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Stef Burns: la strumentazione del tour 2018
Stef Burns: la strumentazione del tour 2018
di [user #116] - pubblicato il

Stef Burns racconta in un video dal palco di Torino le chitarre, gli amplificatori e gli effetti preparati per il Vasco Non Stop Live 2018.
Stef Burns e Michele Brienza, il tecnico che lo segue sul palco di Vasco Rossi, mostrano la strumentazione preparata per il Vasco Non Stop Live 2018 con un video pubblicato sulla pagina Facebook di Stef.

Nel rack del chitarrista statunitense non possono mancare le sue più affezionate Stratocaster, ma è possibile notare anche una interessante replica di liuteria made in Italy. A sorpresa, compare la storica Kramer suonata con Alice Cooper e rimessa in sesto dal liutaio Matteo Camurati. Per i suoni più rock, una SG e una Les Paul d'epoca. Notevoli nuovi arrivi: alcune Ibanez RG tra cui un modello a sette corde. Su tutte, drop tuning e accordature ribassate si sprecano.

Sul pavimento una pedaliera imponente, ma tutta data in pasto a dei pratici loop per avere a portata di switch i suoni puliti, crunch e distorti - insieme ad alcuni "effetti speciali" senza complicazioni. Nel video si intravede anche una seconda pedalboard: piuttosto grande anch'essa, mostra un'impronta più aggressiva e conserva l'irrinunciabile looper per sintetizzare i suoni in delle comode patch.

I suoni sono amplificati attraverso due testate Marshall JCM900 modificate su sue specifiche e impostate per diffondere suoni stereo. Tutto finisce in casse Marshall posizionate fuori dal palco per un controllo assoluto dei suoni e per la possibilità di tenere i volumi bassi anche on-stage, anche se Stef lascia intendere che ciò non accade affatto.



Il clip è stato pubblicato la mattina del 1 giugno allo Stadio Olimpico, prima del concerto di Torino. Questa sera 2 giugno si replica, stesso stage, prima di partire per gli stadi di mezza Italia nel corso del mese.
palchi e strumentazione stef burns vasco rossi
Link utili
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Commenti
di Baconevio [user #41610] - commento del 02/06/2018 ore 16:35:27
ahahahahah, è un simpaticone :D !
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di bluesfever [user #461] - commento del 03/06/2018 ore 13:55:01
Vero!
Rispondi
di luis68 [user #35769] - commento del 02/06/2018 ore 21:11:18
Dopo 50 anni in Italia ancora non spiccica una parola in italiano 😀
Rispondi
di Lisboa [user #47337] - commento del 03/06/2018 ore 07:35:11
..alla fine l'Ibanez tube screamer e il Marshall JCM non mollano il passo. Un superclassico...
Rispondi
di qualunquemente1967 [user #39296] - commento del 03/06/2018 ore 11:15:3
E' il nostro Mal dei Primitives 😂 Scherzi a parte Stef e' una persona gradevolissima e gentile nonche' ottimo chitarrista ingrediente perfetto per Vasco !
Rispondi
di claude77 [user #35724] - commento del 03/06/2018 ore 13:49:17
Io ho avuto occasione di conoscerlo e scambiarci quattro chiacchiere diversi anni fa prima di una clinics a Roma. Davvero una persona gradevole e molto alla mano. Non credevo avesse in rastrelliera chitarre estreme come quelle. Io l'ho sempre visto con la sua strato in azione.
Rispondi
di Jumpy [user #1050] - commento del 03/06/2018 ore 16:00:0
un grande... seguii una sua clinics alcuni anni fa, tirava fuori dei suoni pazzeschi con la sua solita strato, marshall, tube screamer, chorus e pochissimo altro.
Avendolo visto quasi sempre con la strato, pensavo avesse, ovviamente, tante chitarre, ma tutte strato :)
Come quasi tutti i grandi artisti persona molto piacevole ed alla mano, ricordo che alla fine della clinics si trattenne tranquillamente a far due chiacchiere con noi allievi.
Col fatto dell'italiano... secondo me un po' ci marcia: ha capito che quel suo modo di parlare fa ormai parte del suo personaggio :D
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 04/06/2018 ore 09:28:11
Beh, Fender Stratocaster, testata marshall e tube screamer non sono proprio poco poco, se poi aggiungi il chorus ed anche solo un delay, ci sono professionisti che fanno favilel anche con meno.
Ciao
Rispondi
di nicolaw1 [user #5799] - commento del 04/06/2018 ore 16:42:49
Ben detto !
Ancora mi viene la malinconia quando penso al giorno che ho venduto la mia JCM 900...
Rispondi
di fraz666 [user #43257] - commento del 04/06/2018 ore 08:53:17
grandissimo Stef! dopo l'introduzione delle 7 corde lo amo ancora di più
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 04/06/2018 ore 09:26:44
Ciao a tutti, non leggo interventi da parte dei profeti per cui "il suono sta nelle mani", come mai?
Ciao
Rispondi
di catoblepa [user #33960] - commento del 04/06/2018 ore 09:46:22
... perchè oramai lo sanno anche i sassi
:)
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 04/06/2018 ore 10:08:26
Beh, allora sarebbe bene che i sassi lo dicessero pure a Burns che mi pare andare ben oltre il mantra chitarra+ampli e sapienza di mano.
Ciao
Rispondi
di claude77 [user #35724] - commento del 04/06/2018 ore 12:22:23
Discorso infinito che viene fuori sempre. Io sono convinto che il suono sta nelle dita. Rimane scontato che a quei livelli ti vai a scegliere il meglio che ti puoi permettere in termini economici. Inoltre si seleziona anche in base al tipo di suono che si deve avere. Per fare la roba di Vasco ha sicuramente bisogno di quel set lì. Buddy Guy (solo un esempio) che suona Blues ha necessità di un buon ampli fender e una buona strat, ma è sempre Buddy Guy perchè le sue dita lo rendono tale. Qui è ciò che intendo con il suono sta nelle mani vai al link
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 04/06/2018 ore 16:03:04
Veramente la mia nota non faceva riferimento al fatto che Burns ha materiale di qualità, ci mancherebbe: sono i suoi strumenti di lavoro ed è giusto che siano all'altezza del ruolo. Io mi riferivo al fatto che tra chitarre, testate, rack e pedalanza varia il rig mi sembra assai abbondante per suonare Vasco Rossi. Però se il chitarrista di Vasco ammassa giocattoli a non finire, va tutto bene; se lo fa un qualunque medio chitarraio è uno spreco ed egli un inetto perchè "il suono sta nelle mani". Frase che non ho mai capito dato che sono stato educato secondo il motto per cui la musica ed il suono stanno nella testa e le mani sono solo il mezzo con cui si esprimono le idee.
Ciao
Rispondi
di Ghesboro [user #47283] - commento del 04/06/2018 ore 22:27:46
Vorrei risponderti "perchè gli pseudo filosofi chitarrai da due spicci si sono svegliati", ma sarebbe peccare di ottimismo :D
Mi vien sempre in mente questo esempio: prendi Knopfler, attaccalo ad un Tween con una strato d'annata prima ed a una jackson con EMG attivi e gain a palla su una triple rectifier poi. Suonerà in modo riconoscibile, da Mark knopfler? Sicuramente.
Avrà il medesimo suono con i due setup? Certo, se chi ascolta è ubriaco.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 04/06/2018 ore 23:23:16
Quando usi il Kemper o il Fractal senza un foot controller midi il cui il suono sta veramente nelle proprie mani....;-)
Rispondi
di NICKY [user #46392] - commento del 04/06/2018 ore 10:00:0
Se ci fate caso, quando tirano fuori la Les Paul Custom gli viene chiesto se si tratta di una chitarra del 59" e Stef risponde che sarebbe già in pensione se lo fosse!!!
Conosco alcuni turnisti che lavorano con grandi nomi della musica italiana ed è triste sapere che musicisti di calibro planetario, come Stef, vengono semplicemente "stipendiati" e raccolgono solo le briciole dell'artista di turno che si avvale dei loro servigi!!!
Com'è possibile che nel nostro paese i musicisti siano trattati e pagati come "operai della canzone" mentre nel resto del mondo, soprattutto oltreoceano, gente come STEVENS, NAVARRO, SAMBORA........siano miliardari?????????
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 04/06/2018 ore 10:21:54
Direi che è un normale rapporto di lavoro ed in Italia avviene come nel resto del mondo: il turnista viene pagato per la singola o le molteplici prestazioni esattamente come negli USA o in Russia o Giappone. Inoltre stai mettendo in relazione la riccheza personale (vera o presunta che sia) con uno solo dei ruoli che un musicista può avere. Ad esempio quelli che citi prendono anche i diritti come autori, stessa cosa che avviene in Italia (il primo nome che mi viene è Dodi Battaglia). Inoltre i chitarristi possono avere sponsorizzazioni (Sambora ha un paio di signature e sono certo si trovino i plettri firmati, senza dimenticare che possono pubblicizzare ogni altro accessorio e gadget per chitarra); infine ci sono le clinics ed eventuale merchandising.
Infine mi pare che quello del musicista non sia un mestiere diverso dagli altri: lo puoi fare da dipendente o da libero professionista ed avere la tua impresa; quel che non puoi è pensare di diventare ricco con il lavoro degli altri solo perchè gli stai accanto in tournè.
Ciao
Rispondi
di f.n [user #3760] - commento del 04/06/2018 ore 11:03:49
Francesco 72, che approccio realista e poco romantico :)
La risposta giusta è: in Italia è tutto un magna magna e non ci si cura dell'arte e i politici sono stronzi e sfruttano i musicisti !
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 04/06/2018 ore 15:51:36
Hai ragione, la prossima volta sarò più attento.
Ciao
Rispondi
di team72filo [user #20000] - commento del 04/06/2018 ore 12:05:19
Anche la buon'anima di Massimo Riva ai tempi dalla S.R.B. disse che nonostante i Tour della "rockstar di Zocca " diventassero sempre più importanti ed affollati loro venivano pagati come orchestrali
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 04/06/2018 ore 15:57:20
Però non diceva che mettere nel curriculum: "chitarrista di Vasco Rossi" ti apre porte che non si aprirebbero MAI se avessi "chitarrista della band amici del bar sport".
E poi non capisco il problema, non penso che a Riva ne' a Burns o ad altri sia stata puntata una pistola alla tempia; si tratta di un normalissimo rapporto per cui a chi offre una prestazione viene fatta una proposta, si tratta e si conclude. Sarebbe come dire che siccome si vendono centinaia di migliaia di Wolksvagen i dipendenti sono maltrattati perchè percepiscono lo stipendio. Onestamente se domani sparisse Vasco e rimanesse l'intera band, quanta gente pensate andrebbe ai tour?
Ciao
Rispondi
di team72filo [user #20000] - commento del 04/06/2018 ore 16:09:00
Guarda,fosse per me li potrebbe pure pagare come dei rider di just eat,non mi cambia granchè la prospettiva,riportavo una frase che avevo letto tempo fa a conferma del concetto espresso da Nicky,purtroppo per lui Il povero Massimino non credo che abbia sfruttato molto l'eventuale vantaggio del curriculum...
Rispondi
di pg667 [user #40129] - commento del 05/06/2018 ore 09:03:55
ti garantisco che accade così pure nel resto del mondo: il buon Kiko Loureiro ha iniziato a far soldi da quando è entrato nei Megadeth, ma come "dipendente":

dal nuovo endorsment Ibanez raccatta circa 1500$ al mese, una percentuale sul cachet di ogni serata e i diritti dei pezzi composti da lui (è accreditato come co-autore di 3 pezzi sull'ultimo 'Deth), con gli Angra non prendeva tutti questi soldi anche essendeo uno dei principali compositori del gruppo.
Rispondi
di NICKY [user #46392] - commento del 04/06/2018 ore 16:07:58
La realtà è che in Italia o cavalchi l'onda a oltranza, vedi Poggipollini, Colombo o Varini, altrimenti di musica non ci campi serenamente.
io sono di Bologna e conosco Turnisti che hanno lavorato con Renato Zero, Antonacci.........e spesso li trovi al Pub ha strimpellare per € 150 oppure a dare lezioni di chitarra in qualche scuola!
infatti come testimoniava il buon Tomassone (negozio di chitarre a Bologna) le vendite di spessore, come Cutom Shop o Boutique, si fanno con gli "obbisti" gente che per diletto e passione spende cifre esorbitanti, me compreso!!!!! che ci lavora non ha tanto grano da spendere!!!!
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 04/06/2018 ore 18:24:59
Non c'è nulla di strano: anche in altri lavori c'è chi si arrabatta o decide di fare altro, quest'inverno ho suonato con un geologo che si è adeguato ad insegnare alle medie matematica e scienze; gioco a tennis con un informatico che fa il passacarte per un ente pubblico, una ragazza che ha studiato con me ed è avvocatessa lavora come cassiera in banca e così un amico diplomato all'Isef e potrei farti decine di esempi di persone che non campano di ciò che hanno studiato e gli piacerebbe fare. E' la normale dinamica di domanda ed offerta. Va ben che adesso c'è il governo del "chiedi e ti sarà dato", ma immaginare che siccome uno ha un diploma di conservatorio debba fare il musicista di profesisone è un pochino irreale.
Ciao
Rispondi
di Jumpy [user #1050] - commento del 05/06/2018 ore 11:07:56
Sono ingegnere, suono giusto per passione e si, insegno anche a scuola.
Anzi, il grosso delle entrate le ho insegnando a scuola: con la crisi del lavoro che c'è come libero professionista sarei alla canna del gas, come tantissimi altri.
Conosco liberi professionisti che si venderebbero la madre per un posto in una scuola o in banca o per fare il passacarte in comune.
Se si parla del musicista di professione, magari anche insegnante di musica, ok, è un conto, è una professione che permette guadagni e sbocchi... ma è anche in crisi... esattamente come tutte le altre. Quindi il diplomato di conservatorio, potrà insegnare così come potrà fare "il musicista libero professionista".
Però.... però....
nella mentalità del gestore di locali medio italiano, il musicista, quello vero, almeno diplomato, è equiparato al tipo che, sulle basi midi, canta e fa finta di suonare la tastiera (che è il modo con cui so per certo che molti fanno piano bar), oppure al gruppo di ragazzini cover band dei Nirvana che provano in garage il sabato pomeriggio.
Anzi, magari il secondo e i terzi per il gestore "son meglio" perchè portano gente -> soldi.
Quindi, o il musicista punta in alto, magari come turnista di qualche pezzo grosso oppure si butta sulla musica classica o al jazz, oppure non è che ha molta altra scelta :/
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 04/06/2018 ore 18:31:14
Aggiungo anche che suonare per 150 a serata, se fai 3 serate a settimana (un mio cliente che fa piano bar, ad esempio suona venerdì, sabato e domenica, sempre) sono 1.800 euro al mese per lavorare 12 giorni; a me andrebbe molto bene.
Ciao
Rispondi
di umanile [user #42324] - commento del 04/06/2018 ore 21:27:57
Spesso in nero! Cosa che non dispiacerà agli honesti!
Rispondi
di Lisboa [user #47337] - commento del 04/06/2018 ore 22:03:19
Io non credo che il Sig. Burns guadagni proprio poco, suonando da anni con la più grande rockstar (almeno ad incassi) italiana. Altrimenti se ne sarebbe tornato nei dorati USA da cui proviene...
Rispondi
di MrGi [user #33656] - commento del 04/06/2018 ore 22:46:27
questo in Italia ha trovato l'America...visibilità e palchi a cui probabilamente non avrebbe mai avuto accesso in usa, tutta la strumentazione che vuole e un moglie super gnocca...e ancora vi chiedete perchè ci sta? ma io al posto suo ci starei tutta la vita! pure pagato da orchestrale come dite voi.
l'unica cosa che mi da noia è che di chitarristi del livello suo in Italia ce ne sono parecchi..si vede che a loro i "benefit" di cui sopra non bastavano...
Rispondi
di pg667 [user #40129] - commento del 05/06/2018 ore 09:11:38
Stef Burns è un grandissimo musicista, serio, preparato e pure una persona estremamente disponibile ed umile (ho avuto modo di scambiarci più di una parola e gli lasciai pure un cd con delle demo di brani e tempo dopo per mail mi disse pure cosa ne pensava), ma il motivo per cui fu preso da Vasco, stando alle voci che girano, è perchè nel periodo di uscita di Hey Stoopid di Alice Cooper Vasco era alla ricerca di un nuovo chitarrista ed in studio sentì la title track dell'album che gli piacque molto, chiese chi fosse il chitarrista del disco e gli dissero che era appunto Stef.

quello che non viene specificato è che credo Vasco fosse rimasto colpito principalmente dalle parti soliste del brano in questione (la ritmica è molto basilare), e su quel brano i soli sono tutti di Slash...

p.s. un po' di gossip: con la "moglie super gnocca" si sono separati
Rispondi
di MrGi [user #33656] - commento del 05/06/2018 ore 10:22:4
..è proprio vero che anche l'aragosta a mangiarla tutti i giorni viene a noia..bah..
Certo, Burns è assolutamente capace e qualificato per suonare con Vasco e non dubito sulle qualità umane, quello che dico è che mi rammarico sempre un pò che i pochi musicisti che hanno un seguito importante non cerchino di promuovere i professionisti italiani visto che di musicisti di qualità ne abbiamo davvero tanti e sappiamo che da noi riuscire a vivere di musica è molto più dura che in UK o USA
Rispondi
di adriphoenix [user #11414] - commento del 06/06/2018 ore 09:33:20
In realtà lui in America ci stava alla grande, è stato chitarrista per anni di Alice Cooper e tutt'ora suona in studio/live con Huey Lewis & The News, oltre alle millemila collaborazioni a livello internazionale (wikipedia usa)...con Vasco sicuramente ha la collaborazione più longeva e forse più remunerativa, chi lo sa, certo è che lui è un grandissimo professionista, persona umile e disponibile (conosciuto e incontrato più volte in clinics e post concerti con la Stef Burns League)..e come tantissimi musicisti di livello fa il turnista al soldo del miglior offerente. Non ci trovo niente di scandaloso in tutto questo
Rispondi
di fa [user #4259] - commento del 05/06/2018 ore 08:22:53
Il discorso sul campare di musica è molto complesso. Saper suonare è solo una piccola parte. Bisogna essere seri, arrivare sempre preparati, saper coltivare le relazioni con gli altri, essere umili, sapere stare in gruppo, essere precisi e mettersi al servizio della musica. Certo che ci sono chitarristi in Italia più bravi di Burns, ma quando devi interagire a certi livelli, suonare su quei palchi, avere l’esperienza di gestire suoni, strumentazione, imprevisti.... e farlo sempre in modo professionale, preciso e saltare da una parte all’altra del palco sempre col sorriso. E avere a che fare con artisti eccentrici, produttori con le loro idee, tempi stretti ecc. ecc. e fare tutto bene. Siamo sicuri che ce ne siano così tanti in giro di chitarristi così? Sono magari parecchi i fenomeni da pub del sabato sera, ma quanti sarebbero in grado di gestire una situazione come descritta sopra? A mio parere sono ben pochi... ciao Fab
Rispondi
di MrGi [user #33656] - commento del 05/06/2018 ore 10:28:43
Vero, la mentalità anglosassone è molto più adatta all'organizzazione personale e alle relazioni umane e professionali. L'approccio al lavoro di professionisti USA o UK è sempre iper perfezionistico e con grandi capacità organizzative,
Da quel che posso vedere però gente come Quaini, Castellano, Varini, Colombo, Sfogli, non mi pare del tutto impreparata anche dal punto di vista delle gestione della professione, e sono certo che ce ne sono anche altri meno noti ma assolutamente altrettanto validi..perchè non dargli spazio?
Poi capisco, qui siamo nel mondo delle relazioni professionali, quindi è semplicemente un rapporto di prestazione e servizio e quindi la nazionalità a questo punto va a farsi benedire.
La mia è solo una riflessione
Rispondi
di PegasusVanDerKlyne [user #19758] - commento del 12/06/2018 ore 13:50:07
Grande uomo, chitarrista fantastico, artista autentico*

Non una parola di più...

- FOREVER STEF -
Rispondi
di Ged03 [user #37912] - commento del 14/06/2018 ore 17:24:48
non ho capito perchè ha 2 pedaliere???
Rispondi
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