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Manico stonato: se regolare le ottave non basta
Manico stonato: se regolare le ottave non basta
di [user #48391] - pubblicato il

Regolare le sellette del ponte può non bastare a rendere una chitarra bene intonata. Il problema può essere altrove e un minuscolo accessorio farà al caso.
Non sono un ragazzino e nemmeno un principiante, posseggo un bel numero di chitarre tra cui una che mi fa imbestialire. Si tratta di una chitarra modello SG non Gibson ma la marca non conta: non mi riesce di intonarla, le ottave sono giuste, gli armonici anche ma, se suono un accordo di La al quinto capotasto, lo stesso accordo al primo è stonato.
Preciso che ho abbastanza esperienza nel settare le chitarre, ma con questa non ci riesco proprio. Sapreste dirmi le eventuali cause?
Grazie.

Manico stonato: se regolare le ottave non basta

Risponde Marco Omar Viola di MOV Guitars: ciao, come ben sai la chitarra è uno strumento stonato per definizione e le sue increspature sono oramai tollerate dal nostro orecchio perché sempre nell’ordine di pochi centesimi. Il problema è sempre stato molto sentito dai chitarristi, a volte in maniera particolarmente frustrante soprattutto per quelli che si sono accompagnati a pianisti. Proprio per questo sono nati negli anni diversi sistemi per ovviare a questo problema, dal sistema BuzzFeiten ai capotasti Earvana, fino all’incredibile TrueTemperament che permette di ottenere risultati pianistici.
Detto ciò, se la tua SG non ha dei difetti congeniti nella distanza tra i tasti, alcune delle cause del tuo problema possono essere in un capotasto troppo alto, in una tua eccessiva pressione sui tasti o in una eccessiva curvatura del manico.
Nel caso in cui tutte le ipotesi avanzate fossero state già riviste e controllate, allora suggerisco di acquistare un SOS, ovvero un compensatore di ottava removibile di cui MusicGallery è distributore. Questo è un piccolo ma estremamente efficiente metodo per compensare l’intonazione della prima ottava.
Buon lavoro
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di pastrana [user #34418]
commento del 14/04/2018 ore 13:48:51
Se al dodicesimo l'intonazione è perfetta al centesimo, la prima ottava sarà sempre un po' sballata (in genere cresce) e c'è poco da fare. Ho osservato questo in 9 chitarre su 10 che mi sono passate tra le mani.
Io mi regolo accordando la chitarra al centro della tastiera, non corde a vuoto quindi, e intono leggermente calante (ma proprio poco) al dodicesimo, e un po' meno crescente sulla prima posizione. Non ho trovato di meglio per ora.
Quanto al curioso accessorio proposto.. non saprei. Secondo me fa buzzzzzzzz solo a guardarlo, ma forse provando...
Rispondi
di Lucifer [user #46960]
commento del 14/04/2018 ore 18:30:2
Quando ero un negoziante ne ho venduti parecchi e il loro sporco lavoro lo fanno benissimo! Comunque niente di nuovo sotto il sole perchè se qualche vecchietto come me si ricorda bene negli anni '70 fino all'inizio degli '80 su molte chitarre elettriche meno blasonate c'era il famoso primo tasto subito dopo il capotasto che serviva appunto a compensare l'intonazione sballata delle ottave sui primi tasti...
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220]
commento del 14/04/2018 ore 23:18:44
Confermo! Ho sempre erroneamente pensato che lo zero fret (ossia quel tasto posizionato immediatamente dopo il capotasto, che assolve la vera funzione del capo e lascia che il medesimo faccia semplicemente da passacorde...) fosse quasi una stupidaggine e non servisse pressochè a niente, fino a quando non mi sono fatto costruire (di recente) una chitarra che lo ha: mi sbagliavo e di grosso, perchè il sustain e la definizione aumentano notevolmente, le corde si trovano tutte alla medesima altezza e soprattutto l'intonazione è pressochè perfetta lungo tutta la tastiera, da cima a fondo. Esiste qualcuno che ha inventato una soluzione geniale da questo punto di vista, ovvero un nut con zero fret anche per chitarre che non sono nate predisposte:

vai al link

Potrebbe essere una buona soluzione per la SG di cui sopra.

PS. ho avuto per anni una Eko RioBravo 12 che aveva un capo in ottone e lo zero fret...e adesso ne capisco in pieno le ragioni!
Rispondi
di BillyU [user #14094]
commento del 16/04/2018 ore 20:50:07
E si, viva le vecchie Gretsch, ma anche le EKO, che avevano lo zero fret.
Recentemente ho combattuto con una Telecaster da battaglia che ai primi tasti era crescente. Motivo? Il capotasto troppo alto per cui premendo la corda ai primi tasti tu inavvertitamente la "tiravi". Rimedio, abbassare le sedi delle corde, cosa delicata per un inesperto. (Lo so, Marco, l'avrei potuta portare a te, ma ora vivo a Roma e Paderno Dugnano è un po' troppo fuori mano).
Con lo zero fret non ci sarebbero stati problemi.
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220]
commento del 17/04/2018 ore 13:33:58
Potresti provare con il nut Zero Glide di cui sopra...
Rispondi
di BillyU [user #14094]
commento del 17/04/2018 ore 13:57:03
No, ho risolto. Volevo solo dire che col zero fret il problema non ci sarebbe stato.
Rispondi
di pitone48 [user #48391]
commento del 17/04/2018 ore 16:16:30
Vi ringrazio per le risposte, in effetti sono tutte le cose che ho provato,abbassare le corde e limare i tasti e va gia' meglio , provero' anche con lo Zero Nut .
Aggiungo che in 35 anni di onorata carriera non mi era mai capitata una chitarra cosi' .
Alla prossima ,saluti dall'Olanda .
Rispondi
di VdiVendetta [user #48220]
commento del 18/04/2018 ore 15:44:49
Tranquillo...è normale. C'è sempre una prima volta per tutto! :)))
Rispondi
di superloco [user #24204]
commento del 20/04/2018 ore 10:52:56
Ho utilizzato questo sistema al mio primo tentativo di trasformare una Yamaha APXT2 in un tres cubano. Gli spessorini li mettevo dalla parte del ponte. In seguito ho modificato completamente la posizione del ponte. Certo la perfezione dell'intonazione non sarà al 100% ma si sa è uno strumento a corda.
vai al link
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/05/2018 ore 00:49:16
Non ho mai capito come mai i principali costruttori di chitarre non abbiano adottato lo zero fret come standard. Migliora l'intonazione , migliora l'action e rende uniforme il timbro delle corde a vuoto rispetto a quelle "tastate". Anche la realizzazione dei solchi del capotasto sembrerebbe meno critica nel caso dello zero fret rispetto ai capotasti tradizionali, nei quali spesso una imperfetta realizzazione dei solchi è causa di scordature etc. Probabilmente mi sfugge qualche cosa.
Rispondi
di Mariano C [user #45976]
commento del 08/05/2018 ore 08:37:24
ti sei risposto da solo :) "rende uniforme il timbro delle corde a vuoto rispetto a quelle tastate". questa ad esempio è una cosa che io non vorrei mai, proprio perché riduce le mie possibilità timbriche sullo strumento. Io voglio che un mi cantino a vuoto suoni "diverso" da un mi al 5 tasto della seconda corda; tra parentesi, con un capotasto fatto bene si riesce ad avere un action ottima con o senza zero fret. è il motivo per cui molti preferiscono chitarre senza zero fret, che ha degli indubbi vantaggi, e infatti è una bella soluzione da avere a disposizione se uno la cerca.
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/05/2018 ore 11:17:3
certo se lo stile ed il playing e in definitiva il gusto del chitarrista richiedono che il timbro della corda a vuoto sia diverso da quello della corda tastata, chiaramente lo zero fret non è la soluzione migliore. Peraltro per trovare "capotasti fatti bene" occorre sempre stare su chitarre di gamma medio alta, non sono rari i casi (c'è un costruttore USA famoso anche per questo) di chitarre anche pregiate che escono con dei capotasti mediocri.
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