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Regressione a bedroom player

di [user #21196] - pubblicato il
Credo che presto questa sarà la mia fine, sono un po' stufo di combattere contro:

- Pubblico che se sei fortunato vuole sentire sempre gli stessi pezzi commerciali da tutti i gruppi, altrimenti il più delle volte la musica proprio non se la fila e si concentra sul bersi addosso.

- Gestori sempre scontenti; che o fai troppo rumore, o non porti abbastanza gente, o ti rimbalzano a cosiddetti "direttori artistici" improvvisati che fanno suonare sempre i loro amici.

- Cantanti dell'epoca post-reality-show che da te pensano di avere una base tipo saggio della scuola di musica, e spesso e volentieri ti chiedono di cambiare tonalità con i problemi che ne conseguono.
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La musica si può sempre ricondurre a una tonalità o a una scala?
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di robsrv [user #21635]
commento del 25/03/2019 ore 18:00:43
Con la terza fattispecie non ho ancora avuto il "piacere" di avere a che fare, ma per le prime due piena solidarietà. Era il motivo per cui da diversi anni ero tornato un bedroom player, ma poi da circa un anno ci sono ricascato con tutte le scarpe e per ora ho ripreso con il mio gruppo l'attività di cover band nei pochi locali in cui è ancora possibile suonare in condizioni semi-normali. Alla lunga non si resiste al piacere di suonare dal vivo davanti a un pubblico e l'età avanzata assicura il giusto distacco dalle situazioni più antipatiche. Vediamo quanto dura...
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di tramboost [user #48998]
commento del 25/03/2019 ore 18:26:57
la musica la si fa in primis per noi stessi.
è per questo, che a me personalmente, non mi ha mai fregato di scendere a compromessi per suonare.
se faccio metal, e mi dicono che il batterista bisogna castrarlo per non fargli suonare come vorrebbe, e tu di conseguenza dovrai tenere i volumi agli ampli bassissimi, io gli rispondo, se vuoi la musica in filodiffusione, non chiami una band metal nel locale a suonare!
se non mi diverto io, credo che, anche i veri e pochi ascoltatori se ne accorgerebbero, e di conseguenza ci sarebbero performance vuote di entusiasmo.
credo che i tempi siano cambiati, c'era + gente che seguiva la musica live, io ho mollato da diversi anni, ma ogni tanto sento ancora qualcuno che tra vecchi amici suona ancora, ma sento solo pareri scioccanti.
ormai ci sono solo degli alibi che non reggono +, come il genere, il volume, la gente che porti, ecc.. ho suonato metal per anni, in contesti e ambienti piccolissimi, pub montanari dalle dimensioni della mia sala, con gli ampli a cannone e la gente carica che ti ascoltava con gusto, anche perche se sanno che suoni un determinato genere, sia i gestori, sia il pubblico, lo sa e lo mette in preventivo, pere cui se ti dico suono i Maiden, tu non mi devi rompere i coglioni con la storia del volume, altrimenti non mi chiami a suonare punto e basta.
altra storia che mi rode, la gente vuol parlare, e il volume gli da fastidio, allora, o vai in un locale dove non suonano, se vuoi parlare, o altrimenti se lo sai in partenza ti adatti o non entri.
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di coldshot [user #15902]
commento del 25/03/2019 ore 18:45:32
Sarebbe bello avere sempre un pubblico di turisti giapponesi, nord europei e americani, l'italiano medio al pub con gli amici è molto spesso irritante quando c'è da suonare.
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di tramboost [user #48998]
commento del 25/03/2019 ore 19:05:18
e spesso, anche i gestori dei pub, sono del livello dell'italiano medio.. infatti, è anche li che il musicista deve avvertire al campanello d'allarme, perche farsi solo prendere per il culo, mi spiace, ma non lo trovo rispettoso, spesso sta gente si dimentica che i musicisti hanno investito un sacco di denaro per raggiungere livelli ed obiettivi, mi sta bene il locale è tuo, ok, ma ci deve essere serietà e rispetto, altrimenti non chiamare le band a suonare per risicare e prenderle in giro.. ti costa meno un dj?
bene chiama quello, bisognerebbe cominciare a suonare meno in giro e farsi rispettare di +.. io la penso così..
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di coldshot [user #15902]
commento del 25/03/2019 ore 19:10:21
Buoni quelli vai..... gli importa s..a ai gestori, basta ci sia gente poi quello che succede sul palco sono affari tuoi.
Alcuni che ci stanno dietro esistono, spesso ex musicisti o comunque molto appassionati di musica ma la stragrande maggioranza sono dei Cetto La Qualunque.
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di mattarellox [user #2415]
commento del 25/03/2019 ore 19:18:48
Altro piccolo esempio di come il pubblico medio stia cadendo in basso. In centro a Milano qualche sera fa, due tizi con le chitarre suonavano blues in piazza, devi dire abbastanza bene. Non li cagava nessuno apparte me. Più avanti un altro tizio con la tastiera e le basi, non si preoccupava neanche di fingere di schiacciare i tasti; c'era un capannello di persone che addirittura lo riprendeva con i cellulari.
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di Lucifer [user #46960]
commento del 25/03/2019 ore 19:32:39
Benvenuto anche a te. Io questi problemi li ho avuti fino al 2003... Poi ho smesso di "suonare" per i gestori e per il "pubblico" e "suono" solo per il piacere di farlo!
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di superloco [user #24204]
commento del 25/03/2019 ore 19:36:01
Beh....in effetti sono in tanti che hanno questo problema...
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di FakkWylde [user #46330]
commento del 25/03/2019 ore 20:32:38
Riguardo il punto 3 più che altro sono situazioni improvvisate in cui si aggrega una persona (che canta) e gli si cambia la tonalità. Sempre che non mandi a puttane il giro di cui hai proprio bisogno delle corde a vuoto e allora si devono arrangiare.
Capitato più volte di provare delle canzoni e sentire "però quando c'è X la facciamo in un'altra tonalità che ci riesce". Però son sempre cose buttate lì a caso.
Comunque il concetto è espresso male: un "cantante post reality show" neanche sa cosa è la tonalità. Se ne rende conto a metà canzone che non riesce a farla.
Rispondi
di spillo91 [user #17528]
commento del 25/03/2019 ore 21:04:44
Che piaccia o no, l'epoca della musica suonata dal vivo è terminata. Resistono solamente le tribute band e i duo acustici. La scena musicale è dominata da basi digitali. Cosa possiamo fare noi chitarristi? Come affrontare il declino della 'nostra' musica, del rock, del metal, del blues, del jazz...? Me lo sono chiesto diverse volte. E sono giunto alla conclusione che l'unico modo di affrontare questa 'crisi' è fare di necessità virtù. In altre parole, dovremmo renderci conto di essere diventati una nicchia, e cogliere tutte le opportunità che offre tale condizione: in particolare, l'assoluta libertà di creare ciò che ci pare, senza condizionamenti. Siamo noi il vero underground, oggi. E jazz e blues sono il nuovo punk: musica svincolata da qualsiasi controllo, libera e per questo pericolosa. Dovremmo quindi spingere tale processo al massimo, liberandoci una volta per tutte di ogni condizionamento determinato dal pubblico. Lasciamo che si ascoltino i loro talent e i loro rapper, noi suoniamo liberamente, al di là delle logiche del mercato. Insomma, torniamo a suonare per la pura necessità di farlo. Non attireremo le masse, non riempiremo gli stadi, ma sicuramente attireremo qualche altra 'anima in pena' che sicuramente apprezzerà il nostro lavoro.
Rispondi
di giudas [user #48068]
commento del 25/03/2019 ore 21:18:5
A qualsiasi latitudine del nostro Paese si presentano gli stessi problemi.
È inutile girarci intorno, la musica suonata è inflazionata e i locali arrancano, per cui non possono permettersi di pagare un gruppo piú di 150/250 euro.
Non gli interessano le demo, o la qualità della tua musica, ma quanti amici ha su facebook la pagina del tuo gruppo.
Sarebbe una figata se ci fosse un rigido codice tra muscisti secondo cui a meno di una cifra x non si suona e guai a chi svende musica live.
Inoltre dovrebbero essere i gestori dei locali a contendersi i gruppi e non il contrario.
Fondiamo il Sacro Ordine dei Musici.
Fanculo la mediocrità!
C'è da dire che sono gli stessi fruitori, la platea, ad essere mediocre e ad avere gusti mediocri.

Rispondi
di JFP73 utente non più registrato
commento del 25/03/2019 ore 21:26:00
Ottimo motivo per suonare a casa o qualche volta in sala. Suono per il piacere di suonare e me ne sbatto del resto
Rispondi
di tramboost [user #48998]
commento del 26/03/2019 ore 07:56:28
ecco, questa è una risposta che mi piace, con lo spirito giusto!
non dimentichiamo, che il grado di livello e la qualità della musica che facciamo, non dipendono dal posto in cui suoniamo, per cui non consideriamo che chi suona in un pub è un ganzo, mentre chi suona a casa sua e posta video su youtube sia uno sfigato.
il tubo, per me, è un palcoscenico a tutti gli effetti, con ascoltatori e visitatori che variano e che aumentano di giorno in giorno, e che comunque sono li ad ascoltare attentamente, forse anche di + di frequentatori di birrerie:)
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 26/03/2019 ore 08:35:08
Come hanno scritto in molti, anch’io suono per il piacere di suonare. Non dimentichiamo che la musica è comunque una forma di espressione, quindi se devo suonare su un palco e sentirmi in fabbrica perché bisogna far ballare, un pezzo via l’altro senza poter esprimere nulla e dopo prendere la paghetta e andare via... beh anche no, grazie. Devo divertirmi quando suono, i musicisti con cui suono mi devono ispirare e ci deve essere interplay. Se rimaniamo solo musicisti da camera la cosa più bella che è l’interazione con altri musicisti però ce la perdiamo. Quindi anche se non si ha un gruppo, consiglierei di partecipare a qualche jam session o trovarsi in sala prove con altri musicisti. O almeno suonare con qualche amico o con un maestro. A meno di fare pezzi con chitarra sola, allora è un’altra storia. Ciao Fab
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 26/03/2019 ore 09:36:41
Avrei l'antidoto alla tua regressione.
A me è capitata più o meno la stessa cosa, o almeno ho condiviso l'insofferenza nel trattare/gestire le logiche dei gestori, alla fine ho deciso che non scendo a compromessi per suonare a qualsiasi costo nel solito posto accanto alla porta del cesso, piuttosto faccio 4-5 concerti all'anno piuttosto che 10-15 ma scelgo dove suonare, anche a gratis magari per aiutare associazioni o situazioni particolari.

Ma non è questo l'antidoto che ho trovato, quanto sopra si limita alla cover band (non tribute mi raccomando ho ancora una dignità). Pittosto mi è capitato questo qualche anno fa, sono stato tirato dentro ad un progetto di musica originale, all'inizio solo per studiare degli arrangiamenti, poi il tutto si è evoluto e l'anno scorso siamo usciti con l'album. Nel 2018 avremmo fatto una decina di concerti, tutti in locali o situazioni dove fanno suonare solo band di musica propria e lì ti dirò che probelmi di gestore e pubblico non ne esistono, perchè il primo è quello che promuove questi eventi ed il secondo è lì per ascoltarsi musica; al massimo hanno la birra in mano ma sono tutti attenti e rivolti verso il palco.
Veramente tutto un altro gusto suonare, l'ultimo concerto che abbiamo fatto abbiamo aperto la serata a The Niro un artista splendido.

Forse non sarà la cosa più semplice da fare quella che ti ho proposto, però ho capito che se quello che facciamo non diventa centrale alla situazione o al contesto in cui ci troviamo allora è lì nascono le insoddisfazioni e la voglia di regressione.

E' inutile combattere contro il sistema gestore/locale/tanta gente (che non gliene frega niente del concerto)/soldi. Se noi abbiamo solo voglia di suonare basta che iniziamo a selezionare le situazioni che ci danno più soddisfazione.
Poi se invece si suona in party band o peggio in una tribute, beh allora si è parte del sistema e guai lamentarsi.
Rispondi
di Lisso [user #45363]
commento del 26/03/2019 ore 14:59:34
"Nel 2018 avremmo fatto una decina di concerti, tutti in locali o situazioni dove fanno suonare solo band di musica propria e lì ti dirò che probelmi di gestore e pubblico non ne esistono, perchè il primo è quello che promuove questi eventi ed il secondo è lì per ascoltarsi musica; al massimo hanno la birra in mano ma sono tutti attenti e rivolti verso il palco.
Veramente tutto un altro gusto suonare"

"Poi se invece si suona in party band o peggio in una tribute, beh allora si è parte del sistema e guai lamentarsi. "

Concordo 100%
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 26/03/2019 ore 09:53:21
La situazione è uguale ovunque.
La musica dal vivo non interessa a nessuno.
I gestori che provano a proporla sperano solo che il gruppo porti una ventina di persone in più... poi sul palco puoi fare anche una gara di rutti che a loro va bene lo stesso.
E ad ogni modo, negli ultimi anni, il 90% di chi veniva a sentirci erano over-40... a testimoniare che ai giovani proprio non gliene può fregare di meno.
La soluzione non c'è.

Quello che mi auspico è che in un futuro ci siano molti meno locali che facciano suonare, e che quei pochi però siano ben attrezzati per la musica live e siano piccoli covi di gente realmente interessata alla musica.
Basta suonare in pizzerie, pub... dove l'unica cosa che ti chiedono è di abbassare il volume...
Basterebbe un paio di locali così per città...

Altra cosa fondamentale, che chi suona dovrebbe fare... è andare ad ascoltare musica dal vivo.
Perché è facile lamentarsi che nessuno viene alle proprie date... ma poi noi quanto andiamo in giro ad ascoltare altri gruppi?
Se non ci andiamo noi per primi... figuriamoci gli altri...
Rispondi
di Cure_Eclipse [user #47450]
commento del 26/03/2019 ore 10:13:16
Condivido soprattutto l'ultima parte e aggiungo che non solo il pubblico, ma anche i gruppi sono composti sempre dalle stesse persone. Quando ho iniziato a suonare, intorno ai 18 anni, nella mia zona c'era una scena molto attiva (che comprendeva grunge, alternative, metal e punk). A quasi 20 anni di distanza i pochi gruppi rimasti o rinati dalle ceneri di altri hanno praticamente gli stessi elementi, a parte rarissime eccezioni (ho la fortuna di suonare con un bravissimo batterista più piccolo di me di 11 anni).

È anche una questione generazionale: oggi il rock (e affini) non va per la maggiore, nei canali commerciali, e a meno di passioni trasmesse da genitori o amici più vecchi/esperti, i giovani non si appassionano più alla musica "suonata".
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 26/03/2019 ore 10:54:37
Quando si tratta di musica dal vivo si accendono gli scenari più cupi e, singolarmente, è sempre colpa degli altri (mi sembra di sentire un discorso dei 5stelle). In primo luogo non capisco perchè le tasse ed i costi che affliggono liutai, commercianti, produttori di effetti ecc. non debbano affliggere anche chi gestisce un pub, una pizzeria o un chiosco; si tratta di attività commerciali e se per suonare gli Iron Maiden al loro volume faccio csappare gli avventori, non mi sembra la mossa commerciale del secolo. Va da se' che o ci si merita di suonare allo stadio oppure si prende atto che adeguarsi a fare da contorno è il ruolo di un musicista dilettante. L'alternativa non mi sembra così scandalosa: ognuno si porta cento amici ed anche il pub fa serata. D'altra parte vorrei sapere chi dei presenti è disposto a rinunciare a parte del suo stipendio per fare, ad esempio, una bella mostra d'arte in fabbrica, o un convegno sulla filosofia ermeneutica in officina.
Altro grave problema mi sembra siano i musicisti "affermati", anche dalle mie parti ci sono gruppi storici che cannibalizzano ogni serata, basterebbe che questi coinvolgessero gruppi nuovi come spalla, peccato che sia il contrario: due anni fa dovevamo suonare ad una sagra in cui eravamo storicamente presenti, ma gli organizzatori ci dissero che siccome avevano invitato un gruppo di peso il budget era esaurito. Nessuno problema: la struttura era già tutta pagata e noi abbiamo il nostro lavoro, quindi ficattola e birra sarebbero stati sufficienti; risposta: "abbiamo parlato col gruppo e non vogliono dividere la serata con nessuno". Se siamo messi così per la sagra della ficattola... .
Dopodichè, come scrissi tempo fa, credo che parte del problema sia risolvibile solo allentando i vincoli e gravami che affliggono la musica riprodotta o le esibizioni dal vivo, ma qui toccherebbe a Siae ed Enti pubblici attivarsi e, storicamente, la cultura è un tema che appassiona proprio poco chi governa.
Ciao
Rispondi
di asidisi [user #16165]
commento del 26/03/2019 ore 16:07:23
Ognuno si diverte come vuole. Io a suonare da solo in casa mi annoio;nonostante gli sbattimenti da fare e i gestori non proprio in bolla sono veramente soddisfatto solo quando suono su un palco. Comunque da quello che vedo in giro tra tutti quelli che suonano quasi nessuno và a vedere concerti, e poi ci si lamenta che i pub con musica dal vivo sono vuoti, poi i primi siamo noi . Sulla questione paga per suonare sono d accordo, io un minimo l ho sempre chiesto a meno che non ci sia stata l'occasione di aprire per artisti prestigiosi e li mi interessava solo dividere il palco com loro ( e farci conoscere). Però scusate per chi dice che per suonare bisogna sempre farsi pagare se no si ruba il lavoro ai professionisti dico di essere coerenti e per farvi fare le foto dei concerti chiamare chi lo fa di lavoro e pagarlo; e per i professionisti di non farsi pagare le lezioni in nero come vedo fare da molti che poi si lamentano che i dilettanti gli rubano le serate (scusate la provocazione)
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