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Dal singolare al plurale
Dal singolare al plurale

di [user #3] - pubblicato il
La fortuna di aver visto tutti i concerti di Fabrizio De André (compreso il primo del 17 Novembre 1975 a Milano, quello che mi ha acceso una scintilla d'amore per le chitarre Ovation) compensa lo sgomento anagrafico. Oggi è stata una giornata speciale: vent'anni fa Mastro Fabrizio si allontanava per entrare nella leggenda della musica italiana.
Tradizionalmente allergico alle commemorazioni dei defunti, oggi mi sono limitato a riascoltare un po' della sua musica, che mi accompagna fin dall'adolescenza, chiedendomi per tutto il giorno quale fosse il pezzo più rappresentativo della sua storia artistica. Impresa ardua, di capolavori ne ha scritti a dozzine, toccando innumerevoli temi, conciliando parole e immagini apparentemente inconciliabili, come solo lui sapeva fare.   
Ascolta e ascolta, ho scelto "L'ora di libertà", brano finale da "Storia di un impiegato", il suo album più esplicitamente politico, scritto con Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani. E' un vero romanzo di formazione in musica, in cui si racconta l'evoluzione di un uomo che da piccolo borghese conformista si trasforma in rivoluzionario. La sua guerra per la libertà lo porta in carcere, dove scopre il valore dell'impegno collettivo.
Il brano riassume l'intero album: comincia con un pensiero egoista ("Di respirare la stessa aria di un secondino non mi va, perciò ho deciso di rininciare alla mia ora di libertà"), ma dopo una profonda riflessione autocritica, che è anche critica sociale ("ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame"), si chiude con un pensiero della coscienza collettiva. Nell'ultima strofa il protagonista è unito ai suoi compagni di sofferenza per "incarcerare" le guardie, impedendo loro di uscire in cortile ("Di respirare la stessa aria dei secondini non ci va, e abbiamo deciso di imprigionarli durante l'ora di libertà").
Fabrizio De André può aver detto cose non condivisibili, ma non ha mai detto cose banali. Il testo di questa canzone è secondo me uno dei più profondi, anche perché riassume in due versi il suo pensiero sulla vita. Un artista immenso.

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di zabu [user #2321]
commento del 12/01/2019 ore 01:09:12
Per mia formazione (e sicuramente miei limiti) non ho mai ascoltato molta musica italiana. Storia di un Impiegato lo considero però veramente un capolavoro assoluto, come scrivi tu un vero romanzo in musica.
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di dale [user #2255]
commento del 12/01/2019 ore 07:59:24
Album superbo e artista insuperato.

meraviglioso
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di Oblio [user #43248]
commento del 12/01/2019 ore 08:10:33
Veramente avanti!
Storia di un'impiegato e' stato un'album fortemente criticato ai tempi, anche da molti suoi colleghi che oggi si mordono la lingua.
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di ENZ0 [user #37364]
commento del 12/01/2019 ore 09:06:05
L’ho snobbato in giovane età quando, ero ancora acerbo, per motivi che non sto a spiegare ero costretto ad ascoltarlo. Poi rimasi folgorato quando, per caso, ho ascoltato la guerra di Pietro. A seguire Andrea, un giudice, il cantico dei drogati. E poi tutto il resto.
Io non sono bravo con le parole, ma i suoi testi sono capaci di ricreare immagini, atmosfere,situazioni storiche e socio-politiche (ora mi viene in mente il bombarolo).
Mi affascina il suo livello di cultura e la perspicacia: oggi per approfondire un argomento c’è Google, mi chiedo quanti libri può aver letto e quante ricerche per scrivere certi testi.
E i temi affrontati del tutto attuali e credo ( perché all’epoca non c’ero) assolutamente tabù per l’epoca.
Credo mi manchi un po’, forse non l’ho mai detto per nessun artista. Sebbene non sia ancora un suo cultore, sarei curioso di sapere cosa avrebbe scritto oggi, come si sarebbe evoluto il suo pensiero.
La guerra di Piero resta ancora il mio brano preferito.
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di tramboost [user #48998]
commento del 12/01/2019 ore 09:46:32
cavolo se passa in fretta il tempo.. già 20 anni dalla sua scomparsa.. e quest'anno sono già 20 dalla scomparsa anche di Massimo Riva.
la mia canzone preferita di Faber è Amico Fragile, ma ne ha scritte davvero talmente tante di belle
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di McTac [user #47030]
commento del 12/01/2019 ore 09:58:59
A mio modesto parere creuza de ma è il più bel disco italiano di sempre.
Comunque una bella lotta: dalla battiato Battisti Graziani e tanti altri. A pensare a chi (non) c'è oggi....
Discorsi da vecchio? Mah!
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di diaul [user #33456]
commento del 12/01/2019 ore 11:05:37
Creuza de ma è un capolavoro riconosciuto a livello mondiale, basti pensare a David Byrne.
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di McTac [user #47030]
commento del 12/01/2019 ore 13:29:00
Infatti. E paradossalmente il testo è in gran parte incomprensibile ai più. ...
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 12/01/2019 ore 15:26:32
----A mio modesto parere creuza de ma è il più bel disco italiano di sempre.----

Sempre dopo Anima Latina di Battisti e Dalla di Dalla 😂😁😁😁

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di McTac [user #47030]
commento del 12/01/2019 ore 16:15:37
👍
Dalla di Dalla nella top five. Anzi, tanto per giocare, automobili -com'è profondo il mare -lucio dalla-dalla la serie di 4 dischi consecutivi più bella che c'è!
Battisti fuori dalla top ten! Non so perché ma non riesco a digerirlo: mi annoia. Come per te de Andrè!
😉
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di coldshot [user #15902]
commento del 12/01/2019 ore 16:17:54
Ahah, nessuno è intoccabile.....immenso Dalla.
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di coldshot [user #15902]
commento del 12/01/2019 ore 16:23:00
Verissimo, 4 album di fila che sono delle perle, è difficile davvero farne 4 consecutivi di questo livello....
Rispondi
di stefrol [user #9914]
commento del 12/01/2019 ore 15:02:59
L'unico artista italiano... anzi l'unico artista che riesce spesso a farmi venire le lacrime agli occhi.
Rispondi
di franklinus [user #15063]
commento del 13/01/2019 ore 16:34:29
vai al link questo è stato ed è il nostro piccolo omaggio al grande fabrizio,un'avventura degli OPSIS iniziata nobilmente nel 2005(suonavamo e recitavamo de andrè soprattutto per combattere contro lo stigma psico.fisico) e terminata miseramente pochi anni dopo,perchè,come ci disse un assessore,"la gente ama de andrè,ma non vuole sentirsi fire che fa schifo,che se ne frega del prossimo".scusate se sono andato un po' fuori argomento....-.io al bouzouzi,francesco al canto(in greco) e ninfa voce femminile
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