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Dal Klon al germanio: gusti o mercato?
Dal Klon al germanio: gusti o mercato?
di [user #17844] - pubblicato il

Cenerentola dei transistor, il germanio è tornato per conquistare le platee e si porta dietro edizioni limitate, NOS, prezzi da capogiro. Ne vale la pena?
Il 2015 è stato l’anno del centauro. Il mitologico (non solo per la sua effige) overdrive Klon ha invaso il mercato con una miriade di cloni e interpretazioni, copie spudorate o personalizzazioni più disparate. Abbiamo imparato a conoscerlo, ad amarlo, e persino il creatore originale è tornato in affari con una nuova edizione del Centaur.
L’onda commerciale è andata avanti per circa due anni e, sebbene gli appassionati ci fossero già da prima e continuano a esistere tutt’ora, è innegabile che i cataloghi di massa abbiano spostato la propria attenzione verso altri lidi.

Dopo un torpore durato decenni e un discreto periodo in cui è stato relegato a piccole produzioni artigianali per fanatici della categoria, nel 2017 i transistor al germanio hanno cominciato a tirare fuori la testa dal sottobosco degli effetti a pedale. Grazie a costruttori di alto profilo - con Robert Keeley a portarne la bandiera - orde di semiconduttori per lo più NOS e di provenienza sovietica hanno dato vita a reissue di ogni tipo, revisioni di classici e persino circuiti inediti, talvolta racchiusi in edizioni limitate con prezzi da capogiro. Probabilmente, non si sbaglia ad affermare che la produzione su vasta scala ha visto più stompbox al germanio negli ultimi due anni che nel decennio precedente.

A differenza del fenomeno Klon, quello del germanio negli effetti a pedale non si concentra su dei circuiti precisi ed è esattamente questo a renderlo interessante. Il materiale è stato in qualche modo elevato a oggetto di culto, graal capace di donare una vocalità unica a qualunque progetto, non solo a quelli riferiti a date epoche storiche o chitarristi famosi. Eppure, nessun tecnico elettronico moderno si sognerebbe di reintrodurre quei componenti dichiarati sorpassati da quasi cinquant’anni.

Dal Klon al germanio: gusti o mercato?

Al germanio si deve la diffusione del diodo, di cui i transistor possono essere considerati una conseguenza (storicamente parlando) e un’evoluzione (tecnicamente parlando). Nel corso degli anni ’60 il silicio cominciò a prendere il posto del germanio anche nelle applicazioni commerciali più comuni e, entro gli anni ’70, il germanio venne considerato definitivamente obsoleto. Sparì dai circuiti, audio e non, e anche il settore musicale seguì il trend.
Tra le varie caratteristiche che differenziano un diodo al germanio da uno al silicio si può nominare la tensione di rottura, soglia oltre la quale il componente non garantisce il normale passaggio degli elettroni: nel germanio è di circa 0,2 volt, mentre per il silicio si aggira sui 0,7 volt, cioè quasi tre volte tanto. Se a ciò si aggiungono dettagli come la maggior uniformità qualitativa dei moderni stock al silicio e caratteristiche poco simpatiche nel germanio come la sua spiccata sensibilità ai cambi di temperatura (rendendo così il datasheet fornito dal costruttore meno affidabile), è facile intuire perché qualunque ingegnere lo abbia accantonato senza troppi rimorsi.

Per un chitarrista, però, è dura dimenticare i suoni gonfi e rombanti dei fuzz anni ’60 spinti nelle testate valvolari imballate che hanno scritto la storia del rock, così nel tempo si è alimentata una comunità di sostenitori del germanio che, ora invogliati dalla passione per il fai-da-te, ora serviti dalle capacità di alcuni artigiani altrettanto fanatici, ha tenuto vivo il vecchio transistor.
L’instabilità del dispositivo ha poi contribuito ad accrescerne la leggenda, dimostrando che non basta saldare insieme una manciata di componenti per ottenere un pedale ben suonante. Questo, se da un lato ha elevato alcuni progettisti più competenti allo status di guru, dall’altro ha fatto la sua parte per costruire il mito dei preziosi componenti NOS: New Old Stock, partite di transistor d’epoca invendute che, per qualche motivo, garantirebbero una qualità generale superiore rispetto alle produzioni moderne.
Inutile dire che, senza una buona mente dietro, anche i NOS possono rappresentare un buco nell’acqua per un diyer. A fronte di un ulteriore aumento di prezzo, il mercato ha già la risposta pronta: esistono ora stock destinati agli hobbisti già selezionati e “accoppiati” a monte, mentre i costruttori professionisti sottolineano di aver selezionato di proprio pugno i transistor, il che intende anche una certa percentuale di scarto nelle partite acquistate e un conseguente aumento del prezzo finale per un pedale completo. Il traguardo è però raggiunto: oggi è possibile acquistare degli effetti basati su transistor al germanio che suonano davvero, ma davvero bene, a patto di rivolgersi alle persone giuste.
Altrettanto, il processo ha creato un mercato abbastanza variegato per i transistor al germanio venduti singolarmente, che possono andare da poco meno di un euro al pezzo fino a superare la decina, con alcuni esemplari venduti anche sui 50 euro.

Con il pubblico caldo al punto giusto e tutti i vecchi progetti rivoltati come calzini, da circa un anno a questa parte i costruttori hanno trovato l’uovo di Colombo: progettare stompbox del tutto nuovi o reinterpretare i propri classici con l’unione di transistor al germanio, promettendo l’affidabilità delle moderne tecnologie e il gusto morbido e grosso del vecchio semiconduttore in un unico prodotto.

Dal Klon al germanio: gusti o mercato?

In poco tempo, Keeley ha dedicato un’intera serie ai transistor al germanio. Bollini con l’indicazione della presenza di transistor AC128 e OC75 sono comparsi in catalogo, applicati con un piccolo sovrapprezzo a circuiti precedentemente progettati per il silicio. Il primo è stato il Tesla MKIII, poi il Compressor Pro e il DarkSide. Robert ci ha preso gusto e ha infilato del germanio anche nella sua storica Super Phat Mod, dando prova di come il componente possa dire la sua anche in utilizzi del tutto moderni e raffinati, non solo nel fuzz d’estrazione vintage. Il culmine è raggiunto pochi giorni fa, quando ha visto la luce un’edizione Retro Super del Super Phat Mod Overdrive in tiratura limitata. La febbre del germanio è così diffusa che il pedale è già out of stock mentre scriviamo queste righe.



Non poteva perdere il treno un guru del fuzz come Zvex. Qualche tempo fa ha invaso il mercato con il rombo del Woolly Mammoth e, neanche due settimane fa, ha applicato l’osannato semiconduttore sovietico anche al suo cavallo di battaglia: il Fuzz Factory, giunto alla serie 7, ospita ora una coppia di transistor NOS modello GT308V per un’edizione limitata andata letteralmente a ruba.
In meno di una settimana, il pedale risulta esaurito. Il prezzo di 469 dollari per unità non ha dissuaso i fan. Non si può conoscere né giudicare il lavoro che c’è dietro, la progettazione o la selezione dei componenti, ma è impossibile esimersi dal riflettere sul fatto che, su eBay, attualmente è possibile acquistare una confezione da 100 degli stessi transistor - di provenienza bulgara e dei tempi della guerra fredda - per 30 dollari.



Decine di esempi alla portata di tutti mostrano oggi suoni gustosissimi, ma il germanio porta con sé una contraddizione intrinseca. Non senza una punta nostalgica da “si stava meglio quando si stava peggio”, si vuole intendere che non sempre l’avanzamento tecnologico coincide con suoni migliori. Il germanio vuole dimostrare che un componente quasi di scarto, antiquato e tecnologicamente sorpassato può tenere testa se non superare la resa di fuzz e overdrive odierni, anche quando intere generazioni di musicisti gli hanno preferito circuiti integrati e simulazioni complesse. Viene da chiedersi se lo sforzo progettuale dietro un pedale simile - povero per definizione - possa valere 469 dollari o se sia la polvere accumulata sulle vecchie confezioni NOS ad accrescerne fascino e resa. Di sicuro non si può evitare di chiedersi se tra qualche anno, quando il digitale avrà sonorizzato la stragrande maggioranza dei palchi, dovremmo aspettarci il ritorno del vituperato Tubescreamer TS7 e del Metal Zone, splendenti sopra un mare di zeri e di uno, venerati per “quel suono di una volta”.
effetti e processori elettronica keeley zvex
Link utili
Tesla MKIII su Accordo
Compressor Pro e Dark Side su Accordo
Super Phat Mod al germanio su Accordo
Retro Super Germanium Phat Mod sul sito Keeley
Zvex Woolly Mammoth su Accordo
Russian Fuzz Factory 7 sul sito Zvex
I fuzz al germanio cambiano con la temperatura?
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Commenti
di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 27/08/2018 ore 09:20:30
Una decina o più di anni fa c'era la medesima moda per il TS9 ed il suo sacro graal, un integrato davvero cheap che i modders facevano pagare oro.
Passato il momento in cui tutti cercavano il suono di SRV finì la ricerca del TS9 leggendario, per il quale molti (me compreso) dovettero ripiegare sul vituperato TS7 usato perché a prezzi umani di TS9 non se ne trovavano.
Memore dell'acquisto di un pezzo di spazzatura, lascio che le mode passino e mi compiaccio del successo commerciale di chi riesce a scucire tanto per un circuito, sono geni del marketing (e della ricerca, perché, diciamocelo chiaro, i suoni sono belli) e si meritano ogni centesimo di chi paga certe cifre.
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 27/08/2018 ore 18:38:5
È principalmente una questione di mode, ora è il periodo del germanio, come si diceva nel commento precedente anni fa era il jrc 4558 (quello del tubescreamer) tra qualche anno ci sarà qualcosa di diverso.
Dobbiamo alimentare la nostra passione, c'è chi lo fa con pochi pedali costosi e chi invece compra, vende e scambia decine di cloni cinesi da pochi euro.
Continuo a sostenere che è sbagliato farne semplicemente una questione di soldi, bisogna suonare con la strumentazione che ci soddisfa, il resto sono chiacchiere.
Se spendiamo cifre importanti per gli strumenti perché così il nostro ego è soddisfatto va bene, allo stesso modo se ci soddisfa tirare fuori il miglior suono possibile dalla strumentazione più economica sul mercato va benissimo.
Alla fine nessuno si fa male...
Rispondi
di yasodanandana [user #699] - commento del 27/08/2018 ore 22:38:13
a me il fuzz al germanio, sinceramente, piace molto... lo trovo molto vicino ad un'altra cosa che mi piace molto, ovvero la distorsione digitale per riduzione di bits..

onestamente trovo quel suono anche in diversi plug ins, pure free..
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 28/08/2018 ore 00:15:5
"Viene da chiedersi se lo sforzo progettuale dietro un pedale simile possa valere 469 dollari".
No,mai. Che sia keeley, cornish, vemuram, etc. Oltre una certa cifra non si paga più la qualità intrinseca e oggettiva del prodotto ma altro (status, appagamento, psicoacustica, etc).
Per me è più che legittimo. Uno con i propri soldi ci fa quel che vuole.
Rispondi
di maddog [user #21222] - commento del 28/08/2018 ore 10:27:41
Sono d'accordo. Certo che quattro resistenze, tre condensatori, due potenziometri e due transistor, montati su uno schema vecchio come il cucco, sono pagati benino.
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 28/08/2018 ore 15:18:24
Mettiamo su un brand? ;)
Rispondi
di jack182 [user #41282] - commento del 28/08/2018 ore 14:17:57
Nei giorni scorsi sono stato a Londra e sono andato da Macari's... vende i tone bender mk1 a 899 sterline! Tenendo conto che è di base un maestro fuzz tone modificato e lo produce (fa produrre) da più di 50 anni mi fa pensare che forse gli altri sono ancora onesti!
Rispondi
di maddog [user #21222] - commento del 28/08/2018 ore 15:06:08
Tutti sono onesti. Poi se c'è qualcuno che per suoi motivi vuole avere in pedaliera quei nomi citati sopra vivaddio è libero di farlo. Non critico assolutamente alcuno. La mia era solo una mera considerazione.
Rispondi
di jack182 [user #41282] - commento del 28/08/2018 ore 16:26:31
Sono d'accordo. Ho solo voluto raccontare un aneddoto ed il mio "onesti" era detto in modo scherzoso. C'è da dire inoltre che per macari's vendere quei tone bender è più uno sfizio che una reale necessità a mio avviso. Se li vende in un mese o un anno poco gli importa, guadagna comunque con la sua attività di negozio di strumenti musicali dove ha veramente roba esclusiva a differenza dei tone bender che di esclusivo hanno solo il prezzo.
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 28/08/2018 ore 15:21:31
Io non ne faccio un discorso di onestà. Un produttore piazza un articolo in base alla domanda del mercato. Tutto lecito. Anche spendere un botto per un OD.
Rispondi
di maddog [user #21222] - commento del 28/08/2018 ore 15:36:41
mi sembra di aver detto questo.
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di aghiasophia [user #35493] - commento del 28/08/2018 ore 18:20:54
Sicuro intendesse rispondere a me?
Rispondi
di jack182 [user #41282] - commento del 28/08/2018 ore 16:35:39
Come ho scritto sopra sono d'accordo ed il mio "onesti" era scherzoso. Tutto è lecito ed ognuno può fare quel che vuole. Sarebbe però bello che a volte si pensasse anche al musicista anziché alll'esclusività che in questo caso è data solo dal prezzo del cartellino. Macaris vende l'mk1 prodotto da David Main a 899 sterline e l'mk2 prodotto sempre dallo stesso Main a 439... ci sono in ballo più di 450 sterline di differenza di nulla. Poi come abbiamo detto può farlo e ci sarà sicuramente sempre qualcuno a comprare quell'mk1.
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 28/08/2018 ore 18:20:18
"Sarebbe però bello che a volte si pensasse anche al musicista".
E io sono d'accordo con te
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 28/08/2018 ore 15:00:37
qualche anno fa, ignaro della moda del germanio che ne sarebbe scaturita, nel fare pulizia di componenti vecchi e inutilizzati, ho buttato via una sfilza di transistor al germanio, ac127, AC128 187 ecc. ecc. nuovi e recuperati....
Ora potevo essere ricco!!!!!
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 28/08/2018 ore 21:11:26
Ho una busta di vecchi AC125 Ac127 etc. Sta a vedere che ho un capitale e non lo sapevo.
Rispondi
di vicky [user #33863] - commento del 28/08/2018 ore 21:33:52
esatto, e il momento buono è questo..... presto prima che torni di moda il 4558 JRC
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