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Ma la cura del Cliente non è più di questo Paese?

di [user #33656] - pubblicato il
Cari tutti, torno con un posto sull'argomento negozi fisci.
Durante quest'anno ho avuto modo di visitare tanti negozi di musica in varie città italiane ed in tutti, dico, TUTTI, ho trovato una costante: incompetenza, scortesia, superficialità ed assoluta mancanza di senso di cura del cliente.

Questa cosa non smette di stupirmi e di farmi chiedere come mai non si capisce che sono proprio queste le cose che spingono a comprere on line ed abbandonare il negozio fisico.
On line non posso provare gli strumenti..e allora? quando ho il reso gratuito, cosa me ne interessa?

A me piacerebbe TANTISSIMO trovare un negozio in cui gli addetti sono competenti, gli strumenti sono esposti e tenuti con cura e alle mie richieste non si risponde con aria di superiorità e facendole passare come idiozie, ma mi si guida ad una scelta consapevole, cercando di capire cosa cerco e proponendomi alternative.

Faccio un solo esempio, ma ce ne sarebbero decine: entro in un negozio parecchio fornito, cercando, per provarlo, un amplificatore Jet City perchè mi interessa, ma vorrei senirlo prima. Ero andato con la mia chitarra e il mio OD preferito proprio per fare una prova approfondita ed un acquisto consapevole.
Trovo Mesa, Marshall, Fender, ENGL, Laney ed altri marchi maggiori. Chiedo (dopo aver faticato non poco qualcuno che mi si filasse): ma Jet City ne tenete?
Risposta, data con aria altezzosa, come se avessi chiesto la più grossa idiozia del mondo, no certo, sono marchi minori noi non li teniamo, e stop, si è girato ed è andato altrove.

Non entro in disquisizioni di come il negoziante comptente, avrebbe potuto interrogarmi sul perchè cercassi quel particolare marchio e si dimostrasse disponibile a orientarmi altrove, magari sarei uscito con un Marshall..chissà..

Altro tasto dolente è la competenza, spesso ho trovato gente che, almeno sulle chitarre, non sapeve neanche di cosa stesse parlando e pretendeva di spiegarmi le cose. Suono da più di 30 anni e tutti i lavori di liuteria e modifiche le faccio da me avendo imparato col tempo a fare lavori soddisfacenti, ho la capacità di riconoscere che sa cosa sta dicendo da chi no. Onestamente mi aspetto, da chi decide di fare della vendita di strumenti la sua professione, una competenza di un certo livello, ma non è così.

Come si pensa di poter sopravvivere ai mastodonti della vendia on line se non si basa la differenza proprio sulla cura del cliente? Sulla conoscenza del prodotto, sulla possibilità di avere a disposizione anche oggetti di nicchia, oppure produzioni italiane?

L'ultimo negoziante di questo genere l'ho trovato ormai quasi 30 anni fa in un paesino del Mugello e vi assicuro che non pesava affato farmi 50km per tornarci e spendere il 20% in più sugli acquisti, perche sapevo di trovere sempre quel che cercavo. 

Guardate Anderton's in UK guardate la competenza del personale, la vivacità e la passione di quello che fanno, perchè in Italia non può essere così? 
Quale è la vostra esperienza? esistono ancora negozi con personale competente e voglia e pazienza di star dietro al cliente?

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di theripper76 [user #31689]
commento del 03/01/2019 ore 21:11:53
Curiosita'...invece della clientela che trovi quando entri cosa ne pensi?Non sono un negoziante ne sto dando inclinazione polemica.
Noto pero' che questo ambito sia sempre piu' seguito da rincoglioniti...
Rispondi
di MrGi [user #33656]
commento del 03/01/2019 ore 21:37:2
anche se sono "rincoglioniti" sono sempre Clienti..quelli che ti pagano da vivere e pertanto meritano attenzione e rispetto. Ovviamente chedendo il medesimo rispetto e la medesima attenzione ai prodotti che vendi. Insomma se chi vende è il primo a sputare merda addosso ai clienti poi non può che aspettarsi il medesimo trattamento.
Rispondi
di theripper76 [user #31689]
commento del 03/01/2019 ore 21:42:09
Il senso non era legittimare il comportamento dei commercianti,solo inquadrare le parti coinvolte.
Volutamente ho fatto delle premesse...
Rispondi
di tramboost [user #48998]
commento del 04/01/2019 ore 08:42:43
guarda di rincoglioniti, ne trovi anche tra i negozianti, io ne ho trovato uno in un altro negozio, dove mi sono rifornito dal 2008 al 2016, che purtroppo mi è dispiaciuto perche subito avevo un bellissimo rapporto e mi trovai bene, beh per farmi sostituire un pot del volume alla chitarra, non so come ma mi ha scazzato delle saldature invertendo dei fili, in poca sostanza la posizione al manico non andava +, lui poi gira che ti rigira, non so che combina e portala 1 poi 2 poi alla 3 volta, la posizione al manico funziona ma al centro non funziona +, a quel punto mi dice: “c’è da cambiare il selettore perche è andato!”
io tra me e me non gli rispondo, porto a casa lo strumento, perche capii che non era quello il problema.
porto la chitarra da un liutaio serio, e mi dice:
“guarda che ti hanno invertito 2 fili, non hanno seguito lo schema e non devi cambiare il selettore!”
nel frattempo che la mia chitarra era in riparazione, mi richiama quel pistola dell’altro negozio, mi dice mandami una foto del selettore che te lo metto in ordine subito, io gli dico, guarda che la chitarra è ok, lo portata da un altro, non era il selettore, avevi sbagliato lo schema, gli dico può capitare di sbagliare, lui mi fa: “è impossibile, io ho lo schema, ma mi sembra strano..”
poi comincia a chiedermi, ma da chi l’hai portata? io rispondo guarda non ha importanza, ma pensa se ordinavi il selettore e non risolvevi nulla, gli dico, sarebbe stato ancora + imbarazzante.
io non so nulla di schemi, fili ed elettronica, però guarda caso la logica mi spinse portare la chit altrove, anche perche se prima di cambiare il pot il selettore era funzionante, non mi puoi venire a raccontare che cambiando il pot è partito anche il selettore.
Rispondi
di tramboost [user #48998]
commento del 03/01/2019 ore 21:22:24
posso raccontarti le mie vecchie esperienze negative:
negozio + grande e importante di Modena, compro una testa da 1700€, dopo 5 giorni non funziona +, entro in negozio me la prendono dentro e gli chiedo, si ma ora sono senza ampli, mi risponde il commesso, là in fondo, indicando con un dito , c'è un combo Marshall, vattelo a prendere, io mi guardo col mio amico e gli dico, cioè lui è il commesso viene pagato, io ho sborsato 1700€ e mi rispondi vattelo a prendere?
porto a casa il combo, ovviamente semidistrutto che mi ha lasciato a piedi dopo pochi giorni, beh fa niente.
decido poi al ritiro del mio ampli di fare il cicchetto al titolare, spiegando la situazione del mal comportamento, il titolare rimane basito sbiancato in faccia mi dice, guarda qui c'è la tua testa riparata, se vuoi però ne abbiamo una uguale ancora imballata, decidi tu quale prenderti, poi mi ha chiesto scusa regalandomi una muta di corde, io naturalmente mi presi la testa nuova imballata.
un anno dopo torno per comprare la mia Ibanez Gilbert anniversary, 1750€ sganciati sull'unghia, dopo circa 7 mesi, si verifica una crepa di circa 2 cm sul profilo del body all'altezza dell'incastro col manico, vado in negozio e mi avvalgo della garanzia, al banco c'era un altro commesso, la guarda controlla che non avesse botte da cadute o colpi, dice si effettivamente la crepa c'è, me la prende per rispedirla.
dopo qualche settimana, mi richiama il commesso rompipalle, che cerca di intimorirmi, dicendomi delle storie, del tipo che loro sono li per lavorare, e che non devo stressar loro, perche è già la seconda volta che porto indietro degli strumenti, io incazzato gli rispondo: "se non mi riparate o sostituite lo strumento vado per via legale!"
dopo 5 giorni mi richiamano, dicendomi ci hanno dato un altra Ibanez stesso modello e stesso colore, vieni pure a ritirarla.
anche al ritiro della nuova chitarra cominciano a farmi storie del tipo, ma sai comunque alla casa madre hanno fatto dei controlli e hanno verificato che le brugole del bloccacorde al capotasto erano troppo serrate e hanno rilevato delle microcrepe, io gli dico e cosa c'entra colla crepa sul body che è tutta altra parte?
loro poi mi risposero, non vogliamo mica dire che sei stato tu, potevano esserci già, della serie cercano sempre il pelo nell'uovo, in soldoni non andai + in quel negozio per molti anni, ora ogni volta che mi rivedono, perche vado la per comprare accessori di pochi €, mi stendono il tappeto rosso ogni volta che entro, forse perche hanno perso troppi clienti, o forse perche si sono resi conto delle cazzate che hanno fatto, non lo so, ma anche un amico batterista, ha avuto delle discussioni, anche lui mi ha detto che ora gli stendono il tappeto rosso appena entra, e secondo me gli conviene, se non vorranno finire di rimanere senza clienti.
scusate la bibbia ciao
Rispondi
di theripper76 [user #31689]
commento del 03/01/2019 ore 21:19:0
Dopo il numero della testata guasta non avrei mai piu' acquistato un bottone...di certo non covi rancore nella vita,decisamente un bene per certi versi.1700€, dopo 5 giorni non funziona e mi indichi il combo...dura tornare li....ed era pure il ''negozio + grande e importante''...auguri!
Rispondi
di tramboost [user #48998]
commento del 03/01/2019 ore 21:36:52
alla fine la merce me l'hanno ridata nuova imballata, e comunque sono passati 10 anni, e non gli ho comprato + strumenti a eccezzione di corde, plettri e cavi, ma non credere che gli altri negozi siano meglio, purtroppo ne ho trovati altri 2 con cui subito mi son trovato bene e poi ho trovato fregature
Rispondi
di theripper76 [user #31689]
commento del 03/01/2019 ore 21:47:42
A mio avviso e' l'ambito in generale ad avere un tracollo,la colpa e' di varie parti.
Le reazioni agli eventi sono sempre soggettive,ci mancherebbe solo.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 04/01/2019 ore 02:20:27
Se posso dire la mia mica è solo un problema italiano purtroppo... Da tanti anni compro praticamente solo usato, ma nel 2015 decisi di prendermi un basso Rickenbaker nuovo da un negozio fisico nella città americana dove risiedo, il cui proprietario è famoso per aver scritto un libro sulla strumentazione dei Beatles... Provo il basso e suona bene, ma ha un setup pessimo. Il proprietario mi promette di sistemarlo e che assolutamente non ci sono problemi. Passo a ritirarlo il giorno dopo e non ha fatto nulla. In due minuti mi aggiusta il setup. Torno a casa e mi sembra ancora non ci siamo: manico troppo concavo, corde alte e buzz sugli ultimi tasti. Decido di passare dal mio liutaio e mi conferma i mie sospetti: il basso ha bisogno di una rettifica dei tasti. A quel punto decido di riportarlo indietro, ma con mia grande sorpresa trovo assoluta indisponibilità a risolvere il problema. Il proprietario mi dice che è colpa del mio modo di suonare (??!!) che fa il basso avere un effetto buzz soprattutto sugli ultimi tasti... In pratica si rifiuta perfino di mandarlo in assistenza, seppure in teoria coperto da garanzia, dicendomi che in ogni caso me lo renderebbero indietro nelle stesse condizioni. Alla fine lo mando a quel paese e faccio rettificare i tasti dal mio liutaio, per la modica cifra di $ 40. Ovviamente il negoziante in questione non mi ha più visto, ma sopratutto ora farei un acquisto del genere solo da un negozio online che offre resi della merce senza discussioni e con una finestra di tempo di diverse settimane. Purtroppo questa è la realtà del commercio ai giorni nostri. Non mi piace l'idea di dare soldi ai grossi online store, ma purtroppo i negozi fisici ti ci spingono.
Rispondi
di theripper76 [user #31689]
commento del 04/01/2019 ore 05:27:0
"Ovviamente il negoziante in questione non mi ha più visto" hai fatto solo che bene!
Prima o poi cadranno dalla pianta,gia' la rete li sta decimando.Contenti loro...
Rispondi
di Lucifer [user #46960]
commento del 04/01/2019 ore 08:26:36
Da ex piccolo negoziante posso dirti che ormai sono pochi quelli che aprono negozi di strumenti musicali che sono dell'ambiente! E quei pochi "appassionati" che sono ancora aperti (perchè il locale è il loro e non pagano affitto) sono sempre più demoralizzati dalla quantità di gente che prova gli strumenti da loro e poi li compra sul web con sconti che solo i megastore possono fare! Per carità, non sarà il tuo caso ma per quello che mi riguarda nell'ultimo anno di attività nemmeno le corde riuscivo a vendere più perchè i "furbi" le compravano in colletta sul web. Ciao e... buona musica.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 04/01/2019 ore 09:00:3
Questo è estremamente vero, diciamolo.
Credo che la incompetenza e scortesia di chi vende strumentio oggi sia frutto anche di questo.
Nell mia città c'è un piccolo neogozio, il titolare è un bravo chitarrista, molto cortese e competente, gli auguro di tenere botta, ce lo auguriamo tutti, ma a volte mi chiedo come faccia.
Poi è vero, in città più grandi limitrofe alla mia, ci sono negozi dove regna la scortesia; per certi versi è un brutto mondo, ma va fatto il possibile per cambiarlo.
Rispondi
di MrGi [user #33656]
commento del 04/01/2019 ore 09:32:52
bravo è lo spirito giusto. ultimamente sto anche cercando di privilegiare pedali italiani. spendo di più ma sono fatti da Dio.
Rispondi
di MrGi [user #33656]
commento del 04/01/2019 ore 09:40:1
Lo capisco, ma proprio per questo la dufferenza coi colossi on line la devi fare lavorando sulla cura del cliente. Ovviamente questo non ripara dai furbi, ma personalmente avrei davvero piacere se cercando una chitarra o un ampli potessi avere un posto dove so di trovare qualcuno che mi guida nella scelta, facendomi risparmiare un sacco di tempo nel girare tra demo e specifiche tecniche. Mi piacerebbe entrare e dire: guarda voglio spendere xxx euro e voglio un ampli adatto a piccoli club, che si sposi bene coi pedali, etc, etc. E lui mi guida nella scelta. Il tempo è denaro, almeno per me, e questo servizio assolutamente ripaga un sovrapprezzo del 10-20% rispetto ai prezzi on line.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 04/01/2019 ore 08:42:06
A me quello che mi manda in bestia è quando ti rispondono "boh" alla richiesta di sapere i legni di uno strumento. Ma te lo dicono con un'aria, come se fosse normale non saperlo. Madò gli schiaffi a due mani fino a che non diventano dispari.
Rispondi
di theripper76 [user #31689]
commento del 04/01/2019 ore 10:07:04
Uno normale non risponderebbe mai cosi'...capirebbe che sia totalmente sconveniente,al dila' del contesto commerciale.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 04/01/2019 ore 09:58:31
Ma io non mi sentirei mai in grado di stare in un negozio di strumenti se non fossi almeno all'altezza di fare un'ipotesi sul legno di una chitarra.
Rispondi
di theripper76 [user #31689]
commento del 04/01/2019 ore 10:27:44
Parere mio:non e' che la persona non sia all'altezza...la risposta fa capire che no gliene fregi nulla,e' ben piu' grave.
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 04/01/2019 ore 15:11:30
E' vero, se in negozio non c'è ressa basterebbe dire umilmente "non sono sicuro, ora cerco sul catalogo/sito": che ce vo'!
Rispondi
di Shorelinegold [user #48316]
commento del 04/01/2019 ore 09:57:55
Il fatto è che il 99% dei presunti clienti entra in negozio solo per perdere tempo e magari farsi una suonatina per tamponare la GAS con qualche chitarra/amplificatore/pedale salvo poi riporla piena di manate e corde unte dovute al sudore che la GAS ci fa produrre peggio di un drogato in crisi di astinenza e magari salutando con un sorriso e un paio di plettri fregati ce ne andiamo a rompere il cazzo in un altro negozio.
Io ormai compro solo chitarre usate e vendo su mercatino ma ultimamente seleziono la gente prima di farla venire a casa perché mi sono capitati soggetti veramente indecenti e visto che casa mia non è un negozio non me la sento nemmeno di far correre certi rischi alla mia famiglia, perciò se vuoi provare la mia chitarra te la porto dove vuoi tu e te la compri se ti piace altrimenti va a scassare la minchia ai negozianti e paga la differenza!
Rispondi
di theripper76 [user #31689]
commento del 04/01/2019 ore 10:29:1
''Il fatto è che il 99% dei presunti clienti entra in negozio solo per perdere tempo e magari farsi una suonatina per tamponare la GAS con qualche chitarra/amplificatore/pedale salvo poi riporla piena di manate e corde unte dovute al sudore che la GAS ci fa produrre peggio di un drogato in crisi di astinenza e magari salutando con un sorriso e un paio di plettri fregati ce ne andiamo a rompere il cazzo in un altro negozio.'' Gli scemi di cui scrivevo sopra.
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 04/01/2019 ore 11:45:26
La mia esperienza invece è positiva. Frequento i due più noti negozi della Capitale e devo dire che a volte ci vado solo per passare un pò di tempo in mezzo a strumenti e amplificatori, dove mi fanno provare di tutto, anche roba che a solo a staccarla dalle rastrelliere ci vogliono i guanti. C'è da dire che compro parecchio e non rompo troppo le palle, forse è per questo. Però quando ho avuto bisogno di cambiare qualcosa, rateizzare un pò la spesa o altro ho trovato sempre disponibilità.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 04/01/2019 ore 12:45:51
E' un problema variegato, ma penso che oggi fare il commerciante di strumenti come quelli che cerchiamo noi sia dfficilissimo. Questo non giustifica la maleducazione, ma legittima incompetenza e forte turn over dei commessi. Ovviamente mi riferisco alla vendita perchè l'assistenza liuteriostica è altra cosa e non c'entra nulla.
Ci sta quanto scritto sopra, ma c'è una questione fondamentale che nessuno ha affrontato: per mantenere un negozio servono tanti soldi in quanto gli strumenti vanno acquistati per essere rivenduti. Qualcuno ha citato Andertons, occhio che la Andrtons sviluppa la stragrande maggioranza del suo business sull'on-line store. Non solo, è un'azienda multiforme che gestisce anche eventi ed un canale youtube. Tutte attività per cui servono gente e soldi. Mi piacerebbe sapere quanti di coloro che criticano si siano proposti come volontari ad un negoziante per aiutarlo, magari gestendogli la pubblicità o un canale internet o organizzando eventi col suo nome.
Mi fa anche un po' specie il discorso della nicchia. Premessa la questione economica di cui sopra è ovvio che un commerciante deve vendere, ma è altrettanto chiaro che, se si tratta di nicchia, significa che è un prodotto poco diffuso. Già qui la cosa si inceppa, ma diciamo che c'è un commerciante che decide di promuovere un piccolo produttore (ad esempio di effetti). Se qui ed ora ognuno di noi potesse dire un nome, secondo voi che lista verrebbe fuori? Dunque il nostro commerciante a chi dovrebbe dare ascolto: a chi vuole walrus, a chi Vdl, a chi Catalinbread, fattoria Mendoza, Greenhouse effects ecc.?
Preciso che non sono un negoziante e patisco quel che patiamo tutti, ma cerco anche di essere un po' obiettivo.
Ciao
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 04/01/2019 ore 22:25:54
Concordo con tutto quello che hai scritto.

Io dalla mia posso dire che nei negozi di strumenti vengo sempre trattato molto bene, anche dai commessi più "scorbutici".
A Firenze c'è un negozio abbastanza famoso di cui sento tutti lamentarsi: io ci ho preso 3 o strumenti molto economici, qualche effetto, corde, pick-up, insomma roba economica, eppure mi fanno sempre lo sconto senza averlo mai chiesto, rispondono a tutti i miei quesiti e mi cercano pezzi introvabili sui cataloghi.
Sanno che non rompo le scatole, che so cosa cerco e vengo ripagato con un buon servizio.

A quanto pare sono l'unico, quindi mi viene da pensare che sia merito mio che mi comporto da buon cliente.

Pure al vecchio Emporio di Siena sono sempre stato trattato bene anche col pienone: all'inizio magari mi trattavano come tutti ma appena mi mostravo comprensivo della situazione (una 30ina di clienti diversi e tutti che vogliono provare l'impossibile) si iniziava a parlare e anche li mi facevano prezzi stracciati (un Davoli tube state one preso a 100€ è più che un ottimo prezzo, che su mercatno da privato va dai 300 ai 700€...).
Rispondi
di kelino [user #5]
commento del 04/01/2019 ore 13:55:24
A distanza di 6 anni dalla chiusura del mio OVERDRIVE MUSIC CENTER, non posso che essere contento della decisione che ho preso. Per una serie di buoni motivi...
Rispondi
di maccarons [user #20216]
commento del 04/01/2019 ore 21:26:53
www.accordo.it/article/viewPub/44507
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 08/01/2019 ore 11:10:53
Un giorno entro in un famoso negozio tedesco di musica, porto con me la mia chitarra naturalmente.

All’ingresso mi accoglie un commesso che mi apre la porta e mi chiede a quale reparto sono interessato e mi indica la strada per raggiungerlo. Wow! Fin qui tutto bene.

Arrivo dal tecnico delle chitarre e chiedo cortesemente di cambiarmi le corde alla chitarra mentre faccio un giro per il negozio.

Il tizio alza lo sguardo a fatica dal cellulare mentre siede su uno sgabello gobbo sul suo smartphone con le gambe “conserte” e mi dice che è troppo tardi e c’è troppo casino, che non sarebbe riuscito a cambiarmele in tempo e che avrei dovuto tornare lunedì.

Mi giro indietro per vedere quanta gente c’era in coda: nessuno in tutto il reparto. Erano le 16:30, in Germania chiudono alle 17.

Gli faccio presente che la mia chitarra ha le meccaniche autobloccanti (io cambio le corde in meno di un minuto per corda) e che ci avrebbe messo veramente poco.

Ovviamente nulla da fare. Compero la mia muta e me ne torno a casa.

Chi vive in Germania sa bene che questo comportamento è normalissimo, e infatti non mi sono incazzato più di tanto.

Cmq la morale della mia storia: il problema non è solo italiano e dipende tantissimo dalle persone con cui hai a che fare, dalla loro cultura e dalla loro motivazione.

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