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Ibanez lire/€ stessa cosa?
di [user #45729] - pubblicato il (Modificato) 

ciao a tutti, ieri sono passato per negozi di strumenti, guardando con gli occhi della mia compagna, che lei ci vede e sa quanto amo le Ibanez, mi fa c’è una bellissima Ibanez con il foro maniglia, a 3350€, colore giallo fluo, io le  dico che quello è il modello Vai.
poi mi dice: “c’è scritto 30th anniversary!”
io le dico:” guarda che anche la mia Ibanez Petrucci, è un anniversary, 1908-1998 90th anniversary Ibanez pagata in lire 3300000.
ho pensato ad un post di poco tempo fa, dove si discuteva, che grazie alla nuova moneta abbiamo enormi vantaggi del tipo che ci si può portare a casa con meno soldi rispetto alle lire, strumenti che 20 anni fa sicuramente non potevamo permetterci.
facendo i conti con buste paga alla mano, a me venne a costare 2 stipendi esatti di quell’anno 1998. 
magari avessi ora uno stipendio di circa1700€, almeno potrei dire che  per prendere una Ibanez anniversary ci vorrebbero sempre come 20 anni fa 2 stipendi!
ora sicuramente, il rapporto qualità/prezzo, è migliore di 20 o 30 anni fa, per le chitarre di fascia bassa, per cui con 300€ ti porti a casa uno strumento di buona fabbricazione  rispetto a 20 o 30 anni fa che con 300000 lire sicuramente ti prendevi delle carcasse, ma se fosse vera la teoria dell’euro, che ci può far portare a casa chitarre con meno soldi, allora dovrebbe valere per tutte le fasce di prezzo.
mi farebbe piacere sapere anche la vostra opinione, io la mia l’ho già detta, ciao buon wweek end:)
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Commenti
di coldshot [user #15902] - commento del 09/09/2018 ore 13:03:07
Io ricordo che la mia gibson 335 costava sui 5 milioni poco prima dell'euro mi pare quindi più o meno ci siamo, detto questo sempre con rispetto per chi le compra ma penso che sulle signature o anniversary di qualunque marca la gente si faccia fregare un tantino, ci fanno un ricarico secondo me inaccettabile, non ho mai capito chi le compra sinceramente , tanto non suonerà mai come nelle mani del proprio idolo.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 09/09/2018 ore 13:34:31
beh, questo è un altro discorso, io amo le IBanez, Petrucci non è mai stato un idolo per me, ma quando vidi la picasso verde e blu appesa non ho resistito.
il mio discorso era + incentrato su quello dei costi prima e dopo, che per alcuni ora si compra meglio, per me visto il confronto no
Rispondi
di coldshot [user #15902] - commento del 09/09/2018 ore 13:44:17
Si certo dicevo per rimanere in tema al modello che hai visto in vetrina, credo anche che il mercato delle signature sia più una cosa che ha fatto il botto negli ultimi anni, un ventina di anni fa non ricordo tutto questo mercato delle signature e anniversary è probabilmente anche per questo costa di più perchè comunque ne vendono...
Poi direi che in generale ora si compra meglio perchè la qualità delle chitarre che ora costano 200 euro o anche meno prima te le sognavi.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 09/09/2018 ore 13:58:4
l'unica cosa che penso, visto che sono un amante delle Ibanez, che le anniversary, sono molto + curate rispetto alle signatures normali, ricordo ancora il confronto, che feci ai tempi, con un altra Petrucci non anniversary, erano totalmente differenti anche nello spessore del body, oltre al fatto che anche la tastiera la mia era in ebano l'altra mi pare di no. idem la Gilbert messe fianco a fianco i body erano diversi, molto + spessi quelle delle anniversary, oltre alle verniciature + belle per me, infatti il discorso che io amo le Ibanez, viene proprio dalle forme accattivanti e dai loro colori sgargianti, poi è questione di gusti
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 10/09/2018 ore 11:30:45
Però nel caso Ibanez non mi pare che le signature abbiano prezzi stratosferici. Recentemente ho un ritorno di fiamma per la JEM (la chitarra dei miei sogni da ragazzo…) che viene 2,8K€ di listino, una RG J Custom (esteticamente più bella, secondo me) viene circa 3K.
La anniversary (non la penderei mai) ma credo che sia allo stesso livello…Mi sembrano abbastanza allineati considerando che sono tutte costruite se non erro dagli stessi liutai.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 10/09/2018 ore 13:34:39
Per i prezzi che tu reputi non stratosferici, preferisco rimanerne fuori, anche perche il post era incentrato su prezzi che ho riscontrato su un modello specifico prima in lire poi in €, per far capire che su certe fasce di strumenti l’€ non ha portato vantaggi.
Sulle anniversari io ne ho 2, confrontate ai tempi con le signatures di serie, le differenze erano evidenti, che poi non sono chitarre che valgono quei soldi, o che costano il giusto, ci può anche stare, ma non credo di sapere cosa è giusto e cosa no per gli altri.
Se io personalmente dovessi mettere un tetto massimo , senza giudicare la firma che non conta, ma solo giudicando come suona lo strumento e come è ben rifinito e fabbricato, allora io starei su 2000€, mi riferisco sempre alle adorate Ibanez, ciao Gasto
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 10/09/2018 ore 14:48:49
Ciao Chicken,
forse non mi sono spiegato bene. Rispondevo al commento di coldshot.
In valore assoluto sono un sacco di soldi senza ombra di dubbio !!
Facevo solo un paragone tra il costo di una signature e una J custom: nel caso Ibanez i prezzi mi paiono abbastanza allineati con la produzione più sofistica. Si tratta ovviamente in entrambi i casi di strumenti molto costosi. E si, anche io se dovessi dare un limite di prezzo a un buon strumento starei intorno ai 2000 euri, e infatti la JEM credo resterà comunque un sogno anche perché appartiene a un periodo musicale che forse non mi appartiene più…

Sulla differenza Lire/Euro faccio fatica ad entrare nel merito perché all’epoca avevo una chitarra sola (una Yamaha RG 421 Pro pagata 700.000 lire) e me la dovevo fare bastare per tutto. Ricordo che era molto proficuo il mercato dell’usato e che nei negozi si facevano buoni acquisti. Quasi tutta la mia strumentazione l’avevo acquistata usata...
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 10/09/2018 ore 16:15:15
tranquillo, qui ognuno dice la propria, come è giusto che sia
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 10/09/2018 ore 11:30:47
Però nel caso Ibanez non mi pare che le signature abbiano prezzi stratosferici. Recentemente ho un ritorno di fiamma per la JEM (la chitarra dei miei sogni da ragazzo…) che viene 2,8K€ di listino, una RG J Custom (esteticamente più bella, secondo me) viene circa 3K.
La anniversary (non la penderei mai) ma credo che sia allo stesso livello…Mi sembrano abbastanza allineati considerando che sono tutte costruite se non erro dagli stessi liutai.
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 09/09/2018 ore 14:19:09
Indubbiamente si sono alzati i prezzi della fascia alta e abbassati i prezzi della fascia decentemente suonabile.
Spendere due stipendi per una chitarra mi sembra da pazzi... come spendere più di un anno e mezzo di stipendio per un'auto.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 09/09/2018 ore 14:28:57
ai tempi potevo permettermi di fare una pazzia, ora con un figlio a carico e una casa appena comprata direi proprio di no
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 09/09/2018 ore 16:12:50
Riguardo alle chitarre il passaggio con l'Euro ha portato inizialmente degli effetti positivi grazie soprattutto al tasso di cambio molto favorevole sul Dollaro, rispetto alle vecchie lire. Io ricordo che avevo comprato una Telecaster americana nel 2001, poco prima del passaggio con l'Euro, pagandola un botto. Un anno dopo il prezzo dello stesso modello era sceso di 2-300 Euro. Poi in generale sembra anche a me che nel corso degli anni i prezzi sono saliti molto per i prodotti di fascia medio-alta. Basta vedere i prezzi Gibson come sono aumentati di anno in anno, ma anche quelli Fender.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 09/09/2018 ore 18:59:58
Fender Gibson Ibanez ordine alfabetico. Si tratta di fabbriche che devono badare a prodotti sempre più distribuiti in giro per sempre più paesi, modelli-colori-pickups. Per il legno c'è CITES e la rarità crescente di legni buoni per chitarre e anche aumenti di stipendi+IVA.
Costa tutto... anche per voi. Il benevole è la produzione in Italia di pedali e amplicatori che si può mantenere a Q/P ragionevole e non dover fare i senzatetto.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 10/09/2018 ore 07:36:34
ciao Claes, sto lavorando per noi;)
Rispondi
di ENZ0 [user #37364] - commento del 10/09/2018 ore 01:31:49
Io penso che oggi con 200 € rischi di portare a casa uno strumento decente, venti anni fa, attualizzando le 200 €, te lo sognavi. Che poi sia tutto merito dell'euro, non so dirlo, ma non ci giurerei.
Discorso signiture e anniversary Sono d'accordo con coldshot. Un amico ha una Kiko Lureiro, pagata 2.800: capisco il ponte, i di Marzio, il made in Japan, resta comunque un furto se paragonata alla mia onestissima SAS da 500!
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 10/09/2018 ore 07:38:31
neanche io ci giurerei;) mi riferisco all € ovviamente:)
Rispondi
di alexus77 [user #3871] - commento del 10/09/2018 ore 01:47:32
Il problema non e' tanto che i prezzi siano saliti, quanto il fatto che i salari non si siano mossi un granché.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 10/09/2018 ore 07:43:40
purtroppo faccio fatica a fare il confronto, perche 20 anni fa, lavoravo in fabbrica, dal 2014 lavoro com dipendente pubblico peer il ministero della giustizia.
sicuramente prendo uno stipendi o molto più alto ora, ma trovo che in tasca ho meno rispetto a 20 anni fa, perche tra fare la spesa svaghi e quantaltro mi sembra tutto raddoppiato
Rispondi
di MTB70 [user #26791] - commento del 10/09/2018 ore 09:00:59
Stiamo sul prezzo della chitarra che hai visto e pensiamo a qualche alternativa: se invece dell'Euro avessimo la lira, credi che in lire ti costerebbe di meno, una volta fatto il cambio? Gli strumenti, dall'apparire di internet, hanno prezzi globali - quello che costa in Italia costa in Germania, in Spagna, ovunque, perche' se cosi' non fosse, tutti comprerebbero dove costa meno. L'unica oscillazione di rilievo e' col dollaro, perche' gli USA sono grandi produttori e grandi compratori, per cui fanno in qualche modo mondo a se', e le dinamiche di prezzo ne sono influenzate. Ma ripeto, immagina di avere una liretta svalutata con la quale comprare merce in valute pregiate, e dimmi se andrebbe meglio. L'unico possibile vantaggio sarebbe (forse) nei confronti dello yuan...e potresti così riempirti di cineserie a manetta, scordandoti di poter comprare su Thomann in marchi. Your choice.

La verita', come diceva qualcuno sopra, e' che la societa' si va polarizzando (ricchi e benestanti sempre più tali, e tanti lavori che invece una volta pagavano decentemente sono diventati quasi superflui e pagano molto meno) ed il mercato delle chitarre - come qualunque altro mercato - segue: prodotti di fascia bassa per tanti, prodotti di fascia alta per chi puo'. Segmentazione, la stessa che porta acque delle stesse fonti in Italia a costare anche quattro volte tanto quelle di altri marchi della stessa proprieta', solo per il diverso marchio/packaging. Controllare il fine print al supermercato per credere.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 10/09/2018 ore 13:39:13
Fai bene a trarre le tue conclusioni, io ho tratto le mie.
Il mio post, si agganciava ad un altro, dove si diceva che per merito dell’euro possiamo portare a casa chitarre che prima con l’altra moneta non si poteva.
Io ho fatto lo stesso discorso, con le chitarre che piacciono a me, non mi interessa sapere se ora ci fosse la lira, mi interessa riscontrare che l’euro per le chitarre che piacciono a me o della fascia che mi interessa, rispetto la lira non mi fa dire la stessa cosa di chi sosteneva il discorso delle fasce da 200/300 €
Per il discorso spesa, lira, euro, stipendi, non mi dilungo, ognuno guadagna e spende in maniera differente, io ora lavoro in un settore totalmente opposto a dieci o venti anni fa, con retribuzioni diverse, l’unica cosa che posso dirti, è che fino alla lira, se avevo in tasca 100000 lire, mi duravano giorni, con 50€ in tasca, subito dopo il cambio, mi duravano un giorno, idem a fine mese, anche se ora guadagno bene e meglio dell’altro lavoro, a fine mese ho meno soldi da mettere da parte , mi rimane poco e meno in proporzione a prima
Rispondi
di MTB70 [user #26791] - commento del 10/09/2018 ore 14:38:05
Avevo letto quei post, anche se non ricordo i dettagli. Io penso che l'andamento dei prezzi nel mondo globale segue dinamiche che non sono legate tanto alla valuta (che e' un effetto che in parte si compensa coi tassi di cambio) quanto ai cambiamenti radicali introdotti con internet, coi trasporti economici, con la mobilita' di beni, persone e capitali. Siccome in quest'era di accelerazione dei cambiamenti noi contestualmente abbiamo cambiato moneta, siamo propensi ad attribuire colpe e meriti alla moneta in se' - in parte c'e' del vero, ma l'effetto principale secondo me sta nel fatto che ormai, se ti dicessi che puoi comprare solo al negozietto sotto casa al prezzo che decide lui, come avveniva sino a venti anni fa, mi faresti internare. TUTTI usiamo internet per confrontare, spuntare offerte, paragonare prodotti che vengono da posti e mercati differenti, scoprire cose nuove. Questo non significa per forza che tutto costi meno: se faccio chitarre e prima vendevo in Italia al 20% in meno senza cannibalizzarmi altri mercati, adesso vendo a tutti allo stesso prezzo, magari piu' alto di quello che avremmo spuntato qui prima. Ma e' il prezzo per avere il mondo a portata di mano, o davvero c'e' qualcuno che pensa di tornare indietro??
Ultimo commento: se ci rimangono meno soldi in tasca, e' perche', con questo generale venir giu' dei muri, si sono scoperchiate le vulnerabilita' della nostra economia, che e' arretrata, inefficiente, piccola, miope antimeritocratica e corrotta (con le dovute eccezioni, chiaramente). Cosa tira giu' gli stipendi? Il fatto che tu possa sostituire le persone con altre persone o con macchinari a costi competitivi. In quel momento, e per quel posto di lavoro, si prospettano salari calanti, perche' se non va bene a te, andra' bene a qualcun'altro, oppure ci metteremo una macchina e via. L'Italia descritta sopra ha troppi lavori di questo tipo, e quindi tanta gente ne soffre economicamente. Ma la nostra debolezza non dipende dalla moneta che adottiamo, dipende dal fatto che siamo arretrati.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 10/09/2018 ore 15:39:18
Io penso che l'andamento dei prezzi nel mondo globale segue dinamiche che non sono legate tanto alla valuta (che e' un effetto che in parte si compensa coi tassi di cambio) quanto ai cambiamenti radicali introdotti con internet
ecco questo punto lo condivido, infatti non ccredo sia merito, come già dicevo nell'altro post, di una moneta se le chitarre di fascia bassa sono migliorate rispetto a 20 o 30 anni fa.
sicuramente nessuno ha la sfera di cristallo, e non a senso per me parlare col senno di se o di ma, io non voglio pensare ne di tornare indietro, ne se ora ci sarebbe ancora la lira, il mio confronto era diretto e concreto con i costi di di una determinata chitarra ora con la moneta e stipendio attuale, e la stessa chitarra che io ho comprata 20 anni fa con la moneta e stipendio di allora.
grazie per il tuo intervento, in fin dei conti è bello sapere il parere di altri sull'argomento, però preferisco non estendermi troppo su tutto quello che gira intorno all?€ e al marcio che vi è in giro, penso che siano discorsi + grandi della mia portata, ciao
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186] - commento del 11/09/2018 ore 08:37:07
Mi dispiace di averti fatto arrabbiare così tanto da ritornare sull'argomento, però è sempre così come avevo scritto. Sulle chitarre di fascia alta, soprattutto le signature, è chiaro che ci siano degli squilibri, ci sono sempre stati perché fanno parte del mercato di lusso.
Credi che il mercato di lusso stia dietro alle logiche del mercato di massa? No, perché chi vuole un bene di lusso sarà disposto a pagare qualsiasi cifra pur di averlo, che si tratti di un orologio, un gioiello, una supercar o una chitarra di fascia altissima.
Rispondi
di MTB70 [user #26791] - commento del 11/09/2018 ore 12:24:5
Verissimo - semmai, c'e' da dire che il mercato delle chitarre di lusso e relativamente recente, diciamo degli ultimi vent'anni. Prima del fenomeno vintage e ancora una volta di internet (che ha fatto conoscere in tutto il mondo artigiani che prima erano conosciuti solo localmente), le chitarre erano suddivise in diverse fasce ma erano tutti strumenti da usare, piu' che da esporre.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 11/09/2018 ore 13:45:09
Arrabbiato io? Per cosa? Ma dai!
Qui ognuno dice la sua, io rispetto il tuo pensiero, ma non lo condivido affatto.
Potremmo stare qua all’infinito, ma non serve avere ragione. Ti ricordo solo una cosa, visto che parli di beni di lusso, le chitarre non sono beni di prima necessità, per cui non puoi dirmi che prendere una chitarra da 2000€ che basta mettere da parte 170€ al mese e in un anno la prendi, io abbia preso un bene di lusso.
Comunque io non ce l’ho con te, come non ce l’ho con nessuno qui sopra, mi piace discutere e sentire le opinioni di tutti, poi io traggo le mie conclusioni, sul vissuto e su tutto quello che ho immagazzinato con le esperienze, concludo dicendoti che preferisco ragionare, piuttosto che avere ragione. Ciao alla prox
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 10/09/2018 ore 16:25:0
Ciao, penso che il paragone sia improponbibile per varie ragioni, di cui due già evidenziate:
1 - il rapporto tra costo della vita e valore dei salari non è stato costante e proporzionale;
2 - la globalizzazione, tramite internet ha portato un livellamento dei prezzi ed una maggiore offerta: ieri entravi in un negozio e quel che c'era, c'era, mal che vada si girava dai (pochi) concorrenti) nell'ambito cittadino o della Provincia; oggi accendi il pc e puoi acquistare in Asia come in Canada o dal Brasile. Sempre la globalizzazione ha reso le lavorazioni meno costose. E non si tratta solo di sfruttamento della manodopera: le macchine epr lavorare costano meno, d'altra parte la chitarra non ha bisogno della precisione di micron o particolari caratteristiche di rugosità o meno.
3 - soprattutto, però, i cataloghi si sono ampliati notevolmente: anch'io da sbarbo sbavavo per la jem (circa 1.300.000 lire) però dovevo accontentarmi di una RG da 350.000. Oggi se apro il catalogo Ibanez trovo chitarre fra i 200 ed i 4.000 euro tra cui la versione "povera" (premium) della Jem, che ho acquistato perchè ci sbavavo ancora dietro. Inoltre, mentre 30 anni fa una Cort scrausa era veramente un ferraccio, oggi una Cort economica (o un'Harley Benton o una Ltd ecc.) è uno strumento di un qualche valore, in proporzione al prezzo; senza dimenticare che trovare pezzi per l'upgrade è facilissimo.
Ciao
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 11/09/2018 ore 13:57:04
30 anni fa una Cort scrausa era veramente un ferraccio, oggi una Cort economica (o un'Harley Benton o una Ltd ecc.) è uno strumento di un qualche valore, in proporzione al prezzo; .
ecco questo punto, mi interessa, alcuni danno il merito a questo alla moneta nuova, , tu cosa pensi, che la Cort di adesso è migliore rispetto a 30 anni fa per merito di una moneta?
Rispondi
di MTB70 [user #26791] - commento del 11/09/2018 ore 16:43:36
E' un filo piu' complesso: la chitarra e' migliore di prima per altri motivi (progresso teconologico), ma se hai una moneta forte ti basta spendere, che so, il 20% del tuo stipendio di un mese per prendere quella Cort; se invece vivi in un'economia con una moneta debole ci devi mettere magari il 30 o 40%...la cifra e' la stessa, ma quando ti presenti con la carta straccia del Monopoli all'ufficio cambi, devi dargliene una vagonata per avere 300 Euro in cambio. Tutto qui - lo stesso discorso per cui i cinesi che producono l'iPhone non guadagnano abbastanza per poterselo comprare. Tutto questo naturalmente non vale per i beni prodotti nel tuo Paese, dove non hai bisogno di accedere al mercato dei cambi. Questo significa che - sempre per ipotesi - con un ritorno alla Lira si dovrebbe investire nella Eko, a patto che si parli di produzione italiana;-)
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 13/09/2018 ore 17:15:06
Ciao, ritengo che si tratti di vari fattori di cui la moneta è, forse, il meno importante. In primo luogo la tecnologia di produzione è progredita, ma il prodotto no, quindi i costi di produzione sono diminuiti. Parallelamente il mercato si è ampliato e snellito grazie ad internet: 30 anni fa Cort doveva avere un importatore in Italia, una rete commerciale e garantire l'assistenza in loco o vicino a dove vendeva. Oggi si può vendere via web eliminando o riducendo sensibilmente molti costi e lo stesso vale per la pubblicità: un semplice rivenditore (Thomann) ha la possibilità di non fare altra pubblicità ai propri strumenti che metterli in un catalogo digitale che ha già prodotto per rivendere altri marchi. Infine c'è da considerare l'ampliamento dell'offerta: negli anni '60 e '70 sui palchi del rock vedevi Fender, Gibson, Rickenbeker e poco altro. Negli anni '80 e '90 si sono aggiunti Jackson e Charvell, Ibanez ed Esp, oggi molti grandi marchi hanno la "sottomarca" Epiphone, Squier, Ltd che produce a costi inferiori oggetti di minor pregio, ma pur sempre figli di una mamma blasonata. Insomma a mio parere, più che la moneta, sono le maggiori opportunità che hanno determinato l'abbassamento dei prezzi. Come d'altra parte avviene normalmente nel mercato.
Ciao
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 13/09/2018 ore 18:18:08
si alla fine penso anch'io così, che la moneta centri ben poco ciao
Rispondi
di superloco [user #24204] - commento del 20/09/2018 ore 16:44:34
boh... non saprei Alcune cose sono diminuite altre aumentate... non penso per via dell'euro.
Di sicuro gli stipendi sono stati ricalcolati al millesimo mentre i generi alimentari e via di seguito sono aumentati in maniera spropositata.
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 20/09/2018 ore 17:08:57
e caro superloco, qui è nato un dibattito peggio di un affare di stato;)
il succo era nato da un post di un utente, , dove attribuiva il merito dell'euro, perche ora con 300€ puoi portare a casa buoni strumenti suonabili.
si è vero ma non credo che la suonabilità o la qualità di uno strumento di fascia molto bassa, sia determinata da una moneta, tanto è vero che 30 anni fa con 300000 lire portavi a casa lo stesso una chitarra, ma di qualità costruttiva inferiore, tutto ciò credo io per diversi fattori, in primis internet, che ha fatto abbassare i prezzi grazie alle vendite online, poi ognuno dice la sua
Rispondi
di superloco [user #24204] - commento del 20/09/2018 ore 17:15:34
io credo semplicemente che i signori cinesi siano di molto migliorati nella costruzione di strumenti di basso prezzo. Con tutti gli specialisti americani, canadesi e francesi che gli hanno spiegato bene come fare ..... ahahahaha
Rispondi
di chikensteven [user #45729] - commento del 20/09/2018 ore 17:46:44
sicuramente anche questo;)
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