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Monitor da palco: tips and tricks
Monitor da palco: tips and tricks
di [user #116] - pubblicato il

Abbiamo raggiunto Matteo Barbaro di Prase per una chiacchierata sull'utilizzo dei monitor sul palco. Sulla base della sua esperienza come product specialist, ma soprattutto come sound engineer, gli abbiamo chiesto qualche suggerimento per affrontare al meglio i live.
Quali sono i motivi per i quali uno fonico, un musicista o una produzione possono prediligere un sistema di monitoring fisico?
 
Sicuramente sono diversi e dovuti a fattori differenti:
 
il fonico, in contesti medio/grandi, è vincolato dalle richieste di una produzione o dal rider tecnico del musicista, dove normalmente si specifica posizionamento e numero di monitor. Se non ha vincoli di brand sicuramente sceglierà in base a diversi fattori quali dBspl, reiezione al feedback, utilizzatore, dimensione altoparlante, se attivi o passivi etc etc.. ci tengo a specificare che un diffusore non adeguato crea più danni rispetto al non avere nessun monitoraggio, quindi partiamo già con l’idea che esistono gli stage monitor e esistono i diffusori per fare PA ed ogni cosa dovrebbe essere usata come tale.
 
Il musicista dovrebbe comprarsi uno stage monitor appena comincia a suonare in giro, così da abituarsi già in sala prove al suo utilizzo. Devi imparare a vivere e suonare su un palco, dove ci sarà inevitabilmente un sistema di monitoraggio con cui dovrai fare i conti prima o poi. In questo caso la scelta dovrebbe essere legata allo strumento che si utilizza ed al monitor che rende più realisticamente quello che è il proprio suono (esempio Turbosound TFM122MAN , ovvero 12” per voce/chitarre, TFM152MAN, 15” per basso e batteria) .
 
Le produzioni sono in linea di massima vincolate alle esigenze dell’artista, o da ciò che viene richiesta alla produzione locale dà quella dell’artista, comunque ci sono molte dinamiche in questo senso. Mettiamo che Sting debba venire a fare un concerto in italia, la sua produzione ne contatterà una locale che dovrà fornire per esempio degli stage monitor Clair Brothers (storiche e diffusissime le 12AM ultimi arrivi 1AM e 1.5AM) in quanto richieste dalla produzione dell’artista.
 
Ci sono pro e contro nell’uso dei monitor, sicuramente da una sensazione più live al musicista, incidendo anche sulla sua performance, dall’altro lato però generano volume sul palco che potrebbe creare problemi al fonico.
 
Quali sono degli accorgimenti che possono aiutare la convivenza di monitor con bilanciamenti e mix diversi su palchi affollati?
 
Sul palco di norma è bene stare attenti al posizionamento dei microfoni in funzione anche degli stage monitor, non dimentichiamo mai la figura polare del microfono che ci permette di capire se il monitor è posizionato in modo da evitare feedback. Altro problema a cui stare attenti è il numero di canali ausiliari dedicati al monitoraggio, se ho  5 musicisti, con 5 monitor, DEVO avere 5 canali per gestirli separatamente in quanto necessiterò di 5 mix differenti, uno per musicista. Sembra scontato, ma spesso non è così, soprattutto in contesti dove ci sono pseudo service.

Monitor da palco: tips and tricks
 
Qualche consiglio per educare il musicista meno esperto all'utilizzo dei monitor. Soprattuto i chitarristi che - le prime volte - soffrono perché non riconoscono il suono della loro chitarra rispetto a come lo sentono uscire dall'ampli
 
Tocchiamo un tasto dolente, da bassista sono abituato a suonare con la D.I. dalla prima volta che ho messo il piede su un palco, lo stesso non vale per la chitarra. Di massimo teniamo presente che basta un amplificatore da 15 watt per ottenere un ottimo risultato, considerando che è SEMPRE microfonato. Potenze grosse non servono in quanto verrà sempre richiesto di abbassare abbondantemente il livello, snaturando quindi quello che è il suono. Quindi torno a dire: comprate uno stage monitor, un mixer ed un microfono, cercate la posizione corretta del microfono e create il suono sull’amplificatore in base a ciò che esce dal monitor.
 
Parlando ancora di chitarristi, l'utilizzo di sistemi digitali sta riducendo la presenza di amplificatori sui palchi ma rendendo ancora più delicata la presenza di monitor dedicati ai loro ascolti: qualche riflessione a riguardo?
 
Grazie al cielo, finalmente la loudness war tra i musicisti sul palco è destinata a concludersi. A maggior ragione ora i chitarristi dovranno essere meno rock n roll e più ingegneri, ascoltando cosa esce dal monitor, che inevitabilmente sarà ciò che esce nel PA. In questo caso è bene scegliere stage monitor al max da 12” in quanto un 15” risulterebbe troppo carico di basse frequenze per quello che è lo spettro di una chitarra. Avere un monitor solo con il segnale diretto della chitarra potrebbe essere una bella alternativa all’amplificatore.

Monitor da palco: tips and tricks
 
Un'ultima riflessione dedicata ai batteristi la cui posizione e strumento li relega in una condizione di isolamento acustico per sopperire  la quale un buon sistema di monitoraggio è vitale. Qualche suggerimento per ottimizzare il monitoring del batterista?
 
A mio avviso il batterista dovrebbe usare sempre gli in-ear monitor, così da preservare le sue orecchie dai volumi alti della batteria (consideriamo che un colpo di rullante è tra i 121 e i 125 dbspl, che sono pressioni elevate e pericolose per l’orecchio). Poi ci sono contesti in cui il Drumfill sarà necessario, di norma composto da top e sub (esempio Clair Bros 1AM + Kitsubmini), in quel caso sarebbe da posizionare a lato, dalla parte del charleston per capirsi, ma se gli spazi non lo permettono si può posizionare anche alle spalle del batterista. In generale però consiglio delle buone cuffie che isolino bene il musicista.
 
In generale bisogna che i musicisti si istruiscano ed imparino a suonare con il monitoraggio, già dalla sala prove, così da sapere poi di cosa avranno bisogno come riferimenti quando saranno sul palco.
 
 
casse e altoparlanti
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di coldshot [user #15902]
commento del 28/12/2018 ore 11:40:28
------Di massimo teniamo presente che basta un amplificatore da 15 watt per ottenere un ottimo risultato, considerando che è SEMPRE microfonato. Potenze grosse non servono in quanto verrà sempre richiesto di abbassare abbondantemente il livello------
Prima o poi il chitarrista medio lo capirà, ahahah.

Se uno usasse simulatori di ampli tipo Helix ecc... potrebbe essere una soluzione collegarsi direttamente al monitor come se fosse un cassa FRFR e poi dal monitor andare sull'impianto ?
In sintesi, potrebbe il monitor sostituire una cassa flat di quelle fatte apposta per i multieffetti tipo Helix ?
Rispondi
di FakkWylde [user #46330]
commento del 28/12/2018 ore 13:58:39
Non c'è bisogno di fare il ponte dal monitor all'impianto. A meno che non sia entry level le pedalboard hanno varie uscite. Quindi si possono usare sia per andare all'impianto che per andare (in parallelo) a una spia dedicata o al classico ampli. Con la possibilità di disattivare le simulazioni di ampli e cabinet se si va sul classico ampli, lasciandole attive nella linea che va all'impianto.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 28/12/2018 ore 14:12:00
Si però a volte capita che in dei locali specialmente piccoli non ci siano le spie quindi avevo pensato ad una soluzione del genere però anche qualcosa di più piccolo, attaccare la pedaliera con un simulatore di ampli al monitor e dal monitor andare nell'impianto.....
Rispondi
di FakkWylde [user #46330]
commento del 28/12/2018 ore 14:49:1
Non ci siamo capiti. Non hai bisogno di fare
pedaliera --> monitor --> impianto
quando basta
pedaliera --} impianto e monitor (su linee separate). In parallelo, non in catena.

Molte pedaliere hanno almeno: 2 uscire jack, 2 uscite XLR. Quindi non c'è bisogno che prima di arrivare all'impianto fai passare il segnale su un monitor.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 28/12/2018 ore 14:44:16
A ok, nel modo tradizionale, pensi sia meglio come risultato finale o è la stessa cosa a livello sonoro ?
Rispondi
di FakkWylde [user #46330]
commento del 28/12/2018 ore 15:48:37
Più che altro è il modo più indicato. Tutta la gestione delle uscite avviene dalla pedaliera senza interferenze di terzi.
Poi se pensiamo che ci sono quei monitor che hanno un minimo di equalizzazione ci ritroveremmo a far arrivare all'impianto un suono diverso da quello che esce dalla pedaliera.
Poi ci sono anche i monitor che non hanno nemmeno l'uscita, quindi la catena si interrompe li.
Alla fin fine la centralina di tutto deve essere la pedaliera. Anche avendo due sole uscite posso mandare un canale al mixer e un altro mia spia dedicata. Ma se si hanno buone macchine (Helix LT/Floor, Headrush, AX8 o l'ammiraglia Fractal) problemi di connessione non se ne hanno. Se invece ho una Ge200 ho possibilità più limitate: o faccio arrivare i due calai al mixer e alla mia spia mi faccio mandare il segnale da quest'ultimo o mando un canale in spia e uno al mixer. Io opterei per la prima opzione comunque. Sempre se il mixer non è troppo piccolo e ha le uscite limitate e quindi non mi può isolare la chitarra.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 28/12/2018 ore 16:08:21
Ok, si alla fine faccio sempre cosi quando suono in diretta, con l'ultimo pedale che è un preamp vado in un canale del mixer e buona notte ai suonatori...

Mi stavo chiedendo se comprare una spia piccola (perchè a volte non ci sono ) a andare attraverso di lei sul mixer potesse essere una soluzione sonora migliore...
Rispondi
di lolloguitar [user #48123]
commento del 29/12/2018 ore 09:35:5
no dai.... uscire con la pedaliera direttamente nel mixer no.... bisogna microfonare l’ampli per avere un suono decente! ( a meno che non si usino pedaliere digitali che a me non piacciono per niente però ) anche uscire direttamente nel monitor non serve a nulla... per sentire il segnale della chitarra basta l’apli... ogni monitor deve deve ricevere il suono da un mixer!
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 29/12/2018 ore 11:21:54
-----no dai.... uscire con la pedaliera direttamente nel mixer no.... bisogna microfonare l’ampli per avere un suono decente!----
Beh è pratica sempre più comune, guarda solo quanti prodotti stanno uscendo per agevolare il chitarrista in questo metodo.

Io a volte lo faccio, è veramente comodo non trascinarsi l'ampli dietro, dipende dalle situazioni e dai progetti e per quanto devo camminare con l'ampli quando suono in città dove non c'è mai parcheggio.

Con questo non voglio assolutamente dire che la qualità ne guadagna rispetto a suonare con l'ampli però la vita a volte è un compromesso come disse quello.....
Rispondi
di lolloguitar [user #48123]
commento del 29/12/2018 ore 11:38:28
eh si.... sulla comodità non c’è paragone!!!
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 29/12/2018 ore 15:10:14
Anch'io sono del parere che, adesso, si è raggiunti un tale livello tecnologico che:
- nei contesti medio/piccoli un ampli con cassa 1x12 o esagerando 2x12, basta e avanza;
- nei contesti grandi, la potenza necessaria la fornisce l'impianto
- il diGGitale è una scelta pratica e a portata di mano con risultati impensabili fino ad alcuni anni fa.
Premesso questo, per anni ho fatto così:
chitarra -> Pod 2.0 -> Peavey studiopro 110.
Ora, l'unica variazione di rilievo è il Firehawk FX al post del Pod :P

Quella volta all'anno che mi serve maggiore potenza (serate in piazza, per dire), ottengo il risultato migliore facendo così:
un'uscita del Pod/Firehawk nel Peavey (che mi fa da spia sul palco) microfonato,
l'altra uscita del Pod/Firehawk in diretta nel mixer.
Il segnale diretto del diGGitale, miscelato col segnale microfonato dall'ampli, mi da' una naturalezza e spazialità del suono che non potrei mai avere usando solo 1 dei de segnali.
Questo metodo me lo insegnò un fonico (davvero molto bravo) in una serata di piazza anni fa.
Rispondi
di maccarons [user #20216]
commento del 30/12/2018 ore 15:20:33
Ciao
Ho un Firehawk fx da diversi anni quasi mai utilizzato,potresti spiegare dettagliatamente
il percorso del segnale della chitarra? Cioè entri nell'in dell'ampli o nel loop effetti?
Le uscite utilizzate sono quelle da 1\4 (left) o le bilanciate cosi da capire i collegamenti
correti. Grazie
Buon Anno
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 30/12/2018 ore 18:43:13
Ciao e buon anno :)
l'utilizzo ideale del Firehawk fx dal vivo sarebbe collegarlo direttamente all'impianto con le uscite bilanciate: ed è in effetti comodissimo ed estremamente pratico andare a suonare portandosi solo chitarra e valigetta col Firehawk.
Personalmente in casa e piccoli ambienti collego l'uscita da 1/4(mono) del Firehawk all'input dell'ampli e sto a posto così.
Grandi ambienti, appunto, come scritto sopra.
Ho provato a collegarlo nel return del loop effetti (per usare solo il finale dell'ampli) ma il suono mi sembra perdere un po' di naturalezza, oltre che, entrando nell'input, posso usare volume e equalizzazione dell'ampli per rifinire il suono.
Dettagli importanti:il Peavey studiopro è a transistor, ed ha un canale pulito molto cristallino e trasparente (potresti usarlo per ascoltarci musica :P), con altri combo può essere che suoni meglio collegato nel loop effetti.
Rispondi
di FakkWylde [user #46330]
commento del 31/12/2018 ore 09:51:05
Non ricordo le uscite di Firehawk ma il collegamento dovrebbe essere
Chitarra -> Pedaliera -> Send Pedaliera (FX Loop)-> Input Ampli -> Send Ampli-> Return Pedaliera (FX Loop)-> Output Pedaliera-> Return Ampli
In questo modo si può scegliere dove mettere FX Loop all'interno della catena e usare gli effetti di riverbero e delay come ultima cosa.
Collegando direttamente la pedaliera all'Input dell'Ampli si rischia di impastare tutto visto che gli effetti di ambiente vengono processati dal PreAmp.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 31/12/2018 ore 17:38:24
Cioè 4 cavi da 5 metri verso l'amplificatore. Che va poi microfonato. Prendere un ampli pulito, usare effetti overdrive, vivere felici con tutti gli effetti PRIMA dell'ampli. Provare con Marshall 900 e Mesa boogie grossi , in stereo. Guardare faccia di chi ascolta.
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 31/12/2018 ore 18:14:18
Somma il costo dei pedali (minimo: 1 overdrive/distortion+1 chorus+ 1 delay) di un ampli+cassa "impegnativo" (Marshall/Mesa) superi di parecchie volte il costo di una pedaliera diGGitale.
Quindi è ovvio che il paragone non regga.
A parte l'aspetto economico, da un lato ti sposti con pedaliera+combo attacchi al massimo 4 cavi e via, dall'altro scombatti con pedalini+alimentatore, testata valvolare+cassa... i vantaggi pratici sono innegabili.
Rispondi
di FakkWylde [user #46330]
commento del 31/12/2018 ore 18:34:54
Se usi Delay e Riverbero non li metti in front ma in send/return.
E già quello sono due cavi.
Poi ti serve il cavo va che va all'Input.
E siamo a 3.
Se vuoi usare i canali dell'ampli avrai gli switch da collegare. Minimo un altro cavo. Sempre se non ha un boost o un riverbero, in quel caso sono altri due.
Tra l'altro con la pedaliera non hai bisogno di microfonare nulla (se è seria). Vai con XLR direttamente nell'impianto. Simulazione di Ampli e cassa attivata su impianto mentre disattivata sull'ampli tradizionale.
Ah... se vuoi utilizzare ampli "grossi" in un locale bisogna armarsi di un riduttore, se no non si possono alzare i volumi, e sono almeno altri due cavi.
Chi ascolta sente il suono dell'impianto. E spesso è molto diverso da quello che esce dall'amplificatore.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 31/12/2018 ore 21:55:34
Assolutamente d'accordo. Quando non si può con gli ampli , si va di preamplificatore nel mixer. ho le in ear monitors collegate direttamente alla pedaliera sull'uscita dell'iconoclast. Però se potessi scegliere , due belle testate con cabinet da 60kg Marshall. stereo. Mi piace l'odore del napalm al mattino ..
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 31/12/2018 ore 21:56:51
"pettinano la cantante".
Hey, auguri a tutti!
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 31/12/2018 ore 18:07:10
E' il metodo dei 4 cavi :) a volte lo uso anch'io, ha i suoi vantaggi, sopratutto con ampli che hanno un pre che "colora" molto il suono anche sui puliti, ma nel mio caso le differenze son giusto percettibili.
Rispondi
di Les Strat [user #47361]
commento del 22/01/2019 ore 11:10:07
Parlando di Firehawk,io ho ottenuto suoni migliori proprio collegando l'uscita mono/left al return del mio amplificatore.
In saletta vado sempre nell'impianto invece,mentre dal vivo il fonico non ne ha voluto sapere del collegamento diretto,ha preferito microfonare l'amplificatore.
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 22/01/2019 ore 13:35:04
Ciao, si, collegare il mono/left al return dell'ampli è una soluzione che di tanto in tanto ho usato anch'io.
Ma quando lo uso in casa già ad una tacchetta di volume... .il volume è già troppo alto per un appartamento :O
Dal vivo, come ho scritto un po' più su, la soluzione che ho trovato migliore all'ascolto è quella "ibrida" che ho descritto, lo svantaggio è che sull'impianto ti servono 2 canali: uno dell'ampli microfonato, l'altro del collegamento diretto. E sta poi alla bravura e sensibilità del fonico saperseli gestire.
In questi giorni ho spippolato un po' col metodo dei 4 cavi: ho ottenuto i risultati migliori mettendo prima dell' FX loop simulazioni di (eventuali) pedalini e del pre/ampli e dopo tutto il resto (chorus/flanger, delay, reverb and so on).
In questo modo, è vero, i distorti li sento venire fuori più sparati, definiti e dinamici.
Rispondi
di Les Strat [user #47361]
commento del 26/01/2019 ore 07:50:02
Nel tuo caso il volume in casa non riesci a gestirlo perchè probabilmente hai un FX loop seriale,mentre io ce l'ho parallelo quindi ho a disposizione il potenziometro dry/wet,posso abbassarlo e poi con il master regolare ulteriormente.
Il 4c non l'ho ancora provato ma mi hai messo la pulce nell'orecchio.
Rispondi
di lolloguitar [user #48123]
commento del 02/01/2019 ore 14:19:53
""Sul palco di norma è bene stare attenti al posizionamento dei microfoni in funzione anche degli stage monitor, non dimentichiamo mai la figura polare del microfono che ci permette di capire se il monitor è posizionato in modo da evitare feedback.""

Per caso c'è qualche regola teorica da tenere presente o test preciso da fare?? Personalmente regolo tutto al sound check a orecchio ma magari c'è un modo più professionale per posizionare microfoni e monitor....
Rispondi
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