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Fender: le prime CBS
Fender: le prime CBS
di [user #6868] - pubblicato il

L'acquisizione di Fender da parte di CBS nel 1965 non stravolse subito la produzione. Suonare due chitarre di quell'anno aiuta a comprendere cosa accadeva.
Il 5 Gennaio del 1965, Leo Fender appose la firma sul contratto che cedeva la sua società per la somma di 13 milioni di dollari a CBS Columbia Broadcasting System o, più precisamente, al suo ramo Columbia Records Distribution.
Quella data di 54 anni fa segna dunque formalmente la fine dell’epoca delle gloriose "pre-CBS". L’entusiasmo e lo spontaneismo un po’ naive di un’azienda relativamente piccola cedettero progressivamente il passo alle logiche di profitto di un’azienda guidata da una grande major, sommersa da ordinativi arretrati da evadere e dall’urgenza di accelerare il processo produttivo.
L’occasione di imbracciare due Fender del 1965, l’anno primo della produzione CBS, dà la possibilità di fare un po’ di chiarezza su questo delicato periodo di transizione.

In realtà i cambiamenti sostanziali non cominciarono a prendere piede con la firma sul contratto: molti strumenti prodotti negli anni immediatamente successivi all’acquisizione hanno caratteristiche e sonorità sostanzialmente analoghe a quelli dell’ultimo periodo pre-CBS.
Abbiamo esaminato due chitarre appartenenti a due segmenti di mercato diversi: una Mustang e una Stratocaster, entrambe con piastra attacca-manico con numero “serie L”, ovvero ancora con la sequenza di numerazione del 1963, precedente a quella su piastra con logo “F” nata con la gestione CBS sul finire del ’65.

Fender: le prime CBS

Come dimostrano i due video che andiamo a vedere, ciascuno dedicato a una chitarra, si tratta di due strumenti di alta caratura, dalle inconfondibili sonorità della casa di Fullerton. In particolare, la Stratocaster presenta ancora eccellenti legni e la forma di paletta più piccola, precedente al cosiddetto "palettone", opera di restyling di CBS. La Mustang ha l’hardware caratteristico dei primi modelli introdotti l’anno precedente.
Ascoltiamo la loro voce e le storie che hanno da raccontarci.



Entrambi i filmati sono in lingua inglese, con sottotitoli attivabili nel player sia in Italiano che in Inglese.

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di ReCaster [user #36341]
commento del 12/02/2019 ore 15:22:40
Aggiungo alla tua analisi qualche precisazione...
La data del 5 gennaio del 1965 (data della cessione alla CBS) è stata adottata dai collezionisti come spartiacque tra due periodi molto importanti della storia manageriale di Fender: la gestione di Leo (ritenuta artigianale) e la gestione CBS (industriale)... Questo fu un cambiamento notevole per per quanto riguarda la gestione dell'azienda, le sua capacità produttive e soprattutto la commercializzazione dei prodotti in tutto il mondo.
In realtà, osservando gli strumenti, la loro evoluzione fu costante con decine e decine di modifiche grandi e piccole durante tutto l'arco della loro vita...
Quindi è corretto dire che una chitarra sia "PreCBS era" se è databile ancora al '64 ed è corretto dire che sia "CBS era" (o se vogliamo early CBS era) se è databile all'inizio '65 perchè ci si riferisce a una gestione aziendale e non a un modello o specifiche... Avvenne la stessa cosa per decine di aziende come la Vox preEko o le Valley Arts preSamick etc...

Diversa è invece l'analisi della chitarra perchè, ad esempio, da una strato di metà 64 a una di metà 65 le modifiche sono state parecchie, provo ad elencarle:
- cambiata procedura di verniciatura
- Body contour diverso
- spaghetti->transition logo
- meccaniche Kluson single line -> double line
- palissandro brasiliano -> indiano
- string tree spacer metal->plastic
- battipenna celluloide -> ABS
- clay dot -> pearloid (front e side)
- black bottom pickups -> grey bottom
- White tolex case -> black tolex
- avvolgimento Formvar - > Plain Enamel

Se non ne ho dimenticate altre siamo a 11 modifiche sulla stessa chitarra in un solo anno!
Ovvio che molte di esse non sono influenti sul suono ma alcune si.
Per esempio a mio avviso il passaggio dal filo Formvar al Plain Enamel ha cambiato radicalmente il suono.
La tua 65 è sicuramente una bella Strato CBS Era a tutti gli effetti con due modifiche che ne aumentano la suonabilità (refret e 5 pos.) ed è una delle ultime con tastiera in brasiliano che fu utilizzata dalla primavera del 59 alla primavera del 65 circa.
Ciao
Ste
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 12/02/2019 ore 21:30:5
Ciao Ste, direi "integrazione", più che "precisazione", naturalmente i tempi di un breve filmato sono congeniali ad un limitato livello di approfondimento.
Rispondi
di ReCaster [user #36341]
commento del 12/02/2019 ore 22:03:42
Si scusami, son partito con un concetto... e mi son perso. Evidentemente non ho il dono della sintesi, volevo argomentare le motivazioni delle mie affermazioni...
Ste

Rispondi
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 15/02/2019 ore 16:37:47
Poiché il tuo commento lascia trapelare una conoscenza approfondita del tema Fender, approfitto per chiederti un parere su questa mia considerazione. Ritengo che, come in tutte le aziende produttive di quell'epoca, a Fullerton avessero dei corposi stock di componenti. Di conseguenza i modelli più di nicchia, quali jazzmaster e jaguar, e non di grande smercio come strato e tele, potrebbero aver beneficiato di una "onda lunga" su parti specifiche (es. pickup, corpi, manici) e non comuni (es. meccaniche, piastre, ecc.). Sarebbe interessante vedere fianco a fianco una "verticale" da '64 a '66...
Arrivo dall'acquisto di una Jaguar '66 (refinished, ahimé) che, ad esempio, ha un body con quelle belle smussature dolci, ed ampia nella "zona pancia" da renderla sottile, come ho visto in tante pre-cbs. Che mi dici?
Rispondi
di ReCaster [user #36341]
commento del 15/02/2019 ore 16:56:55
Ciao Giovanni...
"leftover parts" cioè le parti che rimanevano a magazzino un po' troppo tempo rispetto alle previsioni, ci sono quasi sempre state nella storia di Fender, soprattutto in determinati periodi... il più famoso è lo stock di potenziometri acquistati nel 1966 (Stackpole e CTS) che durarono sulle strato fino a fine 69 e sulle tele fino al 73 (e forse oltre)...
Jaguar e Jazzamster non erano di nicchia... anzi... erano considerate "erroneamente" da Leo il top di gamma del listino Fender tanto da essere le due chitarre + costose e più pubblicizzate negli anni '60... Per fortuna però il popolo ha eletto la bellissima Strato e la spartana Tele come regine indiscusse del suono rock.
E' quindi plausibile che, soprattutto nel periodo CBS quando l'ufficio acquisti aveva budget infinito di spesa, abbiano acquistato più di quello che in realtà il mercato ha richiesto per questi modelli.
Non credo onestamente che sia il caso dei legni in quanto la falegnameria di Fender era "interna" e veniva gestita, come in ogni azienda in base a minimi di scorta e lotti di riordino.
Semmai quel problema poteva esserci con i fornitori esterni come per i potenziometri, le lastre dei battipenna etc...

Un body originale (anche non datato) è facilmente databile in base alle specifiche, vernici etc... Per un body riverniciato purtroppo è spesso difficoltoso anche solo capire se è originale o una copia!
La carteggiatura e la riverniciatura infatti cancellano o modificano quei segni distintivi che possono confermare l'originalità e la presunta data del pezzo.
Per quanto riguarda il contour (lo scavo) in zona pancia, ha senso commentarlo se il body ha la vernice originale, altrimenti, se è stato carteggiato come il tuo, non si può assumere come metro di paragone per datare il body in quanto potrebbe essere alterato... fermo restando che i contour venivano fatti a mano spingendo il body su un rullo abrasivo quindi a discrezione del messicano di turno e della Tequila che aveva in corpo quel giorno!
Ciao
Ste
Rispondi
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 16/02/2019 ore 09:09:06
Quanto dici ha una sua logica. Anche per quel che attiene il discorso del refinish. Nel mio caso, peraltro, si è trattato giusto di un overspray di trasparente (operazione piuttosto di moda negli anni '80, per quanto ricordo). Grazie dell'approfondimento. G
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 15/02/2019 ore 17:00:07
Hello Giovanni, sicuramente ciò che dici si verifica con le Esquire, che hanno caratteristiche sempre un po' retrodatate, ad esempio, rispetto alle Telecaster; per dirne una nel '66 hanno ancora decal con spaghetti logo. In realtà negli anni '60 la Jaguar era considerata tutt'altro che un modello "minore" ed era venduta in notevoli quantità. Quanto dici comunque non mi sorprende in quanto le Fender '66, come detto, spesso hanno un livello di rifinitura del tutto analogo a quello delle Fender degli anni appena precedenti; proprio oggi ammiravo le smussature perfette di un manico Telecaster del '66.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 12/02/2019 ore 17:39:01
Ho una duosonic di Novembre 65: è praticamente identica alla mustang di cui si parla qui, ma non è shortscale (è la versione a scala più lunga insomma delle due disponibili) ed ha la tastiera slab board. Ne ho parlato qui su Accordo, per me è uno strumento decisamente valido, anche parlandone oggi a distanza di anni. E' versatile, brillante, sensibile. Ha carattere, e ha una vivacità al tocco che moltissimi strumenti odierni non hanno. Una cosa che io noto è che il suono del pickup singolo in o fuori fase cambia anche con l'altro pickup spento. Col selettore verso il manico è leggermente più caldo, col selettore verso il ponte è più acido, e vale per entrambi i pickup. All'epoca della mia recensione venni accusato di sentire l'impossibile. Continuo a sentirlo...
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 12/02/2019 ore 21:25:21
"accusato di sentire l'impossibile"
Ha! Ha! Conflitti che si hanno spesso con chi antepone la teoria tecnica alla pratica sul campo e all'ascolto con orecchie attente.
Alcuni asseriscono anche che trasformatori di potenza e valvole rettificatrici non hanno influenza sul suono, per il semplice fatto che non sono inseriti nel percorso del segnale, oppure che i condensatori dei toni sono ininfluenti quando i potenziometri sono completamente aperti.
E sono d'accordo con te anche sul fatto che una chitarra come la tua Duo-Sonic possa fare "mangiare polvere" a molte blasonate Custom Shop e Master Built, peccato che questo spesso tenda ad essere travisato.
Rispondi
di hotcoaldance [user #49395]
commento del 13/02/2019 ore 09:59:20
Questi video sono una bomba! Semplici e brevi ma con un sacco di informazioni...grazie!!
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 13/02/2019 ore 14:50:38
Thank you Hotcoaldance! Felice che tu abbia apprezzato.
Rispondi
di mrc.mgg [user #198]
commento del 14/02/2019 ore 16:35:27
Old style Accordo, yeahhh !!
Grazie BOB
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 14/02/2019 ore 17:19:05
Ha! Ha!
You welcome! : )
Rispondi
di c9 [user #37327]
commento del 15/02/2019 ore 22:33:20
Non ho ancora capito però quanto possa contare la componente "collezionismo" rispetto a quella "ho uno strumento di un determinato anno che suona meglio di uno strumento attuale".
Io vedo tanti chitarristi e anche bassisti eccezionali (vedi Malaman) che si affidano a strumenti di liuteria prodotti nel 2019, con ampli artigianali prodotti nel 2019 e che suonano da dio.
Io sono appassionatissimo di stratocaster, le adoro, e quelle d'annata sono stupende, ma le simil-stratocaster, e ne dico una a caso "Lorenzi", sono stupende e suonano meravigliosamente.
Quindi dal mio punto di vista: collezionismo tutta la vita ma ci sono strumenti costruiti l'altro ieri che suonano altrettanto bene.
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 16/02/2019 ore 02:10:16
Hello C9,
ti dico subito che non sono mai stato un collezionista; sono un chitarrista... e nemmeno particolarmente facoltoso : ) Quindi voglio fugare ogni dubbio in proposito, quando imbraccio una chitarra, sono interessato soprattutto al modo in cui suona e considero qualsiasi altro aspetto del tutto secondario.
Dipende tutto dal tipo di aspettative che si nutrono nei confronti di uno strumento e quanto alcune sue caratteristiche possano adattarsi al nostro progetto musicale o al nostro modo di suonare. Questo vale anche per i chitarristi più blasonati ed affermati.
Non necessariamente una chitarra vintage "impressiona" "a prescindere", anzi, dico spesso che una chitarra vintage rispetto ad alcune chitarre nuove è un pò come un un raffinato e delicato Scotch paragonato ad un bicchiere di Coca Cola, se capisci cosa intendo. Personalmente sono abituato a suonare con chitarre vintage da molti anni; per il mio modo di suonare e per il tipo di musica che suono questo tipo di strumenti ha caratteristiche irrinunciabili che le chitarre attuali possiedono assai di rado. Nello specifico mi riferisco a risposta dinamica, espressività e sensibilità al tocco e all'amalgama e al bilanciamento delle di frequenze. Tutte qualità che emergono solo a fronte di una predisposizione a cogliere specifiche caratteristiche in determinati campi di azione.
Rispondi
di ReCaster [user #36341]
commento del 16/02/2019 ore 11:32:57
Ciao C9,
il collezionismo di alcuni modelli di alcune mache in alcuni periodi (in genere si parla di Golden Era) è nato a rimorchio della naturale propensione dei chitarristi a scegliere per suono, in tempi non sospetti, le chitarre "vecchie" al posto delle nuove... Poi è seguito il mito, l'emulazione etc... ma non è un caso che peter green, jimmy page, clapton, gary moore, e decine di altri grandi abbiano "casualmente" scelto una Les Paul del 59... o che hendrix, srv, clapton, gilmour, knopfler etc... abbiano scelto strato d'annata.
Come sempre ci sono gli amanti e i detrattori del vintage... ogni opinione è rispettabile a patto che la sia. La maggior parte dei detrattori sono quelli che non hanno mai avuto in mano una chitarra vintage o non se la possono permettere, per me quell'opinione non conta.
Che possano esserci chitarre nuove prodotte come si deve con materie prime di ottima qualità che suonino altrettanto bene è palese... il problema è che oggi non conviene costruirle in quel modo perchè è antieconomico.
E' possibile però arrivare a chitarre vintage che per modifiche sono fuori dal circuito del collezionismo e quindi sono reperibili a cifre più umane... sono strumenti comunque meravigliosi, con lo stesso suono delle cugine nobili, una bella storia da raccontare e un mantenimento di valore nel tempo.
Scegliete le chitarre con le orecchie e non con gli occhi e vedrete che non sbaglierete mai!
Ciao
Ste
Rispondi
di c9 [user #37327]
commento del 16/02/2019 ore 22:25:16
Ottimi punti di vista, grazie delle risposte :-)
Ci tengo però a sottolineare che cmq non sono un detrattore, anzi, tutt'altro.
Grazie ad un mio vecchio maestro ho provato chitarre d'annata straordinarie, Gibson però, non Fender.
Era solo una riflessione a voce alta la mia, niente di più.
Rispondi
di ReCaster [user #36341]
commento del 17/02/2019 ore 00:20:27
il vintage non ha bisogno di sostenitori e non teme i detrattori... è un mercato sempre più attento ed in fermento basato sulla più democratica legge della domanda/offerta.
Non ho pensato che tu fossi un detrattore, ho risposto in base alla mia esperienza.
Ciao
Rispondi
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