CHITARRA DIDATTICA ONSTAGE RECnMIX RITMI NEWS

Una riflessione (molto amara)

di [user #997] - pubblicato il
Leggo sulla pagina Facebook di Luca Colombo questo post:
"Guardo i social e vedo tanti concerti, tanto lavoro per tutti, tanti video, dirette, foto con e senza filtro, quindi si suona, la gente ancora ascolta musica e va ai concerti, è una buona notizia. Eppure il mio calendario è completamente vuoto da qui a non si sa quando, nessun ingaggio, in nessun campo. Ho una pagina con più di 50.000 fans, raro per uno che fa solo il musicista, e incontro solo persone che mi dicono “so che sei impegnatissimo”, forse vittima della mia stessa visibilità mediatica, chi vede un post di un giorno pensa che sei preso per un anno, chi vede una replica in tv pensa che sei in tour con gli stessi artisti di 10 anni fa. Come si fa in certi casi? Si mette un annuncio a.a.a. Chitarrista Offresi, per dischi tv cover band battesimi matrimoni scuole demo di strumenti cambio corde accordature e traslochi di amplificatori? Si fa un post maldestro come questo in cui ci si racconta disoccupati? ci si propone? Non l’ho mai fatto, non sono bravo nel propormi ma ormai forse i tempi sono cambiati, e poi a chi? Temo che la musica abbia preso una direzione in cui i musicisti non sono più così importanti, in cui l’emozione di un bending è superflua, in cui la variazione e il guizzo del momento è considerato errore o distrazione. Ho lavorato con tanti, quasi con tutti, a volte mi sono emozionato e fatto emozionare, ho avuto i miei grandi spazi, ho perso qualche treno lo ammetto, ma ne passavano così tanti.. e mentre continuavo a fare il musicista si formavano i primi musicisti imprenditori, e io ho continuato a pensare alle frequenze, alle note giuste, trascurando le pubbliche relazioni e, perché no, le leccate di culo, anche quelle servono a volte, credo. I problemi personali in periodi come questo non vanno in vacanza insieme il resto del mondo, e allora li affogo nello studio, perché la chitarra rimane una compagna di vita, forse la più costante, quella che ti capisce e che ti aspetta sempre, anche se sei un cazzone, anche se la trascuri o la imbracci solo quando ti va e non hai di meglio da fare. Resisto ancora un po’, poi forse comincerò a pensare di cercare un lavoro serio.
Buone vacanze. 
LC"
C'è da rifletterci molto, soprattutto conoscendo la serietà e il valore di Luca Colombo, sullo stato della musica e dell'arte in generale in questo paese. Si dirà c'è la crisi, ma se la crisi colpisce eccellenze come Colombo e poi si assiste a penose esibizioni in Tv e sui palchi di personaggi atti a ben altri mestieri, c'è veramente da preoccuparsi.
Dello stesso autore
Un breve compendio di un artista immenso
Un vecchio ricordo
Gibson: continuano le segnalazioni
Stefano Scodanibbio
Buon Natale sopratutto a Loro
Senza parole
Loggati per commentare

di TidalRace [user #16055]
commento del 06/08/2018 ore 18:08:56
L'ho letto sulla sua sua pagina FB. E' triste questa cosa.
Rispondi
di chikensteven utente non più registrato
commento del 06/08/2018 ore 18:54:4
mentre continuavo a fare il musicista si formavano i primi musicisti imprenditori, e io ho continuato a pensare alle frequenze, alle note giuste, trascurando le pubbliche relazioni.
questo punto mi fa riflettere, mi ricorda un post di accordo, dove B.B. KING, diceva a Bonamassa, pensa prima alla grana
certo che deve essere dura per chi ci campa con la musica, per uno che ce l'ha fatta ce ne saranno 100000 che purtroppo, nonostante la bravura, si sono arresi.
mi spiace per Colombo, spero per lui che ci saranno tempi migliori
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 06/08/2018 ore 22:07:1
Innanzitutto mi auguro che questo sia solo un momento nella carriera di Luca Colombo, però sinceramente non mi aspettavo che un chitarrista così noto nel panorama italiano avesse problemi di questa natura . O meglio, arrivati ad acquisire una certa fama e competenza, credevo che il lavoro arrivasse praticamente da solo, come un bravo artigiano (perchè questo è un musicista) si aspetta dalla sua clientela . Io ho un'attività in proprio e queste cose le ho vissute, posso viverle, e quindi capisco perfettamente lo stato d'animo di Luca . Vieni a trovarci su Accordo, Luca, ne parliamo anche solo per capire perchè a volte la domanda non riesca ad incontrare un'offerta,come in questo caso, di qualità e professionalità acclarata . Auguri !
Rispondi
di Merkava [user #12559]
commento del 06/08/2018 ore 22:40:39
Ho letto il post ed e' davvero triste.
Tuttavia bisogna avere anche il coraggio, una volta identificato il problema, di trarre le debite conclusioni dall' analisi della realta'.
Lungi da me dare consigli al Maestro Colombo, pero' anche parlando anni fa con il mio maestro Toni Armetta mi sono reso conto che la situazione in Italia stava peggiorando irreversibilmente. Parlo di un Musicista forse meno noto al grande pubblico del Maestro Colombo, ma sicuramente non meno preparato ed esperto, che dopo anni ed anni di lavoro ininterroto e dopo aver affrontato un brutto male, a cinquanta anni faticava ancora a chiudere il mese e viveva in affitto.
L'amor proprio non dovrebbe permettere una cosa del genere. Il musicista di oggi e' manager di se stesso ed artista allo stesso tempo, e se gente del calibro del maestro Colombo non trova lavoro mi pare chiaro che la attivita' musicale in Italia sia in condizioni irreversibili.
Al di la' dell' aiuto puntuale che gli puo' venire da gente come Varini per esempio, credo che l'espatrio sia la soluzione piu' sostenibile.
Nel mio piccolo quando ho visto che di sola chitarra a Roma non si viveva, almeno io, ho fatto le valigie e sono venuto in un altro paese, dove se pur con fatica, riesco a lavorare come insegnante di chitarra e togliermi qualche soddifazione.
Dove sono io, in Israele, il mercato pullula di musicisti, ma con un lavoro certosino e di qualita' i risultati arrivano,
Credo che sia cosi' in molti paesi, varrebbe la pena informarsi nel caso si voglia fare di questa arte un mestiere.

Saluti accaldati da Rehovot, Israele
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 06/08/2018 ore 23:24:16
Ormai è solo questione di sapersi vendere. Le situazioni dove serve essere “Luca Colombo” (inteso come super musicista completo e professionale) sono sempre meno. Nella maggior parte dei casi basta farsi buona pubblicità, avere i contatti giusti e sfruttare bene i social. La cultura musicale è al minimo storico e il mondo della musica ormai non è più meritocratico. Posso solo augurare a Luca Colombo un grande in bocca al lupo e ribadire di tenere duro! Ciao Fab
Rispondi
di sidale [user #29948]
commento del 07/08/2018 ore 02:11:07
Triste leggere queste parole...
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 07/08/2018 ore 08:48:55
Non so, forse al posto suo cercherei nel giro un bravo cantante/songwriter e musicisti con le palle, e cercherei di mettere su una band come si deve.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 07/08/2018 ore 17:11:25
Mi autorispondo, forse a lui non frega niente di fare la rockstar, fare il turnista è un'altra storia.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 07/08/2018 ore 08:50:13
io sono un metallaro nato nell'82, quando ho iniziato ad ascoltare Rock e Metal erano gli anni 90 della disco, si stava sviluppando su grande scala il fenomeno del tormentone estivo e d'estate tutte le cavolo di sere sulla spiaggia a suonare gli stessi 3/4 pezzi triti e ritriti (lascio a voi l'elenco) per gli "amici" che dopo 10 minuti se ne andavano per i caxxi loro, ed io me ne rimanevo da solo a macinare scale su scale sulla chitarra classica o sulla 12 corde.

oggi per i VERI musicisti, quelli gli strumenti li suonano e non li programmano, la situazione è simile: puoi essere chiamato per una comparsata, un assolino scemo su un brano che finge di essere Rock (Celentano è quasi riuscito a farmela odiare questa parola...) ma poi sei solo uno in più da pagare.
i veri chitarristi, oggi, dovrebbero ritornare a fare quello che sanno fare meglio: suonare la chitarra. e ricominciare a scrivere la propra musica con i giusti collaboratori e con il fine unico di produrre buona musica, arte, e non prodotti da vendere. purtroppo devono rifare la gavetta, ma con una prospettiva diversa.

di sicuro nell'immediato i risultati saranno pochi, ma col tempo arriveranno perchè di gente ancora affamata di buona musica ce n'è parecchia, ed anzi con i tempi che corrono la "fame" si fa sentire anche di più.
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 07/08/2018 ore 09:05:4
Ricordo quasi venti anni fa di aver scambiato due parole con Jennifer Batten alla fine di una clinic. A domanda precisa sull'impatto degli mp3 sull'industria musicale si è fatta buia in viso immaginando un futuro molto diverso per la musica e soprattutto per i musicisti. Probabilmente lei pensava soprattutto ad una diversa ridistribuzione degli investimenti per far musica, io ci vedevo anche un cambiamento del modo di fruire la musica.
E detto con preoccupazione da una che ha girato il mondo coi i tour più opulenti della storia...
Non vorrei sbagliare ma mi par di vedere che ancora regge chi ha messo soldi in cascina ai tempi d'oro... Motivo in più per la carenza di nuove proposte.
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249]
commento del 07/08/2018 ore 10:10:53
Ragazzi... la verità è che un po' ovunque ma soprattutto in Italia siamo messi malissimo. La gente è sempre più stupida e ignorante, viene sempre di più premiata la social-mediocrità. Siamo il paese di Fedex e J-axe (non so nemmeno come si scrivono), di Young signorino e baby-k... Ma di che stiamo parlando??!!
Io insegno chitarra da più di 10 anni, il livello medio di cultura e di apertura mentale dei ragazzi crolla di anno in anno, qualsiasi cosa che non sia una porcata con ritmi da reggetton e autotune che parli di droga o soldi o sesso a pagamento, viene considerata musica per vecchi. Ho fatto ascoltare i grandi del rock e ho visto sbadigliare sui riff più famosi e coinvolgenti della storia.
Il colpevole? Tutto... facebook, instagram, le radio, la tv....tutto quello che ci circonda.
La musica è in mano agli imbecilli con il pc. Torneremo indietro?
Non lo so.....forse solo dopo un'apocalisse zombie....
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 07/08/2018 ore 11:25:06
E' colpa degli immigrati, no? Qualcuno liquiderebbe la questione così. Parlando seriamente, la verità, la mia ovviamente, è che la chitarra non è più lo strumento centrale nella produzione musicale. Inoltre siamo circondati da barbari che preferiscono canzonette (non quelle belle della tradizione ovviamente) che parlano del nulla e che chiunque potrebbe comporre avendo a disposizione unicamente una forchetta ed una pentola, nonché un lessico fatto solo di 50 parole delle quali oltre la metà anglofone o vagamente tali. Nell'epoca del "è colpa degli immigrati" cosa puoi aspettarti di diverso? E' inevitabile.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 07/08/2018 ore 12:33:02
La grana: Luca Colombo riassume un problema endemico per la musica registrata - dapprima le case discografiche le cui vendite sono in calo da tempo e di multinazionali c'è in pratica Sony e Universal e basta. Le case nazionali di media dimensione sono quasi sparite e le case specializzate hanno la vite difficile - tutto a favore di MP3 e YouTube + FaceBook come mezzo di communicazione. Un video anche primitivo e semplice è da fare per fare vedere di cosa si tratta band, look e abilità per parlare e communicare col pubblico (essenziale per il dal vivo).
È da molto tempo che mi dico e dico ad altri che "live è molto meglio" che royalty discografica, cmq è però difficile trovare una band che assicura spettatori per un locale. Una vera band costa sala di prove, trasporti, equipaggiamento ogni tanto da irinnovare e spese da personalmente coprire traendo propria grana in banca o, in cascina come scrive pg667.
Da chitarrista solista, un album strumentale interessa poco altro che per chitarristi. In Danimarca dove sono piazzato dal 1975, i chitarristi veramente fuoriclasse sono spariti quasi del tutto! Le band rimaste sono heavy Rock e Metal. Ci sono pure cover bands come dappertutto. Il resto è dance e rap. Sykk spiega e spera che si trovi un cantautore (a mio avviso con testi in Italiano) con cui collaborare a lunga gittata. Ci vuole però un sacco di tempo per queste cose...

Annotazione particolare: Mai suonare lve con un DJ e vi spiego che cambiano BPM di continuo e mai si è accordati con la pista del DJ, un mio esempio è con Dr. Baker - gli ho dopo spiegato dopo "mai invitare un chitarrista per una jam del genere". Era su Mega Rec's dove lavoravo percui zero money. Lo stesso per samples di accordi singoli di chitarra ritmica overdrive da usare per base rap e artisti nostri. quindi gratis.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 07/08/2018 ore 19:14:05
Secondo me dovrebbe trovarsi un buon cantante e cacciare fuori un disco onesto senza rincorrere le mode del momento.

Devo essere sincero: trovo che la maggior parte dei chitarristi di oggi compongano basi tutte uguali sulla scia dell'idea che si ha oggi del rock (battute piene di accordoni pomposi con ritmiche tutte in ottavi che quindi di ritmo non ne hanno affatto...) con sopra qualche inutile fraseggio di chitarra qua e là che termina con lo svarione tecnico per far vedere che si sanno fare le scale. E questo soprattuto gli italiani...

Mancano del tutto melodia, armonia e ritmo secondo me.
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 08/08/2018 ore 14:36:5
...almeno fosse cosi facile pg...Paul Gilbert che non è proprio uno sconosciuto e uno privo di senso del ritmo, ha iniziato una raccolta fondi per supportare l'uscita del prossimo disco..
Credo che il problema sia da ricercarsi ANCHE altrove.
Leggi questo articolo: vai al link
55 milioni di ascolti = 1700$ = la musica non vale più niente...
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 09/08/2018 ore 08:48:38
il mio nick l'hai beccato!

riguardo Gilbert, tempo fa mi sono studiato un po' come funzionano le raccolte fondi per cercare di capire perchè le fanno ed ho capito che il motivo principale è che ti ritrovi con i soldi delle vendite di un album in tasca prima ancora di averlo pubblicato, con tutti i costi già coperti, potendo aggiungere tutti gli extra che si vuole (basta infilare una giornata in studio col gruppo, una lezione privata, ecc), potendo poi vendere comunque le copie anche seguendo le calssiche vie.

ci sono addirittura dei gruppi che hanno più che decuplicato il target che si erano prefissati e tutto questo accade prima ancora di aver speso un singolo € in un qualche studio. non è più un investimento sperando che poi il disco vada bene, uno lo sa già prima se il disco va bene perchè viene acquistato sulla fiducia!

sembra strano ma già solo il vedere il proprio nome citato fra i credits del disco fa molto piacere, fa sentire più "vicini" all'artista.

riguardo invece i ricavi dagli ascolti in streaming penso che a nessuno sia stata puntata una pistola alla tempia per costringerlo a pubblicare il disco su questi canali, se lo hanno fatto significa che gli andava bene così.
però riguardo a yt qualche dubbio ce l'ho: mi è capitato di vedere alcuni video di un ragazzo che voleva dimostrare che con i gratta e vinci non si fa mai pari e l'acquisto dei tagliandi lo finanzia tramite i ricavi delle visualizzazioni del video precedente, a suon di 100€ di gratta e vinci alla volta. con 2-300.000 visualizzazioni già copre ampiamente il costo (gli avanzano pure i soldi) quindi mi sa che la cifra riportata sul sito che citi non è corretta.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 10/08/2018 ore 12:33:42
"a nessuno sia stata puntata una pistola alla tempia per costringerlo a pubblicare il disco su questi canali, "

Purtroppo che altro puoi fare? Speri di vendere i cd?

La realtà è che YT, FB e Spotify (nemmeno troppo) guadagnano, l'artista no. Per ogni ascolto in streaming ti arrivano 0,007€....de che stamo a parla'?

Anni fa sostenevo lo sharing, l'mp3 etcr. Oggi mi rendo conto di quanto mi sbagliavo: internet ha ucciso la musica.
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 07/08/2018 ore 13:16:5
Grande tristezza, se fa fatica un professionista del Suo calibro è un gran brutto segnale..
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 07/08/2018 ore 15:17:58
Mah, io temo che lo stato della musica c'entri poco: ci sono musicisti che vivono di quello, quindi un mercato ci sarà. Il problema vero è che quando si offre un servizio non si può prerscindere da un canale commerciale. Si può anche pensare di autopromuoversi, ma sarebbe meglio avere un buon agente. D'altra parte se Ronaldo o Le Bron James o qualunque professionista dello spettacolo ha un agente un motivo ci sarà. Penso che non ci sia un sasso che non conosce Carlo Conti, eppure non si autopromuove, ha chi lavora per cercargli le migliori occasioni di lavoro.
Quindi i casi sono due: o Colombo non ha un agente e sarebbe meglio riparare; oppure, se ce l'ha, rivedrei qualcosa nel rapporto.
Ciao
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 10/08/2018 ore 12:37:41
hai paragonato il giro di affari di calcio e tv con la musica....boh.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 13/08/2018 ore 11:09:22
Il volume d'affari è indifferente: un bacino 1000 contiene 1000 uno 100 contiene 100, se non si hanno le capacità per stare nei 1000 o nei 100 si è sbagliato mestiere; ma davo per scontato che Colombo avesse le capacità.
Ciao
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 25/08/2018 ore 10:40:13
No, perchè un giro di affari maggiore permette investimenti maggiori. Colombo l'aveva detto.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 27/08/2018 ore 17:07:22
Non c'entra nulla: se c'è capienza per 10 chitarristi o sei trai primi 10 o sei fuori, se il volume d'affari è maggiore ci sarà capienza per 100, ma se non sei a quel livello comunque sei fuori e visto che non dubito della capacità di Colombo, rimane che il giro d'affari è ininfluente: se hai le capacità di starci dentro e non ci stai vuol dire che qualcosa tocca da un'altra parte, non nel settore merceologico. Se, invece, a tuo parere, Colombo non è al livello dei dieci, quindici migliori turnisti italiani, allora hai ragione.
Ciao
Rispondi
di asidisi [user #16165]
commento del 07/08/2018 ore 18:28:1
tra i miei amici ho tre chitarristi professionisti, e tutti fanno la stessa cosa per vivere: danno lezioni in una scuola e suonano in una tribute o cover band. Poi hanno i loro progetti in cui fanno musica propria con cui pero' non fanno purtroppo una lira . Colombo non penso si lamenti del lato economico(penso che abbia tirato su discretamente negli anni) ma del fatto che non viene richiesto per i live; ma li dipende anche da cosa proponi , se fai roba che non piace chi ti viene a vedere?Di gente che suona bene ce ne e' tanta Non so', non mi viene in mente niente di Colombo originale , forse un disco strumentale qualche anno fa' a parte clinic o Sanremo. O forse fa musica bellissima ma ha un manager scarso.
Rispondi
di MrGi [user #33656]
commento del 09/08/2018 ore 15:27:51
quoto al 100%. Vasco non sarebbe dov'è senza Guido Elmi, tutti i musicisti più famosi e noti hanno dietro manager e agenti che li hanno sistemati nelle situazioni migliori e senza i quali probabilmente sarebbero morti drogati sotto un ponte.
La promozione è fondamentale e sono pochissimi i musicisti e artisti che sanno anche essere manager di sè stessi.
Rispondi
di Oblio [user #43248]
commento del 08/08/2018 ore 07:54:57
Cadono le braccia!
Classico problema di persone straordinarie che nascono e vivono in un paese bigotto..:(
Rispondi
di McTac [user #47030]
commento del 08/08/2018 ore 09:02:33
Naturalmente dispiace per un grande professionista come lui, ma vale per tutti i mestieri non solo per il musicista. Non basta essere bravi bisogna anche farlo sapere entrare nei giri giusti e così via. Poi ce ne sono tanti di chitarristi bravi. Può piacere o meno ma funziona così.
Ciao a tutti
Rispondi
di Oblio [user #43248]
commento del 08/08/2018 ore 09:57:2
Se do una sbirciatina una volta l'anno al festival di SanRemo e' grazie a Colombo.
Mi piace sentire il modo in cui squarcia i silenzi delle pause orchestrali, mi piace guardare il suo gear ecc.
Quindi non stiamo parlando di pincopallo .La Rai gli deve qualcosa per quanto gli riguardi il mio misero audience.
Purtroppo il problema sta' nel fatto che in questo paese devi per forza leccare culi anche se bravo e comunque non basta, devi anche atteggiarti a rocker, basta vedere come si veste ultimamente la Pausini dal vivo (manco Suzy Quatro) ,
la seconda giovinezza di Vasco e chitarristi che corrono da una parte all'altra del palco dimenandosi su un'accordo di re in prima posizione ,il tutto contornato da murate di Marshall.
La gente vuole questo.....musica per i loro occhi!!!
Rispondi
di McTac [user #47030]
commento del 08/08/2018 ore 10:10:1
Sono d'accordo con te. Ma ripeto vale per qualunque mestiere anche il mio che non è il musicista professionista. La percezione di una cosa (ad es sembrare di suonare bene) spesso supera la realtà della cosa (suonare bene). E vale per tutta la società: vedi la politica ma lasciamo stare non voglio andare off Topic. A me non piace e nel mio piccolo cerco di contrastarlo ma bisogna fare i conti con la realtà sempre.
Ciao
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 08/08/2018 ore 15:39:3
Caro Oblio, mi spiace, ma la tua visione consolatoria non mi vede concorde; a mio parere la finzione ha le gambe corte: guarda tutti i gruppetti di belel gnocche che hanno sfornato un singolo mezze nude e basta, guarda la folgorante carriera delle boy band finite nel nulla dopo due/tre anni; se non c'è sostanza, l'apparenza non la crea ed il pubblico se ne accorge. Ovviamente, però, non è automatico che la sostanza sia nota urbi et orbi: in ogni ambiente occorre farsi conoscere prima di farsi apprezzare. Ripeto l'esempio fatto sopra: non credo che qualcuno in ambito sportivo nel mondo non conosca Le Bron James, però, Le Bron ha un agente, è attivo nel sociale e collabora con vari marchi sportivi; insomma resta visibile. Colombo è un bravissimo chitarrista, ma forse si promuove poco o male, che è una malattia tutta italiana: pensiamo che essendo bravi a fare una cosa, automaticamente siamo arrivati; però sconsideriamo che magari c'è qualcun altro bravo come noi, ma che si è preso la briga di inviare un provino a 1.000 produttri, oppure uno un po' meno bravo che lo ha inviato a 100.000 e ci passano davanti. Ma quello non significa certo che il pubblico apprezzi la mediocrità.
Ciao
Rispondi
di Oblio [user #43248]
commento del 08/08/2018 ore 20:02:3
Spero abbiate ragione entrambi!
Io vedo gruppi di gente musicalmente preparata (tipo i Kolors per fare un esempio), che scelgono di proporsi come boyband ammiccamenti e tormentoni gia' consapevoli che dopo tanta gavetta ,tocca ridursi a dare al pubblico quello che oggi il pubblico chiede.
Anche la realta' oggi ha le gambe corte , trovami gente veramente brava proporsi secondo proprie scelte stilistiche ,durare piu' di una stagione e questo parlando di nuove proposte
, mentre i big lo hanno capito da mo' e tra celebrazioni , scioglimenti /reunion e ancora .....l'ultima volta insieme ,tirano avanti un'altro annettto e un'altro ancora!
Uno come Colombo non penso debba mandare provini ,non si parla di svettare in classifica ,ma di avere qualche contratto per qualche serata , eventi , locali ,collaborazioni , sessioni da turnisti. In Francia e Inghilterra c'e' gente misconosciuta che campa tranquillamente di questo , la sua storia dovrebbe essere gia' un marchio di fabbrica per gli addetti ai lavori.Ma anche quelli non esistono piu' i nuovi agenti puntano sul cavallo vincente nel preciso momento e per il tempo che serve, anche perche' sanno esattamente che al pubblico interessa partecipare all'evento con lo smartphone bello carico e che anche se ha comperato il biglietto un'anno prima e magari avuto anche il culo di trovarsi a un metro dal palco , non si fa' scrupoli a sparartelo in alto per registrare il concerto ,potendo testimoniare c'ero anchio!
Questo vuole la gente oggi , vuole viverla da protagonista e non gli frega niente di cosa ha ascoltato!
Una collega di mia moglie , che fa supplenze come maestra e ascolta Fiordaliso, questa primavera mi ha detto che andava a vedere " Uno dei Pink Floyd" , io gli ho chiesto chi " Roger Waters?" " Boh ..si puo' essere " mi ha risposto !
Questo e' cio' che viene offerto al pubblico, insieme al biglietto gold per farsi i selfie con la star di turno compreso nel pacchetto ....oddio sono in paranoia totale scusatemi ma io vedo questo!
Buona serata a voi ! ;)
Rispondi
di vicky [user #33863]
commento del 09/08/2018 ore 00:07:16
"Una collega di mia moglie , che fa supplenze come maestra e ascolta Fiordaliso, questa primavera mi ha detto che andava a vedere " Uno dei Pink Floyd" , io gli ho chiesto chi " Roger Waters?" " Boh ..si puo' essere " mi ha risposto !
Questo e' cio' che viene offerto al pubblico, insieme al biglietto gold per farsi i selfie con la star di turno compreso nel pacchetto ...."
E purtroppo non è un caso isolato. Se guardo la mia piccola realtà lavorativa (che è quella che vivo di più visto che mi occupa 9 ore al giorno) vedo che i colleghi conformi a quanto descritto da Oblio sono la grande maggioranza.....
Come fa gente tipo Luca Colombo a campare con la musica quando c'è una cultura musicale del genere..... è dura, veramente......
Rispondi
di Oblio [user #43248]
commento del 09/08/2018 ore 08:53:19
Ciao Vichy...speriamo non sia tutto perduto, come quando trent'anni fa' dicevano che il rock era morto,non trovarsi a dire che anche la musica e' morta!!
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 10/08/2018 ore 12:40:19
Uno con una pagina da 50mila fans si promuove male?
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 13/08/2018 ore 11:11:14
Malissimo: l'idea che nel 2018 basti essere su facebook o su paginebianche per essere "promosso" sconta circa 40 anni di arretrato in tema di promozione commerciale. Inoltre Colombo lavora come turnista e colaboratore: non fa dischi suoi, quindi promuoversi con i fan serve come i ghiaccioli al polo nord.
Ciao
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 25/08/2018 ore 10:44:11
tu hai scritto:

"...però sconsideriamo che magari c'è qualcun altro bravo come noi, ma che si è preso la briga di inviare un provino a 1.000 ..."

Quindi, Colombo, con 50mila su facebook, si promuove male rispetto a.....a chi? Fammi un esempio di turnista italiano che si promuove meglio e lavora più di lui.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 27/08/2018 ore 17:04:37
Perdonami, ma stai confondendo le pere con le viti autofilettanti (magari le mele): avere chi ti segue su facebook comprende amici, parenti, appassionati o semplicemente uno a cui piace la tua faccia; non c'entra nulla con i contatti lavorativi. Inoltre se non capisci da solo che esistono decine di chitarristi che si sono mossi meglio, non conosci la realtà: visto che non mi sembra che non esistano più chitarristi sulla faccia del pianeta e visto che il nostro non è certo scarso, forse qualcun altro lo ha superato nel marketing.
Ciao
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 27/08/2018 ore 17:29:5
Rispondo anche per l'altro commento:

sei tu che non capisci: Colombo è tra le punte di diamante dell'offerta, e se fatica lui, vuol dire semplicemente che quel tipo di lavoro sta morendo, come tante altre attività affossate dalle nuove tecnologie. Non esistono questi chitarristi come dici tu, che si sono mossi meglio (Infatti ti ho chiesto di fare nomi e non ne hai fatti).
Non capisci che è un tipo di attività che sta scomparendo, ecco perchè non puoi paragonarla col calcio, che invece fa girare valanghe di soldi. La musica non fa girare più niente, non c'è competizione perchè non c'è nemmeno più la gara.
Parli di contatti lavorativi: ma hai presente il curriculum della persona in questione?

"non mi sembra che non esistano più chitarristi sulla faccia del pianeta"? Non è questa la domanda che devi farti, ma questa: "quanti chitarristi esistono che ancora vivono facendo i turnisti?"
Rispondi
di Quick [user #26119]
commento del 09/08/2018 ore 10:13:55
Capisco la situazione perché la vivo in pieno. Faccio solo questo lavoro da quasi vent'anni e non è mai stato così difficile come ora. Ho suonato in quasi tutte le situazioni possibili, avuto grandi soddisfazioni ma anche grandi rimpianti. Non sono mai stato al livello dell' ottimo Colombo, ma ho tirato avanti fino ad ora senza problemi insormontabili. Adesso tutto diventa difficile: i locali che fino ai primi anni 2000 pagavano per la musica dal vivo anche 1500/2000 euro per sera ad una agenzia hanno chiuso e i pochi che resistono pagano un decimo di quel che pagavano prima perché sono molto meno frequentati. Le feste di piazza hanno ridotto ugualmente il budget, ed alcune addirittura non vengono più organizzate sempre per problemi di soldi e sponsor.
I turni di registrazione a qualsiasi titolo sono sempre meno e poco pagati.
Collaborare con artisti più o meno famosi diventa sempre meno remunerativo per difficoltà oggettive di budget nella produzione discografica o nell' organizzazione delle tournée.
E pure i giovani sembrano avere sempre meno interesse per la musica suonata: dieci anni fa seguivo 12 studenti e avevo continue richieste, tali da dover dirottare chi mi contattava su altri insegnanti, ora ho un solo allievo.
E allora tutto torna: ti sembra normale che un tuo collega che ha suonato in contesti internazionali fino a ieri smetta di lavorare come insegnante a contratto presso un rinomato conservatorio perché il corso è stato sospeso per penuria di studenti, e lo trovi a suonare jazz da solo con le basi al locale dietro casa per 50 euro e una piadina.
Ti sembra normale che uno che hai visto girare il mondo con uno dei pochi artisti internazionali italiani sbarchi il lunario suonando nelle feste della birra con una cover band generica.
E pensi a quanto sia cambiato il mondo in questi anni e come sia cambiata - in peggio - ogni cosa nella musica, dalla produzione alla distribuzione, alla fruizione stessa del live.
Poi pensi che è un problema di crisi economica: certamente la gente spende meno soldi di prima per l' intrattenimento, perché oggettivamente non può.
Oppure è un problema sociologico: le nuove generazioni sono talmente bombardate di stimoli che la musica passa sempre in secondo piano rispetto ad altro.
E ci si scervella a pensare ad un rimedio, a come adattarsi alle nuove esigenze del mercato, a rinnovarsi e cercare nuove vie per vivere di questo benedetto lavoro.
Con la consapevolezza che i mercati che cambiano e la tecnologia che evolve ha affossato colossi che apparivano intoccabili come la Kodak o Blockbuster.
E si spera sempre che le cose cambino e che la ruota riprenda a girare.
Rispondi
di MrGi [user #33656]
commento del 09/08/2018 ore 15:38:15
La tua riflessione e analisi è coinvolgente, tanto più che è fatta dall'interno del sistema-musica.
Però, solo per stimolare ancora un pò la riflessione, mi chiedo perchè allora kermesse come Firenze Rock riescono ancora ad attrarre tantissima gente che paga biglietti dai prezzi esorbitanti? Per vedere musicisti che sono sì iconici, ma effettivamente spesso ormai oltre il viale del tramonto..
..e perchè stanno nascendo fenomeni come i Greta Van Fleet che ripropongono sound assolutamente anni 60?
Io penso che il pubblico per la musica fatta come si deve ci sia, ma che ancora noi facciamo fatica a capire come raggiungerlo in quanto il pubblico non è più qui, ma sparpagliato sul pianeta..
Ripeto, i miei sono solo stimoli alla riflessione, io sono un amatore della musica e non mi permetto di dare nessun giudizio a chi di musica ha scelto di vivere, rispetto e ammirazione per chi lo ha fatto.
Rispondi
di Quick [user #26119]
commento del 09/08/2018 ore 16:17:37
Io credo che il pubblico esista come è sempre esistito e come sempre suppongo esisterà, solo che la crisi ha investito tutti i settori ed in primis quelli del "superfluo" come l'intrattenimento. Esistono ancora le grandi kermesse e gli artisti con un buon seguito, ma la crisi economica porta il pubblico a selezionare. Chi prima vedeva venti concerti l'anno ora ci pensa due volte prima di mettere mano al portafoglio e pagare per vederne altrettanti, e magari di concerti ora ne vede molti meno. Uguale per i dischi: se prima gli appassionati ne compravano uno al mese, ora ne comprano meno, data anche la possibilità di fruire della musica in mille altri canali, magari gratuiti. Tutto ciò si riflette in entrate molto minori per le case discografiche che devono diminuire il numero di uscite e non possono più permettersi di investire sui giovani emergenti, e devono per forza affidarsi ad altri canali per essere quasi sicuri di fare centro, vedi talent show o artisti con un seguito già consolidato.
E questo della musica è solo una piccola parte degli effetti della crisi mondiale.
Perfino i settori di servizi primari alla persona ne ha risentito.
Mio fratello lavora nel campo della disabilità: segue disabili per una associazione onlus. Ha una preparazione adeguata e una laurea, ma recentemente ha subito una diminuzione di ore e di stipendio perché l'utenza è diminuita: non tutte le famiglie riescono a pagare 50€ per mandare in gita il figlio disabile.
Se la gente deve rinunciare a queste cose figuriamoci a vedere un concerto, oppure comprare un disco o ancora a far studiare musica al figlio, che magari è pure più attratto dalla Playstation!
La crisi economica ha portato a questo e non ne siamo ancora usciti. Si spera sempre in un cambiamento, o si tenta in qualche modo di rimediare, ma è un momento duro per tutti, figuriamoci per chi lavora sul "superfluo come i musicisti e gli artisti in genere.
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 09/08/2018 ore 16:56:27

Ma no guarda non è così. Io vado a diversi concerti a spesso faccio fatica a trovare i biglietti e comunque i posti più prestigiosi per gli spettacoli più acclamati si riempiono sempre in pochi secondi. Ad esempio per le date del Cirque du soleil. Questa volta non sono riuscito a prendere i posti in poltronissima che sono molto costosi te lo assicuro. La gente spende eccome per l'intrattenimento altro che..
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 10/08/2018 ore 15:25:47
"ne compravano uno al mese, ora ne comprano meno"

L'album e il singolo erano il traino per tutto l'indotto. 30 anni fa la gente comprava dischi con facilità, anche i meno appassionati. E gli appassionati compravano anche 10 album al mese, se non di più (infatti ancora oggi c'è gente che ha in casa migliaia di vinile). Gli introiti per gli artisti erano buoni, con 5000 copie vendute ti potevi garantire una continuità. E soprattutto, le case investivano nella produzione, potendo pagare produttori, arrangiatori, autori, e turnisti. Oggi se fai 5000 ascolti su spotify, ti entrano i soldi per le mentine.
Lo vedo con i miei figli: alla loro età io spendevo la paghetta in dischi, loro non ne hanno mai comprato uno, usano YT.
Rispondi
di Quick [user #26119]
commento del 10/08/2018 ore 15:32:22
Purtroppo questa è l'amara verità. Brutto da pensare e da vivere ma è così
Rispondi
di Oblio [user #43248]
commento del 10/08/2018 ore 15:53:29
Mamma mia....c'hai ragione!Se solo penso alle file che si faceva ai negozi per l'uscita di un LP!! :(
Si metteva via i soldi del panino e si faceva dieta fino ad allora!!
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 10/08/2018 ore 10:37:05
...ti quoto al 100%.
Non credo sia un problema di soldi, gli iphone in mano ai ragazzi non mancano ma la voglia di bersi una birra al pub mentre suona una cover band non c'è più.
Sembra che nessuno sia più interessato alla musica dal vivo.
Resistono un po`i locali per metallari inossidabili, ma anche quelli stanno scomparendo giorno dopo giorno.
Paul Gilbert per fare un CD deve chiedere ai suo fan di finanziarlo....qualche anno fa le case discografiche avrebbero fatto la fila per produrlo...
Rispondi
di Quick [user #26119]
commento del 10/08/2018 ore 12:00:36
Purtroppo la situazione è esattamente questa.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 10/08/2018 ore 12:48:15
Hai detto la pura e semplice verità.

Quello che mi lascia perplesso, leggendo alcuni commenti, è la non accettazione della situazione. Addirittura si sentono di dare consigli a Colombo, cosa dovrebbe fare, come promuoversi (...insomma, regolatevi).

Possibile che ancora non si rendano conto che la musica sta per lasciarci le penne? Ma dove vivono? Forse sono tutti dopolavoristi da tribute band, ma certe cose dovrebbero essere evidenti anche a loro.
Che fine hanno fatto i negozi di dischi? Chi vende ancora cd? Quanto si guadagna con lo streaming? Fateveli due conti, così vi rendete conto che se lavorano di più le coverband dilettantesche, è perchè non lavorano più i professionisti, e non è certo un bene.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 13/08/2018 ore 11:22:51
Mi sembra che i commenti fuori dalla realtà siano quelli che danno la musica per morta: che una cosa cambia non significa che sia morta, anzi, cambianso sopravvive. Una volta si compravano i vinile e poi i cd, ora non più, ma non per questo non esistono più solisti o band o musica da ascoltare; io ascolto musica in autoradio o mentre faccio i lavori di casa: da ultimo mi sono comprato su internet un paio di lavori di Gianluca Ferro e di Nick Johnston e mi piacicono molto. Dopodichè, su questo stesso sito c'è chi convintamente inneggia alla musica gratuita, quindi poi non lamentiamoci che giriono meno soldi.
In questo momento la chitarra non è al centro dell'universo musicale? Ma non c'è mai stata! Forse su questo forum c'è un pochino di prospettiva falsata per cui se un chitarrista non batte chiodo o chiede aiuto ai fan la musica è morta, ma guardate che fuori c'è un mondo in cui le opportunità esistono ed alcuni (pensa un po') sono anche in grado di coglierle, a tutti i livelli: dalla festa della birra di vattelapesca o suonare per strada alla manifestazione per il pino secolare di inculoailupi, al grande concerto che rimepie gli stadi passando per quello che attira 80.000 persone in mezzo agli appennini o quelli che ne richiamano 10.000 sulle dolomiti.
Ciao
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 25/08/2018 ore 10:49:38
Siamo passati da Woodstock, Wembley, Live Aid, Freddy Mercury Tribute etc a

"esta della birra di vattelapesca o suonare per strada alla manifestazione per il pino secolare di inculoailupi"

Scusa, i concerti da 80mila sugli appennini ? Di che parli? Immagino tu sia un metallaro, solo loro parlano così, essendo sempre stati di nicchia da Cobain in poi.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 27/08/2018 ore 17:21:4
Non capisco se leggi frettolosamente saltando delle parti, oppure cuci a tuo piacimento discorsi differenti per puro spirito polemico. Ad ogni modo rispiego per i non comprendenti: c'è anche scritto che le opportunità esistono a tutti i livelli, laddove "tutti" non ha alcuna accezione particolare.
Per colmare la tua lacuna sul concerto che ho citato: Jovanotti ha tenuto tre settimane fa un concerto nell'ambito di "risorgi Marche" in un punto dell'appennino marchigiano in cui si arrivava solo a piedi e c'erano 80.000 spettatori.
Non capisco, poi, cosa c'entrano le mie preferenze musicali. Già dare delle etichette dimostra scarse maturità e capacità di giudizio e mi pare serva a poco quando si enunciano fatti.
Infine è chiaro che parli di cose che non conosci: in primo luogo Cobain ed il metal si guardano un po' da lontano, ma capisco che, nella grande confusione che stai facendo, ti sia incastrato pure tu; secondo, non vedo comunque cosa ci sia di male in una scelta di nicchia: ci sono gruppi e solisti di grande valore che non hanno certo platee sterminate di fan. Peraltro non mi pare che il metal stia in nessuna nicchia, per lo meno non più del jazz o del soul o della lirica e di qualunque altro genere che non sia il pop.
Ciao
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 27/08/2018 ore 21:52:52
Quando dico "da Cobain in poi" intendo in senso temporale, il metallo prima del grunge tirava anche come vendite, dopo è diventato di nicchia (spero di non doverti rispiegare cosa intendo per "nicchia").

Anche altri commentatori la vedono come me, quindi qualche domanda me la farei, o perlomeno eviterei di dare dell'immaturo e di quello che non sa etc. Regolati se vuoi avere un dialogo, sennò stai bene così.



Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 15/08/2018 ore 11:5
Sai cosa non mi torna, del tuo discorso? Il fatto di pensare che molta parte della causa sia la crisi. La crisi e' iniziata nel 2008, e persino in Italia ne siamo piu' o meno usciti da ormai diversi anni - certo, ci sara' sempre qualcuno che sta ancora male, ma quello che voglio dire e' che la causa non va cercata in un evento contingente che ormai e' alle nostre spalle. Quello che molti CONFONDONO con la crisi e' che in questi anni, accelerata dalla crisi stessa, c'e' stata una mutazione profonda del nostro modo di vivere (che ha determinato vincenti e perdenti, i primi convinti di essere usciti dalla crisi e i secondi sicuri di esserci ancora dentro, mentre la realta' e' che ci sono nuovi rapporti di forza), compreso il fatto che siamo disposti a spendere solo per cio' che sappiamo di non poterci procurare gratis...tipo la musica. Allora spendiamo 100 Euro per un concerto perche' e' un evento al quale non vogliamo mancare, ma magari il disco di quella band lo scarichiamo o ce lo facciamo copiare da un amico. Dove possiamo, andiamo al massimo risparmio, come negli appalti (e infatti anche li' i lavori vengono sempre fuori delle schifezze, perche' se chiedo ad uno di farmi un lavoro che costa 100 per un compenso di 50...). Questo non e' l'effetto della crisi, e' l'effetto della psicosi da crisi.
Sulle vendite dei dischi: guarda, io ho sempre comprato CD originali (poco interessato al vinile per la delicatezza e il degradamento progressivo), e negli anni ho accumulato una collezione pu' che discreta: non so i numeri esatti, ma credo siano oltre 3.000 CD, tra classica a leggera. Ora, io non e' che non compro come prima perche' voglo risparmiare (tantopiu' che adesso te li tirano dietro, rispetto ad una volta). e' che quando voglio ascoltare qualcosa ho migliaia di alternative in casa, gia' pagate e senza andare al negozio, nemmeno quello virtuale, e tra queste tantissimi classici...chi me lo fa fare, di spendere per un gruppo nuovo che magari ha messo fuori un disco appena discreto, quando ho la Storia della Musica a portata di mano sugli scaffali?
Infine: dobbiamo capire che se una volta una percentuale alta delle nostre paghette andava in musica, adesso i nostri soldi vengono tirati in molte piu' direzioni: partiamo dal telefono, che assorbe attenzione e soldi, e poi andiamo a vedere quanto resta dell'uno e degli altri per il resto, considerando che ci sono mille modi in piu' per spenderli. Faccio un esempio stupido da papa': quando ero bambino io, se volevo praticare uno sport lo facevo sostanzialmente gratis, adesso se voglio mandare mio figlio a giocare a pallone devo per forza iscriverlo ad una qualche scuola calcio, che mi scuce in media 500 Euro all'anno...500 Euro che non potrei piu' spendere per interessarlo ad esempio alla musica. La musica sta passando da evento generazionale a sottofondo da consumare distrattamente. Nel mio piccolo, quello che faccio quando mi riesce e' "costringere" la famiglia ad ascoltarsi un bel disco, suonato da un buon impianto, senza telefoni o distrazioni, dall'inizio alla fine senza telecomando - se non coltiviamo il senso di importanza della musica, dove pensiamo di andare?
Rispondi
di Quick [user #26119]
commento del 15/08/2018 ore 19:44:06
Quello che a me non torna del tuo discorso è partire col dire che dalla crisi siamo usciti e finire a parlare di quanto sia importante la musica.
Qui si stava parlando di musica a livello professionale, cioè essenzialmente business, di prodotti che devono essere venduti che si chiamano lavori discografici e spettacoli. Se hai a casa 3000 cd poco importa ai fini del business.
Purtroppo crisi o meno, il fatto che le occasioni di lavoro nel campo musicale sono sempre meno ( e il post originario di Colombo è un buon esempio) e i dati relativi all' indotto relativo a concerti, merchandising ecc siano in picchiata verso il basso sono verità difficilmente smentibili, perché riportate dai dati di fatturato delle aziende di settore e dal clima generale di frustrazione degli addetti ai lavori che vedono il futuro sempre più nero.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 15/08/2018 ore 21:50:22
Allora mi sono spiegato male: non ho dtto che non esiste la flessione, o picchiata che dir si voglia - prova a rileggere, quello che intendo dire e' che la musica funziona meno bene non perche' c'e' la crisi, che e' cosa che passa e passera', ma perche', nel nuovo modello di societa', la musica e' meno importante. Mettere piu' soldi in mano alla gente, se li spende per altre cose, non cambiera' la situazione, e quindi illudersi che sia una questione di crisi o meno vuol dire, a mio avviso, mancare la dimensione del problema. In altre parole, secondo me la situazione e' molto peggiore di quel che pensi tu. Tu pensi ancora a come vendere prodotti, io dico che ormai sono i prodotti sbagliati/perdenti da vendere. C'e' ancora un mercato, ma i bei tempi andati sono appunto andati, la gente pensa ad altro e sara' sempre piu' cosi, aspettiamo solo che gli ologrammi migliorino un po' e dopo Elvis e Dio torneranno in tour gli ologrammi di tutte le star del passato, cosi' uccideremo anche le cover band e saremo all'anno zero.
Rispondi
di Quick [user #26119]
commento del 16/08/2018 ore 08:57:10
Sul discorso "ora si spende più per altre cose che per la musica sono pienamente d'accordo. Sui 3000 dischi un po' meno. O meglio la passione tua e di altri come te è encomiabile, ma sono sempre gocce in un mare di oblio. Purtroppo 3000 dischi per una persona non ne ricompensano altre 10.000 che ne possiedono uno solo, magari perché gliel'hanno regalato, o appunto perché non sono interessati alla musica.
Situazione triste, è vero, ma reale e tangibile.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 16/08/2018 ore 17:47:15
Concordo, li' pero' e' una questione che riguarda l'educazione all'arte ed alla cultura, in due modi: da un lato per la musica come forma d'arte, dall'altro il saper riconoscere e rispettare la preparazione di quelli bravi, nella musica come in qualsiasi altro campo. Anche ammettendo che si stia facendo qualcosa in questo senso - e ne dubito - campa cavallo, prima che si veda qualche risultato.
Quello che fa rabbia a me e' piu' che altro che ci vantiamo tanto di essere un popolo di artisti e poi a quanto pare solo una persona su 250 in Italia (ossia meno di 250.000 persone in tutto) suoni un qualsiasi strumento musicale almeno una volta al mese. Il resto credo sia una logica conseguenza, per certi aspetti.
Rispondi
di Quick [user #26119]
commento del 16/08/2018 ore 21:36:5
Parole condivisibili, ma non dimentichiamoci che l'educazione musicale deve essere sempre una parte, a meno di velleità professionali, dell'educazione di un individuo.
Sicuramente una parte del tutto.
Che come tutto il resto non dovrebbe essere imposto ma proposto.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 15/08/2018 ore 22:33:22
"Se hai a casa 3000 cd poco importa ai fini del business" - dici davvero? Secondo me invece importa, eccome. Io sono uno di quelli che le case discografiche e i relativi artisti li hanno foraggiati con 3.000 acquisti, se non comprano (quasi) piu' quelli come me, chi diavolo vuoi che compri i tuoi prodotti? E quelli come me non comprano (quasi) piu' perche' ne abbiamo fin sopra alle orecchie, di musica sopraffina, e devi essere dio per convincermi di avere qualcosa di altrettanto bello da offrire nel tuo nuovo disco.Morte per saturazione, si potrebbe dire.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 25/08/2018 ore 10:55:1
Non ti convincerà nemmeno dio, perchè se dovrà produrre il suo lavoro con 4 soldi arrangiati, la sua idea sarà ridotta ad una schifezza: mal arrangiata, mal suonata, mal registrata, mal prodotta.
Per fare un disco/cd servono i soldi, prova a vedere quanto si spendeva per fare i cosiddetti "classici". Anche le produzioni pop erano curatissime, persino i dischi punk erano curati.
Rispondi
di coprofilo [user #593]
commento del 09/08/2018 ore 21:39:01
Questo è un periodo in cui si sente poca chitarra nella musica che si sente nelle radio generaliste. Sono finalmente in vacanza al mare e la musica che si sente nei bar e dalle dannate casse bluetooth dei ragazzini fa cadere le braccia, la chitarra non è proprio contemplata. Con l'aumento delle scuole di musica inoltre abbiamo un sacco di bravi musicisti che sono in grado di registrare una traccia di chitarra dignitosa per pochi soldi, chiaro che per un super turnista gli spazi si riducono.
Se va in studio un Celentano o Mina o comunque una mega produzione allora andranno a cercare i migliori, se va in studio una Giusi Ferreri o Baby K non vanno certo a chiamare Colombo o Varini, se gli serve una base di chitarra un qualsiasi diplomato al MMI (prima scuola che mi viene in mente, non me ne vogliano gli altri) va più che bene, tanto poi è tutto messo in griglia, potrei quasi andar bene anch'io! Ok, ho esagerato ma era per dare un'idea. Per il live non so che dire, però credo che la dinamica sia la stessa; o ti accodi ai grandi nomi che però molto spesso hanno già i loro musicisti di riferimento o devi fare qualcosa di tuo, per le produzioni piccole sei troppo costoso. Credo che vivere di sola musica oggi sia molto dura, la competizione è altissima e se non ti metti bene in vista sei fregato. Oltre a (legittimamente) lamentarsi bisogna mettersi a testa bassa a cercare di capire come invertire la tendenza o tocca davvero cercarsi un "lavoro vero".
Rispondi
di FenderStratoFender [user #29391]
commento del 11/08/2018 ore 22:17:11
C'è comunque da fare la considerazione che in questo momento storico la chitarra ha perso la sua centralità nel mondo della musica. Basta vedere i numeri (e relativi stratosferici compensi) che fanno i vari Calvin Harris, Chainsmokers e compagnia bella. Non c'è neanche paragone. E parliamo di artisti che vanno a fare concerti letteralmente con una chiavetta usb.

Se a questo aggiungiamo che i dischi non si vendono più e anche gli artisti più blasonati ormai lavorano molto sul proprio laptop, ecco che si capisce che il panorama è proprio cambiato e vivere di chitarra sembra sempre più un'utopia vera e propria.

Aveva capito tutto l'ottimo Mel Previte che, pure ai tempi d'oro con il Liga di Buon Compleanno Elvis non abbandonò mai il suo posto di lavoro in banca!
Rispondi
di Oblio [user #43248]
commento del 12/08/2018 ore 10:46:50
A tutto questo aggiungiamo, la facile fruizione offerta da internet che ha portato la gente a banalizzare il concetto stesso di musica e il lavoro su di essa .Con conseguente diseducazione da parte degli utenti che vanno ai concerti anche solo per autopromuoversi sui social e non spendono un'euro per un solo singolo.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 24/08/2018 ore 23:03:1
Se mi guardo indietro posso dire che questa situazione viene da lontano.
A metà degli anni '60 scoppiava il beat e poi il rock, ma in Italia c'era già un mercato discografico di "musica italiana" che andava protetto e le case discografiche non promuovevano artisti di questo genere ma facevano cantare/scimmiottare ai loro "artisti" cover straniere come quelle dei Procol Harum e altri. Dal '68 al '76 noi siamo stati il più ricettivo mercato mondiale del prog (detto da Jethro tull, Genesis e altri), da noi, in quegli anni, sono comparsi 400/500 artisti/gruppi di prog, messi prontamente sotto contratto e poi tenuti lì a friggere per anni, e per contentino pubblicato solo 1-2 album e solo in 500/1000/2000 copie, non dovevano interferire o peggio andare alla concorrenza, ce la fecero solo PFM e Area.
E intanto i Ns. discografici continuavano con cantautori e finti rocker.
Il mondo continuava a cambiare ma qui tutto rimaneva immutato, tutti paghiamo il canone RAI, ma quanti dagli anni '70 ad oggi hanno potuto vedere, non dico con continuità ma anche saltuariamente, un vero spettacolo rock in prima serata? pensate all'Ed Sullivan Show degli anni '50.
Nel frattempo la Ns. industria discografica protetta è morta, e come poteva essere altrimenti, mentre nel resto del mondo occidentale, ma non solo, i generi si succedevano, stratificandosi nella cultura delle masse che ne potevano usufruire, qui in Italia, finché c'è stata un'industria discografica è rimasto tutto immutato come se il resto del mondo non esistesse.
Poi, almeno 25 ani fa l'industria discografica italiana è sparita ma è arrivata internet, la terra di nessuno, e tutto il periodo dei video musicali, della tecno del rap e altro, MUSICA DA VEDERE anziché ASCOLTARE, con alle spalle 3 generazioni senza cultura musicale è inutile pretendere che dei giovani nelle cui case non hanno mai sentito niente possano conoscere , apprezzare rock fusion ecc. mentre invece questo succede all'estero … vedasi il fenomeno dei Gretha van Flit.
Finché nelle città non si metteranno a disposizione degli auditorium per musica e sale per prove comunali gratuite, non si organizzeranno festival di musica rock, gli spettacoli di piazza non saranno costituiti da concerti di musica rock, le radio non trasmetteranno genere (c'è solo Capital e Virgin, quest'ultima con sempre e solo quei 50 classici, senza nessuna ricerca in mezzo a tanta cacca), le cose non cambieranno.
La vedo dura, ma la colpa non è dei giovani, ma da chi non gli ha dato una cultura … anche se devo dire che nel '69, a 14 anni, non c'era niente e non si sentiva niente tranne che "Per voi giovani" però c'era in tutti l'ansia di conoscere, e oggi quest'ansia proprio manca. Saluti a tutti Paul.
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
News
Billy Gibbons suona Rudolph La Renna con il capitano Kirk
SHG Music Show Milano 2018 apre i battenti
Paganini Rockstar
Roy Clark: il chitarrista intrattenitore
Come suona la chitarra in una camera anecoica
Chi ha inventato davvero il tapping
Come suona la mia stanza?
Certificato CITES: quando serve e come ottenerlo
Country Music Hall of Fame: il cerchio non sarà interrotto
Ryman Auditorium: la chiesa americana della musica live
La chitarra sparafulmini degli ArcAttack
Chris Shiflett vende tutto: "ho troppe chitarre!"
La storia del delay
La truffa delle chitarre online a prezzi bassissimi
Ecco perché finirai per acquistare il solito overdrive

Licenza Creative Commons - Chi siamo - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964