parlarne, la difettosità dei componenti dovuta alla normale usura degli anni è una costante e alla fine bisogna sostituire di qui, riparare di là, ricablare un'uscita, cambiare il cono.... Mi compro una riedizione o un nuovo modello con caratteristiche moderne e non me ne pentirò mai . Per gli strumenti, sì, tanto di cappello a queste Strato degli anni 60, o le vere Gibson, per carità non si discutono . Ma che gli vogliamo dire a una Fender di John Cruz o le Gibson da Custom Shop ? Io non investirei su strumenti vecchi, a meno che non faccia collezionismo : il nuovo di gamma alta suona bene altrettanto, anzi gli accorgimenti moderni che esaltano la suonabilità delle nuove produzioni sono il valore aggiunto che non mi sentirei di sacrificare sull'altare della vintage-mania .
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di RedRaven [user #20706] - commento del 09/04/2018 ore 16:41:24
In realtà se guardi alcune prove fatte qui su accordo da Don Diego, ti accorgi che ci sono tele vintage che suonano in modo mostruoso, anche confrontate con le masterbuilt. Che "valgano" la spesa giudicalo tu, ma che non sia la stessa cosa me lo dicono le orecchie.
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di Tubes [user #15838] - commento del 09/04/2018 ore 18:06:48
Guarda, non voglio convincere nessuno però conosco, ho suonato e possiedo strumenti vintage magari non di primo livello come le Tele di cui parli . Dico solo che la liuteria ha introdotto lavorazioni più perfezionate e se i legni sono buoni, non vedo cosa avrebbe una Masterbuilt da invidiare alle sue antenate . Sulle acustiche ad esempio sono stati introdotti notevoli miglioramenti sulle catenature interne ; io una vecchia Martin ad esempio non la preferirei mai ad una fiammante D28 con le nuove specifiche costruttive . Il fascino del vintage introduce altri affascinanti aspetti ; certi modelli possono suonare bene, anzi in maniera esagerata, ma non sono performance ormai impossibili da ripetere con le produzioni Custom odierne,anzi .Io dico che gli anni passano per noi ma anche per questi strumenti e le loro valutazioni sono frutto del collezionismo . Altrimenti perchè dovrei pagare cifre astronomiche per macchine d'epoca del tutto prive dei comfort di una qualsiasi berlina media del giorno d'oggi ?
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di RedRaven [user #20706] - commento del 09/04/2018 ore 20:51:06
Anche io non ti voglio convincere: ho sia strumenti vintage (modesti) che oggettivamente suonano in modo che non ho trovato in qualcosa di odierno. Ho anche repliche moderne che suonano bene, molto bene, ma non ho modo di paragonare spalla a spalla la mia replica di strato 69 con una originale. Ma vai a sentirti i raffronti, come questo: vai al link e poi riparliamone.
Rispondi
di Tubes [user #15838] - commento del 09/04/2018 ore 21:17:12
Eheheh, molto bello il pezzo di Don Diego, che da persona intelligente qual è (leggo sempre con molto interesse i suoi spunti ) non dà un vincitore al confronto . In sostanza è un pò quello che sostengo io, anche se quella Esquire coi toni chiusi lo ammetto mi ha lasciato incantato (la prova a suo tempo l'avevo guardata e adesso l'ho riscoperta con un approccio nuovo ) . Sai che una Esquire come quella l'ho vista nella bottega del mio liutaio di Roma ? Era in ottime condizioni, il proprietario l'aveva portata per un problema alla presa jack che per usura si era allentata dalla sede . La riparazione era difficile, io poi sono andato via e non l'ho potuta sentire suonare, però si parlava di lavori invasivi alla presa che ovviamente andavano valutati e autorizzati visto il valore dello strumento . Concludo dicendo : la cosa più mi irrita del vintage sono le cifre folli che so, per un battipenna, per la cover dei pick-up e per non parlare dei pick-up stessi, per un manico.... Tutta questa aura di magnificenza che poi spesso fa cadere in trappola qualche sprovveduto acquirente ; io non avrei la competenza per districarmi in questo mondo . Per il resto, pensi che non subisca il fascino di una chitarra seria d'annata ? Magari mi capitasse la soffitta del vecchietto che deve buttare tutto e spunta una Fender dal baule .....
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di zabu [user #2321] - commento del 10/04/2018 ore 03:13:25
Senza assolutamente alcun intento polemico: mi ricordo che la prova del video forse era un pochino falsata (e se ne era discusso) dal fatto che il circuito della Esquire è diverso da quello della Telecaster. Ovvero la Esquire non è semplicemente una Tele con un pickup in meno. Magari poi comunque l'originale suona meglio, ma la differenza potrebbe non essere poi cosi' accentuata (come sembra di sentire dal video) se si installasse sulla Cunetto il circuito della Esquire.

Comunque in generale le riedizioni il loro lavoro lo fanno ,anche se magari non saranno al 100% fedeli ai migliori esemplari originali (e ci sono anche originali che poi cosi' bene non suonano). Un altro aspetto è che quando si parla di riedizioni si fa un po' di tutta l'erba un fascio. Ormai pero' sono 36 anni che ad esempio la Fender fa riedizioni. Si parte dalle prime Fullerton dei primi anni '80 all'attuale produzione del Custom Shop, passando attraverso vari periodi di produzione. Le differenze tra le varie ere delle riedizioni posso anche essere notevoli.
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di CescosCorner [user #36147] - commento del 18/04/2018 ore 17:24:45
Si è discusso a sproposito, in quanto il confronto fu fatto tra il pickup bridge della tele (che ha regolazione di tono) e posizione centrale della esquire, che è assolutamente la stessa cosa, bridge pickup con controllo di tono e medesimo condensatore. Diego volle però aggiungere anche un confronto da player quale è, provando a replicare il suono in posizione "uno" della esquire, che ha doppio filtraggio sui bassi sempre sul suo unico bridge pickup, con una posizione "neck" della cunetto con bassi chiusi. Qui si che confronto è stato improprio, infatti io non ero d'accordo lì per lì, ma giustamente Diego voleva testare gli strumenti secondo le possibilità che offrivano, e si è divertito a confrontare le posizioni ed i suoni più analoghi, ribaltando il problema rispetto ad un confronto puro A/B quanto piuttosto a "quali suoni posso tirare fuori da questa chitarra, e con quali risultati?". Si è discusso inutilmente in quanto il test tra le due ad armi pari, e cioè bridge pickup con controllo di tono, è stato vinto a mani basse dalla vecchia Esquire.
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di Lisboa [user #47337] - commento del 09/04/2018 ore 21:00:05
Quoto in pieno sulle problematiche degli ampli vintage: anche se funziona tutto, le schermature elettriche di 30 anni fa non sono piú adeguate, e i ronzii/fischi/fruscii si sprecano...
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di Tubes [user #15838] - commento del 09/04/2018 ore 21:24:43
Esatto, proprio a questo mi riferisco : i condensatori che perdono le capacità originarie, i trasformatori , le membrane dei coni che si deteriorano, le resistenze che non misurano più gli ohm originari,le valvole esaurite ... E' impossibile dopo 50/60 anni pensare che un amplificatore sia ancora quello appena uscito dalla fabbrica . E, se abbiamo sostituto questi componenti, possiamo ancora dire di trovarci di fronte ad un ampli d'epoca ? Infatti se ci pensi bene, a differenza degli strumenti vintage, gli amplificatori anche importanti e blasonati li trovi ancora a prezzi tutto sommato abbordabili parlando a livello di collezionismo .
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di LuigiFalconio85 [user #42411] - commento del 09/04/2018 ore 15:43:35
Guardate che è abbastanza recuperabile...basta aggiungere parti mancanti con del legno nuovo tanta colla e una bella riverniciata...
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di summerandsun [user #22475] - commento del 09/04/2018 ore 16:04:00
Se avesse i pick up la comprerei...
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di pg667 [user #40129] - commento del 09/04/2018 ore 16:13:15
quante storie, è solo un relic un pochino più pesante del solito...
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di Shorelinegold [user #48316] - commento del 09/04/2018 ore 16:35:47
Certo che per spaccare così una Stratocaster ce ne vuole di coraggio e demenza allo stesso modo!
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di RedRaven [user #20706] - commento del 09/04/2018 ore 16:44:00
comunque questa non è una chitarra, è un memorabilia, come che so, un portacenere di Johnny Cash o un pettine di Elvis Presley. Il valore intrinseco è zero per definizione. Il valore è unicamente collezionistico, e finchè c'è qualcuno che paga, la quotazione è quella.
Paghereste 6000 euro per due collettori di scarico di una Ferrari F1? Sono in vendita, per dire.
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di Claes [user #29011] - commento del 09/04/2018 ore 17:10:4
Ho pagato 150.000 Lire a rate nel '69 per una SG Special ultra-reliccata con pickup mancante al manico. Si era sparsa la voce a Venezia che c'era una Gibson in vendita a Verona e a prezzo bassissimo... ma non piaceva a nessuno! Sono andato a provarla, anzi a vederla. Ettecrodo che non piaceva!!! Mi hanno detto al negozio che l'aveva portata un militare USA di stanza in una base poco distante e che a parte questo non avevano la più pallida idea da dove proveniva. Ho da sempre pensato che fosse una "destroyed by Pete Townshend". Lui mandava un roadie in giro per i negozi in ogni città toccata in tour a comprare TUTTE le SG Special che riuscivano a comprare. La mia invece, è poi stata distrutta del tutto da un roadie sbadato... ironia della sorte per questa chitarra.
Penso che la chitarra che merita un numero uno in classifica delle chitarre sfasciate sia quella nel film "Blow Up" di Michelangelo Antonioni. Il film tratta di Londra e del mondo della moda e di "Swingin' London" anni 60 - di moda era anche di distruggere chitarre come faceva Townshend. Ha trovato The Yardbirds per una scena davvero cruciale nel film dicendo a Jeff Beck di distruggere la sua. Risposta (e ommetto parolacce) "no way, forget it, I won't ever do something like that to my guitar". Ha fatto comprare una chitarra meno costosa, e non ha avuto remore vai al link
Come bonus c'è Jimmy Page :)
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di Sykk [user #21196] - commento del 09/04/2018 ore 17:12:52
3 EURO
la piastra delle viti del manico e un attaccacinghia sembrano recuperabili
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 09/04/2018 ore 19:52:06
forse anche il filo della messa a terra....(compreso nei 3 euro)
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 09/04/2018 ore 20:53:50
tu ridi, ma la placca da sola va a 400 dollari. Signor nessuno, e le viti sono a parte. vai al link
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 10/04/2018 ore 07:48:11
boh se ci sono dei deficienti che comprano queste reliquie, buon per i venditori
Rispondi
di Lisboa [user #47337] - commento del 09/04/2018 ore 21:05:00
Niente, io non do dò niente per principio: gli strumenti musicali non si rompono di proposito, è come bruciare un libro o dire parolacce in chiesa. Non si fa e basta. Si pure tenessero la placca da 400 euro... Non la voglio
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 10/04/2018 ore 02:54:
All'epoca poteva avere un significato (gli Who sono quelli che scrissero My Generation), oggi come oggi sarebbe da cretini rompere sul palco uno strumento.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 10/04/2018 ore 09:21:05
Effettivamente una chitarra distrutta non è più una chitarra. Qual'è quell'essenziale qualità che definisce un'oggetto "chitarra" o "strumento musicale". Secondo me il fatto che produca un suono. Per quanto mi riguarda può anche essere stata "spasciata" da chiunque rimane sempre un ammasso di legno di legno informe. Nient'altro che spazzatura buona per la discarica. Quanto pagherei? 10 euro. Giusto perchè può essere un ottimo argomento di conversazione. Ma niente di più. Anche perchè se dicessi a chiunque "guarda, quell'ammasso di legno era una chitarra che ha spasciato "pinco pallino" nel 1968 e l'ho pagata 50000 euro" penso che l'unica reazione e considerazione che ne scaturirebbe è che sono un coglione, scusatemi l'espressione colorita.
Rispondi
di BBSlow [user #41324] - commento del 10/04/2018 ore 09:28:37
Io partirei dal presupposto che questa non è una chitarra: sono pezzi di legno che una volta facevano parte di una chitarra, che è stata sfasciata di proposito durante una performance di un famoso artista.
Chi si compra una cosa del genere non compra uno strumento musicale, ma compra un oggetto da collezione (si, c'è gente che fa cose così); paradossalmente, per il compratore, se la chitarra fosse intera e funzionante sarebbe la stessa cosa, non gli interessa il "senso" dell'oggetto in se quanto la sua storia, il fatto che sia stato parte di un "evento" che per lui può considerarsi importante.
Lo scopo di chi acquista uno strumento vintage è del tutto diverso, le due fattispecie non mi sembrano paragonabili. Chi cerca una chitarra vintage vuole suonarla, non acquista feticci ma strumenti (almeno potenzialmente) utilizzabili.
My two cents: 'sta storia del vintage mi sembra pompata oltremisura.
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di RedRaven [user #20706] - commento del 10/04/2018 ore 17:01:3
scrivevo lo stesso poco sopra, quindi sono d'accordo al 100%. sul vintage, beh, "pompato" come tante altre cose, c'è chi paga 1000 o 5000 euro per un giocattolo anni '70, chi paga ben di più per un francobollo.. le chitarre sono solo uno dei campi di applicazione della teoria della domanda-offerta.
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di BBSlow [user #41324] - commento del 11/04/2018 ore 09:08:0
Si, intendevo "pompato" dai chitarristi... Credo che certe "differenze" di prestazione siano difficilmente percepibili, sia all'orecchio sia alla mano, e che molte affermazioni in tal senso sfiorino la millanteria. Ma, appunto, è un'opinione personalissima.
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