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Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
di [user #4893] - pubblicato il

Resoconto dettagliato della trasformazione geniale, ingegnosa e super economica di un basso elettrico. Una serie di modifiche, tutt'altro che immediate, che hanno cambiato - migliorando - aspetto, suono e funzionalità di un quattro corde che già nasceva (quasi) perfetto
Quando quattro mesi fa ho deciso di imparare a suonare il basso elettrico, ho cercato d'occasione un modello semiacustico a scala corta, quindi adatto ai generi musicali che già suono e con una differenza minima di scala rispetto alla chitarra.
La scelta è caduta su un Epiphone Allen Woody Rumblekat: non si tratta di un hollowbody ma di un solidbody con camere tonali e una particolare configurazione dei due mini-humbucker, in posizione neck e medium.
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
Soddisfatto di caratteristiche e suono, ho fatto subito la prima modifica, assolutamente non necessaria.
Non solo sono sempre stato scettico sull'effettiva utilità dei segnatasti frontali per chi sta suonando ma ho addirittura un rifiuto per quelli economici. Prendendo lo spunto da un video del tubo, ho realizzato un piccolo utensile con il quale ho sagomato dei dots in palissandro (ricavati dalle ali di un ponte per acustica) da inserire al posto degli originali in plastica bianca, di una tristezza sconfinata.
Orientando le venature del legno dei punti nel senso della tastiera il risultato è più che accettabile. Costo: un segmento di tubo da tenda e avanzi di un ponte da 4 euro.
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
Dopo un mese la seconda modifica, banale e reversibile: un colpetto di martello in gomma e via il capotasto in plastica, sostituito da un modello in ottone con sellette regolabili, ideali per chi come me deve ancora sperimentare prima di decidere tipo e scalatura delle corde che userà. Costo: meno di 19 euro.
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
Approfittando della pausa di un mese delle prove del gruppo, ho iniziato delle modifiche ancora meno necessarie. Visto che i segnatasti laterali erano minuscoli puntini neri, quasi invisibili, li ho sostituiti con dei punti rossi ricavati da forchettine in plastica. La piacevole sorpresa è stata che risaltano anche con illuminazione scarsa. Costo: 90 centesimi (e le forchettine di colore diverso dal rosso torneranno utili per il prossimo antipasto).
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
A questo punto la modifica più invasiva e irreversibile: per creare un aspetto da hollowbody ed ottenere un minimo di volume in acustico per quando mi esercito senza ampli, ho pensato di realizzare delle buche a effe. Vista la particolare disposizione del pannello dei potenziometri (su un pannello in stile Hofner), l'unica soluzione sembrava quella di un'unica buca nella parte superiore, di solito bilanciata visivamente da un battipenna di dimensioni generose che riempie la parte inferiore.
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
Nel basso Allen Woody, non c'è battipenna e il rischio era quello di concentrare nella parte superiore l'unico elemento stilisticamente caratteristico.
Quindi ho scelto la soluzione di alcuni bassi Italia Guitars: un'unica buca a effe, di dimensioni generose, che attraversa in diagonale la tavola armonica, interrompendosi in corrispondenza del blocco centrale dove sono posti pickup e ponte.
Prima di tagliare la buca, non disponendo di uno scanner a raggi X tipo aeroporto, ho cercato in rete  qualche riferimento alla forma delle camere tonali e del blocco centrale per decidere dove collocarla senza creare danni irreparabili: ho trovato in rete un'immagine del blocco di mogano della chitarra Epiphone Wildkat che presenta la stessa sagoma del basso.
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
Quindi ho tagliato le due sagome e ho bordato con quattro passaggi di profilo: nero/bianco/nero/bianco come quello originale ma di spessore dimezzato. Costo: circa 5 euro di binding e mezza boccetta di cianoacrilato (e varie ore di lavoro!).
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
A questo punto, una semplice modifica al circuito originale che prevede neck volume  / center volume  / tono generale.
Ho sempre considerato scomodo, quando si trova il giusto bilanciamento fra i due pickup agendo sulle due manopole dei volumi, alzare o abbassare il volume generale intervenendo di nuovo sulle due manopole, rischiando di modificare la percentuale di uscita fra i due pickup.
Ho quindi inserito a monte un comando blend che mi permette di miscelare il segnale in arrivo dai due pickup prima di inviarlo al volume (che in questo caso diventa il volume master) e il tono master. Costo: meno di 5 euro.
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
Di questo basso, come si dice per il maiale, non si butta via niente: con i pezzi risultanti dal taglio della buca ho realizzato un nuovo pannello per i potenziometri da incastrare nel foro presente sulla tavola armonica. Costo: zero (e un po' di esperienza guadagnata nell'antica arte del mosaico).
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
Ecco quindi Come ho modificato il mio primo basso elettrico. E il Perché?
Perché modificare uno strumento (quasi) perfetto
Bassisti epiphone
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