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GT1000: in prova l'ammiraglia Boss del 2018
GT1000: in prova l'ammiraglia Boss del 2018
di [user #17844] - pubblicato il

La GT1000 sfrutta tecnologia AIRD per suoni più organici e tiene a battesimo nuovi algoritmi in un processore ancora più potente. L'abbiamo testata per voi.
Boss lo ha fatto ancora: ha espanso, potenziato, riscritto la sua gamma di pedaliere multieffetto con una nuova ammiraglia incaricata dell'arduo compito di portare la lunga tradizione digitale di casa su un livello successivo. Abbiamo messo le mani sulla GT1000 e l'abbiamo testata a fondo per voi.

GT1000: in prova l'ammiraglia Boss del 2018

Dietro il nome da Terminator della GT1000 si cela un DSP di nuova concezione che dà voce a una collezione inedita di algoritmi basati sulla tecnologia AIRD di derivazione Tube Logic, tra cui alcuni ricavati direttamente dai recenti pedali programmabili DD500, MD500 e RV500, dei quali abbiamo già testato modulazione e riverbero su Accordo.

Progettato appositamente per l'uso musicale, il processore non fatica né fa accusare il minimo ritardo sonoro nemmeno con gli utilizzi più elaborati. I convertitori a 32bit per una frequenza di campionamento a 96kHz sono capaci di tenere testa alle più diffuse apparecchiature da home recording, garantendo una risposta naturale al tocco e particolarmente profonda nei suoni, che quanto mai prima risultano organici, espressivi, con acuti dettagliati e bassi presenti ma sempre asciutti, granitici.

Come il suo quasi omonimo cinematografico, la GT1000 mira a rappresentare la punta di diamante nel proprio catalogo e sfoggia una struttura in metallo dall'aspetto elegante e professionale.
Relativamente sottile e tutt'altro che esagerato per dimensioni, lo chassis nero satinato offre da subito una sensazione di solidità estrema e fa spiccare in qualsiasi condizione la luce emessa dal display e dai LED multicolore posti sopra ogni pulsante, tutti a pressione morbida e silenziosa.
Gli switch sono in totale dieci: cinque per il cambio patch, due per navigare tra i banchi e tre per le funzioni CTL, o Control, che espandono l'espressività dei preset con pedali aggiuntivi, modifiche ai parametri o funzioni momentanee. Sulla destra, un pedale d'espressione dall'escursione regolare e "densa" garantisce una presa solida grazie alla superficie ruvida.

Sul dorso, prese per switch aggiuntivi e pedali d'espressione esterni si accompagnano all'ingresso e all'uscita per messaggi MIDI, oltre all'uscita cuffie, due output per gli amplificatori e altrettanti in forma di XLR per un mixer o una scheda audio.

GT1000: in prova l'ammiraglia Boss del 2018

Macchina completa e approfondita, la pedaliera Boss può controllare qualunque parametro del suono e del routing. Il display consente di agire visivamente sulla catena simulata aggiungendo e personalizzando effetti, amplificatori e accessori di ogni tipo, configurando il tutto in un massimo di due tracce parallele per i rig stereofonici. Similmente a controller da studio, il menu permette di programmare il MIDI, personalizzare comportamento ed escursione di ogni switch o parametro e di regolare tutti gli ingressi e le uscite, decidendo quale segnale condurre a ogni output e in che modo farlo, se applicarvi dei filtri, equalizzazioni o predisporlo per la connessione a dispositivi specifici qualora a valle ci fosse un computer, un impianto PA o un amplificatore per chitarra selezionandone il modello al fine di ottimizzare la resa degli effetti di conseguenza.

Tutto può essere gestito direttamente dalla pedalboard ma anche con PC e Mac via USB o tablet e smartphone via Bluetooth usando l'app Boss Tone Studio. Qui tutte le modifiche si proiettano in tempo reale nella macchina e ne rendono l'uso ancora più moderno e agevole.
In particolare, collegando l'USB, la GT1000 viene riconosciuta come una scheda audio a tutti gli effetti e come tale consente di registrare separatamente ciò che arriva alle uscite Main e Sub - rispettivamente i jack e gli XLR - oltre al segnale dry per applicarvi altri effetti dal computer o per un eventuale reamping. Le tre tracce vengono viste come canali separati e, per innescarle, bisogna agire nella propria DAW esattamente come si farebbe con una scheda audio multitraccia.



Boss non ha mai nascosto la sua predilezione per i suoni di stampo moderno e meno convenzionale. Come i modelli precedenti, la GT1000 sfoggia un comparto hi-gain di tutto riguardo e non si fa mancare modulazioni tipiche della sintesi digitale. Una buona fetta dei preset di fabbrica comprende delay dalle ritmiche intricate, step sequencer di ogni genere e modulazioni che sembrano provenire direttamente dalle librerie di un tastierista, ma non scarseggiano i suoni più tradizionali.
Notare un discreto numero di patch ispirate ai grandi del chitarrismo è una piacevole scoperta. Dall'inconfondibile cocked wah dei Dire Straits ai crunch degli ZZ Top o di David Gilmour e Stevie Ray Vaughan, tutti sono a portata di switch. Quelli che non lo sono, possono essere ricostruiti con facilità grazie a un archivio di amplificatori ed effetti digitalizzati con gran cura.
Replicare l'impatto di una valvola spinta in una 4x12 potrà ancora essere complicato quando si ascolta il suono attraverso un impianto o una coppia di monitor da studio, ma bisogna ammettere che la pasta c'è tutta. Non senza una punta di "piacioneria", Boss ha catturato le sfumature che ogni chitarrista vorrebbe sentire, restituendo una sensazione di potenza e controllo sotto le dita, dove la dinamica reagisce esattamente come ci si aspetta e ogni nota suonata in palm mute è un vero colpo di fucile, grossa ma mai ingolfata o confusa.

Con caratteristiche di fascia alta ma un prezzo particolarmente appetibile se confrontata con i principali concorrenti, la Boss GT1000 merita senza dubbio un approfondimento da parte di qualunque chitarrista alla ricerca di una macchina completa e performante, con la flessibilità di un dispositivo da studio d'ultima generazione e la praticità di una programmazione agevolata via software.
boss effetti e processori gt1000
Link utili
RV500 su Accordo
MD500 su Accordo
GT1000 sul sito Boss
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Commenti
di LuigiFalconio85 [user #42411] - commento del 19/07/2018 ore 16:55:42
@Pietro Paolo Falco Secondo te è migliore questa o la Line 6 Helix LT?
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844] - commento del 19/07/2018 ore 17:11:29
È difficile da dire... purtroppo non ho avuto modo di provare alla stessa maniera la Line 6, ma sarebbe una bella sfida!
Rispondi
di endyamon [user #35616] - commento del 20/07/2018 ore 13:56:32
Mi sono fatto la stessa domanda un po' di tempo fa e alla fine ho optato per la Helix LT: ha la possibilità di caricare IR (1024 e 2048), le simulazioni di ampli sono superiori (a mio parere), ha dinamica da vendere, puoi inserire fino a 4 simulazioni di ampli in una patch e con la geniale introduzione degli "Snapshot" è tutto gestibilissimo. Con l'ultimo aggiornamento hanno anche migliorato i riverberi e aggiunto altre due simulazioni di amplificatori.
Rispondi
di dariothery [user #12896] - commento del 20/07/2018 ore 17:27:36
Non ho provato la BOSS ma la HELIX ha una qualità senza precedenti, soprattutto nelle sfumature. Ad esempio, se provate il Marshall sentite quella sorta di fuzzosità sui bassi che aveva anche l'amply originale...
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 21/07/2018 ore 10:58:4
Ciao, chiedo una precisazione: gli snapshot non sono l'equivalente della gestione "temporanea" di uno o più effetto all'interno di un preset, esattamente come la Boss permette di fare coni tasti ctl?
Ciao
Rispondi
di endyamon [user #35616] - commento del 21/07/2018 ore 11:28:37
Non è solo l'attivazione di uno o più effetti (o amplificatori) diversi all'interno della catena, ma anche il cambio dei parametri sugli stessi effetti. Puoi avere, ad esempio, un solo amplificatore settato con poco gain nello snapshot1, nello snapshot2 cambi solo il parametro dello stesso amplificatori e lo metti a mid-gain e nello snapshot3 lo metti a full-gain e master volume più alto (sempre di quella simulazione di ampli) per gli assoli. E hai praticamente un ampli con 3 canali diversi occupando un solo slot nella catena.
Magari è una cosa fattibile anche con la BOSS, questo non lo so (in tutti i casi i tasti ctl sono 3, mentre gli snapshot possono arrivare fino a 8 all'interno di una stessa patch).
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 19/07/2018 ore 17:12:43
Una cosa che ho sempre apprezzato nei produttori della vecchia guardia (Boss, TC Electronics, ecc..) è il fatto di avere come obiettivo quello di realizzare dei bei suoni, piuttosto che modellare fedelmente qualcos'altro.
Non è detto che il risultato sia sempre migliore, ma ad esempio non sono mai riuscito a trovare in Line6 M5 e POD XT, un delay che eguagliasse il vecchio G-Sharp o l'Ibanez DE7.
Di sicuro Boss è sempre stata un passo indietro nella modellazione degli amplificatori, ma sui prodotti più nuovi sto cercando di aggiornarmi...
Rispondi
di satch76 [user #19713] - commento del 19/07/2018 ore 17:52:42
Bella, mi ci farei un giro volentieri!

Rispetto ad Helix ha un grosso plus: l'editor utilizzabile via smartphone/tablet wireless!

Di contro mi sembra che il caricamento di IR sia alquanto limitato e ha bisogno di un editor a parte.
Rispondi
di neoga [user #13615] - commento del 20/07/2018 ore 13:46:48
Devo dire che inizialmente anche io fui affascinato da questa feature quando decisi di acquistare un Line6 Firehawk, ma quando lo rivendetti fu uno dei principali motivi di delusione della macchina. Apparentemente sembra comodo ma poi tra smartphones piccoli (rispetto ad un monitor pc) e tablet devo dire che mi mancava molto il controllo da PC che secondo me per questo genere di macchine rimane ancora la modalità migliore di gestione ed editing. Spesso poi il bluetooth sfarfalla a causa delle interferenze di altri apparecchi ed ha alcuni lag di ritardo....bò, sul Firehawk è stata una mezza delusione alla fine
Rispondi
di Jumpy [user #1050] - commento del 20/07/2018 ore 20:43:58
uso abitualmente il Firehawk, eccellente rapporto qualità/prezzo (la trovai ex demo, praticamente nuova, a 250 €).
Secondo me la programmazione via bluetooth da tablet ha senso, quando, a casa o in studio, devi trovarti i suoni, dal vivo, tra lag e interferenze, è poco pratica.
In questo alla Line6 sono stati però intelligenti: quei parametri, che, effettivamente, dal vivo più si tende a ritoccare per adattarsi all'impianto e all'ambiente, ossia volumi, equalizzazione e riverbero, sono sempre a portata di manopola :)
Rispondi
di satch76 [user #19713] - commento del 20/07/2018 ore 21:44:1
È chiaro che il sistema deve essere stabile, altrimenti non è utilizzabile.

Io sono rimasto affezionato al tablet dopo 3 anni di utilizzo live, per questo non mi dispiacerebbe riutilizzarlo. :-)
Rispondi
di endyamon [user #35616] - commento del 20/07/2018 ore 14:00:21
La Helix ha un grosso display e la creazione/modifica di una patch è comodissima e molto veloce grazie ai vari pomelli multi-direzionali, quindi non si sente affatto il bisogno di avere un'app esterna.
Rispondi
di satch76 [user #19713] - commento del 20/07/2018 ore 21:41:4
Punti di vista.

Sulla creazione di preset da zero l'interfaccia hw non la trovo così comoda, seppur ben fatta: preferisco usare il portatile per quello.

Su modifiche marginali da fare in sala prove va bene, ma per un uso più intensivo mi risulta cervellotica dopo un po'.
Rispondi
di DottorZero [user #44787] - commento del 19/07/2018 ore 18:10:45
Ah, quindi adesso può caricare gli IR? Precedentemente mi sembrava di aver letto che la tecnologia AIRD non fosse compatibile... Se invece è possibile, è un grosso plus per l'ammiraglia della BOSS....
Rispondi
di JoeManganese [user #43736] - commento del 20/07/2018 ore 03:13:26
Dubito fortemente che possa gestire efficacemente gli IR. Farà interpolazione, e degli IR rimane solo la crosta. Ci vuole una potenza di calcolo assurda per gestire gli IR come fa un Kemper.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29] - commento del 22/07/2018 ore 13:35:47
Dentro l’ammiraglia BOSS c’è un processore molto più potente di quello che trovi dentro Kemper ed affini...
Rispondi
di tormaks [user #26740] - commento del 20/07/2018 ore 14:44:19
Una volta i chitarristi usavano solo e sempre lo stesso ampli. E raggiungevano il proprio suono, mitico riconoscibile, indimenticabile.
Ora se non ci sono quintali di IR ....non va bene.
Creatività, mani, istinto, fantasia perdono, quanto meno diluiscono, con tutta questa tecnologia.
Io passerei nottate in cuffia (sbagliatissimo: vai in sala e anche se ti attacchi al mixer, ciò che piaceva suonerà scrauso) a cercare il cabinet giusto.....
Lo dico sempre: sto invecchiando.
No è polemica, un pensiero.
Rispondi
di dariothery [user #12896] - commento del 20/07/2018 ore 17:29:25
La pensavo come te, ma il mondo cambia...non è male avere a disposizione tante soluzioni, soprattutto se vai in studio a registrare!
Pensa a quelli che sono venuti prima della chitarra elettrica, magari anche loro dicevano "ma che r'è sta schifèzz?????":))
Rispondi
di tormaks [user #26740] - commento del 20/07/2018 ore 21:34:36
Si infatti .... Sto invecchiando e rimango allibito di fronte a cose tipo amplitube o bias, da dove cominciare? E dove finire? Aaaaaargh! Sarà che il mio approccio , non "vivendo" di musica, è esclusiva mente compositorio , pertanto parte dalla mia "mentre" .....mentre suono immagino , godo, ma chi invece ne ha fatto mestiere beneficia di tanta opulenza
Rispondi
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