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Il palissandro potrebbe tornare
Il palissandro potrebbe tornare
di [user #116] - pubblicato il

Un gruppo di costruttori avanza richiesta di esenzione per l’uso del palissandro su strumenti finiti, componenti e accessori: “siamo stati un danno collaterale”.
Il Winter Namm Show è l’appuntamento in cui il mondo della musica mostra e condivide gli ultimi traguardi in fatto di strumenti e prodotti, ma anche un luogo d’incontro e confronto per questioni legate al mercato e alle leggi che lo regolamentano.
Al Namm appena trascorso si è svolto un meeting della Music Industry Coalition, gruppo di costruttori, associazioni e artisti provenienti da ogni parte del mondo. Tra i temi trattati, la scottante questione della stretta operata dal CITES a legni come il palissandro nel 2017.

Il mercato si è mosso in fretta alla ricerca di materiali sostitutivi, mentre i più tradizionalisti ancora tentano di districarsi tra una burocrazia tutt’altro che limpida.
La protesta dei costruttori è che la rigida regolamentazione del palissandro ha avuto come scopo principale l’arginare l’uso smodato che se n’è fatto a lungo nel campo dei mobili e dell’arredamento: la nicchia degli strumenti musicali sarebbe stata solo un danno collaterale di un’operazione ben più grande.

Il palissandro potrebbe tornare

Ora la Coalizione avanza ufficialmente richiesta di esenzione per il palissandro destinato agli strumenti musicali. Una proposta elaborata a più mani da attori canadesi ed europei chiede che il palissandro torni a essere liberamente utilizzabile in strumenti finiti, componenti e accessori in generale relativi al settore musicale.
Quanto discusso al Namm sarà oggetto del prossimo meeting sul CITES, programmato per maggio 2019 nello Sri Lanka.
Fino ad allora niente è definito, ma vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
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Link utili
La stretta sul palissandro del 2017
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di tramboost [user #48998]
commento del 10/02/2019 ore 20:54:01
a me invece piacerebbe che rimanesse specie protetta, e non importa chi abbia fatto il più grosso danno.. se l'hanno messa come flora da salvaguardare un motivo ci sarà.
spero soltanto che non scoprano che si possa vivere anche su Marte.. se no andremo a distruggere un altro pianeta oltre al nostro
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di Lisboa [user #47337]
commento del 10/02/2019 ore 21:05:20
Utilizzo controllato e contingenato, e solo per gli strumenti musicali. Importazioni certificate e solo da piantagioni sostenibili. Per ogni albero tagliato, l’obbligo verificato di piantarne due. Almeno finchè la specie non esce dalla lista di quelle vulnerabili.
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di Matteo Barducci [user #29]
commento del 11/02/2019 ore 16:29:02
Il problema è che il palissandro- a differenza delle altre essenze esotiche tipo il mogano - non cresce fuori dalle aree in cui è endemico ed ha una crescita molto lenta
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di Lisboa [user #47337]
commento del 12/02/2019 ore 08:48:55
Certamente ci vorrebbero molti anni.. anche il lupo, da quando in Italia è diventato specie protetta, ha impiegato quasi 50 anni per uscire dal pericolo estinzione...
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di Ermo87 [user #33057]
commento del 11/02/2019 ore 10:37:4
per il bene che voglio alla musica non mi permetterei mai di andare ad intaccare una specie protetta. ci sono altri legni e altri materiali che possono sopperire benissimo a questa mancanza. spero non si cada nel menefreghismo maniacale, ci sono situazioni collettive ben più gravi da affrontare e riguardano l'intero pianeta. la musica e i musicisti devono riconoscere quando farsi da parte, anzi lottare per una causa giusta con i grandi marchi al loro fianco
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di lolloguitar [user #48123]
commento del 12/02/2019 ore 12:24:38
a Milano una utilitaria euro 3 non può circolare, ma se venisse il presidente Trump in visita con la sua Cadillac blindata a gasolio V6.6 da 64 litri ogni 100km potrebbe circolare tranquillamente in deroga ad ogni disposizione.
Il palissandro si deve proteggere ma non in maniera ottusa, un uso controllato e limitato purché sostenibile non estingue la specie. Regole più dettagliate necessitano di maggiore tempo ed attenzione che ancora non sono stati spesi. Lasciamo che chi ne capisce decida su possibile deroghe o quote.
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di francesco72 [user #31226]
commento del 12/02/2019 ore 17:27:00
E' un paragone alquanto improprio, a meno che a Milano tutti i proprietari di auto euro 3 siano anch'essi capi di Stato. Inoltre quante volte la Cadillac di Trump andrà in giro per Milano e quanti km farà? Le auto dei comuni cittadini, invece, circolano tutto il giorno tutti i giorni.
Ciao
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di ovinda [user #46688]
commento del 12/02/2019 ore 16:08:14
Il ragionamento fatto è sbagliato. Se un tipo di albero è a rischio estinzione, deve essere tutelato. Il fatto che un settore merceologico attinga meno ad una materia prima rispetto ad un altro settore non risolve il problema del rischio estinsione. E poi perchè i prodhttori si chitarre dovrebbero essere privilegiati rispetto ai produttori di mobili? Il divieto di utilizzo del palissandro c’è e deve restare. L’ambiente è più importante delle amate chitarre. Che si sperimenti con nuovi legni e nuovi materiali (non è detto che in futuro le chitarre si debbano fare in legno per sempre) tanto alla fine per le elettriche il suono lo fanno i pickup, il resto sono solo leggende metropolitane.
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di francesco72 [user #31226]
commento del 12/02/2019 ore 17:24:22
Concordo con chi si schiera per il mantenimento del divieto. In primo luogo perchè non è ben chiaro il motivo essenziale su cui si fonda la deroga: non è che senza palissandro non esistano gli strumenti musicali, altrimenti avrei una mezza dozzina di chitarre fatte d'aria. Inoltre mi sembra una questione più di pigrizia mentale che altro: non solo esistono altri materiali, ma esistono con successo da oltre 30 anni.
Ciao
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di MM [user #34535]
commento del 13/02/2019 ore 17:11:36
A mio parere, l'aspetto più importante è che la specie sia tutelata, punto.
Detto questo, il suo pericolo di estinzione potrebbe benissimo non dipendere dall'uso liuteristico, ma da uso massivo per pavimentazioni, mobilio o peggio ancora, disboscamento per creare pascolo.
Quindi se viene appurato che mantenendo il prelievo per solo uso liuteristico, la specie non è in pericolo, ben venga.
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