La prima cosa da mettere a fuoco prima di snocciolare i nostri suggerimenti è chiarire esattamente il ruolo e il peso che avrà la nostra performance. Ci siamo concentrati soprattutto su chi suona nei locali, o comunque in situazioni in cui è stato ingaggiato per offrire un servizio di intrattenimento musicale di qualità. E ci siamo rivolti a quella fascia di artisti, musicisti e band, che ancora non possono permettersi il lusso di una produzione che si faccia carico dell’allestimento, montaggio e smontaggio di tutto il loro spettacolo, lasciando a loro solo l’onere e onore di suonare.

In tale situazione, ordine e organizzazione sono gli elementi più importanti. Siamo stati ingaggiati per fornire un servizio al locale o all’evento che ci ospita. E sarà nostro dovere cercare di adempiere a questo incarico con impegno e qualità, suonando al meglio ma anche – e soprattutto – cercando di essere meno invasivi e disturbanti nei confronti di chi ci ha chiamati. Essere ordinati significa presentarsi con tutto quanto ci serve, messo al proprio posto e ottimizzando gli spazi. Servirsi di quattro borsoni per trasportare quello che potrebbe comodamente stare in uno, significa unicamente creare ingombro nello spazio in cui si deve lavorare. Inoltre, tenere la strumentazione non ordinata e raccolta ci metterà a rischio di non trovare subito quello che serve.
Immaginate per un locale a poche ore dal concerto, il disagio e l’intralcio che possono creare dei musicisti disordinati che sparpagliano tra palco, tavoli e pavimento il contenuto dei loro case, custodie, borsoni tra grovigli di cavi, effetti, microfoni, supporti! Avere tutto perfettamente in ordine, pronto all’uso, con la consapevolezza di dove si trovi ogni cosa accelererà i tempi del montaggio e renderà questa fase meno traumatica per il locale.
L’organizzazione, invece, è la capacità di sapere esattamente tutto ciò di cui si necessità. Due classici esempi, sono gli sgabelli dove sedersi durante l’esibizione o i supporti o sedie sui quali appoggiare gli amplificatori; se sono elementi tecnici decisivi, dei quali si fa conto per lo show, bisognerebbe esserne autonomi.

Può anche essere assolutamente legittimo chiedere queste cose ai locali o spazi che ci ospiteranno: ma sarà opportuno farlo nel momento in cui si prende l’ingaggio lasciando a chi ci ospita la possibilità di dire se quanto chiediamo sia o meno disponibile e, a noi, il tempo di trovare un’alternativa. Invece, chiedere al gestore di un locale che ci ha ingaggiati di recuperarci a poco dal concerto qualcosa che ci è indispensabile per suonare in maniera ottimale, può essere rischioso, poco professionale, se non addirittura irritante. Non da ultimo, può creare situazioni esteticamente poco felici: un amplificatore appoggiato su un fusto di birra, una cassetta della frutta o una sedia in legno, da osteria, in certi locali e con un certo repertorio è semplicemente inguardabile e più fastidioso di una stecca!
Quindi, chiarito l’intento di presentarci agli occhi di chi ci ha ingaggiati e del pubblico, come dei professionisti ordinati e ben organizzati ecco sette consigli per gestire al meglio le nostre serate live.
Le CapGirls, Giulia e Ilenia, sono un duo acustico brillante e spassoso che suona dappertutto e realizza dei video divertenti.
La abbiamo invitate su Accordo per portare un po' del loro estro e dire la loro su tanti argomenti legati alla musica live.
Nella scorso articolo ci avevano dato qualche dritta per trovare date e serate.
Direi però che sei problema della sedia è risolto su quello dell'accordatura c'è ancora da lavorare un pochino! :-P
Più che altro la cosa peggiore è il classico gruppo che fa la sua scaletta senza interagire minimamente col pubblico. Non certo il fusto di birra.
Poi di questi sette consigli nell'articolo non si fa menzione. Organizzazione (1). E gli altri 6?
Piuttosto trovo incredibile il controsenso: si fa un video su una chitarra e in video non c'è nulla se non il playing. Neanche un ciao. Vieni rimbalzato all'articolo.
Adesso leggo l'articolo e vengo rimbalzato al canale youtube. Mah...
Trovo più educativo scrivere una lista di consigli su un articolo che non riportare le impressioni di una chitarra che hai tra le mani.
Però amen.
il resto ci sta ;-)
beh, gli direi fate quello che volete, cavi sparsi, fusti di birra come sgabelli e mandate anche a fare in c.... tutti i clienti con lo smartphone in mano;)
Anche il fatto di fare suonare solo in acustico non può essere la scusante per far mettere i musicisti in un angolo stretto...
Ciao
Nessuna band di inediti che conosco si porta l'impianto, e vanno in giro. E il fatto che ce ne siano dieci fuori dalla porta è altrettanto sbagliato, secondo me.
A sto punto se devo avere un impianto mio meglio organizzare concerti illegali in posti abbandonati (estremizzo)
Ciao
Conosco bene sia gli impianti, sia i costi, sia gli ingombri. Organizzo e ho organizzato concerti in posti che non hanno strumentazione per varie ragioni.
Contesto il fatto che se un locale vuole fare una programmazione live parte del suo impegno deve essere quello di avere a disposizione quel che serve per servire la musica al pubblico.
E' sempre stato così, se ce la fanno circoli Arci con pochi soldi e situazioni simili, ce la fa anche il gestore di un pub.
Ciao
Ciao
Ciao
In secondo luogo ribadisco che i primi a squalificarsi sono colore che si presentano sporvveduti. Ripeto: è come se una pizzeria ti dicesse che, se vuoi la pizza, devi portarti la pala da forno da casa. Escludendo le discoteche e le sale da ballo, la maggior parte degli altri non sono locali da musica live ed è legittimo che abbiano quel che serve al loro core business, non al tuo. Si potrà discutere come colmare la lacuna, ma non addossare l'onere al gestore.
Ciao
E quanto al "core business" faccio altro nella vita, la musica è un piacere.
C'era un locale nella mia città che era letteralmente un buco. Il gestore - che è un musicista e se chiama qualcuno a suonare è perchè vuole che si ascolti - si è attrezzato al minimo e ha trovato il modo di alloggiare un piccolo impianto. La gente parla quando suoni? Sicuro, non è la Scala. Ma in quel momento la musica live è il punto centrale della serata.
Ciao
Confesso che nella mia storia musicale ho peccato d'ingenuità.
Spesso mi affidavo troppo all'aiuto dello staff del locali, perchè pensavo fossero felici di aiutare, come dire...partecipi. E quindi: "Hai una prolunga...hai un supporto...hai un adattatore...hai uno sgabello..." Negli anni ho capito quanto questa cosa è vista con fastidio e crea fastidio.
Professionalità è anche questo.
Ben vengano contenuti così che aiutano i meno esperti e non solo.
Ciao
Sono estremo, ma la penso così. Io ho i miei strumenti, ma nel limite del sensato: se il gestore pensa che l'angolo buio senza prese e senza lo spazio adatto sia da riempire con una band, prenda cartonati.
Anyway sono del parere che, se si va a suonare in un locale, un sopralluogo almeno il giorno prima è necessario.
Certo, il locale che vuole proporre live music dovrebbe avere un impianto proprio, un minimo di microfoni e cavi, un set base di batteria.
In linea di massima poi, i singoli musicisti devono essere nelle condizioni, se necessario, di essere autonomi, in tutto... certo, chi se la vede più nera a riguardo sono i batteristi ed è anche difficile aspettarsi il cantante avere un impianto voce proprio :P
All'estremo opposto, però ho visto (e vedo) cantanti presentarsi alle prove e alle serate solo con... la voce e "dj" presentarsi con la pennetta usb :O
Ho il mio ampli, la mia "ciabattina" protetta personale dove attacco ampli+pedaliera+varie ed eventuali per attaccarmi alla corrente del locale con una sola presa.
E si... ho anche 1 prolunga e un cavo jack di 10 metri da usare all'occorrenza.
Ho un vecchio zaino della scuola per la cavetteria, un flight economico per il pedalame e, se mi serve, il carrellino di supporto di una vecchia tv convertito a base per l'ampli :)
Consiglio #3... in-ear, tanta roba, ma sembra piu' facile di quanto non sembri, decisamente piu' semplice per un duo, ma a meno di non fare concerti senza muoversi, o di spendere mooooolto per delle custom molds fatte su misura, le soluzioni commerciali (vedasi Shure) vanno dall'inefficace al costoso e inefficace. Quindi piccoli gruppi molto statici magari van bene, per evitare monitor, ma per gruppi piu' grandi in numero e palchi con PA, monitor e tappi per le orecchie van sempre bene... poi se arrivi a San Siro, e' un altro discorso...
Consiglio #4... capisco che in duo si voglia usare piu' effetti, ma gli "abbellimenti", specialmente quelli di autotune, non sono per nulla utili. Meglio imparare a ridurre una canzone ai minimi termini con un arrangiamento semplice ma efficace, che riporti tutte le caratteristiche armoniche e melodiche peculiari di un brano che si vuole fare (ad esempio, nel vostro esempio, una bella armonizzazione a due voci su "I still believe... give me a sign...hit me baby one more time" ci sarebbe stata bene)
Consiglio #6... so bene che i designer di abiti da donna se ne fregano della praticita' e spesso omettono le tasche... ma se le si ha, basta usare queste per metterci dei plettri, preferibilmente quella posteriore dx (o sx per i mancini, ovviamente), comoda da raggiungere rapidamente in caso di necessita'
Consiglio #7 quello si, decisamente, carrellino pieghevole sempre. Magari aggiungerci anche un paio di corde elastiche con gancio, per tenere tutto attaccato al carrello durante il trasporto.
Poi il mio consiglio personale e' di portarsi il fiaschettino ;) ovviamente bello carico di whisky
"Poi il mio consiglio personale e' di portarsi il fiaschettino ;) ovviamente bello carico di whisky" giusto: per male che deve andare, sul momento sembrerà tutto bellissimo e il giorno dopo non ci si ricorderà nulla :-D