CHITARRA DIDATTICA ONSTAGE RECnMIX RITMI NEWS SHOP
Perché Jeff Beck è il più grande dei grandi
Perché Jeff Beck è il più grande dei grandi
di [user #29992] - pubblicato il

La capacità di affrontare qualunque imprevisto, la devozione verso il pubblico e uno stile unico. Lo ha dimostrato Jeff Beck sul palco di Ostia Antica.
"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione", così recitava Philippe Noiret nei panni del Perozzi nel famosissimo film "Amici Miei" di Monicelli. Una frase simile non può non tornare in mente ai piedi di un gigante della stoffa di Jeff Beck, soprattutto sulla base di quello che è accaduto domenica 24 giugno 2018 al settantaquattrenne chitarrista inglese (era anche il suo compleanno, tanti auguri, davvero!).

Siamo nel teatro romano di Ostia Antica, Beck deve tenere un concerto in una location così suggestiva, intima e piena zeppa di fan pronti a restare paralizzati sotto ogni saetta proveniente dalla Fender bianca che lo contraddistingue. Tuttavia, dopo oltre un’ora e mezza da quando sarebbe dovuto iniziare il concerto, di Beck non si vede nemmeno l’ombra. Il pubblico è caldo, c’è un bell’ambiente, la musica giusta e l’attesa per una leggenda di dimensioni inusitate, ma poi arriva la notizia: l’artista aveva avuto un malore.
Dopo un po’, quando ormai ci si rassegnava all’idea di uno spettacolo annullato con conseguente preoccupazione per le sue condizioni di salute, si spengono le luci, lui sale sul palco con tutta la band, mentre il pubblico gli perdona il comprensibile ritardo cantando “tanti auguri a te”. Jeff è palesemente imbarazzato e non sembra stare bene, barcolla, gli tremano le gambe, ma comincia a suonare, e in quel momento si assiste a qualcosa di mai visto. Quel guitar hero reso vulnerabile da qualche malore attacca a suonare distruggendo ogni dubbio sulla sua possibile capacità di tenersi in piedi, pur continuando a perdere sangue dal naso. I primi minuti del concerto sono drammatici ma anche epici. Jeff si ingegna in tutti i modi per fermare l’emorragia, o meglio, per evitare di rendere la tastiera della stratocaster inutilizzabile. Prima con le mani, poi tenta un tampone, un foulard, ma poi “la fantasia, l’intuizione, la velocità di esecuzione”: Jeff mette un fazzoletto in bocca e lo usa per raccogliere il sangue che gronda dal naso, e così fa per buona metà del concerto in cui, pur avendo perdite costanti, non smette mai di suonare. È quasi inverosimile quello a cui si assiste, suona con una mano sola quando serve, poi se la ride, si asciuga la bocca, ma continua a picchiare forte su quella chitarra insanguinata, uno spettacolo che in un teatro romano ricorda quello di un gladiatore invincibile.

Perché Jeff Beck è il più grande dei grandi

Quello che a un comune essere umano risulterebbe impossibile, per lui è assolutamente naturale. Jeff Beck è propriamente un genio, perché è in grado di pensare in modo trasversale e il concerto di ieri ne è la conferma. Si tratta di uno di quegli artisti che dall’ascolto dei dischi risulta uno dei grandi, ma dal vivo diventa il più grande tra i grandi.
Beck usa la chitarra come nessun’altro fa, pizzica le corde con le dita della mano destra in modo del tutto personale, sfrutta i rumori, le armoniche, le meccaniche della chitarra elettrica e le rende musica. Non si ferma neanche di fronte a problemi di salute perché ha il totale controllo della situazione, perché sa organizzare l’esibizione come più gli è congeniale, quindi trova una soluzione e ci dà dentro. Ma non è l’incidente di percorso a rendere il concerto unico, semmai il modo in cui ha bypassato il problema conferma e aiuta a capire come Jeff Beck costruisca la sua musica: non sempre la soluzione più facile gli è congeniale, cerca la strada da sé.  In effetti la strada lui si che se l’è tracciata da solo.
"Pull It" è una non canzone che trae la forza dallo sfregamento delle corde della Stratocaster e l’uso del ponte, cosa che non si vedrebbe fare a nessuno, neanche a uno shredder moderno pieno di effetti. A tal proposito, Jeff Beck usa certamente l’effettistica, ma ad ascoltare bene il suo suono tutto si riduce a due o tre pedali e al gioco di dinamiche con il volume della chitarra. Quindi suona e, con la sua consueta spavalderia, ti dà un pugno in faccia quando esegue "Stratus" - suonata con una mano sola praticamente - mentre in "Nadia" ti dice che lo slide non si usa solo in open G.
È senza dubbio un egocentrico, ma non può non attirare l’attenzione al punto da occultare una band dal potenziale strepitoso, ma che appare comunque “normale” rispetto a lui, con una Rhonda Smith esplosiva al basso (al posto dell’eccezionale Tal Wilkenfeld), uno straordinario Vinne Colaiuta alla batteria, acclamatissimo dal pubblico, e l’aggiunta del violoncello (decisamente azzeccata) di Vanessa Freebairn-Smith. Alla voce c’è Jimmy Hall, sicuramente un ottimo cantante che riesce a non far rimpiangere gente come Rod Steward ("Morning Dew") o Stevie Wonder ("Superstition", da infarto) o Beth Hart ("Going Down", a quel punto vuoi vendere la chitarra). Tuttavia, la voce umana non è sempre necessaria in un concerto simile. Quando Jeff Beck sale in cattedra riesce a tirare fuori dalla chitarra quello che neanche un cantante può. È il caso di "A Day in The Life" dei Beatles ma soprattutto la sua "Cause We Ended as Lovers", una poesia senza nemmeno una parola.



Ma non vuole giocare solo in casa, riesce a rendere propri dei classiconi come "Little Wing" o "A Change Is Gonna Come" (maestosa), confermando la capacità di rielaborare anche la musica altrui e farlo secondo la propria personale visione.
Parlare dei singoli pezzi sarebbe riduttivo, non si tratta di un concerto di hit da cantare tutti in coro o del solo di chitarra famoso da replicare serialmente. Siamo di fronte a un colosso che lascia paralizzati in più punti, con un suono enorme, un timing perfetto, non c’è nulla che sia sbagliato nelle sue entrate sul pezzo. A volte sembra anche essere un eccesso di bravura, potenza, tecnica, emozione e raffinatezza.
A concerto finito resta l’amaro in bocca di aver avuto torto, e credo che sia questa la sensazione che un artista come Jeff Beck lascia in molti, quella di essersi sbagliati nel concepire l’idea di chitarra elettrica, da lui totalmente superata e ribaltata. Forse per questo risulta difficile da categorizzare, soprattutto alle orecchie di un certo pubblico più pop, ma quello che resta dopo un concerto simile è l’immagine iconica ed il suono irripetibile di un guerriero che se ne frega di tutto e tutti e in effetti, a pensarci bene, quando fa la sua consueta pernacchia al pubblico forse vuole beffarsi di chi si prende sul serio ma non ha ancora capito nulla delle sei corde.
concerti gli articoli dei lettori jeff beck
ABBIAMO BISOGNO DI TE!

Dal 1997 ACCORDO mette gratuitamente a disposizione di chi fa musica contenuti di qualità altissima. Competenze e lavoro per produrli comportano costi che la pubblicità fatica a coprire, soprattutto in questo periodo difficile. Per questo ti chiediamo una donazione, anche piccola, per aiutarci a mantenere la qualità che i musicisti italiani si aspettano da ACCORDO.

DONA ADESSO!
In vendita su Shop
 
Fender Usa Custom Shop Rory Gallagher Stratocaster Relic 3-Color Sunburst + custodia rigida
di Penne Music
 € 3.749,00 
 
FENDER Limited Edition American Original 50s Telecaster White Blonde.
di SLIDE
 € 1.890,00 
 
YAMAHA ARIUS YDPS54 PIANO PIANOFORTE DIGITALE YDP-S54 WH - B NERO O BIANCO
di Borsari Strumenti Musicali
 € 1.049,00 
 
Gibson Les Paul Studio 2016
di Guitars & Co
 € 1.399,00 
 
MARKBASS Cover Mini CMD 121P
di Le Note delle Stelle
 € 49,00 
 
PROEL PSE3 KIT - MICROFONO DM800 + ASTA RMS180 +CAVO SUPPORTO E BORSA
di SL MUSIC
 € 42,00 
 
Samson Impianto Audio completo Expedition XP150 : mixer + casse + accessori
di Dream Music Studio
 € 299,00 
Visualizza il prodotto
Golden Age Fc4 St Coppia Microfoni Registrazione Stereo
di Music Delivery
 € 179,00 
Mostra commenti     36
Altro da leggere
Da chitarra standard a baritona
Gibson ES-335 1958-1962: evoluzione, caratteristiche e suono
Combo per chitarra: caratteristiche, dotazioni e differenze
Centaur Klon di Nonameffects: OD made in China con componenti NOS
Ancora due parole sul Kemper Profiler
Josè Torres JTC-40
Gli annunci dei lettori
Visualizza l'annuncio
PEAVEY VALVEKING 112 AMPLIFICATORE VALVOLARE 50 W RIVALVOLATO TRATTABILE FOOTSWITCH
Visualizza l'annuncio
Visualizza l'annuncio
Zoom Q3 HD
Seguici anche su:
Altro da leggere
Stompbox AmazonBasics: un grande punto interrogativo
La musica ha bisogno di te
10 frasi da non dire al fonico
Perché la buca a effe ha questa forma?
Il toro, l'orso e la chitarra in tempi di pandemia
Trovate chitarre rubate per 150mila euro (tra cui la Gibson di Elvis):...
Vendita record per la giapponese senza nome di Jimi Hendrix
Slingerland Songster 401 e Audiovox by Tutmarc: le prime chitarre elet...
The Ranch: pedale eco-friendly da Collision Devices
Musica live e distanziamento in epoca Covid-19
La Gold-Leaf Strat di Prince all’asta
Il Boss DS1 di Kurt Cobain venduto all'asta
Venduta la Martin di Kurt Cobain: è la chitarra più costosa al mondo...
Il mercato boicotta Fulltone
Accordo Box in partenza!




Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964