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Sette consigli per un concerto più smart
Sette consigli per un concerto più smart
di [user #116] - pubblicato il

Torniamo a parlare di attività live. Essere dei bravi musicisti, ovviamente, è il requisito decisivo per essere apprezzati durante i concerti. Ma non è l’unico necessario da coltivare per essere certi di trovare le serate e, soprattutto, per garantire continuità a questa attività. Recentemente abbiamo suggerito qualche dritta per accaparrarsi le date. Oggi proponiamo sette consigli per gestire il concerto in maniera più snella e professionale. Un importante segno di maturità e competenza che, di sicuro, ci farà apprezzare ancora più da chi ci ha ingaggiati.

La prima cosa da mettere a fuoco prima di snocciolare i nostri suggerimenti è chiarire esattamente il ruolo e il peso che avrà la nostra performance. Ci siamo concentrati soprattutto su chi suona nei locali, o comunque in situazioni in cui è stato ingaggiato per offrire un servizio di intrattenimento musicale di qualità. E ci siamo rivolti a quella fascia di artisti, musicisti e band, che ancora non possono permettersi il lusso di una produzione che si faccia carico dell’allestimento, montaggio e smontaggio di tutto il loro spettacolo, lasciando a loro solo l’onere e onore di suonare.

Sette consigli per un concerto più smart

In tale situazione, ordine e organizzazione sono gli elementi più importanti. Siamo stati ingaggiati per fornire un servizio al locale o all’evento che ci ospita. E sarà nostro dovere cercare di adempiere a questo incarico con impegno e qualità, suonando al meglio ma anche – e soprattutto – cercando di essere meno invasivi e disturbanti nei confronti di chi ci ha chiamati. Essere ordinati significa presentarsi con tutto quanto ci serve, messo al proprio posto e ottimizzando gli spazi. Servirsi di quattro borsoni per trasportare quello che potrebbe comodamente stare in uno, significa unicamente creare ingombro nello spazio in cui si deve lavorare. Inoltre, tenere la strumentazione non ordinata e raccolta ci metterà a rischio di non trovare subito quello che serve.
Immaginate per un locale a poche ore dal concerto, il disagio e l’intralcio che possono creare dei musicisti disordinati che sparpagliano tra palco, tavoli e pavimento il contenuto dei loro case, custodie, borsoni tra grovigli di cavi, effetti, microfoni, supporti! Avere tutto perfettamente in ordine, pronto all’uso, con la consapevolezza di dove si trovi ogni cosa accelererà i tempi del montaggio e renderà questa fase meno traumatica per il locale.
L’organizzazione, invece, è la capacità di sapere esattamente tutto ciò di cui si necessità. Due classici esempi, sono gli sgabelli dove sedersi durante l’esibizione o i supporti o sedie sui quali appoggiare gli amplificatori; se sono elementi tecnici decisivi, dei quali si fa conto per lo show, bisognerebbe esserne autonomi.

Sette consigli per un concerto più smart

Può anche essere assolutamente legittimo chiedere queste cose ai locali o spazi che ci ospiteranno: ma sarà opportuno farlo nel momento in cui si prende l’ingaggio lasciando a chi ci ospita la possibilità di dire se quanto chiediamo sia o meno disponibile e, a noi, il tempo di trovare un’alternativa. Invece, chiedere al gestore di un locale che ci ha ingaggiati di recuperarci a poco dal concerto qualcosa che ci è indispensabile per suonare in maniera ottimale, può essere rischioso, poco professionale, se non addirittura irritante. Non da ultimo, può creare situazioni esteticamente poco felici: un amplificatore appoggiato su un fusto di birra, una cassetta della frutta o una sedia in legno, da osteria, in certi locali e con un certo repertorio è semplicemente inguardabile e più fastidioso di una stecca!
Quindi, chiarito l’intento di presentarci agli occhi di chi ci ha ingaggiati e del pubblico, come dei professionisti ordinati e ben organizzati ecco sette consigli per gestire al meglio le nostre serate live.



Le CapGirls, Giulia e Ilenia, sono un duo acustico brillante e spassoso che suona dappertutto e realizza dei video divertenti.
La abbiamo invitate su Accordo per portare un po' del loro estro e dire la loro su tanti argomenti legati alla musica live.
Nella scorso articolo ci avevano dato qualche dritta per trovare date e serate.

 
CapGirls concerti live
Link utili
Il canale Youtube delle CapGirls
La pagina delle CapGirls
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di Telecaxx [user #48305]
commento del 03/04/2019 ore 17:12:01
Una soluzione al problema della sedia: vai al link
Rispondi
di roccog [user #30468]
commento del 04/04/2019 ore 10:43:41
Che fottuti geni! Simpaticissimi...

Direi però che sei problema della sedia è risolto su quello dell'accordatura c'è ancora da lavorare un pochino! :-P
Rispondi
di FakkWylde [user #46330]
commento del 03/04/2019 ore 18:46:58
Penso che l'amplificatore sopra al fusto di birra sia la cosa migliore che ci può essere in fase di allestimento. Non vedo perché` privarsene.
Più che altro la cosa peggiore è il classico gruppo che fa la sua scaletta senza interagire minimamente col pubblico. Non certo il fusto di birra.
Poi di questi sette consigli nell'articolo non si fa menzione. Organizzazione (1). E gli altri 6?
Rispondi
di Carrera [user #31493]
commento del 04/04/2019 ore 10:41:55
Sono nel video! E sono legati all'organizzazione. Io l'ho intesa così!
Rispondi
di FakkWylde [user #46330]
commento del 04/04/2019 ore 11:12:17
Beh quello l'avevo capito :D
Piuttosto trovo incredibile il controsenso: si fa un video su una chitarra e in video non c'è nulla se non il playing. Neanche un ciao. Vieni rimbalzato all'articolo.
Adesso leggo l'articolo e vengo rimbalzato al canale youtube. Mah...
Trovo più educativo scrivere una lista di consigli su un articolo che non riportare le impressioni di una chitarra che hai tra le mani.
Però amen.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 05/04/2019 ore 15:06:39
io il mio sta sempre e solo su di una cassa di birra, solo lì suona bene.
Rispondi
di FrankieBear [user #29169]
commento del 03/04/2019 ore 19:04:12
l'auto tune nooo!! l'autotune E' barare..
il resto ci sta ;-)
Rispondi
di tramboost [user #48998]
commento del 03/04/2019 ore 20:12:11
se io fossi un gestore di un locale, e mi arrivassero a suonare queste 2 sorelline vai al link
beh, gli direi fate quello che volete, cavi sparsi, fusti di birra come sgabelli e mandate anche a fare in c.... tutti i clienti con lo smartphone in mano;)
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 18/06/2019 ore 17:15:31
Alleluia!
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 04/04/2019 ore 10:32:50
Generalmente d'accordo, soprattutto sul mettere in chiaro da subito cosa serve, e la parola data da AMBO le parti diventa legge. Andando... lateralmente rispetto al topic mi ha sempre dato fastidio chi fa suonare abitualmente (o quasi) e pretende che i musicisti si facciano carico anche di portare l'amplificazione PA (non quella da strumento, quella generica); peggio ancora chi non vuole accettare l'idea che una mancanza del genere fa aumentare di un po' il giusto compenso. Tante volte all'inizio uno si arrangia (a volte ho usato ampli a transistor da chitarra sulle voci ahah) ma dopo un po' la misura è colma.
Rispondi
di Carrera [user #31493]
commento del 04/04/2019 ore 10:35:59
Vero! se un locale decide di fare musica live DEVE avere un impianto residente...eccecazzo!
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 04/04/2019 ore 14:09:00
Ma banalmente anche solo perchè dimsotrano di dedicare uno spazio fisico alla musica. Quindi un impianto con un suo posto, una posizione un minimo studiata per rendere la riproduzione gradevole...
Anche il fatto di fare suonare solo in acustico non può essere la scusante per far mettere i musicisti in un angolo stretto...
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 05/04/2019 ore 14:19:51
Bravo, così la volta dopo ti dicono: chiamiamo il dj che viene con la sua roba ed è completamente autonomo. Qui i casi sono due: o sei Ligabue (o i Metallica o chi vuoi tu), oppure in qualche modo bisogna venirsi incontro: il locale non ha bisogno di te, fuori dalal porta ci sono altri dieci che vogliono suonare, o per lo meno, di questo leggo lamentele a tutto spiano sui forum.
Ciao
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 07/04/2019 ore 19:20:34
E che lo chiami il dj. Se per lui è lo stesso, ti pare il luogo dove importa quel che fai?
Nessuna band di inediti che conosco si porta l'impianto, e vanno in giro. E il fatto che ce ne siano dieci fuori dalla porta è altrettanto sbagliato, secondo me.
A sto punto se devo avere un impianto mio meglio organizzare concerti illegali in posti abbandonati (estremizzo)
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 08/04/2019 ore 09:33:17
Scusa, ma mi sfugge il nesso tra essere organizzati e l'illegalità. Ad ogni modo: un impiantino decente si compra con 6/700 euro e ti garantisco che è più che sufficiente per suonare anche all'aperto in situazioni normali. Se, invece, devi suonare su un palco di 75 mq, è un altro paio di maniche, ma (almeno nella mia zona) nessun locale è dotato di simili infrastrutture. Quei 700 euro li tiri su con 200 euro a testa per ogni musicista che, ahimè, rinuncerà alla nuova lesa paul o ad un nuovo rullante, ma sempre per uno strumento del gruppo.
Ciao
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 08/04/2019 ore 10:12:19
Il senso è: se devo provvedere anche a quello, tanto vale liberarsi del locale, è una estremizzazione.
Conosco bene sia gli impianti, sia i costi, sia gli ingombri. Organizzo e ho organizzato concerti in posti che non hanno strumentazione per varie ragioni.
Contesto il fatto che se un locale vuole fare una programmazione live parte del suo impegno deve essere quello di avere a disposizione quel che serve per servire la musica al pubblico.
E' sempre stato così, se ce la fanno circoli Arci con pochi soldi e situazioni simili, ce la fa anche il gestore di un pub.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 08/04/2019 ore 14:12:34
Credo che il problema sia proprio questa prospettiva: il locale fa il locale, i musicisti i musicisti. Pensarla diversamente significa legittimare il barista a non avere la spina per la birra perchè costa dei soldi. Concordo con te che se ci fossero più occasioni per suonare slegati da un soggetto terzo sarebbe assai meglio, ma a noi piace fare le crociate contro i chioschi, anzichè chiedere un allentamento delle maglie che impediscono di fare concerti autogestiti. Però delle due l'una: o spingiamo per essere più liberi oppure accettiamo quello che ci chiede il padrone del locale che, fino a prova contraria, ci mette i soldi, il tempo e le energie per mandare avanti la baracca tutto l'anno, non una sera o due per un paio d'ore.
Ciao
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 08/04/2019 ore 14:20:42
Aggiungo: meglio che non mi citi i circoli (nemmeno Arci) perchè ogni volta che sono stato a suonare in uno di essi mi hanno fatto pagare la tessera perchè altrimenti non sarei neppur epotuto entrare. Morale dell'ultima serata al circolo "i pistoni alati" o roba simile: 15 euro di cachet per ogni musicista, pagati in buoni consumazione, ma 7,50 euro di tessera; in pratica ci hanno pagato una birra e mezzo e c'era l'impianto: roba degli anni '70 impolverata e mezza rotta che per fortuna avevamo la nostra roba.
Ciao
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 08/04/2019 ore 21:57:45
Questo è vero, purtroppo, ma solo in alcuni dei circoli, quelli gestiti dai furbi, che applicano le regole come credono loro. Su questo nella mia zona abbiamo la fortuna di circoli storici in cui questo non succede...
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 05/04/2019 ore 14:17:53
Assolutamente no: se vuoi suonare devi avere quel che serve. Per converso, sarebbe come se quando vai a suonare e chiedi di bere una birra il gestore ti chiedesse l'impianto della spina. Credo che si debba marcare una diferenza tra chi s'improvvisa e chi vuole suonare dal vivo. Capisco le ristrettezze, ma se intendi offrire un servizio (questo è l'intrattenimento musicale) lo devi fornire completo. Se i primi che si mettono in condizione di non suonare siamo noi, è inutile lamentarsi che i locali non ci prendono.
Ciao
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 07/04/2019 ore 19:15:3
Evidentemente la pensiamo molto diversamente. E insisto che sono questi atteggiamenti che giustificano i locali ad offrire solo lo spazio e a rendere le band che suonano nei locali da rock band a - con tutto il rispetto - band per matrimoni. Se vuoi fare fare un certo tipo di musica nel locale hai un palco. Altrimenti stai cercando della musica sottofondo.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 08/04/2019 ore 09:29:31
Non è che la pensiamo in modo diverso, ma tu sembra che sia uno degli Iron Maiden, meglio per te. Io che sono un umile strimpellatore di provincia so benissimo che la musica che suono è un accompagnamento, un sottofondo per chi si reca in un bar/pub/festa della birra/altro per un motivo differente dal sentire il mio gruppo. Di certo qualche amico o conoscente verrà per noi, ma stai pure tranquillo che se avessi 100 persone che seguono ogni tuo concerto non ti porresti il problema impianto si, impianto no.
In secondo luogo ribadisco che i primi a squalificarsi sono colore che si presentano sporvveduti. Ripeto: è come se una pizzeria ti dicesse che, se vuoi la pizza, devi portarti la pala da forno da casa. Escludendo le discoteche e le sale da ballo, la maggior parte degli altri non sono locali da musica live ed è legittimo che abbiano quel che serve al loro core business, non al tuo. Si potrà discutere come colmare la lacuna, ma non addossare l'onere al gestore.
Ciao
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 08/04/2019 ore 10:18:26
Non suono negli iron maiden, e infatti contesto anche questa cosa del "siccome non porti gente sono io che faccio un favore a te". Semplicemente ho scelto di non scendere più a compromessi quando dall'altra parte non c'è interesse, e se questo vuol dire suonare meno, va bene.
E quanto al "core business" faccio altro nella vita, la musica è un piacere.

C'era un locale nella mia città che era letteralmente un buco. Il gestore - che è un musicista e se chiama qualcuno a suonare è perchè vuole che si ascolti - si è attrezzato al minimo e ha trovato il modo di alloggiare un piccolo impianto. La gente parla quando suoni? Sicuro, non è la Scala. Ma in quel momento la musica live è il punto centrale della serata.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 08/04/2019 ore 14:17:46
Hai frainteso il riferimento al gruppo blasonato. Intendevo che la gente non si muove per venire a sentire me che suono (non so te), ma capità lì e, incidentalmente, mi sente suonare e magari si diverte anche, ma resta il fatto che il centro dell'attenzioen non sono io. E' proprio il tuo modo di pensare che legittima il gestore a chiedere quanta gente porti, per il semplice rapporto tra diritti e doveri: chi è che può avere il palco pronto, gli strumenti accordati e permettersi di salire due ore sulla scena, andarsene e qualcun altro sgombra? Un professionista (e, pe rinciso, forse nemmeno tutti i professionisti), ma cosa da' in cambio: entrate, affluenza. Se io non pretendo e sono autonomo, poi col cavolo che il gestore si lamenta che non c'era gente o che ho fatto rumore o non gli sono piaciuto. A quel punto siamo pari. Anzi, ti dirò, io per non avere problemi mi pago anche le consumazioni quando vado a suonare. Accetto solo un giro gratis.
Ciao
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 05/04/2019 ore 15:05:19
non è che non sia d'accordo, ma preferisco portare il nostro di impianto, sarà uno sbatitmento in più ma si evitano sorprese e perdite di tempo, il più delle volte ho trovato impianti non adeguati e/o che non suonassero bene come il nostro, alla fine son 2 casse un mixer ed una spia se vuoi viaggiare leggero.
Rispondi
di Carrera [user #31493]
commento del 04/04/2019 ore 10:41:15
Molto simpatico e gustoso da leggere.
Confesso che nella mia storia musicale ho peccato d'ingenuità.
Spesso mi affidavo troppo all'aiuto dello staff del locali, perchè pensavo fossero felici di aiutare, come dire...partecipi. E quindi: "Hai una prolunga...hai un supporto...hai un adattatore...hai uno sgabello..." Negli anni ho capito quanto questa cosa è vista con fastidio e crea fastidio.
Professionalità è anche questo.
Ben vengano contenuti così che aiutano i meno esperti e non solo.

Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 04/04/2019 ore 14:12:01
Vero che bisogna essere pronti a far fronte alle situazioni; vero anche che se non hai manco una sedia da darmi, sei tu un po' in difetto. Prolunghe eccetera giustamente a carico dei musicisti, ma non si può pretendere di avere 10-15 metri di cavo perchè mi fai suonare dalla parte opposta all'unica presa elettrica libera. Quello che comunica questo tipo di situazione è che la gestione del locale non ha dedicato o pensato a uno spazio adatto per chi deve suonare.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 05/04/2019 ore 14:15:07
In realtà quel che comunica è che i musicisti non hanno fatto un sopralluogo e non si sono attrezzati: se chiamo i muratori a casa voglio che mi facciano il lavoro, ma se mi chiedono loro una prolunga per attaccare un attrezzo, mi sembrano solo impreparati. Il gestore è lì per fare il barista o il ristoratore o il gelataio o quel cavolo che è la sua attività, non per gestire le necessità di un gruppo musicale.
Ciao
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 07/04/2019 ore 19:24:14
Se vuole le band che suonano perché gli interessa la musica dal vivo si attrezza; se gli interessa il sottofondo mette spotify.
Sono estremo, ma la penso così. Io ho i miei strumenti, ma nel limite del sensato: se il gestore pensa che l'angolo buio senza prese e senza lo spazio adatto sia da riempire con una band, prenda cartonati.
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 07/04/2019 ore 15:20:21
Sinceramente, tolte le parti dedicate a voce e percussioni, le uniche che ho trovato interessanti, mi sembrano consigli a cui può arrivare da solo chiunque abbia fatto già qualche serata.
Anyway sono del parere che, se si va a suonare in un locale, un sopralluogo almeno il giorno prima è necessario.
Certo, il locale che vuole proporre live music dovrebbe avere un impianto proprio, un minimo di microfoni e cavi, un set base di batteria.
In linea di massima poi, i singoli musicisti devono essere nelle condizioni, se necessario, di essere autonomi, in tutto... certo, chi se la vede più nera a riguardo sono i batteristi ed è anche difficile aspettarsi il cantante avere un impianto voce proprio :P
All'estremo opposto, però ho visto (e vedo) cantanti presentarsi alle prove e alle serate solo con... la voce e "dj" presentarsi con la pennetta usb :O
Ho il mio ampli, la mia "ciabattina" protetta personale dove attacco ampli+pedaliera+varie ed eventuali per attaccarmi alla corrente del locale con una sola presa.
E si... ho anche 1 prolunga e un cavo jack di 10 metri da usare all'occorrenza.
Ho un vecchio zaino della scuola per la cavetteria, un flight economico per il pedalame e, se mi serve, il carrellino di supporto di una vecchia tv convertito a base per l'ampli :)
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 08/04/2019 ore 07:47:00
Consiglio #2... no, dai, il leggio proprio no! e che siamo? siamo forse Jovanotti che non ci ricordiamo le nostre canzoni? quindi neanche smartphone o altro: studiare, e via a memoria. Fanno ovviamente eccezione gig di musica classica o jazz, e per i soli cantanti, i primi due concerti, ma da usare come misura d'emergenza, non da leggere per ore. Per gli altri, un foglio con scaletta e due note ai piedi, e via
Consiglio #3... in-ear, tanta roba, ma sembra piu' facile di quanto non sembri, decisamente piu' semplice per un duo, ma a meno di non fare concerti senza muoversi, o di spendere mooooolto per delle custom molds fatte su misura, le soluzioni commerciali (vedasi Shure) vanno dall'inefficace al costoso e inefficace. Quindi piccoli gruppi molto statici magari van bene, per evitare monitor, ma per gruppi piu' grandi in numero e palchi con PA, monitor e tappi per le orecchie van sempre bene... poi se arrivi a San Siro, e' un altro discorso...
Consiglio #4... capisco che in duo si voglia usare piu' effetti, ma gli "abbellimenti", specialmente quelli di autotune, non sono per nulla utili. Meglio imparare a ridurre una canzone ai minimi termini con un arrangiamento semplice ma efficace, che riporti tutte le caratteristiche armoniche e melodiche peculiari di un brano che si vuole fare (ad esempio, nel vostro esempio, una bella armonizzazione a due voci su "I still believe... give me a sign...hit me baby one more time" ci sarebbe stata bene)
Consiglio #6... so bene che i designer di abiti da donna se ne fregano della praticita' e spesso omettono le tasche... ma se le si ha, basta usare queste per metterci dei plettri, preferibilmente quella posteriore dx (o sx per i mancini, ovviamente), comoda da raggiungere rapidamente in caso di necessita'
Consiglio #7 quello si, decisamente, carrellino pieghevole sempre. Magari aggiungerci anche un paio di corde elastiche con gancio, per tenere tutto attaccato al carrello durante il trasporto.

Poi il mio consiglio personale e' di portarsi il fiaschettino ;) ovviamente bello carico di whisky

Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 18/06/2019 ore 17:22:16
"Per gli altri, un foglio con scaletta e due note ai piedi, e via" oh, finalmente! Siamo mica al saggio delle elementari...

"Poi il mio consiglio personale e' di portarsi il fiaschettino ;) ovviamente bello carico di whisky" giusto: per male che deve andare, sul momento sembrerà tutto bellissimo e il giorno dopo non ci si ricorderà nulla :-D
Rispondi
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