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Peppino D'Agostino: comporre con le accordature aperte
Peppino D'Agostino: comporre con le accordature aperte
di [user #46004] - pubblicato il

Peppino D'Agostino è uno dei nomi di riferimento della chitarra acustica mondiale. In questa lezione ci parla di accordature aperte. Per il chitarrista italoamericano le accordature aperte sono un modo per inseguire strade musicali diverse: percorrendole come mezzo di studio, scrittura e ricerca possono riservare sorprese, sonorità e soluzioni inedite preziose per ravvivare e alimentare il proprio songwriting.

Peppino D’Agostino prosegue nel suo ciclo di appuntamenti esclusivi per la Didattica di Accordo. Dopo aver spiegato come cura warm-up e concentrazione prima di un concerto, in questa nuova pillola si concentra sulle Accordature aperte, uno strumento prezioso per uscire dalle tradizionali soluzioni chitarristiche proprie dell'accordatura standard, oramai consolidate.
D’Agostino ha fatto riferimento all’open tuning E B F# B B E (dalla prima alla sesta corda) e ci ha
deliziato con alcuni frammenti tratti da due suoi brani che utilizzano questa particolare accordatura.
 
Peppino D'Agostino: comporre con le accordature aperte

Il primo esempio riguarda la bellissima composizione “Grand Canyon”. L'introduzione in armonici naturali e la seguente linea melodica ripetuta in prima posizione con l'ausilio di un tappeto armonico danno alla luce un tema di rara bellezza. Il tempo è piuttosto libero, prestate attenzione al video per una corretta interpretazione.
La trascrizione interessa il frammento di video tra 0:12-0:29

Peppino D'Agostino: comporre con le accordature aperte
 
D'Agostino qui di seguito suona lo scheletro armonico e ritmico che regge il secondo tema di “Grand Canyon” (non trascritto qui).



Interessante come il B all'unisono venga ribattuto tramite l'alternanza di p, m, i per creare un effetto di bordone di B non possibile senza avere due corde (quarta e quinta) accordate all'unisono.
La trascrizione interessa il frammento di video tra 0:37-0:46

Peppino D'Agostino: comporre con le accordature aperte 

L'ultimo esempio è tratto da un frammento del brano “Pegasus's Journey”. Dopo una rapida discesa che sottintende l'armonia di F#7, inizia un susseguirsi di accordi scanditi ritmicamente in terzine di semicrome che sono suonati mediante il sapiente uso di corde a vuoto e legati (l'accordo di Eadd9#11 in realtà nella versione studio è racchiuso all'interno di una battuta di 4/4).



Interessante notare come i legati tra corde tastate e a vuoto si muovano gradualmente dalla terza alla seconda corda, giungendo infine al E cantino.
Partiamo dalla visualizzazione degli accordi sottintesi nell'esecuzione.

Peppino D'Agostino: comporre con le accordature aperte

Ecco l'esecuzione della parte. E' importante osservare come si passi dalla tonalità di B alla parallela minore solo temporaneamente per poi approdare in Cmaj7. 

Peppino D'Agostino: comporre con le accordature aperte

 Se ascoltiamo la versione studio, si nota che il Cmaj7 appena menzionato è solo un altro accordo di passaggio per C#7 che a sua volta funge da dominante per l'accordo finale di F#.
La trascrizione interessa il frammento di video tra 0:56-1:17

lezioni peppino d'agostino
Link utili
Il sito di Peppino D'Agostino
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di franklinus [user #15063]
commento del 06/02/2019 ore 17:45:52
conosco p.d'agostino da molti anni e l'ho sempre stimato,sia per la sua tecnica che,soprattutto, per la sua vena melodica nelle sue composizioni,cosa non semplice in un chitarrismo acustico contemporaneo prono,più che altro,all'aspetto percussivo che,secondo me,può meravigliare al primo ascolto..al secondo ma poi la povertà compositiva rende stucchevoli e ripetitivi i brani suonati,...
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di JoeManganese [user #43736]
commento del 08/02/2019 ore 19:59:1
Hai perfettamente ragione, ho in passato più volte rimarcato che essere tecnicamente bravissimi non significa essere compositori. Ci sono musicisti che si auto-promuovono compositori solo perché hanno studiato (magari) armonia, dalla quale purtroppo non hanno imparato nulla se non le cadenze a quanto pare. Il punto è che queste persone rovinano il "mercato". La gente che va a sentire un loro concerto finisce con il credere che tutti quanti suonano questi brani senza capo ne coda, tamburelleggiati come artisti circensi che però come dici tu dopo un quarto d'ora al massimo hanno rotto gli zebedei.
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di mattconfusion [user #13306]
commento del 10/02/2019 ore 13:01:37
Straquoto. Sono stato fortunato perché sono cresciuto coi dischi di Michael Hedges e Will Ackerman. Compositori veri, non atleti del tamburo sulla cassa e tastiera. Semplicissimi a volte, disarmanti per la bellezza dei brani. Brani strumentali, ma CANTABILI.
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di JoeManganese [user #43736]
commento del 10/02/2019 ore 13:22:31
William Ackerman, giusto menzionarlo!
Proprio come dici tu: brani strumentali ma contabili, o fischettabili quanto qualsiasi altro brano dove c'è una linea melodica degna di questo nome. Linee melodiche! E non dannate sequenze di accordi ripetuti nei loro rivolti ancora ed ancora .
Questi personaggi hanno rotto i Maroni! Imparate con umiltà a suonare pezzi composti da veri talentuosi, prendete atto che non siete compositori più di quanto il vostro barista sia uno chef stellato, che non ce l'avete evidentemente questo talento compositivo , nonostante anni di studi: il talento non si acquisisce puryroppo. Avete fatto scappare il pubblico, che adesso scappa anche da chi qualcosa di buono da proporre invece c'è l'ha.
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di mattconfusion [user #13306]
commento del 10/02/2019 ore 13:29:00
Quando si parla di melodia e semplicità mi viene in mente una scena di Amadeus di Milos Forman: Salieri che estasiato descrive l'inizio di una partitura di Mozart, dove poche note, sparse, accennate, sono per lui la assoluta bellezza dell'intera parte.
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