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L'incompresa Les Paul Classic
L'incompresa Les Paul Classic
di [user #21196] - pubblicato il

A dispetto del nome, la Les Paul Classic racchiude una serie di sperimentazioni che fanno della Gibson un modello in grado di offrire più di quanto sembri.
La Les Paul Classic degli ultimi cinque anni è sempre rimasta un po' nell'ombra rispetto alle altre varianti, forse per il suo essere una via di mezzo tra la pesante Traditional, preferita da chi cerca il feeling delle LP d'epoca nate per il jazz, e tra le più moderne Standard, che soprattutto negli ultimi anni si rivolgono ai rocker che vogliono uno strumento che il più "facile" possibile senza comunque rinunciare alle caratteristiche estetiche più peculiari della Les.

Avendo trovato la Les Paul perfetta per me proprio con una Classic del 2014, ho pensato di fare un po' d'ordine sulle varie versioni. Cercherò di evitare le banalità come il fatto che tutte hanno il manico slim taper, il corpo in mogano e così via, e ometterò volutamente le varianti HP per la difficoltà nel reperirle in Italia.

La mia impressione è che questo sia un modello usato anche per testare le reazioni del mercato ad alcune caratteristiche innovative, infatti a peggiornarne ulteriormente la popolarità è il fatto che in Gibson ne abbia cambiato spesso le caratteristiche, creando ancora più confusione di quanto già non succeda con gli altri modelli. Ciò ha reso piuttosto difficoltoso raccogliere informazioni sui modelli più datati: trovarne su quelli più vecchi di cinque anni che scompaiono dal sito Gibson è davvero un'impresa.

L'incompresa Les Paul Classic

2008
Ultimo anno prima che il modello introdotto nel 1989 esca di produzione per lasciare spazio alla Traditional.
Inizialmente pensata come modello superiore alla Standard, col tempo viene portata al di sotto, seppur restando fino al 2002 l'unica Les Paul con manico Slim Taper. Sempre fino al 2002 il body in due pezzi è lo stesso delle Standard, poi alla Standard viene dato il top fiammato mentre la Classic rimane plain top.
Viene prodotta in vari colori tra cui l'ebony che si trova anche con componenti dorate anziché cromate.

I pickup 500T e 496R neri fanno rimpiangere quelli con cover metallica della standard, ma la rendono una chitarra grintosa. Anche se gli utenti dichiarano che i pickup sono poco dinamici, alcuni sostengono che il carattere LP emerga comunque e, mentre il 500T (potente e scuro) la rende adatta a hard rock e metal, il 496R permette un buon uso anche in ambito blues.
A partire dal 2007 ha già le camere tonali contro i fori di alleggerimento delle annate precedenti al 2006 che ne facevano una chitarra molto pesante.
Questo modello non è da confondere con la Classic Antique o con la Classic Custom sulle quali potrete facilmente trovare informazioni.

L'incompresa Les Paul Classic

2012
A fine 2011 viene annunciata l'uscita della Classic Plus con top di grado AA.
Colori: Manhattan Midnight, Cherry Sunburst, Trans Ebony Burst, Vintage Sunburst.
I pickup sono i soliti ceramici tutti neri.

L'incompresa Les Paul Classic

2014
Annata riconoscibile dal 12esimo segnatasto commemorativo del 120esimo anniversario. Le caratteristiche che mi hanno fatto dirigere verso la Classic sono state introdotte quest'anno.
Le manopole sono della tipologia easy grip, molto belle a mio parere, anche se sicuramente i tradizionalisti non condivideranno.
I 57/57+ Classic scoperti suonano meno intubati di quelli con cover cromata che avevo su un'altra Gibson e, con mia grande sorpresa, il suono splittato è molto bello. Imbroglierebbero chiunque in un blind test.
Un ottimo booster con guadagno regolabile da un potenziometro interno sostituisce la quarta manopola, che se si vuole aggiungere per questioni di estetica, (che gli costava a Gibson aggiungerne un'altra push-pull per attivare il booster?) comporta la sostituzione o la rimozione del circuito stampato interno al vano.

I colori sono quelli che vedete in foto ma il mio preferito è il Seafoam Green, una tinta molto particolare che oltre all'acqua di mare potrebbe sembrare anche un azzurro ingiallito dal tempo. Da notare che sul sito Gibson non sembrava così ingiallito. A me personalmente piace molto, ancora di più perché il retro di body e manico sono in mogano naturale.
I top sono fiammati ma con una certa variabilità nell'evidenza della fiammatura, quindi non aspettatevi che siano tutte come quelle delle foto prese dal sito internet.

I pickup zebra rendono tutto esteticamente meno anonimo e danno allo strumento un sound più consono al nome che porta.
Le meccaniche sono sempre le classiche a tulipano.
Il corpo di quella che possiedo è in un unico pezzo di mogano, non so se siano tutte così.

L'incompresa Les Paul Classic

2015
Sostanzialmente le stesse caratteristiche della precedente ma meno colori disponibili: Vintage sunburst, Fireburst, Cherry Sunburst e Seafoam Green.
Anche qui i top sono fiammati (Gibson dichiara un grado BB) e, per quello che ho visto in giro finora, sembra che questa volta i modelli sul mercato abbiano effettivamente una bella fiammatura evidente anche se non ci sono tutte quelle "A" che si trovano nelle Standard.
Inoltre scompare il segnatasto speciale al 12°, ma sulla paletta adesso c'è la firma (bruttina) di Lester, che suonava molto bene ma scriveva proprio male. Almeno una cosa in comune l'abbiamo.

L'incompresa Les Paul Classic

2016
Niente Classic per il 2016.

2017
Ora abbiamo un più semplice plain top, ma con colori interessanti: oltre al classico Gold c'è il bellissimo Cherry e un innovativo quanto incompreso Green Ocean Burst.
Quest'anno scompare il booster viene reintrodotto un cablaggio classico per uno strumento "storicamente corretto".
Arrivano anche le chiavette grover metalliche.

L'incompresa Les Paul Classic

2018
Arrivano i P90 con controlli senza nessun push-pull o switch particolare. Sono pickup che adoro (più sulla SG in realtà, per come suonano a causa della diversa posizione) ma mi viene proprio da pensare che una modifica così drastica sia un tentativo di aumentare le vendite di un modello che così com'era vendeva poco.
I colori non fanno impazzire, tutti coprenti tra cui un poco convincente Pelham blue, un Ebony che potrebbe andare ma forse nella chitarra è tutto troppo nero, ma fortunatamente anche un classico gold. Manopole nere su tutti i modelli tranne il gold.

L'incompresa Les Paul Classic

2019
Tornano gli humbucker, questa volta 61T e 61R.
Il sito indica solo i colori Honey Burst su plain top e Gold, ma manca ancora qualche mese al 2019, chissà.
Compaiono delle originali manopole gold con parte superiore silver.
Quattro push-pull per coil split, tone bypass e controfase per un sound "alla Peter Green" o alla "Peace Frog" dei Doors. Una bella novità secondo me, più utile rispetto al booster.

In conclusione, se siete tra quelli che pensano che sulla Les Paul definitiva debba esserci scritto "Standard", non fissatevi troppo e se trovate in giro una Classic che vi piace esteticamente allora datele un'opportunità: potreste scoprire che spendere meno non significa affatto doversi accontentare.
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