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George Gruhn sul mercato delle chitarre di oggi e di ieri
George Gruhn sul mercato delle chitarre di oggi e di ieri
di [user #116] - pubblicato il

Proprietario di uno dei più importanti negozi di strumenti d'epoca, vera autorità nel suo campo, autore di manualistica di storia della chitarra, Gruhn ha affidato alle pagine di Acoustic Guitar alcune parole sullo stato del mercato di strumenti d'epoca, su speculatori e collezionisti e sul confronto tra vecchie e nuove chitarre.

Sul mercato di chitarre d'epoca e nuove dice che le differenze sono molte, la prima è che ci sono molte più chitarre nuove usate che vintage. Per spiegare questo fenomeno basta guardare alla produzione. Una casa come la Martin ha prodotto centomila pezzi tra il 1833 e il 1947, raggiungendo il milione nel 2004, questo mostra come la maggior parte della produzione sia avvenuta in tempi recenti.

La differenza principale ha le sue radici nel cambio del sistema di produzione ed in particolare nell'apporto fornito dai sistemi CNC( programmata) che garantiscono un'ampia produzione con standard qualitativi alti.
Un'altra problematica degli strumenti è che hanno bisogno di tempo perché ne sia riconosciuta l'autorità e a tal proposito porta l'esempio del mandolino Gibson F-5 che, introdotto nel 1922, raggiunse il successo solo nel 1945 quando Bill Monroe scoprì che poteva essere utilizzato per la bluegrass. Molti di quegli strumenti furono creati per fini che oggi non sono popolari o conosciuti.

George Gruhn sul mercato delle chitarre di oggi e di ieri

A coloro che pensano che gli strumenti prodotti tra gli anni '60 e '70 siano migliori di quelli di oggi George risponde che in realtà, quando ha iniziato la sua attività, la qualità di molte chitarre, tra cui le Gibson acustiche, era orribile e che per aver un buon prodotto bisognava guardare a quelle di inizio anni Sessanta. Le Gibson prodotte a cavallo tra i due decenni avevano un manico troppo stretto, difficile da maneggiare, e con la catenatura a doppia X avevano un terribile angolo neck set e ponti estremamente bassi. Gruhn spiega che il motivo per cui Crosby, Stills, Nash e Young usavano vecchi strumenti è che suonavano meglio di quelli a loro contemporanei.
Tra i modelli più in voga nel suo negozio figurano le chitarre elettriche degli anni '50 e le acustiche degli anni '20 e '30, gli stessi che erano popolari ai tempi dell'apertura a Nashville nel 1970.

George Gruhn sul mercato delle chitarre di oggi e di ieri

La sua clientela, molto cambiata nel tempo, è suddivisibile in tre fasce: musicisti o coloro a cui serve uno strumento, i collezionisti e gli speculatori.
In particolare spiega di come gli speculatori abbiano influenzato negativamente il mercato rendendolo poco accessibile a causa degli aumenti di prezzo. Questa categoria ha sovrastato i collezionisti e musicisti a partire da fine anni '80.

I collezionisti sono interessati alla storia e alla funzionalità degli strumenti, hanno molto più rispetto dei prodotti e sono contrari agli aumenti del prezzo.
Nel suo lavoro Gruhn è molto attento anche nel considerare colui a cui cede una chitarra, ad esempio, una Martin D-45 dell'anteguerra, di cui son stati prodotti solo 91 pezzi, ritiene più ragionevole affidarla a un collezionista che non a un musicista occasionale.

George Gruhn sul mercato delle chitarre di oggi e di ieri

Il mercato degli strumenti d'epoca è stato a lungo guidato dai Baby Boomer (i nati tra il 1945 e il 1964), di cui fa parte Gruhn, ma non è più così. Questa generazione possiede ancora molti strumenti ma non ne compra più. Con l'avanzare dell'età alcuni di loro, non potendo più suonare per svariati motivi, stanno rimettendo sul mercato interessanti pezzi della propria collezione.

La sua speranza è che la generazione X e i Millenials possano tornare alla passione del collezionismo anche se visto come difficile obiettivo. I giovani di oggi, abituati alla musica composta a computer, sarebbero poco propensi all'uso della chitarra, che però non è assolutamente uno strumento morto, e per i pochi appassionati è invece difficile potersi permettere i costi di chitarre d'epoca.
George Gruhn racconta di aver iniziato a collezionare strumenti ai tempi del college perché erano a buon mercato, ma che con i prezzi di oggi non gli sarebbe mai stato possibile.

Il maestro non ha mancato di rassicurare quanti volessero acquistare una buona chitarra ma non disponessero di somme sufficienti ad accaparrarsi strumenti come una Martin D-28 Golden Era o del '37. Il suo suggerimento è la Martin D-28 Standard, manico comodo, buona truss-rod e un forward-shifted e scalloped bracing. Questo tipo di chitarra è migliore di molte che furono prodotte negli anni Sessanta e Settanta.
Per le fasce più basse la proposta è la canadese Seagull, utilizzabile anche professionalmente.

Grohn, tra le chitarre migliori che abbia mai costruito, cita la Martin Custom D-18 e la 0000-18 Sinker maohgany di cui ha detto: “Non sono meglio di ciò che la Martin fece negli anni '30 ma quando consideri che sono nuove e competono o addirittura battono la maggior parte di quelle costruite negli ultimi settanta anni allora sono sicuramente degne di suonare su un palco. Vince Gill ha suonato una delle mie Martin Sinker mahogany sul palco, con gli Eagles!”.

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Alla domanda se delle nuove chitarre, suonate per dieci anni, possano raggiungere la magia risponde che queste nuove Sinker mahogamy sono piuttosto magiche. Oggi è possibile comprare delle chitarre che siano di buona qualità e sorprendentemente vicine alle vecchie ma che è delirante pensare che possano essere migliori. A suo parere resta impossibile battere una D-28 o D-45 del 1937 o le chitarre elettriche Gibson prodotte tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

Tra gli strumenti nuovi superiori rispetto alle proprie versioni passate fa l'esempio della Dobro di Paul Beard che rispetto alla vecchia è migliore in componenti metalliche, coverplate, spider bridge e resonator. Una nuova Beard ha un tono migliore di una Dobro antecedente alla seconda guerra mondiale.

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Link utili
Il sito di Gruhn Guitars
L'intervista di Acoustic Guitar a George Gruhn
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